<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Indymedia Roma</title> <atom:link href="http://roma.indymedia.org/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://roma.indymedia.org</link> <description>don&#039;t hate the media, become the media</description> <lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 17:59:15 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>11/2 &#8211; Azione di solidarietà per i compagni e le compagne No-tav al Palladium</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/42175/112-azione-di-solidarieta-per-i-compagni-e-le-compagne-no-tav-al-palladium</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/42175/112-azione-di-solidarieta-per-i-compagni-e-le-compagne-no-tav-al-palladium#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 22:54:59 +0000</pubDate> <dc:creator>solidali con il movimento no tav</dc:creator> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[palladium]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/42175/112-azione-di-solidarieta-per-i-compagni-e-le-compagne-no-tav-al-palladium</guid> <description><![CDATA[Oggi un gruppo di compagne e compagni solidali con il movimento No-Tav sono andati al Palladium intervenendo prima dell&#8217;inizio dello spettacolo di Ascanio Celestini &#8220;PRO PATRIA&#8221; distribuendo e leggendo all&#8217;interno del teatro il volantino qua di seguito: INSCENARE LA REALTA&#8217; NON BASTERA&#8217; A FARCI CREDERE CHE NON SIA VERO Lo spettacolo che state per vedere [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi un gruppo di compagne e compagni solidali con il movimento No-Tav sono andati al Palladium intervenendo prima dell&#8217;inizio dello spettacolo di Ascanio Celestini &#8220;PRO PATRIA&#8221; distribuendo e leggendo all&#8217;interno del teatro il volantino qua di seguito:</p><p>INSCENARE LA REALTA&#8217; NON BASTERA&#8217;<br /> A FARCI CREDERE CHE NON SIA VERO</p><p>Lo spettacolo che state per vedere parla di rivoluzionari, di lotte, di carcere e di repressione. Questo spettacolo è iniziato molto tempo fa e continua ad andare in scena tutti giorni, ma gli attori sono più reali che mai.</p><p>Come reali sono le emozioni, le paure, le difficoltà di chi sceglie di mettersi in gioco in prima persona.<br /> Il 26 gennaio i riflettori si sono accesi nuovamente sulla lotta della Val di Susa. 26 persone fermate in tutta Italia, molte di queste ancora detenute e altre sotto poste a regime di limitazione della libertà personale ( domiciliari, obbligo di dimora e di firma).</p><p>Tutti e tutte loro hanno considerato una montagna, una valle e le vite che le abitano più importanti degl&#8217;interessi economici di speculatori e politici.<br /> Tutti e tutte loro hanno scelto di agire di fronte a ciò che ritengono un&#8217;ingiustizia invece che rimanere seduti come spettatori impassibili a guardare l&#8217;atroce spettacolo della Tav.</p><p>Tali manovre repressive dimostrano quanto il movimento No Tav rappresenti un pericolo effettivo per la realizzazione di quest&#8217;opera grandemente nociva.<br /> Allo stesso tempo l&#8217;esperienza di autogestione e condivisione sperimentata in questi 20 anni di lotta in Val di Susa mette radicalmente in discussione il modello di vita che vorrebbero imporci, basato su isolamento, sottomissione e una vita sempre più assoggettata ai ritmi frenetici della produttività.</p><p>Nessun applauso potrà mai bloccare un tav.Nè fermare il guadagno dei soliti pochi sulla nostra pelle.<br /> Nessun applauso libererà i compagni e le compagne recluse.<br /> Nessun applauso abbatterà le mura delle galere.</p><p>Insomma, lo spettacolo continua anche fuori da questo teatro, sta a noi il modo di riscrivere la trama e scegliere il finale, <strong>TUTTI LIBERI, TUTTE LIBERE</strong>.</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/42175/112-azione-di-solidarieta-per-i-compagni-e-le-compagne-no-tav-al-palladium/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ostia: repressione, l&#8217;altra faccia della crisi</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/42153/ostia-repressione-laltra-faccia-della-crisi</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/42153/ostia-repressione-laltra-faccia-della-crisi#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:25:36 +0000</pubDate> <dc:creator>L'Officina</dc:creator> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[periferie]]></category> <category><![CDATA[precariato]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/42153/ostia-repressione-laltra-faccia-della-crisi</guid> <description><![CDATA[&#160; Scriviamo queste righe sul tema della repressione mentre un altra operazione dei carabinieri si scaglia contro una comitiva di ragazzi (leggi qui). Dopo gli spari di nuova Ostia e la successiva criminalizzazione di piazza Gasparri, contornata dalla deserta fiaccolata contro le mafie, continua la passerella mediatica delle forze dell&#8217;ordine per il nostro territorio. Ora [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p><img src="https://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/405844_246421842103334_100002065602684_534307_1469779550_n.jpg" alt="alt" /></p><p><em>Scriviamo queste righe sul tema della repressione mentre un altra operazione dei carabinieri si scaglia contro una comitiva di ragazzi (<a href="http://ostia.romatoday.it/operazione-anti-droga-parco-xxv-novembre.html">leggi qui</a>).</em></p><p>Dopo gli spari di nuova Ostia e la successiva criminalizzazione di piazza Gasparri, contornata dalla deserta fiaccolata contro le mafie, continua la passerella mediatica delle forze dell&#8217;ordine per il nostro territorio. Ora è il turno dell&#8217;operazione &#8220;Piazza Pulita&#8221;, con i carabinieri a farla da protagonisti per il recupero di 5Kg di sostanze stupefacenti al termine di un indagine durata circa 11 mesi. Un magro bottino, se si considera che la somma è da suddividere tra 20 persone diverse, non affiliate a clan già noti né tantomeno membri di un proprio cartello autonomo. E questa sarebbe la criminalità organizzata?</p><p>La disoccupazione produce situazioni limite che hanno bisogno di risposte politiche e non militari. Dobbiamo imparare a distinguere e considerare la differenza esistente tra criminalità di potere e illegalità di sussistenza per meglio comprendere l’inesorabile imbarbarimento delle periferie indotto dall’esplosione di nuove sacche di povertà, prima conseguenza fisiologica della crisi che avanza. La soluzione non può venire dall&#8217;aumento dei posti di blocco, perché non potrà essere qualche gendarme all’angolo della strada a risolvere il problema. D&#8217;altronde, citando Fabrizio De Andrè, è un delitto il non rubare quando si ha fame, ovvero, più in soldoni,  senza reddito sarà inevitabile l&#8217;aumento dell&#8217;illegalità di sussistenza.