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Riprendiamoci la Notte!

Per sabato 21 Novembre, a ridosso della giornata internazionale dell’orgoglio trans e di quella contro la violenza sulle donne, una rete di collettivi e realtà femministe, ltibq e singole, ha costruito una manifestazione contro la violenza di genere. Dopo le manifestazioni degli anni scorsi contro la violenza maschile sulle donne (nel 2007 e nel 2008), si è voluto ribadire ancora una volta come non siano le politiche sicuritarie a dare sicurezza alle donne, trans e lesbiche, ma come, invece, in una città di ronde e lame, l’unica arma possibile sia quella della solidarietà. E’ per questo che la rete invita donne e trans, puttane e rom, migranti e lesbiche a riprendersi la città di notte, in un corteo che partirà da p.zza Vittorio alle 18.30, attraverserà San Lorenzo per finire in pzzale del Verano. Durante il percorso antisessismo e antifascismo saranno proposti attraverso musica e performance, oltre che attraversando alcuni luoghi che mostrano le contraddizioni delle politiche costruite sui corpi delle donne. La stazione (da sempre luogo simbolo della violenza, ma solo di quella fuori dalle mura domestiche), piazza Vittorio, luogo di immigrazione, ma vicino a un noto spazio occupato da fascisti, San Lorenzo, luogo della “movida romana”, da poco oggetto di sgomberi e minacce di sgombero.

A concludere il corteo, in piazzale del Verano, è previsto un momento musicale con i live di alcune artiste.

La mobilitazione continuerà il 25 Novembre contro i Cie, in un presidio itinerante che terminerà a Ponte Galeria.

Di carcere si muore


A Roma un'altra persona è morta di carcere. Stefano Cucchi, arrestato per un modesto quantitativo d’erba la notte tra il 16 e il 17 ottobre, è morto dopo una settimana in un carcere in cui non si sarebbe nemmeno dovuto trovare. Già alla prima udienza del processo per direttissima i genitori avevano notato segni sul suo volto e dopo il ricovero al Pertini per un presunto mal di schiena, Stefano è stato trovato morto.
Non è la prima volta che le cosiddette forze dell’ordine hanno ucciso.
Sono tristemente note le storie di Sorin, Niki, Aldo e delle numerose altre persone morte di carcere o
durante un fermo violento. E per chi vive, la situazione non è rosea, se persino Alfano è riuscito a dichiarare che la situazione è fuori dalla costituzione. Ma forse il problema è che è proprio il carcere a non funzionare.

Ascolta le corrispondenze di Radio Onda Rossa [1 - 2]

Altre informazioni: Rassegna stampa 01.11.09 - Pestaggi quotidiani in carcere - 8 morti solo in ottobre

*Appuntamenti*
- giovedi 5/11 ore 12 volantinaggio al Pertini.
- giovedi 5/11 ore 18 assemblea cittadina al forte prenestino.
- sabato 7/11 ore 15 corteo parco acquedotto alessandrino altezza via torpignattara.

Morti in carcere: 1200 persone morte in 7 anni, a cura dell’associazione Papillon; Sul dossier "Morire di Carcere" dall'associazione Ristretti orizzonti.

Roma città aperta


La Roma antirazzista si è data appuntamento domani, sabato 17 ottobre, per dire che nessuna persona è illegale, che i CIE vanno chiusi e che tutte e tutti dobbiamo avere gli stessi diritti, compreso quello all'abitare. La manifestazione, che partirà in corteo alle 14.30 da Piazza della Repubblica, vedrà confluire diversi percorsi da varie parti della città.

Ad Aldo Moro alle 12.00 partiranno l'Onda studentesca e
Sui Generis, che ha deciso di portare i contenuti
antisessisti
accanto a quelli antirazzisti. Allo spezzone si unirà
Strike, con un furgone musicale.

Altri due concentramenti sono previsti per l'una.
Alle 13 è prevista infatti la confluenza a piazza della Marranella e all'isola pedonale del Pigneto e il concentramento presso l'ex Volturno
occupato (via Volturno, 37)
. Il comitato casertano del 17 ottobre ha inoltre deciso di occupare a oltranza una piazza, fin quando migranti e rifugiati, autoctoni e clandestini non verranno ascoltati.

Una forte presa di posizione, dopo le battaglie condotte contro il pacchetto sicurezza, in un'Italia sempre più intollerante e i respingimenti di clandestini è di vitale importanza. Intanto, continuano le proteste nei CIE e il processo per la rivolta di via Corelli, che ancora una volta ha visto protetti i rappresentanti dello Stato, e non persone private di diritti umani fondamentali che chiedevano soltanto maggiore dignità.

