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Sicurezza per chi?

Dopo ben tre voti di fiducia il pacchetto sicurezza è stato approvato al Senato ed ora è legge. La legge razzista che introduce l'aggravante della "clandestinità" e il reato di "immigrazione clandestina" renderà la vita dei migranti ancora più precaria e soggetta a facili ricatti.
Il pacchetto, rispetto a quello passato quest'estate, renderà difficile, se non impossibile, la registrazione all'anagrafe dei bambini di irregolari e clandestini, con le ovvie conseguenze che ciò comporterà, tra cui un incremento di parti al di fuori delle strutture sanitarie. I CPT diventano centri di identificazione e espulsione (CIE) dove si rischia di essere detenuti anche per 6mesi e c'è la possibilità che pubblici ufficiali (anche insegnanti e medici, quindi), denuncino i clandestini, per finire con l'obbligo di mostrare i documenti per spedire soldi ai familiari.

Non solo i migranti nel mirino, anche chi non ha casa sarà schedato e nel decreto si inaspriscono le norme contro i writer, che per scritte e danneggiamenti all'interno del perimetro storico delle città potranno essere detenuti fino a 6 mesi. Militari nelle città con poteri di polizia, sindaci sceriffi e l'assurdità dell'"idoneità degli alloggi" per avere la residenza, requisito basilare per accedere a qualsiasi servizio sociale. Dopo vari tira e molla, passano anche le ronde.
Fuori dal pacchetto sicurezza nuove direttive per le manifestazioni: saranno filmate e registrate e non potranno passare per luoghi "sensibili".

Tutti questi provvedimenti non stanno passando senza reazione: sempre
più migranti si stanno attivando con proteste nei CIE , a Roma e Bologna. E la
solidarietà
del movimento non si è fatta attendere. Per contrastare la legge si è formata una rete che ha organizzato diverse iniziative, tra cui il
Presidio contro il DDL, con partecipazione dell'ordine dei medici [1,2].

Prossimi appuntamenti

Aldro, 4 anni dopo

Dopo quasi 4 anni dalla morte di Federico Aldrovandi, il 30 giugno arriverà la sentenza per i 4 agenti PS imputati per omicidio colposo. Sono serviti 2 anni di processo, 26 udienze, le dimissioni di un pm ed il trasferimento del questore di Ferrara, Elio Graziani, che aveva compromesso l'immagine della polizia a Ferrara con una condotta tesa ad insabbiare la morte di Aldro, un'altra indagine parallela nei confronti della questura ferrarese per depistaggio, per formulare l'accusa di "omicidio colposo".

Per l'accusa Federico è morto a causa delle percosse subite (tra cui diversi traumi gravi e probabilmente mortali a livello cardiaco) e della posizione, ammanettato con la faccia a terra, fattagli assumere dai poliziotti, che ignorarono le sue richieste di aiuto continuando a colpirlo mentre era già inerme.
Queste circostanze sono confermate, oltre che dalle diverse perizie autoptiche, che escludono per l'altro la droga come causa del decesso, sopratutto nelle perizie fatte dopo gli esami tossicologici, [foto], da diversi testimoni, in particolare da una donna, che dal suo balcone ha visto gli agenti accanirsi contro Federico e dalle registrazioni delle conversazioni radio tra autopattuglie e questura, rimaste a lungo chiuse in una cassaforte al pari di diversi tamponi del sangue di Federico, rimasti per oltre due anni chiusi dentro un frigo della scientifica.

La linea difensiva dei quattro imputati, tutti attualmente in servizio, sia con incarichi amministrativi che di pattuglia, invece continua a puntare sulla vecchia, e oramai falsificata, versione: Federico, in preda a raptus violenti dovuti alle droghe, avrebbe dato in escandescenze in strada, cagionando, così, l'intervento della PS che, una volta giunta con due pattuglie, sarebbe stata aggredita dallo stesso Aldro, il quale poi sarebbe collassato senza più riprendersi durante la collutazione.
Ma oramai l'evidenza è venuta a galla: Aldro è stato ucciso per strada da quattro poliziotti intervenuti in base a non si quali fatti e che si sono sentiti legittimati ad aggredire e a pestare a morte un diciottenne.