</p><p>Le forze dell&#8217;ordine, poi, dovrebbero smettere di piazzare le unità cinofile alla stazione Lido Nord e Lido Centro: noi l’utilità di questo spreco di denaro pubblico davvero non lo capiamo, nemmeno a sforzarci. Gli studenti e le studentesse delle scuole sono forse loro la criminalità organizzata da sgominare? Con mafia ora si vuole intendere i pericolosi minorenni che si fanno qualche canna dentro scuola? Lo chiediamo anche a quei dirigenti scolastici e professori che, piuttosto che difendere la scuola dagli attacchi del governo, preferiscono attuare forme di repressione in linea con l&#8217;atteggiamento da stato di polizia che si respira nel territorio. Spiacenti ma dobbiamo ribadirlo ancora una volta: il vero criminale affitta e vende palazzine, costruisce con gli appalti della politica e dorme nella villa nei quartieri bene della capitale. Ed è e resterà sempre impunito, a meno che non pesti i piedi a qualcuno ancora più in alto di lui.</p><p>Chiudiamo con l&#8217;appello del Maggiore Niglio, comandante del Nucleo investigativo di via Zambrini. “In questa circostanza abbiamo infatti riscontrato l’omertà da parte dei cittadini, invito pertanto ad una maggiore collaborazione, ci sono individui che vanno in giro armati”. Meno omertà, quindi, nel segnalare ai propri conoscenti di ceffi armati appartenenti alle forze dell&#8217;ordine che stanno mettendo in atto nuove operazione repressive. Non sia mai dover finire come Federico Aldovandri, Gabriele Sandri, Carlo Giuliani, Aldo Bianzino, Stefano Cucchi e i tanti altri che hanno perso la vita per colpa di quegli individui armati dallo Stato! Noi aspettiamo ancora giustizia e diffidiamo dalle cinematografiche operazioni di facciata contro la criminalità. Non per niente, ma la vita non è un film.</p><p><strong>Collettivo L&#8217;Officina &#8211; Ostia</strong></p><p><a href="https://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/3951-ostia-repressione-laltra-faccia-della-crisi">https://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/3951-ostia-repressione-laltra-faccia-della-crisi</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/42153/ostia-repressione-laltra-faccia-della-crisi/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Enel prepara il massacro</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/42152/enel-prepara-il-massacro</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/42152/enel-prepara-il-massacro#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:14:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Comitato Carlos Fonseca</dc:creator> <category><![CDATA[Colombia]]></category> <category><![CDATA[Enel]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/42152/enel-prepara-il-massacro</guid> <description><![CDATA[Da un lato ci sono centinaia di persone, pescatori, costruttori, braccianti, contadini e mezzadri, accampati lungo il fiume. Dall’altro buldozer, scavatrici, luci che illuminano a giorno il cantiere degli italiani e degli spagnoli. In mezzo esercito e ESMAD, i tristemente famosi squadroni antisommossa colombiani che dalla loro creazione ad oggi, hanno ucciso decine di presone [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da un lato ci sono centinaia di persone, pescatori, costruttori, braccianti, contadini e mezzadri, accampati lungo il fiume. Dall’altro buldozer, scavatrici, luci che illuminano a giorno il cantiere degli italiani e degli spagnoli.<br /> In mezzo esercito e ESMAD, i tristemente famosi squadroni antisommossa colombiani che dalla loro creazione ad oggi, hanno ucciso decine di presone reprimendo il dissenso.</p><p>In questi giorni l’epilogo del conflitto che vede contrapporsi da 4 anni da un lato la controllata ENEL – ENDESA e dall’altro le comunità residenti e resistenti che verranno sfollate per aprire spazio a un mega progetto idroelettrico.<br /> Il Quimbo, questo è il nome della diga che le multinazionali italo spagnole pretendono costruire, è una gigantesca opera che inonderà 8.500 ettari delle terre agricole più fertili del paese, per produrre energia destinata all’esportazione e a coprire il fabisogno energetico interno, che si prevede incrementerà in maniera esponenziale con la conversione in atto del territorio colombiano in una enorme miniera a cielo aperto.</p><p>Son 4 anni che le comunità del Huila, la regione dove sorgerà la diga, protestano, si oppongono pacificamente e legalmete alla distruzione delle loro esistenze, della sicurezza alimentare del paese e di una valle bellissima, riserva di protezione della amazzonia.<br /> Lo hanno fatto portando avanti con assiduità e insistenza le proprie ragioni, scontrandosi contro il muro di gomma di una burocrazia e di un mondo politico che non vogliono capire. O forse che hanno capito benissimo e si sono schierati, anche a costo di violare le stesse norme costituzionali colombiane. La Contraloria un ente di controllo statale, ha già aperto una indagine contro le autorità ambientali e contro lo stesso ministro di ambiente, riscontrando pesanti irregolarità nella concessione dei permessi per la realizzazione della idroelettrica.</p><p>Ma i tempi di indagine sono lunghi. Il 20 febbraio Enel e Endesa devieranno il corso del Magdalena, il più grande fiume colombiano, causando un danno irreparabile.<br /> Le comunità resistono, si sono accampate nella zona dei lavori, per impedire il danno, dicono che non se ne andranno da lì. L’impresa ha richiesto l’intervento dell’esercito e degli antisommossa. Lo sgombero è previsto per martedi 14 febbraio.</p><p>Colombia, 10 febbraio 2012</p><p>da http://comitatocarlosfonseca.noblogs.org/post/2012/02/11/enel-prepara-il-massacro/</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/42152/enel-prepara-il-massacro/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Falklands-Malvinas, la posta in gioco è il petrolio</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/42094/falklands-malvinas-la-posta-in-gioco-e-il-petrolio</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/42094/falklands-malvinas-la-posta-in-gioco-e-il-petrolio#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:53:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Comitato Carlos Fonseca</dc:creator> <category><![CDATA[Falkands]]></category> <category><![CDATA[Malvinas]]></category> <category><![CDATA[petrolio]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/42094/falklands-malvinas-la-posta-in-gioco-e-il-petrolio</guid> <description><![CDATA[A trent’anni dalla guerra che condannò la dittatura militare argentina, i paesi dell’America Latina sostengono le rivendicazioni di Cristina Fernandez all’Onu. La lotta per queste piccole isole strappate dalla Gran Bretagna nel 1830, rimpiazzando i vecchi abitanti con coloni anglosassoni, nasconde quella per il petrolio che si trova sotto le sue acque territoriali. A prima [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>A trent’anni dalla guerra che condannò la dittatura militare argentina, i paesi dell’America Latina sostengono le rivendicazioni di Cristina Fernandez all’Onu. La lotta per queste piccole isole strappate dalla Gran Bretagna nel 1830, rimpiazzando i vecchi abitanti con coloni anglosassoni, nasconde quella per il petrolio che si trova sotto le sue acque territoriali.