Archivi dei tag: Comunicati

LA RASH SUGLI EVENTI DI CASALBERTONE

23 marzo 2012, una data significativa in cui si incrociano, sovrappongono e finiscono per scontrarsi anniversari opposti e relative celebrazioni. Da un lato, c’è chi rende onore ai 335 romani trucidati alle Fosse Ardeatine dai boia nazisti e relativo codazzo di lacchè in camicia nera, dall’altro, chi omaggia Mussolini, la nascita del fascismo e festeggia [...]

Processo ThyssenKrupp

In occasione dell’udienza di martedi 14 dicembre in occasione del processo ThyssenKrupp di Torino per i 7 morti del 6 dicembre 2007, il PM Raffaele Guariniello renderà note le richieste di pena per i 6 imputati della multinazionale tedesca. Preghiamo … Continue reading

Processo ThyssenKrupp

Son trascorsi 3 anni dal rogo della TyssenKrupp dove morirono 7 operai nel frattempo, ogni anno, la media dei morti sul lavoro è sempre sopra i 1200, oltre 1 milione di incidenti e decine di migliaia di invalidi. La precarietà, … Continue reading

Nomortilavoro sui dati dell’Inail

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare dei dati che finalmente confermerebbero una diminuzione di infortuni e morti sul lavoro. Forse l’Inail non legge bene le agenzie stampa né tantomeno segue il il blog  di nomortilavoro, perché se così … Continue reading

PARTIZAN Hardcore Fest

Ore 18:30: Presentazione del Vademecum Legale sul Pacchetto Sicurezza, a cura della rete di attivazione del pensiero – gruppo inchiesta e del coordinamento cittadino di lotta per la casa. Ore 22:00: Presentazione del video “Colpo al cuore. Morte non accidentale di un monarca” sulla vita e il regicidio di Gaetano Bresci, realizzato dal collettivo Teleimmagini? [...]

Dichiarato illegittimo il licenziamento di Mimmo Mignano

I fatti risalgono al febbraio 2006, durante una contestatissima assemblea indetta da Fiom, Fim e Fismic per il rinnovo bidone del contratto dei metalmeccanici, all´interno dello stabilimento Fiat di Pomigliano. Il Mignano insieme ad altri 7 operai, furono licenziati con l´accusa di aver organizzato la contestazione operaia.
La direzione Fiat scelse questo come pretesto per interferire pesantemente all´interno della dialettica tra operai e organizzazioni sindacali, ma in realtà voleva colpire quegli operai, la maggior parte che avevano bloccato con scioperi e picchetti l´introduzione di ritmi ancora più pesanti.
Oggi con una sentenza della Corte di Appello di Napoli è stata ribaltata la vergognosa sentenza di I grado che aveva invece confermato il licenziamento solo di Mimmo, mentre gli altri furono reintegrati. Mignano ha vinto questa prima battaglia grazie alla tenace difesa dall´avv. P. Marziale.
Per vedere Mimmo un´altra volta al suo posto di lavoro e al fianco delle lotte, bisognerà attendere ancora, perché intanto la Fiat, nel novembre del 2008, alla vigilia di uno sciopero del sindacalismo di base lo licenziò di nuovo.
In quell´occasione un gruppo di operai Fiat, di precari della sanità, di operatori sociali e di lavoratori aderenti alla Confederazione Cobas, svolsero attività di propaganda dello sciopero di novembre all´interno di un Fiat Center.
Anche in quel caso la Fiat non perse tempo e pur di togliersi dai piedi un sindacalista combattivo, lo licenziò. Eravamo alla vigilia del famigerato piano Marchionne: quello della deportazione dei 316 a Nola.
Nonostante l´arroganza padronale, Mimmo e  la Confederazione Cobas, hanno continuato a sostenere le lotte contro lo sfruttamento operaio. Come Cobas del Lavoro Privato, Mimmo Mignano in testa, definiamo il nuovo Piano Marchionne come Piano penitenziario, che intensifica lo sfruttamento, annulla i diritti  e vorrebbe zittire, sancendolo nell´accordo con i sindacati concertativi, ogni possibile dissenso. Per questo intimiamo a Fiom, Fim e Fismic a non firmare  nessun accordo di questo tipo al tavolo di venerdì con la direzione Fiat.