La casa (non) è un diritto


Il primo settembre è stata sgomberata l'occupazione Regina Elena in via del Castro Laurenziano, con un provvedimento che preannuncia un inverno "caldo", visto che sarebbero previsti altri sgomberi e visto che ciò segue solo politiche sempre più repressive in Italia e nella città di Roma (basti pensare a respingimenti, pacchetti sicurezza e aggressioni). Circa 600 persone sono state obbligate a salire sugli autobus e a lasciare le proprie cose nel palazzo. Il palazzo è stato saccheggiato dalla cooperativa che ha gestito le operazioni di sgombero, mentre le famiglie trovavano posto in inospitali centri di accoglienza per rifugiati, per l'occasione trasformati in residence. Tutt'oggi al tavolo delle trattative non esiste nessuna soluzione concreta per le famiglie del Regina Elena.
La risposta delle attiviste e degli attivisti è stata immediata, con un corteo, un presidio a piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia) tutt'ora in corso e con alcun* militanti che sono salit*in protesta sul tetto del Campidoglio per alcuni giorni.
Il 9 settembre anche Area Ingovernabile è stata sgomberata.
Dopo due settimane dallo sgombero del Regina Elena, la mattina del 14 settembre, è iniziata un'operazione di polizia contro l'occupazione 8 Marzo, che ha portato perquisizioni e a cinque arresti (uno ai domiciliari). Lo sgombero è stato evitato grazie alla determinazione degli e delle occupanti. L'accusa è quella di racket, estorsione e violenza privata. Durante il processo si rischia anche l'accusa di associazione a delinquere. Lunedì 21 settembre il giudice ha confermato gli arresti degli occupanti dell'8 Marzo poi convertiti in tre domiciliari e un obbligo di firme.

*AGGIORNAMENTI*

Anche Giap è stato sgomberato, la nuova occupazione a San Lorenzo.

Approfondimenti:
Richiesta di sgombero per l'occupazione 8 marzo .
Comunicato dell'8 Marzo.
Comunicato teatranti de Merode
Un deserto chiamato Roma
Per adesioni al comunicato di solidarietà con l'8 Marzo: occupa(at)inventati.org

Video:
Siamo tutt* sullo stesso tetto.
Emergenza casa, la risposta del Comune.
Magliana Resiste.
Sgomberati e derubati: dove sono finiti i beni delle persone sgomberate dal Regina Elena?

Il silenzio é dei colpevoli

Sono passati 3 anni dal 27 agosto del 2006, giorno in cui Renato uscendo da una dance hall reggae sulla spiaggia di Focene veniva aggredito e accoltellato a morte.
Né la prima né l'ultima di tante aggressioni che si susseguono a Roma, e in Italia, da anni e che colpiscono persone e culture differenti.

Come nell'agosto del 2008 un'iniziativa per ricordare Renato si terrà al Parco Schuster, Basilica San Paolo venerdi 28 agosto dalle 18.

Vacanze all'italiana


Come ogni anno l'estate e il caldo rendono i politici insofferenti e annoiati e si cercano parole d'ordine per superare la calura estiva, prima di fare un salto al prossimo party a Villa Certosa. Quest'anno vince l'originalità, col tema della "sicurezza". I pericolosi obiettivi sensibili che il migliaio di militari incaricati di pattugliare le nostre città saranno tenuti a colpire sono: lavavetri, venditori e venditrici ambulanti, prostitute. Si conferma ovviamente per questo la presenza di militari nelle città, nonostante nel giugno 2008 il ministro della Difesa la Russa avesse spergiurato che l'esperimento sarebbe andato avanti al massimo per un anno. Forse ciò accade perchè per rimpinguare le casse statali e comunali, qualche multa è necessario farla (solo a Roma sono state multate mille prostitute, a fronte di soli 53 clienti), o perchè in nome della sicurezza si punta sulla detenzione, delle immigrate e degli immigrati, che spesso vedono esasperarsi situazioni come quelle del ricatto psicologico della tratta in maniera esponenziale, così come di cittadine e cittadini italiani, promuovendo la costruzione di carceri nuove, ma non basterebbe ascoltare le richieste delle detenute e dei detenuti? menomale che ogni tanto qualcuno viene scarcerato! Ma gli obiettivi sensibili non finiscono qua, se, sempre per ovviare ai problemi dovuti alla calura, si passa il tempo improvvisando blitz militari in centri sociali, alla ricerca di clandestin*, o se per contrastare la noia pomeridiana si caricano presidi per il diritto all'abitare pieni di famiglie...ma poi loro non erano quelli che la difendevano, la famiglia?

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