</em></strong></p><p>A prima vista sembra difficile da capire la lotta per questi 12.000 km<sup>2</sup> a pochi km dalla costa argentina. Conquistati nel 1833 dalla Gran Bretagna quando era la prima potenza mondiale, ne cacciò subito i coloni argentini arrivati qualche anno prima, rimpiazzandoli con pastori scozzesi. Agli inglesi le isole servivano come porto per le loro rotte interoceaniche, di cui erano gli incontrastati dominatori. Ma oggi a che gli servono?</p><p>Sotto l’acqua che bagna le coste di queste isolette, che nel raggio di 200 miglia nautiche appartiene allo Stato che le possiede, c’è sicuramente petrolio. Questo il responso delle prospezioni effettuate nello scorso settembre che hanno calcolato che le riserve sarebbero di ben 350 milioni di barili, con un costo di 2 miliardi di dollari l’estrazione dovrebbe iniziare nel 2016.</p><p>Per questo l’Argentina è tornata a reclamare i vecchi diritti che possiede sull’argipelago delle Falkland-Malvinas, a trent’anni dalla guerra che segnò la fine della dittatura militare che aveva tentato l’occupazione delle isole, e l’aumento vertiginoso dei consensi di Tatcher tra gli inglesi, per averne evocato la boria nazionalista. A dicembre i paesi del Mercosur (oltre all’Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay) hanno stabilito il massimo sostegno alle rivendicazioni argentine tanto da rifiutare di consentire lo scalo nei loro porti di navi battenti bandiera delle Folklands, misura ora adottata anche dall’ALBA che comprende anche vari paesi dei Caraibi, ex colonie britanniche. Per tutti il presidente venezuelano Hugo Chavez ha dichiarato “Se l’Impero Britannico attaccherà militarmente l’Argentina, questa volta non sarà sola”.</p><p>da comitatocarlosfonseca.noblogs.org</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/42094/falklands-malvinas-la-posta-in-gioco-e-il-petrolio/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>No alle Olimpiadi a Roma!</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/42090/no-alle-olimpiadi-a-roma</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/42090/no-alle-olimpiadi-a-roma#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:51:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Capoccetti Boccia</dc:creator> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[memoria]]></category> <category><![CDATA[olimpiadi]]></category> <category><![CDATA[storia]]></category> <category><![CDATA[villa pamphili]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/42090/no-alle-olimpiadi-a-roma</guid> <description><![CDATA[Articolo originale su infoaut Quando con mio padre passavamo in macchina sull’olimpica mi diceva sempre la stessa cosa: questa strada fu costruita per le olimpiadi di Roma ’60. Prima non c’era. E’ una strada utilissima perché collega un pezzo di città con un altro pezzo di città: velocemente, molto velocemente. Ma c’era sempre una nota [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/pamphilii.jpg" alt="pamphilii" /></p><p>Articolo originale su <a href="http://http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/3933-no-alle-olimpiadi-a-roma">infoaut<br /> </a><br /> Quando con mio padre passavamo in macchina sull’olimpica mi diceva sempre la stessa cosa: questa strada fu costruita per le olimpiadi di Roma ’60.</p><p>Prima non c’era.</p><p>E’ una strada utilissima perché collega un pezzo di città con un altro pezzo di città: velocemente, molto velocemente. Ma c’era sempre una nota di tristezza nella sua voce quando diceva questa cosa poiché in fondo Villa Pamphili, la più bella e grande Villa di Roma, vero polmone verde della città, era stata ferita. Era ancora viva, sì, ma era stata ferita tagliata in due..profondamente e per sempre, a meno che qualche pazzo visionario sognatore un giorno non chiuda la strada, quel tratto dell’olimpica, e la riempia di nuovo di terra e alberi…</p><p>Forse era quello che in fondo desiderava mio padre, perché prima dell’Olimpica, Roma era una città più piccola e più lenta, con più prati selvaggi e meno cemento, con più alberi e meno palazzoni grigi. Era la Roma in cui lui girava in bicicletta per andare a consegnare il latte prima di andare, a piedi, a scuola. Era la Roma in cui si giocava a pallone in campetti improvvisati di terra, poca, e sassi, tanti. Era la Roma in cui lo sport si diceva fosse ancora una passione popolare, soprattutto il calcio e il ciclismo.</p><p>Poi con le Olimpiadi divenne l’industria che tutte/i conosciamo oggi.</p><p>Ma queste sono ricostruzioni nostalgiche che poco contano e forse neanche son del tutto vere.</p><p>Quello che è vero è che Roma non ha bisogno delle Olimpiadi nel 2020 poiché con esse si arricchiranno solo politici, palazzinari, banchieri, assicuratori, speculatori di ogni sorta e malavitosi e malavitosetti vari. A impoverirsi e a soffrire sarà certamente  la città, dove aumenteranno i metri cubi di cemento e i morti sul lavoro (do you remember quanti ne morirono nei cantieri della maledetta Italia ’90?).</p><p>Roma non ha bisogno di ingrandirsi ma di ridimensionarsi. Di rimpicciolirsi proprio, direi. Roma ha bisogno di recuperare palazzi abbandonati al degrado e alla speculazione e ristrutturarli al fine di dare casa ai senza casa, di aprire ospedali e presidi sanitari, biblioteche pubbliche e centri anziani, asili e scuole, palestre popolari e non di chiudere spazi socio-sanitari come hanno fatto finora le giunte di centrodestra e le giunte di centrosinistra. Roma ha bisogno di diventare a misura di bambina\o innanzitutto, prima di continuare a essere a misura di speculatore.</p><p>Stiamo ancora pagando lo scotto dei mondiali di nuoto, pensate che disastro ecologico-sociale porteranno in città le Olimpiadi!</p><p>E infatti, chi le sostiene oltre ad Alemanno e la Polverini, la Camera di commercio e la Fondazione Roma? I professionisti e le professioniste dello sport, da Totti il Pupone (ma a proposito quando crescerà mai?) fino a quel fascista di Buffon, passando per quell’antipatica della Pellegrini per finire con quell’idiota evasore di Valentino Rossi. Tanto a loro che gliene importa, saremo noi a vivere fra buche e cantieri infiniti (come se ce ne fossero pochi in città..), fra trasporti pubblici ancora più stracolmi e sempre meno efficenti, fra cartelloni pubblicitari sempre più invadenti al punto che ce li ritroveremo pure sui singoli balconi, per non parlare di quanto aumentaranno le merci, tutte, in città.