A Terni la questura lede lo stato di diritto.

GRAVE INTIMIDAZIONE A DANNO DI 12 COMPAGNI COBAS E ANTIFASCISTI

Il Questore di Terni , abusando dei suoi poteri – attraverso misure amministrativo/repressive, ancora previste dalla famigerata “ legge Scelba del ‘56” e dal TULPS fascista – sta intentando di sequestrare i fondamentali diritti politici sanciti dalla Costituzione a 12 compagni , tra i principali animatori della vita sindacale , sociale,culturale e politica del territorio Ternano.
A questi compagni è stato applicato il provvedimento  "dell’avviso orale ”, una pesante minaccia tesa ad impedire le libertà individuali e di movimento , che impone “ di tenere comportamenti conformi alla legge(Scelba) , in caso contrario saranno proposti al Tribunale di Terni per l’applicazione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, prevista dall’art.3-L.1423/56 e successive modifiche previste dalle leggi 128/2001 e 94/2009 “.
Se queste disposizioni autoritarie , nonché faziose e coercitive , trovassero applicazione ovunque, la vita politica, la convivenza civile e i diritti costituzionali in Italia, sarebbero già sotto il sequestro di una tirannia di stampo fascista !
Peraltro, dopo la sconfessione e l’azzeramento dei Teoremi Questurino-Giudiziari sanzionati dalle Sentenze Assolutorie riguardanti i compagni di “ Cosenza e Taranto”, in cui erano imputati anche alcuni rappresentanti Cobas , nessuna istituzione governativa era arrivata a tanto !
Il Coordinatore della Confederazione Cobas della Provincia di Terni, Franco Coppoli, e un lavoratore Cobas della Tyssen Krupp, sono nella illegale “ lista nera” predisposta dalla Questura di Terni-Divisione Anticrimine-Sezione misure di prevenzione e sicurezza .
Ciò la dice tutta sulle subdole intenzioni del Questore di Terni , che interviene a “ gamba tesa” contro i protagonisti della ripresa conflittuale nel tessuto produttivo e sociale Ternano, sottoposto ai diktat padronali della Tyssen Krupp ( un mixer di clima da caserma condito con ritorsioni antisindacali e infortuni-morti del lavoro) , agli scempi della devastazione ambientale , agli scandali della Pubblica Amministrazione,alle provocazioni dei neofascisti.
Il Questore e la Questura di Terni, invece di intervenire a tutela della “legalità repubblicana”- di imporre il rispetto dei principi costituzionali e di sanzionare sopraffattori,corruttori e fascisti – si scagliano contro quanti ,esercitando il possesso dei Diritti Fondamentali denunciano, attraverso manifestazioni,scioperi e altre forme di protesta, la lesione di quei diritti pretendendone il ripristino.
Di fatto , con questa grave intimidazione la Questura di Terni si schiera a fianco del padronato, dei devastatori e dei fascisti, contro l’esercizio del diritto di sciopero e attività sindacali, contro la libertà di manifestare,contro il diritto di resistenza teso ad impedire la “ ricostituzione del partito fascista”, le connesse azioni squadristiche e il vilipendio della Costituzione antifascista !
La Confederazione Cobas , parte integrante di un vasto e diffuso movimento proteso al rinnovamento profondo della società italiana – usurpata e avvilita da una cricca politico-economica corrotta e alla bancarotta – non smetterà un attimo dal denunciare soprusi e crimini da qualsiasi parte provengano pretendendo, come in questo caso per i propri esponenti e per gli antifascisti, il ritiro degli odiosi provvedimenti e la sanzione di chi li ha partoriti .
La Confederazione Cobas nel rinnovare la incondizionata solidarietà e stima a Franco Coppoli , al lavoratore della Tyssen Krupp e agli antifascisti del territorio Ternano, si adopererà in tutte le sedi per far valere le argomentazioni democratico-costituzionali, impegnando l’intero quadro militante a sostegno delle iniziative locali e nazionali per sconfiggere la deriva autoritaria in corso.

