Il silenzio uccide

A Roma le aggressioni fasciste non si limitano ai blitz nelle università o alla violenza della polizia sui manifestanti: il mese di marzo è stato oggetto di numerose violenze razziste, all’insegna del totale disinteresse di media e quella che chiamavamo “società civile”.
Da Tor Bella Monaca, dove è rimasto in fin di vita un uomo pakistano e sono stati aggrediti due ragazzi albanesi, alla già nota Caffarella, dove in un locale sono stati picchiati cinque romeni, fino a Campo dei Fiori, dove un altro lavavetri è stato aggredito con calci e pugni da 3 italiani, fino a Ponte Milvio dove un francese è stato aggredito al grido di:“siamo la razza ariana, siamo nazionalsocialisti”.

Neanche la consueta retorica politica ha dato spazio e visibilità a queste storie tant’è che finora soltanto la FNSI e la parte sana del quartiere hanno denunciato ciò che è accaduto a Tor Bella Monaca, organizzando una manifestazione.

Nella nera Roma di Alemanno & co. non si può parlare di razzismo o xenofobia, tuttalpiù si parlerà nuovamente di bullismo mentre le aggressioni sono realmente aumentate e per gli immigrati che risiedono in città il clima è sempre più ostile.

Tutto questo accade in un clima in cui leggi razziste, la delazione e le minaccie agli immigrati sono avallate dalle istituzioni nazionali e cittadine.

Nel frattempo l’indifferenza continua a mietere vittime.

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