</p><p>Le Olimpiadi saranno un disastro: fermiamole fino a che siamo in tempo.</p><p>Le Olimpiadi non saranno in alcun modo un bene comune per la città, ma solo una calamità non naturale ma capitalistica… impediamo che si facciano !</p><p>Rispondiamo noi all’appello di Alemanno e degli sportivi a Mario Monti: mandiamoli dove si meritano e lottiamo per un nuovo modello di sviluppo socio-culturale della città, che non preveda le Olimpiadi e i grandi maledetti eventi nel proprio percorso.</p><p><em>Marco Capoccetti Boccia</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/42090/no-alle-olimpiadi-a-roma/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>25 FEBBRAIO: COSTRUIRE UN&#8217;ALTRA CITTA #Corteo Cittadino</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/42009/25-febbraio-costruire-unaltra-citta-corteo-cittadino</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/42009/25-febbraio-costruire-unaltra-citta-corteo-cittadino#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Feb 2012 03:35:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Teatro del Lido Occupato</dc:creator> <category><![CDATA[ostia]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/42009/25-febbraio-costruire-unaltra-citta-corteo-cittadino</guid> <description><![CDATA[25 FEBBRAIO 2012 COSTRUIRE UN&#8217;ALTRA CITTA&#8217;, COSTRUIRE L&#8217;ALTRA OSTIA #corteo cittadino contro la crisi PER ADESIONI: laltraostia@yahoo.it evento fb: http://www.facebook.com/events/165070783606548/ &#8212;&#62; settimana di mobilitazione #periferia che viene con il cuore in Val Di Susa APPELLO: La crisi economica sta lentamente erodendo il reddito delle persone, in un contesto dove il welfare e i beni comuni [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>25 FEBBRAIO 2012</strong></p><p><strong>COSTRUIRE UN&#8217;ALTRA CITTA&#8217;, COSTRUIRE L&#8217;ALTRA OSTIA</strong><br /> <strong> #corteo cittadino contro la crisi</strong></p><p>PER ADESIONI: laltraostia@yahoo.it</p><p>evento fb: http://www.facebook.com/events/165070783606548/</p><p>&#8212;&gt; settimana di mobilitazione #periferia che viene<br /> con il cuore in Val Di Susa</p><p>APPELLO:<br /> La crisi economica sta lentamente erodendo il reddito delle persone, in un contesto dove il welfare e i beni comuni sono sotto attacco da parte dei governi tecnocratici. La disoccupazione giovanile è al 31%, il lavoro stabile come la pensione sembrano solamente dei miraggi, in questa Italia che sprofonda in una fase recessiva dall&#8217;incerta durata. La precarietà diventa norma, il pareggio di bilancio legge suprema.</p><p>Nel frattempo, nel paese assistiamo all’esplodere delle emergenze di ogni tipo. La cesoia tra ricchi e poveri si allarga inesorabilmente e la tenuta sociale è sempre più a rischio. La sanità e le scuole cadono a pezzi, il patrimonio pubblico viene svenduto, il territorio continua ad essere deturpato dalle speculazioni edilizie, il peso del mutuo e della cassaintegrazione si fa sentire fin troppo sui bilanci delle famiglie. Aumenta il prezzo della benzina e dei trasporti, la bolletta di luce e gas e il costo della vita: arrivare a fine mese diventa sempre più difficile.</p><p>Nel Febbraio 2010 un comitato formato da artisti, ex lavoratori, associazioni, studenti e semplici cittadini ha occupato il Teatro del Lido di Ostia, aprendo così la mobilitazione generale del mondo della cultura culminata con l&#8217;occupazione del Teatro Valle a Roma. Un centinaio di iniziative pubbliche, spettacoli, laboratori e sale prove, ma anche luogo di discussione e di elaborazione collettiva. In tanti hanno trovato casa dentro le mura del Teatro: dai cassaintegrati Alitalia al mondo della sanità, dall&#8217;associazionismo ai collettivi delle scuole, dalle compagnie teatrali ai giovani artisti del territorio. Una nuova comunità ha preso forma per dare voce e spazio ad una periferia che giornalmente sconta sulla propria pelle il peso di questa crisi.</p><p>Le comunità sono il motore della trasformazione: gli asili autogestiti in Grecia, gli ospedali in Catalogna, la tenacia del popolo No Tav in Piemonte e le occupazioni abitative di Roma, sono soltanto alcune delle risposte che si possono dare, oltre la speculazione del privato e l&#8217;assenza del pubblico. La pratica del comune prende vita grazie alle persone che scoprono insieme nuove forme di partecipazione e di cooperazione. Il valore viene sottratto alla logica del profitto e viene messo a disposizione della collettività. Solo in questo modo possiamo rispondere all&#8217;ingordigia dell&#8217;economia finanziaria e di un sistema che mira a privatizzare i beni comuni. Solo con l&#8217;assunzione di responsabilità personali e la mobilitazione possiamo trovare le risposte materiali alla crisi.</p><p>Il 25 Febbraio scenderemo in piazza per le strade di Ostia. Trasformeremo i festeggiamenti per i due anni di autogestione del Teatro del Lido in una mobilitazione cittadina per difendere il welfare, il posto di lavoro e il diritto alla cultura. Sarà una giornata per rivendicare il reddito e per tutelare i beni comuni. Sarà una giornata in cui il mondo del teatro incontrerà gli studenti delle scuole e i cittadini del territorio, per ribadire che la sicurezza e lo sviluppo si fanno investendo sulla cultura. Sarà una giornata in cui saremo uniti per rifiutare i debiti di una crisi prodotta dalle banche e dal malgoverno di una classe dirigente troppo spesso collusa con i poteri occulti del paese. La periferia che viene sarà il luogo di partenza da dove costruire un&#8217; altra città, di uomini e donne vivi che lottano per il cambiamento e la giustizia sociale. La sfida è appena iniziata: prendiamo parola perchè il silenzio è rassegnazione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/42009/25-febbraio-costruire-unaltra-citta-corteo-cittadino/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dalla Russia: L&#8217;insurrezione dei ceti medi</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/41953/dalla-russia-linsurrezione-dei-ceti-medi</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/41953/dalla-russia-linsurrezione-dei-ceti-medi#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 21:17:33 +0000</pubDate> <dc:creator>mdx crew</dc:creator> <category><![CDATA[Russia Occupy Antifa]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/41953/dalla-russia-linsurrezione-dei-ceti-medi</guid> <description><![CDATA[Traduzione italiana di un articolo sulle piazze russe contro il regime di Putin: Era l&#8217;inizio del 2000 quando il primo presidente della Federazione Russa Boris Yeltsin decise di lasciare la carica e passare tutto il potere a Vladimir Putin. Boris Yeltsin è ricordato per la terapia shock che lui e il suo team di economisti [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Traduzione italiana di un articolo sulle piazze russe contro il regime di Putin:</p><p>Era l&#8217;inizio del 2000 quando il primo presidente della Federazione Russa Boris Yeltsin decise di lasciare la carica e passare tutto il potere a Vladimir Putin. Boris Yeltsin è ricordato per la terapia shock che lui e il suo team di economisti misero in campo all&#8217;inizio degli anni &#8217;90. E&#8217; ricordato per le massiccie e ingiuste privatizzazioni, che hanno aiutato molte persone, parte della vecchia burocrazia sovietica, a diventare estremamente ricche e potenti. Sarà anche ricordato come un &#8220;democratico&#8221; difensore del parlamento quando gli ufficiali filo-sovietici volevano impedire il crollo dell&#8217;URSS.