Roma 10 giugno 2010 Confederazione Cobas

Giugno: si muore anche andando al lavoro

12 GIUGNO

TRENTO – Ancora un grave infortunio sul
lavoro nel Trentino. Si è verificato al campo sportivo
in costruzione a Cloz dove Matteo Valorzi, 44enne titolare della ditta
EdilValorzi di Rumo, è stato colpito alla testa da un palo metallico
per l’illuminazione precipitato al suolo durante la sua installazione.
Dopo i primi soccorsi, l’uomo è stato trasportato con
l’elicottero del ’118′ all’ospedale Santa Chiara di Trento dove è
stato accolto nel reparto di rianimazione, in prognosi riservata.
Accertamenti sono stati avviati dall’Ispettorato provinciale del
lavoro.

BOLZANO – Hubert Gamper, 53 anni di
Senales, dipendente della ditta Plauser speck, vittima ieri pomeriggio
a Plaus, in val Venosta, in Alto Adige, di un incidente su lavoro, è
morto
questa mattina all’ospedale di Merano, dove era stato ricoverato
dopo l’infortunio.
Durante normali operazioni di carico-scarico, l’uomo era rimasto
schiacciato tra una banchina e un tir in manovra ed aveva riportato
serie lesioni all’addome e al bacino. Ricoverato all’ospedale di
Merano, era stato subito sottoposto ad un delicato intervento
chirurgico al quale non è sopravvissuto.

PAVIA – È morto schiacciato dal trattore
sul quale stava lavorando nel suo vigneto a Montù Beccaria
(Pavia), sulle colline dell’Oltrepo.
Antonino Gazzi, agricoltore di 77 anni, era alla guida
del mezzo che, in un tratto in pendenza, si è ribaltato. I
vicini hanno subito lanciato l’allarme. Sul posto è arrivato un
equipaggio del 118 ma i medici, purtroppo, non hanno potuto far
altro che constatare il decesso dell’uomo. I carabinieri di
Stradella hanno aperto un’inchiesta sull’incidente.

S.BENEDETTO (L’AQUILA) – Un giovane operaio
ventenne, Ermete D’Alessandro, di San Benedetto, è morto in un
incidente sul lavoro cadendo dal tetto di un capannone.
Il giovane stava sistemando una guaina di bitume durante
lavori di ristrutturazione del capannone industriale, quando,
per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, ha
perso l’equilibrio ed è precipitato da un’altezza di circa 10
metri. Sulla vicenda la magistratura di Avezzano ha aperto
un’inchiesta per accertare se vi siano state violazioni delle
norme in materia di sicurezza sul lavoro. 

BRINDISI – Un operaio di 50 anni, Franco
Sergi, è rimasto ferito a Brindisi, nei cantieri della Monteco,
la ditta che si occupa della raccolta rifiuti, dopo essere stato
travolto da cassonetti.
L’uomo è stato travolto da una decina di cassonetti che
erano stivati all’interno del capannone. Secondo una prima
ricostruzione di quanto accaduto, l’operaio, per prendere una
Motoape con cui svolgere il suo compito di spazzamento manuale
delle strade, si sarebbe aperto un varco nella pila di bidoni ma
questi sarebbero precipitati, schiacciandolo. Solo grazie ai
suoi riflessi, l’uomo è riuscito ad evitare il peggio. È stato
medicato in ospedale per fratture al braccio sinistro.