Orgogliosa milidanza


Anche quest'anno, il 13 giugno, le strade della capitale saranno percorse dal Pride, con partenza da Piazza della Repubblica, nonostante i tran-tran pre-elettorali che hanno comportato il divieto (poi revocato) di svolgimento della manifestazione da parte di Questura e Comune di Roma. E i movimenti rilanciano la partecipazione , anche in posizione critica, perchè l'attacco alle soggettività meno protette rappresenta da sempre un segnale chiaro e incontrovertibile dell'instaurarsi di un regime violento contro ogni forma di libera espressione e di dissenso. Non schierarsi significa scavare la fossa a quel residuo di libertà rimasta nel nostro paese e questo non è accettabile per chiunque ritenga l'autodeterminazione, la laicità, l'antifascismo principi irrinunciabili.
D'altra parte il 2008 non è certo stato un anno facile per la comunità glbtq: numerosissime sono state le aggressioni e nove gli omicidi, spesso fomentati da provvedimenti legislativi.
Ma forse per Alemanno è più importante la vicinanza morale e politica con Mosca.

Mobilitazioni:

  • Critical Pride:
    appuntamento con bici alle 14 nell'area pedonale del Pigneto: pedalata contro la violenza di genere trans-lesbo-omofobia.
  • Carro di Facciamo Breccia:
    invito alla partecipazione.

Gheddafi a Roma

Il 10 giugno il colonnello dittatore Gheddafi, stretto amico di Berlusconi, sarà in visita a Roma. Il governo italiano sfruttando la presidenza dell'UE è riuscita ad abrogare l'embargo nei confronti della Libia da parte dell'UE nel 2004, forte di motivazioni contro l'immigrazione clandestina, l'Italia bipartisan ha poi firmato un trattato d'amicizia con la Libia non del tutto trasparente. La Libia è infatti uno dei pochi paesi al mondo a non aver ratificato la Convenzione di Ginevra sulla protezione dei rifugiati del 1951 e il suo relativo Protocollo del 1967.
Una mossa che nasconde in realtà ambizioni economiche, investimenti nelle infrastrutture libiche e lotta all'immigrazione fuori dai confini nazionali.

L'italia ha investito nella costruzione di lager per immigrati in Libia: Al Gatrun ne è un esempio e ha stretto accordi per rimpatriare gli immigrati che da anni attraversano il deserto dal Niger alla Libia per arrivare sulle coste mediterranee.
Un viaggio terribile che miete ogni giorno vittime e di cui l'Italia e gli italiani sono direttamente responsabili grazie agli accordi firmati tra le parti: la vita per gli immigrati in Libia è ancora peggio di quella che potrebbero fare in Italia: nessun diritto, nessun asilo politico, sfruttamento e deportazioni sono all'ordine del giorno.

Aggiornamenti

Ladyfest toujours!

Dal 21 al 24 maggio, si svolgerà per la prima volta a Roma il festival queer femminista autoprodotto Ladyfest.

Il primo Ladyfest e' stato organizzato ad Olympia nel 2000 ed è sbarcato in Italia nel 2007, con il ladyfest Torino , e nel 2008 a Pavia .

In tutto il mondo si sono susseguiti centinaia di Ladyfest: una rete internazionale il cui nucleo concettuale condiviso è la promozione dell'arte indipendente, la decostruzione di modelli imposti e restrittivi, la rivalutazione del corpo e della sessualità come sperimentazione nelle sue infinite forme, in una prospettiva queer, antirazzista, transgender e femminista.

Le ladies romane hanno organizzato quattro giornate itineranti che si svolgeranno tra Pigneto, Forte Prenestino , Strike e Torre , promuovendo arti visive e musicali e workshop che spazieranno dall' antifascismo , alla pornografia femminista, dal vjing, all'autoproduzione passando per i giocattoli erotici fino al basket.
Infopoint da Tuba.

Programma:

Il ricavato del festival sarà devoluto a progetti artistici all'Aquila, in
collaborazione con la rete 3e32.


The ladies are coming...
.