<br /> E anche come un dittatore quando Yeltsin diede ordine ai tank di sparare sul parlamento nel 1993. Il parlamento voleva farlo decadere per le misure economiche che lui e altri economisti neoliberisti, noti come &#8220;Chicago Boys&#8221;(avevano tutti studiato negli USA come allievi di Milton Friedman) avevano messo in campo. Gli anni 90 saranno anche ricordati per l&#8217;estrema povertà, l&#8217;altissima attività criminale e la recessione economica, specialmente nel settore industriale. Yeltsin è anche responsabile della prima guerra cecena e delle sue vittime. E stato un alcolista, un vizioso e un manipolatore. Ma all&#8217;inizio i Russi lo hanno visto come una nuova speranza per un paese democratico e libero nel quale volevano vivere. Ma quando minacciò i suoi sostenitori di far bombardare il parlamento, la società Russa venne sommersa dall&#8217;apatia totale. Enormi manifestazioni di migliaia di persone divvennero storia dal 1993.<br /> Ed ora, dopo 18 anni di indifferenza una nuova generazione di persone ha deciso di nuovo di riprendersi le strade. Ma chi sono? che tipo di futuro vogliono? Proviamo a vedere.</p><p>La fase dal 2001 al 2008 può essere considerata un periodo di crescita economica. Ma molto è dovuto all&#8217;alto prezzo del petrolio più che alle decisioni del governo. Durante questa fase Vladimir Putin ha costruito la sua gerarchia nell&#8217;establishment. Alla fine aveva preso i suoi contorni e dei suoi amici, vecchi partner d&#8217;affari e colleghi dell&#8217;ex KGB. Era un periodo di stabilizzazione nell&#8217;elite e nell&#8217;economia. Le persone confrontando con i caoitici anni 90 erano soddisfatti con l&#8217;era Putin. Ma durante i 2000 non fu fatto un solo passo per ricostituire l&#8217;economia e la crisi finanziaria del 2008 ha provato che l&#8217;economia russa è completamente dipendente dall&#8217;esportazione di materie prime. Ha provato che l&#8217;assunzione di un modello capitalistico come lo abbiamo è di tipo periferico come nel caso di alcuni paesi Latinoamericani.</p><p>Durante questa fase solo una volta le autorità si sono sentite minacciate.<br /> Nel 2005 prese piede la &#8220;monetarizzazione dei benefit&#8221;. Molti pensionati e militari erano economicamente devastati da queste riforme. Migliaia di persone, per lo più quei pensionati prendevano parte a manifestazioni in tutto il paese. Ma di nuovo la protesta si depotenziò fino a finire. Questo è accaduto perchè le pensioni vennero aumentate in proporzione ai benefici persi dalle persone. Le autorità lo fecero per prevenire la crescita della protesta. Ea la prima volta che il governo Putin fu veramente spaventato dalla sua stessa gente. Dopo ci sono state alcuni tentativi di produrre battaglie politiche. Cittadini extraparlamentari, movimenti di destra e di sinistra non hanno mai portato più di un migliaio di persone in strada per protesta. Solo la cosiddetta &#8220;Marcia Russa&#8221;-una specie di manifestazione che viene annualmente messa in piedi dall&#8217;estrema destra e dai neonazisti dal 2005, porta un paio di mila persone. Ma non hanno nessuna proposta sociale. Solo populismo, xenofobia, intolleranza. Tutto questo fino alla fine del 2011. Poi ci sono state le elezioni del 4 dicembre&#8230;<br /> Molta gente che potremmo chiamare cittadinanza attiva, così come differenti tipi di attivisti di ONG sapevano dei vari brogli che sarebbero avvenuti alle elezioni. Molti di loro si sono proposti come osservatori nei distretti elettorali per controllare il voto. E&#8217; andata a finire con un paio di video su Youtube, dove si vede varia gente mettere schede con il segno sul partito di governo &#8220;Russia Unita&#8221; nell&#8217;urna. E sono accadute anche varie storie divertenti nella sera dello stesso giorno. Una è andata in onda alla televisione nazionale. Durante il telegiornale l&#8217;annunciatore dichiarava che secondo conteggi preliminari Russia unità arrivava al 58,99%, il Partito Comunista al 32,96%, i liberl-democratici al 23,74%, &#8220;Russia giusta&#8221; al 19,41%, Jabloko (Mela in russo, partito democratico russo) 9,32%, i patrioti Russi 1,46%, &#8220;La giusta causa&#8221; 0,59%. E&#8217; solo matematica, ma la somma arriva a 146%&#8230;in analogia con lo slogan &#8220;siamo il 99%&#8221;, i dimostranti russi ora usano &#8220;Siamo il 146%&#8221;.<br /> Circa 300 persone si sono raccolte in una delle piazze centrali di Mosca per protesta con le elezioni la sera stessa. Molti di loro erano noti attivisti politici. La manifestazione è stata brutalmente dispersa dalla polizia. Non molta gente è scesa in strada il 4 dicembre perchè il risultato ufficiale sarebbe stato annunciato il giorno dopo.<br /> Il 5 dicembre, liberali indipendenti e altri gruppi politici hanno organizzato un appuntamento che sarebbe stato cruciale in quel momento. Le autorità autorizzarono solo 300 persone a partecipare ed effettivamente era il numero di persone che gli organizzatori si aspettavano. Ma arrivarono circa 8 mila persone. La zona era affolatissima. Ci fu un piccolo scontro con la polizia quando la manifestazione arrivò al termine. La gente voleva marciare senza autorizzazione fino alla commissione elettorale centrale ma non ci riuscirono. Sembra che pochi gruppi di persone fossero pronti a scontrarsi quella notte. la maggior parte della gente, compresi molti giovani che erano alla loro prima manifestazione politica, erano riluttanti o semplicemente impauriti dal prendere parte all&#8217;azione. circa 300 persone vennero arrestate dalla polizia. Alcuni di loro sono stati detenuti per 15 giorni.</p><p>La sera del 6 dicembre circa 1000 persone si sono raccolte in piazza Triumfalnaya. due giorni prima le elezioni gli attivisti pro-Putin erano stati portati a Mosca da tutto il paese e si erano stabiliti a Mosca dal 2 dicembre.