SINOPOLI (REGGIO CALABRIA) – Un agricoltore,
Domenico Fedele, di 23 anni, è morto a seguito di un incidente
sul lavoro avvenuto nelle campagne di Sinopoli.
Il giovane era alla guida di un trattore che, per cause
ancora in corso di accertamento, si è ribaltato travolgendolo.
Altri operai che lavoravano nella zona hanno soccorso Fedele che
è morto poco dopo.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri ed i
sanitari del servizio 118.

11 GIUGNO

LATINADue operai,
Renzo Di Biase, 50 anni, e Luigi Ruggeri, 55, sono rimasti
schiacciati
dal crollo di una gru in un cantiere a Itri, in
provincia di Latina. L’incidente è avvenuto in un cantiere edile di una ditta che lavorava
alla ristrutturazione di un palazzo, nel centro della cittadina
pontina.
Secondo una prima ricostruzione i due operai si trovavano sul
cestello mobile di una gru e stavano lavorando al rifacimento
della facciata dell’edificio quando, per cause ancora in corso
di accertamento, il cestello si è staccato precipitando a terra
e schiacciando i due uomini che sono morti sul colpo. Sul luogo
dell’incidente sono intervenute le forze dell’ ordine, insieme
ai vigili del fuoco di Latina e Terracina ed alle ambulanze del
118. L’area è stata transennata. Momenti di tensione da parte
di alcuni parenti giunti sul posto dopo aver appreso del tragico
infortunio
. Il cantiere è stato attualmente sequestrato per
consentire i rilievi e la ricostruzione della dinamica.
Sempre oggi, nel Pontino, a Formia, un operaio di 55 anni è
rimasto gravemente ferito dopo essere caduto da circa 7 metri,
in un cantiere. L’uomo è stato trasportato in codice rosso in
ospedale.

BERGAMO – È caduto da un’altezza di quasi
cinque metri mentre riparava il tetto di un capannone in
provincia di Bergamo. Così si è ferito un
operaio di 22 anni, vittima di un incidente sul lavoro a
Verdellino (Bergamo).
L’infortunio è accaduto poco dopo le 16 alla Eliplast,
un’azienda che produce e vende articoli per la casa. Il giovane
stava lavorando per conto di una ditta esterna sul tetto dello
stabilimento, quando all’improvviso è scivolato ed è caduto
all’interno del locale. L’operaio è stato portato dal 118 al
Policlinico di Zingonia (Bergamo) con un trauma cranico, una
sospetta frattura a un polso e varie contusioni. Per fare luce
sulle cause dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri.

SAMBUCA DI SICILIA (AGRIGENTO) – Mario
Franco Giovinco, 43 anni, operaio, sposato e padre di due
bambini, è morto stamattina folgorato da una scarica elettrica
mentre lavorava in un cantiere edile di località Adragna, a
Sambuca di Sicilia, nell’Agrigentino. Sulle cause dell’incidente
indagano i carabinieri. 

TERNI – La vittima è Benito Dominici, di
85 anni, residente a Terni. L’incidente è avvenuto mentre stava lavorando con una
motozappa in un appezzamento di terreno di sua proprietà, a
fianco della strada di Santa Maria Maddalena, a Terni.
Per cause in corso di accertamento il mezzo che stava
manovrando si è ribaltato, probabilmente a causa di un dosso
nel terreno, e il sistema di autobloccaggio non ha funzionato.
L’ uomo è quindi stato straziato dalle lame della motozappa ed
è morto all’ istante.
L’ allarme è stato dato dai suoi familiari. Sono intervenuti
pompieri, 118 ed agenti della volante.

10 GIUGNO

PORTO CESAREO (LECCE)Sono gravi le
condizioni
di un operaio di 42 anni, di Carmiano (Lecce), caduto
stamattina da un’altezza di otto metri, mentre era al lavoro su
un’impalcatura a Porto Cesareo.
A quanto si è saputo, l’uomo era al lavoro in via Pascoli,
alle dipendenze di un’impresa edile di Monteroni di Lecce che
sta compiendo lavori di ristrutturazione di uno stabile.
Soccorso dai compagni di lavoro, l’operaio è stato soccorso e
ricoverato nell’Ospedale di Lecce.