Antifascist* tra agguati e tribunali

Strane coincidenze a Roma. A pochi giorni dalla sentenza della Cassazione per il processo riguardante la mattanza all'ospedale San Paolo di Milano, la notte dell'omicidio di Davide "Dax", verso l'una del 4 maggio, "ignoti" neofascisti davano alle fiamme l'auto di un occupante del Loa Acrobax nel piazzale antistante.

Nulla di nuovo a Roma, dove fascismo e razzismo vengono derubricati ad atti di "bullismo" e dove le istituzioni vanno a braccetto con le organizzazioni neofasciste.
E' doveroso schierarsi con i compagni e le compagne di Acrobax, così come partecipare al sit-in fuori dal tribunale in cui il 7 maggio Stato e polizia proveranno di nuovo ad assolversi.

Giovedì 07/05 ore 10 sit-in a Piazza Cavour
07/05 Cassazione conferma la sentenza

Approfondimenti: Dossier sui fatti del San Paolo - Dax Resiste - Feature Indy Lombardia

MAYDAY! MAYDAY!

Quest'anno la mayday sbarca a Roma. In un anno dominato dalla parola crisi, che ha giustificato provvedimenti autoritari di vario tipo (tra cui la limitazione di un diritto fondamentale come quello di sciopero), precariE e migranti
festeggiano un primo maggio di gioia e rabbia a Palermo, Roma, Milano.
Perchè la sicurezza che vogliamo si chiama reddito, diritti nel lavoro e oltre il lavoro, cittadinanza per i migranti, diritto alla casa, scuola e sanità pubbliche e di qualità, trasporti gratuiti, conoscenza e formazione libere e condivise, tutela della salute sui luoghi di lavoro.
Intanto, mentre il primo maggio si avvicina, a Milano, Rho, Monza e in altri luoghi in cui si prepara la Mayday è partito un "countdown" di azioni contro chi precarizza le nostre città e le nostre vite.

01/05 * ORE 12 PORTA MAGGIORE (fino al Forte Prenestino)

Parte incivile


Il 22 aprile il decreto antistupri è diventato legge. Per intenderci, quello che prevede di spendere soldi per avere più telecamere nelle nostre città, piuttosto che finanziamenti ai centri antiviolenza.
Nel frattempo, il Comune di Roma ha deciso di non costituirsi parte civile in tutti quei casi di stupro in cui la vittima sia straniera, come è accaduto il 23 aprile per la turista olandese stuprata a Ponte Galeria, o per Magdalena, cui era stato addirittura promesso un posto di lavoro.
Sul corpo delle donne si continuano quindi a costruire politiche repressive e razziste, che discriminano cittadine e straniere.
D'altra parte, che Alemanno&co. non fossero esattamente antisessisti, s'era capito anche l'8 marzo , o quando, qualche giorno fa, si è voluto ribadire che il Comune di Roma non metterà un patrocinio (non richiesto) al Gay Pride.

La liberazione è un esercizio quotidiano

La Roma antifascista, antisessista e antirazzista si organizza anche quest'anno. Il 25 aprile si caratterizzerà per numerose iniziative di movimento. La mattinata inizia alle 9.00 con l'appuntamento delle donne al ponte di ferro, per ricordare le donne uccise dai nazifascisti dopo l'assalto a un forno.
Dalle dieci il concentramento a Porta San Paolo per il corteo cittadino vedrà riunite le realtà antifasciste romane, che si sposteranno verso Piazza Vittorio.
Nel pomeriggio, saranno diverse le iniziative territoriali, per una Roma liberata quartiere per quartiere.

Appuntamenti e iniziative:

Aiuti per l'Abruzzo

Una rete solidale di attiviste e attivisti si è messa in movimento in questi giorni per raccogliere aiuti per la popolazione abruzzese. Con dignità e senza bandiere per rispettare innanzitutto chi è stato colpito.

Per chi volesse partecipare o sostenere chi dal basso prova a rendersi utile:
Epicentro Solidale - Tor Vergata - OttoMarzo Magliana - Primavalle - Cub/Cobas Telecom - Facoltà di Psicologia

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