<br /> Tutti loro erano a piazza Triumfalnaya il 6 dicembre. circa 500 membri del cosiddetto movimento &#8220;Nashi&#8221; (&#8220;i nostri) cercavano di mostrare alla società russa che c&#8217;erano ancora dei giovani che supportavano i progetti di Putin. Ma alla fine a tutti loro erano stati dati dei soldi per partecipare alla protesta. Questo è risaputo rispetto le organizzazioni giovanili a favore del cremlino. Il sito naziwatch (naziwatch.noblogs.org) mostra come anche tifosi di estrema destra fossero presenti tra i Nashi, aggressivi e pronti a difendere il &#8220;lato oscuro&#8221;. Alcuni di loro sono stati pagati 80 euro a sera. Sono avvenuti un paio di fronteggiamenti durante la protesta. La gente sputava in faccia agli attivisti procremlino, alcuni membri della &#8220;Putin-Jugend&#8221; sono stati anche picchiati. Sono state bruciate bandiere pro-kremlino e ci sono stati scontri con la polizia.</p><p>Il 10 dicembre ha avuto luogo una manifestazione storica, con circa 80.000 persone.E&#8217; stata la prima volta dai primi anni 90 che un così alto numero di persone si radunava. La polizia  non ha reagito a cose che avrebbero immediatamente creato attenzione, come striscioni provocatori ecc. Il raduno è andato avanti in maniera pacifica e tranquilla. Niente di speciale è stato però detto dai comizi.</p><p>Il raduno successivo ha avuto luogo il 24 dicembre. Circa 100.000 persone si sono radunate sul viale Sakharov. E&#8217;tutto andato seguendo lo stesso schema, ma con due differenze. Primo-quasi tutti i politici e un paio di star del &#8220;glamour&#8221; che volevano giocare il &#8220;gioco della Rivoluzione&#8221; sono state fischiate dal pubblico. Ksenya Sobchak, una sorta di Parsi Hilton russa era tra loro. E&#8217; la figlia del defunto Anatoly Sobchak, in passato sindaco di San Pietroburgo. E in quel periodo Vladimir Putin fece parte del suo staff. Sobchak è noto per la sua corruzione. Si dice che un gran numero di inchieste per reati siano state aperte nei confronti di Putin e Sobchak. circa 10-12 casi, ma naturalmente nessuno, dopo che Putin è divenuto presidente, ha più sentito parlare di queste. Così, si potevano vedere in piazza, il 24 dicembre, anche gente come Ksenya Sobchak, che prendeva parola per raccontare come anche le loro vite fossero sconvolte dal sistema di corruzione. Molto divertente&#8230;Si avrebbe avuto un secondo problema dopo che i nazionalisti hanno tentato di salire sul palco. Ma alla fine non ci sono riusciti.</p><p>Dopo questo raduno, il presidente Medvedev ha iniziato a parlare di riforme. Putin ha dichiarato che le proteste erano il frutto della sua politica era pienamente soddisfatto di ciò. La retorica è cambiata molto. Il primo giorno le autorità volevano usare la forza. Dicevano che la minoranza delle persone protestava veramente e che la maggior parte voleva solo divertirsi e infrangere la legge. Ma quando migliaia di persone si sono raccolte la polizia ha dovuto lasciarli fare, rinunciando a riprendere il controllo delle manifestazioni o interromperle. C&#8217;è un detto popolare sulla polizia al momento: se ci sono 300 attivisti, li sfondiamo, se ce ne sono 10.000, guardiamo, se sono 500.000, siamo dalla loro parte.</p><p>Queste proteste sono state completamente organizzate via Internet, ma il problema ora è che alcuni liberali che hanno fatto parte del sistema negli anni &#8217;90 e che successivamente hanno perso le loro posizioni ora vogliono guidare le proteste nonostante la maggior parte delle persone che partecipano non si fidi di loro. Le persone si sono riunite contro le elezioni e il regime di Putin ma sono anche molto scettici rispetto alla cosiddetta opposizione extraparlamentare i cui membri sono particolarmente filo-occidentali con frequentazioni continue dell&#8217;ambasciata statunitense.</p><p>L&#8217;altra questione è che viviamo in un&#8217;era post-ideologica. La maggior parte delle persone hanno paura anche di parlare di politica, di discutere differenti punti di vista. Vogliono solo vivere come in Occidente o in Nord Europa. Non capiscono che le persone sono anche escluse dai processi decisionali. Non vogliono la rivoluzione, non vogliono la violenza, non vogliono altro che stare in una piazza per un paio di ore, gridare slogan e comportarsi come Gandhi o Luther King. Si ispirano a loro, ma ciò potrebbe avere conseguenze disastrose poichè gente come Putin non cederanno mai il potere come ha fatto, ad esempio Pinochet (anche se questo fu grazie alle pressioni americane). Putin sa che molto probabilmente potrebbe avere lo stesso destino di Slobodan Milosevic. Non ha dove ritirarsi, a parte, forse, gli Emirati Arabi Uniti.</p><p>La terza questione è che anche i nazionalisti vogliono una &#8220;fetta della torta&#8221;. Neonazisti, razzisti, forze conservatrici, nazionalisti radicali-tutto loro ora provano a mascherarsi da &#8220;nazionalismo civile&#8221;. Sono ispirati in questo dall&#8217;esempio di alcuni paesi europei dove partiti di estrema destra si definiscono nazional-democratici e la questione della migrazione sembra essere la sola importante per loro. Ma sembra che vengano anche considerati come una forza residuale dalla maggior parte dei partecipanti alle manifestazioni politiche.</p><p>La spiegazione è molto semplice. La maggior parte dei dimostranti rappresenta la nuova classe media che è emersa durante il potere di Putin. Sono anche chiamati classe innovativa o creativa. Molte di queste persone hanno stipendi ragguardevoli. Possono comprare una macchina, possono viaggiare all&#8217;estero almeno due volte l&#8217;anno, hanno l&#8217;iPhone e denaro da spendere. Non sono colpiti da povertà, ma sentono che qualcosa sta avenenedo nel paese. Oggi sono imprenditori con un buon profitto, domani i loro guadagni potrebbero essere presi da funzionari corrotti. Potrebbero schiantarsi durante uno dei loro viaggi a bordo di aerei fatiscenti.</p><p>Potrebbero anche morire in un attacco terroristico nella metro di Mosca o in un aeroporto. Sono stanchi di pagare tangenti ai funzionari ad ogni occasione- quando vengono fermati sull&#8217;autostrada o se vogliono mandare i propri figli all&#8217;asilo. Sono anche irritati dagli immigrati perchè sono esclusi dalla società. Le tensioni interetniche stanno crescendo e cresce l&#8217;aggressività verso la classe media delle persone che vengono dal Caucaso del Nord, o che condividono principi islamici fondamentalisti. Così la nostra classe media è unita da due questioni: corruzione e xenofobia. Alcuni politici scaltri come Alexey Navalny, blogger famoso e conosciuto per le battaglie contro la corruzione hanno iniziato a strumentalizzare questa tendenza della gente. si definisce un nazional-democratico preoccupato per le politiche migratorie e non ha risposte per i problemi sociali. Uno dei suoi slogan è &#8220;Basta sfamare il Caucaso&#8221;. Intende le donazioni in denaro che arrivano dalla capitale federale a regioni che non producono nulla e sono completamente dipendenti dagli stanziamenti del Cremlino.