BRINDISI – Secondo quanto si apprende dai
carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco, la
vittima
dell’incidente mortale sul lavoro, avvenuto a seguito di una
esplosione nello stabilimento della Sanofi Aventis, centro
multidisciplinare di biotecnologie della zona industriale di Brindisi,
aveva 45 anni. Feriti altri quattro operai che erano impegnati nella manutenzione di un silos. I
lavori erano a cura di un’altra società, la ‘Cof&C. srl‘.

8 GIUGNO

CAGLIARI – In poche ore si sono verificati in
Sardegna due incidenti sul lavoro entrambi mortali. Un operaio
dell’Anas è deceduto travolto dal mezzo guidato da un suo
compagno di lavoro. Mentre un agricoltore è rimasto sotto il
suo trattore ribaltatosi.
Un operaio dell’Anas impegnato nel lavoro di pulizia lungo
una cunetta sulla strada statale 198, nei pressi di Nurri, è
stato investito ed ucciso da un suo collega che manovrava un
trattore tagliaerba. Il fatto è avvenuto mentre
la squadra era impegnata a sfalciare il limitare della strada
per evitare gli incendi estivi spesso provocati dagli
automobilisti. Elvio Caredda, di 56 anni, di Seui, è stato
travolto dal pesante mezzo guidato dal compagno.
Mentre nei pressi di Serrenti, sulla strada statale 131 un
agricoltore, di 67 anni, è deceduto dopo essere uscito dalla
carreggiata a causa del tamponamento da parte di un camion.
Inutile l’intervento del personale del 118.

TORINOSono più gravi del previsto le
condizioni dei due operai
rimasti feriti a Rosta
(Torino) nel cedimento di una parete di uno scavo fognario a
causa della pioggia e della mancanza di armatura. Ilie Croitor,
40 anni, ha subito la frattura dello sterno, di una clavicola e
di alcune costole. Costantin Cavalleru, 39 anni, ha invece un
trauma vertebrale e una contusione polmonare. Per questa ragione
sono stati entrambi ricoverati all’ospedale di Rivoli, dove
erano stati trasportati subito dopo l’incidente.
I due lavoravano per l’impresa Dea Costruzioni, di proprietà
dell’ex vicesindaco Daniele Dorigo. Croitor era al primo giorno
di lavoro come paramanista, ma era corso ad aiutare i colleghi
dello scavo fognario proprio perchè, a causa della pioggia, era
necessario ultimare l’intervento quanto prima. L’incidente
poteva avere conseguenze anche più gravi: una macchina
operatrice che si trovava sopra i due operai avrebbe potuto
cadere, ma fortunatamente è rimasta in piedi anche dopo il
cedimento del terreno circostante.
I vigili del fuoco, intervenuti con quattro mezzi, hanno
lavorato a lungo per estrarli e per mettere in sicurezza il
cantiere. Ora toccherà ai tecnici dello Spresal della Asl To3,
che hanno effettuato tutti i rilevamenti, fare luce sulle
eventuali responsabilità.

NOVARA – Pochi giorni fa era caduto nel
vuoto, riportando gravi ferite. Oggi è morto nel reparto di
rianimazione dell’osepdale di Novara. Samuele Gozzo, 22 anni di
Bellinzago, era rimasto ferito in un incidente sul lavoro
giovedì scorso. Il giovane stava lavorando all’interno della
cava Frattini di Cameri, quando ha messo un piede su un punto
scoperto, ed è precipitato per circa cinque metri.
Sull’episodio sono in corso le indagini dello Spresal,
organo dell’Asl competente in materia di infortuni e sicurezza
sul lavoro. 

MILANO – Incidente sul lavoro a Peschiera
Borromeo, nel Milanese. Un uomo di 41 anni è precipitato,
dopo aver perso l’equilibrio, da un’impalcatura del cantiere nel
quale stava lavorando in via Grandi.
Le sue condizioni di salute sono apparse immediatamente gravi
per un grave trauma commotivo. Subito intubato dal soccorso
sanitario, è stato trasportato in Rianimazione all’ospedale
Niguarda di Milano.

7 GIUGNO

LUCERA (FOGGIA) - Un operaio di 47 anni,
Francesco Ferrara, di San Marco la Catola, piccolo Comune del
Subappennino dauno, è morto mentre stava eseguendo lavori di
sistemazione di una strada rurale privata in località Valle
delle Ciliegie a Volturino, nel foggiano.
Secondo quanto accertato dai carabinieri di Lucera,
intervenuti sul luogo dell’incidente, l’uomo era a bordo di un
rullo compressore che probabilmente, a causa della pendenza
della strada, si è ribaltato, schiacciandolo. A dare l’allarme
è stato il proprietario della masseria per conto del quale
Ferrara stava eseguendo i lavori.

CHIUSDINO (SIENA) – Un operaio di una ditta
impegnata nei lavori al cantiere per la costruzione della nuova
centrale geotermica Enel Greenpower di Chiusdino (Siena) è
rimasto ferito
dopo che un camion, facendo manovra, ha
urtato il braccio del cestello mobile dove lui stava operando.
Il contraccolpo è stato tale da causare un trauma toracico
all’operatore impegnato nel cestello.
Secondo quanto riferisce un comunicato dell’Enel, l’uomo,
dipendente di una ditta di Ostiglia (Mantova), è stato subito
soccorso e trasportato in ambulanza all’ospedale Le Scotte di
Siena. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Sull’
episodio sono in corso accertamenti dei carabinieri. 

BENEVENTO – Un agricoltore di Guardia
Sanframondi (Benevento), Giovanni Ceniccola d 77 anni, è morto
per le gravissime ferite riportate in seguito al ribaltamento
del suo trattore.
L’incidente è avvenuto alla contrada ‘Tre Ponti’ del Comune
sannita, dove il pensionato stava arando un proprio appezzamento
di terreno. A dare l’allarme è stata la moglie della vittima
che ha assistito all’incidente. A nulla sono valsi i soccorsi
dei medici del 118, dei carabinieri e dei vigili del
fuoco.

TRENTO – Tragedia a Sant’Orsola terme, in Valsugana, nel Trentino; Graziella
Pintarelli, 62 anni, del luogo, ha perso la vita in un incendio: la
donna si era recata insieme al marito Ilario Paoli, in campagna per
sbrigare alcuni lavoretti. Ha tentato di domare le fiamme che stavano
divorando le sterpaglie del suo campo, ma ha inalato troppo fumo,
probabilmente si è sentita male e, proprio sul sentiero che l’avrebbe
portata via da quel prato che bruciava, è caduta a terra ed è stata
raggiunta dalle fiamme.
Quando il fuoco ha iniziato a bruciare le sterpaglie il marito
è corso in paese a chiamare i soccorsi. Al suo ritorno ha trovato la
moglie a terra, morta, semicarbonizzata. Sul posto sono accorsi il
118, i vigili del fuoco, la guardia medica di Pergine, che ha
constatato il decesso, e i carabinieri, per ricostruire l’accaduto. La
dinamica, infatti, non è ancora del tutto chiara.

6 GIUGNO

ARCEVIA
(ANCONA)
– Un carabiniere di 34 anni,
Ivan Scarafoni, da tre mesi in servizio presso la stazione di
Arcevia (Ancona), è morto in un incidente stradale avvenuto
stamani lungo l’Arceviese, mentre si recava al lavoro. Il
militare era alla guida di una motocicletta di cui ha perso il
controllo, per cause ancora da accertare: è finito in una
scarpata, rimanendo ucciso sul colpo.
Sul posto, per i rilievi dell’incidente, la polizia stradale.