</p><p>I compagni hanno preso parte alle proteste? che ruolo hanno avuto?<br /> Bene, alcuni hanno criticato seriamente le manifestazioni. C&#8217;è anche un&#8217;opinione diffusa come &#8220;Questa rivoluzione è sbagliata e non vogliamo prendere parte&#8221;. In qualche maniera questa gente esclude se stessa dal processo storico e preferisce stare a casa a scrivere documenti polemici che nessuno leggerà mai. Alcuni gruppi neo-marxisti che ricordano le piccole sette hanno iniziato ad agire differentemente. Molti di loro provano a prendere parte alle proteste e diffondere la loro propaganda ma hanno sbagliato nel diventare parte dei Comitati che si sono autorganizzati subito dopo le proteste. Molti degli attivisti non vogliono sedere con liberali o nazionalisti di destra perchè effettivamente è solo il sentimento anti-putin a unire le forze politiche coinvolte. Gli anarchici provano anche loro a diffondere contenuti durante le proteste, ma sono i più disorganizzati.</p><p>On the other hand we should admit that the leftists at the moment have nothing to offer to the people who went onto the streets. Free elections, Putin&#8217;s resignation and less corruption – those are main points raised in the demo&#8217;s speeches and that is what people actually want. The speech of a leftist demanding free education, free medicine, progressive taxation and raising other social issues would conflict those of other liberal speakers. Liberals won&#8217;t touch upon the issues of the kind because when given the opportunity they will provide the same antisocial agenda as the existing government does. And yet nobody knows how  liberals are going to solve the problem with the corruption. So in the circumstances as such the best tactics would be to stay aside, gain more strength, participate in the meetings and rallies but wait until the moment of a social explosion. It’s not a question of forming a radical left-wing party at the moment because the time hasn&#8217;t come yet. And such a mission – to unite the leftists into a working structure &#8211; already failed before despite numerous efforts that had been made.  So it&#8217;s better to wait for a moment to come when people will start real changes. And while/if the tension will be rising and the revolutionary process will be developing, the subject of revolution  — a party or some kind of a movement that will start to gain and unite huge number of members – will appear. The same points can be found in some of the theoretical works of Lenin or Che Guevara.</p><p>Dall&#8217;altra parte dobbiamo ammettere che i compagni al momento non hanno nulla da offrire alla gente che è scesa in strada. Libere elezioni, le dimissioni di Putin e meno corruzione-questi sono i punti principali promossi dai comizi ed è effettivamente quello che la gente vuole. Il discorso di un compagno che chiede un sistema educativo gratuito, cure mediche gratuite, tassazione progressiva o proponendo altre questioni sociali confliggerebbe con i discorsi dei liberali. I liberali non vogliono agire su queste questioni perchè all&#8217;occorrenza proporranno la stessa agenda di questo governo. Ed ora nessuno sa come i liberali andranno a risolvere la questione della corruzione. Così in questa circostanza la cosa migliore da fare è stare da una parte, accumulare forza, partecipare alle manifestazioni ma attendere il momento di esplosione. Non è il caso di costituire partiti di estrema sinistra perchè non è proprio il momento. E questo obiettivo-unire i militanti di sinistra in una struttura operativa- è già fallita in passato dopo numerosi sforzi. Forse, allora è meglio aspettare il momento in cui inizieranno i cambiamenti veri. E allora, se la tensione salirà in un processo rivoluzionario, si costituirà un soggetto rivoluzionario, un partito o un movimento che saprà raccogliere membri e numeri. Sono posizioni che possiamo trovare in Lenin o Che Guevara.<br /> Crediamo fortemente che dopo febbraio arriva ottobre. Il nostro tempo non è arrivato. e questo è un corso naturale della storia.</p><p>Le future elezioni presidenziali ci saranno il 4 marzo e saranno seguite da imponenti proteste. E&#8217; sicuro. Sembra certo che Putin vincerà al secondo turno le elezioni presidenziali. E&#8217; il primo a preoccuparsi di elezioni &#8220;regolari&#8221;. Ha ordinato webcam da piazzare in tutti i seggi elettorali. Ma è anche certo che il voto verrà falsato e qualsiasi voto a favore di Putin aumenterà l&#8217;attenzione e incoraggerà la protesta. Allora, la cosa più sicura da fare da parte sua sarà di simulare un&#8217;elezione democratica, non vincendo al primo turno, facendo credere alle persone che la democrazia in Russia esiste, con una competizione corretta. E&#8217;ovvio che a competere con Putin sarà il leader del &#8220;Partito Comunista&#8221;, che non ha nulla di sinistra e comunista. Il leader del partito Genady Zuganov ha già vinto le elezioni nel 1996, ma ebbe paura del potere e ha ceduto la sua posizione al primo presidente della Russia-Boris Yeltsin. Da allora ha svolto una grottesca opposizione. Lui e il suo partito vengono usati per screditare la sinistra e i movimenti. Così anche se Zuganov vincesse le elezioni grazie al voto di protesta (quando la gente vota per chiunque non sia Putin) sarebbe il primo a cedere dietro le quinte il passo a Putin e congratularsi con lui sulla televisione nazionale.</p><p>In ogni caso tutti aspettiamo le elezioni di marzo. Anche i liberali più pacifici lanciano richiami alle barricate, perchè sarà l&#8217;ultima occasione per chiunque per abbattere Putin e cambiare il corso della storia. Altrimenti, ci aspettano altri 6 anni di regime autoritario.</p><p>Vladimir Petrov</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/41953/dalla-russia-linsurrezione-dei-ceti-medi/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rinviata la manifestazione Fiom dell&#8217;11 febbraio</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/41952/rinviata-la-manifestazione-fiom-dell11-febbraio</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/41952/rinviata-la-manifestazione-fiom-dell11-febbraio#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:32:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Fiom</dc:creator> <category><![CDATA[Fiat]]></category> <category><![CDATA[fiom]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/41952/rinviata-la-manifestazione-fiom-dell11-febbraio</guid> <description><![CDATA[Attenzione. A causa delle condizioni meteo che coinvolgono tutto il territorio nazionale, la manifestazione prevista per l&#8217;11 febbraio a Roma è rinviata. Domani, 7 febbraio, alle ore 12, la Fiom terrà una conferenza stampa nella quale verrà indicata la nuova data. La conferenza stampa sarà visibile in http://www.fiom.cgil.it/]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione. A causa delle condizioni meteo che coinvolgono tutto il territorio nazionale, la manifestazione prevista per l&#8217;11 febbraio a Roma è rinviata.