5 GIUGNO

AVELLINOSi ferisce alla gola con le
forbici
e mentre il padre cerca di salvarlo afferra un coltello
da cucina e si uccide con un fendente alla gola.
Protagonista della vicenda, un lavoratore precario 35enne di
Avellino che in passato aveva gia’ tentato il suicidio. Secondo
i carabinieri l’uomo era particolarmente provato a causa della
sua precaria posizione occupazionale. A nulla e’ valso
l’intervento del 118. La magistratura ha disposto il sequestro
dell’abitazione dove e’ avvenuta la tragedia.

4 GIUGNO

ANCONA – Due persone hanno perso la vita. Un
muratore di 61 anni, Federico Montani, di Monterubbiano (Fermo),
è morto cadendo da un’impalcatura alta 10 metri
metri.
L’uomo lavorava in un cantiere lungo via G. Speranza, a
Fermo ed è precipitato mentre era al lavoro nel vano
ascensore della palazzina, dove è in corso la realizzazione di
civiche abitazioni.
Dai primi accertamenti, il decesso è avvenuto per diverse
gravi lesioni riportate, tra le quali una alla testa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del
fuoco, il 118 e il personale dell’Ispettorato del lavoro. Il
cantiere è stato messo sotto sequestro.
Nel secondo infortunio, accaduto sempre nel pomeriggio nella
campagna di Massignano di Ancona, ha perso la vita un
ottantunenne. L’uomo era alla guida di un trattore, quando il
cingolato, forse per la forte pendenza, si è ribaltato,
schiacciandolo. Sul posto, carabinieri, vigili del fuoco e
personale del 118. si è appreso che
Montani è caduto da un’altezza di circa dieci metri, e non
quattro.  Per domani
è prevista l’ispezione cadaverica.

PESCHIERA BORROMEO (MILANO) – Un operaio
50enne ha perso l’uso di un occhio dopo essere stato raggiunto
da un corpo metallico mentre stava lavorando alla Matec di
Peschiera Borromeo, che produce tubi flessibili industriali.
L’uomo è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di
Vizzolo Predabissi. I carabinieri indagano sulla dinamica
dell’incidente.

MAJANO (UDINE) – Un operaio albanese di 33
anni, Tuca Nuri, residente a Cervignano del Friuli (Udine), è
morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere
edile di Majano (Udine), senza che ci fossero testimoni.
L’uomo – a quanto si è saputo – stava eseguendo, per conto
di una ditta di Villa Vicentina (Udine), alcuni lavori di
ampliamento della scuola materna comunale. Verso le 16:30, si
trovava su un’impalcatura dalla quale, per motivi in corso di
accertamento, è precipitato.
Il tonfo è stato udito dai colleghi dell’operaio, che hanno
dato l’allarme, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare.
Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri di Majano e
degli ispettori dell’Azienda sanitaria del Medio Friuli.

3 GIUGNO

COMABBIO
(VARESE)
– Un artigiano è rimasto
ferito ai genitali perchè i pantaloni che indossava sono
rimasti incastrati nell’ingranaggio di un nastro trasporatore
sui cui stava sistemando della legna. L’operaio non è in
pericolo di vita, ma ha dovuto subire un intervento chirurgico.
L’incidente si è verificata in una ditta di Comabbio nel
varesotto. L’uomo, 38 anni, è stato ricoverato all’ospedale di
Circolo di Varese.

PIETRAPAOLA (COSENZA) – La procura della
Repubblica di Rossano ha avviato le indagini sulla morte di
Leonardo Crescente, di 32 anni, l’autista rimasto folgorato a
Pietrapaola, nel cosentino. Il pm di turno Maria Vallefuoco ha
disposto l’esecuzione dell’autopsia sul cadavere dell’uomo.
Crescente, che era sposato e padre di tre figli, stava
lavorando a bordo di una ruspa alla realizzazione di nuovi
loculi nel cimitero del paese. In base alla ricostruzione della
dinamica dell’incidente la benna del mezzo meccanico guidato
dall’uomo ha urtato i fili dell’alta tensione e la scarica non
gli ha lasciato scampo.
Il cadavere dell’autista è stato portato nell’obitorio
dell’ospedale di Rossano.

2 GIUGNO

MATERA – Nel primo pomeriggio a Pisticci (Matera), in localita’ ‘Sangianni’,
un agricoltore della provincia di Bari di 65 anni, si e’ salvato dopo
essere stato investito dal trattore
che si e’ ribaltato mentre stava
effettuando dei lavori agricoli all’interno del proprio terreno, in una
zona sconnessa e con una forte pendenza. E’ rimasto con le gambe sotto
il mezzo. A dare l’allarme e’ stato un automobilista in transito su una
strada limitrofa che ha chiamato il 112 e il 118. Sul posto sono giunti i
carabinieri e l’ambulanza. L’uomo e’ stato trasportato d’urgenza in eliambulanza presso
l’ospedale di Potenza. Dopo i controlli del caso e’ stato dimesso
perche’ non ha riportato ferite importanti. Aveva rischiato, inoltre, di
finire in un dirupo ed e’ stato provvidenziale l’intervento di due
carabinieri per metterlo in sicurezza.

1 GIUGNO

NAPOLI – Un operaio di 64 anni e’ morto
stamattina a Bagnoli, alla periferia di Napoli, in un incidente
sul lavoro.
L’uomo, Paolo Castiglione, capocantiere di una ditta edile
napoletana, e’ stato travolto da un muro di contenimento, mentre
lavorava in un cantiere privato in via Pozzuoli 48. A nulla
sarebbe servita la protezione del casco, che, secondo gli
operai, il muratore indossava. Secondo la prima ricostruzione
degli inquirenti non vi sarebbero irregolarita’ nel cantiere.
Tocchera’ ora a un ispettore del lavoro completare l’indagine
sull’incidente. 

Mosca: ancora un ragazzo assassinato dai nazi

Ieri vicino al ponte della zona nord-ovest di Mosca, un gruppo di giovani musicisti russi con diversi amici e invitati si sono ritrovati per celebrare il compleanno di uno di loro.
Dopo la festa molte persone cominciavano ad andare via mentre le restanti 15-20, la maggior parte dei quali erano ragazzine, si sono attardate per ripulire.
Molti [...]

Per Bruno Bellomonte

Per Bruno Bellomonte oltre al danno la beffa. Dopo un ingiusta carcerazione preventiva, ora il licenziamento.
Infatti Bellomonte era stato arrestato il 10 giugno scorso poco prima del G8 in Sardegna (poi spostato a L’Aquila) in una dubbia operazione dallo scopo preventivo senza prove né indizi reali e resta ancora in attesa di giudizio.
Bruno è un ferroviere capostazione a Sassati, un militante delle lotte in Sardegna tra i più stimati e conosciuti per antica militanza sociale e sindacale. E’ un personaggio pubblico che non ha mai avuto niente da nascondere attualmente
anche candidato a sindaco a Sassari.
E proprio ora approfittando del suo stato di debolezza Trenitalia lo ha licenziato mandandogli una lettera nel carcere di Siano (CZ), nonostante non sia stato mai condannato ma solo in attesa di giudizio.Come in altri casi (vedi la FIAT SATA di Melfi e già Trenitalia) le imprese licenziano i delegati ed i lavoratori più scomodi sostituendosi a qualsiasi Tribunale e emettendo la propria personale condanna sommaria.

PER BRUNO BELLOMONTE REINTEGRO E LIBERTA’ SUBITO!

Per adesioni all’appello scrivere nome, cognome, carica di partito-sindacato o lavoro, città e inviare alla mail: tiddia.ant@gmail.com

Se, invece la protesta, per l’ingiusto licenziamento, la volete indirizzare verso l’amministratore delegato di Trenitalia (Soprano) spedite un fax al numero:0644104658 – mail v.soprano@trenitalia.it
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