<br /> Domani, 7 febbraio, alle ore 12, la Fiom terrà una conferenza stampa nella quale verrà indicata la nuova data.<br /> La conferenza stampa sarà visibile in <a title="http://www.fiom.cgil.it/" href="http://www.fiom.cgil.it/">http://www.fiom.cgil.it/</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/41952/rinviata-la-manifestazione-fiom-dell11-febbraio/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Fiat-Sata di Melfi: un capo minaccia di morte un operaio</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/41879/fiat-sata-di-melfi-un-capo-minaccia-di-morte-un-operaio</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/41879/fiat-sata-di-melfi-un-capo-minaccia-di-morte-un-operaio#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:53:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Basta!</dc:creator> <category><![CDATA[Fiat]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/41879/fiat-sata-di-melfi-un-capo-minaccia-di-morte-un-operaio</guid> <description><![CDATA[da indymedia italia Ieri la trasmissione &#8220;Servizio pubblico&#8221; di Santoro ha mandato in onda un video girato di nascosto all&#8217;interno dello stabilimento Fiat-Sata di Melfi, in cui si sentiva chiaramente un capo che insultava e minacciava di morte un operaio, dicendogli che gli staccava la testa, lo bruciava vivo, e per intimidirlo continuava con il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><div>da indymedia italia</div></div><p>Ieri la trasmissione &#8220;Servizio pubblico&#8221; di Santoro ha mandato in onda un video girato di nascosto all&#8217;interno dello stabilimento Fiat-Sata di Melfi, in cui si sentiva chiaramente un capo che insultava e minacciava di morte un operaio, dicendogli che gli staccava la testa, lo bruciava vivo, e per intimidirlo continuava con il consiglio di informarsi sulla famiglia di appartenenza del capo stesso (facendo intendere di far parte quindi di una famiglia pericolosa&#8230;..). Questo perchè il lavoratore dopo aver subito un infortunio in fabbrica, una volta rientrato chiedeva spiegazioni sul perchè non venisse rimesso al suo posto ma fosse lasciato da giorni su una sedia in una saletta senza fare nulla.</p><p>Ora, chissà in quante aziende, coop. ecc. sparse per l&#8217;Italia succedono queste cose!&#8230; ma detto questo: ci sono i filmati, sicuramente la giustizia farà il suo&#8230; MA INTANTO GLI OPERAI DELLA FIAT (DI MELFI E NON) COSA FANNO? NON FANNO NIENTE? E LA FIOM? E LANDINI VUOLE O NO DARSI UNA MOSSA ANCHE PER UN CASO COME QUESTO?</p><p>Questo capo deve essere cacciato dai lavoratori stessi senza aspettare troppo!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/41879/fiat-sata-di-melfi-un-capo-minaccia-di-morte-un-operaio/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>1 Febbraio 77 &#8211; Scontri alla Sapienza, l&#8217;inizio di un anno caldissimo</title><link>http://roma.indymedia.org/articolo/41806/1-febbraio-77-scontri-alla-sapienza-linizio-di-un-anno-caldissimo</link> <comments>http://roma.indymedia.org/articolo/41806/1-febbraio-77-scontri-alla-sapienza-linizio-di-un-anno-caldissimo#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 20:41:04 +0000</pubDate> <dc:creator>InfoAut</dc:creator> <category><![CDATA[1977]]></category> <category><![CDATA[memoria]]></category> <category><![CDATA[movimenti]]></category> <category><![CDATA[storia]]></category><guid isPermaLink="false">https://roma.indymedia.org/articolo/41806/1-febbraio-77-scontri-alla-sapienza-linizio-di-un-anno-caldissimo</guid> <description><![CDATA[&#160; Nella mattinata del 1 febbraio 1977 alla facoltà di Lettere della Sapienza si sta tenendo un&#8217;assemblea del Comitato di lotta contro la circolare Malfatti. La circolare emanata dal ministro il 3 dicembre &#8217;76 vieta agli studenti di fare più esami nella stessa materia smantellando di fatto la liberalizzazione dei piani di studio in vigore [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p>Nella mattinata del 1 febbraio 1977 alla facoltà di Lettere della Sapienza si sta tenendo un&#8217;assemblea del Comitato di lotta contro la circolare Malfatti. La circolare emanata dal ministro il 3 dicembre &#8217;76 vieta agli studenti di fare più esami nella stessa materia smantellando di fatto la liberalizzazione dei piani di studio in vigore dal &#8217;68. Questa iniziativa viene immediatamente intesa dagli studenti universitari come la prima mossa in vista di altri e ben piú gravi provvedimenti di controriforma. È proprio durante lo svolgimento dell&#8217;assemblea che un gruppo di fascisti del FUAN, l&#8217;organizzazione studentesca del Msi, entra nella città universitaria assaltando la facoltà di Lettere. I fascisti, capeggiati da Alessandro Alibrandi, noto squadrista romano, sono armati di spranghe, molotov e pistole.</p><p>Subito si sparge la voce e da tutte le facoltà si radunano gruppi di compagni per fronteggiare l&#8217;attacco squadrista. È a questo punto che due studenti, Paolo Mangone e Guido Bellachioma, vengono colpiti da colpi d&#8217;arma da fuoco. Il più grave, Bellachioma, colpito alla nuca, viene ricoverato in fin di vita al Policlinico.</p><p>Nel pomeriggio, dopo che un corteo di un migliaio di giovani aveva raggiunto, assaltandola, la sede del MSI di via Livorno, viene occupata la facoltà di Lettere a cui Bellachioma era iscritto e viene indetta una mobilitazione antifascista per il giorno seguente.</p><p>Quella del 1 febbraio fu soltanto una delle continue aggressioni squadriste di quegli anni. Ma segnò un momento preciso e di svolta per il nascente movimento del &#8217;77.</p><p>Il Comitato di lotta denuncia l&#8217;aggressione come &#8220;tentativo delle forze reazionarie e della dc di far passare la riforma malfatti anche con il supporto dell&#8217;aggressione nera&#8221;, e invita tutti gli studenti al blocco delle lezioni.<br /> La percezione è proprio quella di un attacco repressivo contro gli studenti ben orchestrato.</p><p>Non fu che l&#8217;inizio di un anno in cui lo scontro tra il movimento e i fascisti prima e la polizia poi, sarebbe stato durissimo.</p><p>InfoAut</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://roma.indymedia.org/articolo/41806/1-febbraio-77-scontri-alla-sapienza-linizio-di-un-anno-caldissimo/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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