I ferrovieri lo avevano detto
Salgono a 22 le vittime di Viareggio.
I ferrovieri dell'assemblea Nazionale per la Sicurezza del Trasporto Ferroviario denunciano la dirigenza FS per il perdurante abbandono della sicurezza e delle manutenzioni dell'intero sistema ferroviario: l'attuale strage non è una casualità ma il frutto delle sciagurate scelte esclusive sull'Alta Velocità, qualche giono fa sull'Appenino-tratto toscano era accaduta la stessa cosa con il deragliamento di cisterne cariche di acidi. «Nei giorni precedenti all'incidente
di Viareggio si sono verificati almeno quattro deragliamenti di
treni merci. Tutti tra il 19 maggio e 22 giugno 2009. Le
conseguenze furono molto contenute ma il segnale d'allarme era
chiarissimo, per chi lo avesse voluto ascoltare. L'opinione
pubblica oggi dovrebbe interrogarsi sull'ignorato allarme». Lo
ha detto Dante De Angelis, il ferroviere licenziato ad agosto
2008 dalle Ferrovie dello Stato per procurato allarme,
intervenuto all'assemblea generale dei macchinisti della
rivista 'ancora in Marcia'.
Il primo incidente - ha ricordato De Angelis - è « avvenuto
»a Sesto Calende (Milano), il secondo a Borgo San Dalmazzo
(Cuneo), il terzo a Pisa San Rossore, a pochi chilometri da
Viareggio, il quarto a Vaiano, vicino Prato«.
Sono circa un
migliaio le persone evacuate nella notte dalle loro abitazioni, a
seguito dell'esplosione di un treno merci carico di Gpl, avvenuta alla
stazione ferroviaria di Viareggio (Lucca), in cui 22 persone sono
morte e 36 rimaste ferite. Dei mille sfollati, circa 200 sono stati
accolti in un centro di prima assistenza allestito nella sede del
Municipio.
Un centinaio di persone hanno dormito nelle tende da campo
montate nella piazza davanti al Comune, mentre altre persone hanno
dormito all'interno del Municipio. Il Comune di Viareggio, ha spiegato
il sindaco Luca Lunardini, si sta organizzando con gli albergatori per
trovare una soluzione alle centinaia di sfollati, per farli ospitare
negli hotel della Versilia. Due le palazzine crollate nell'esplosione,
mentre altri quattro-cinque edifici sono pericolanti e seriamente
danneggiati, anche se non sono crollati, ma sono stati fatti evacuare
per evidenti motivi precauzionali. La deflagrazione ha danneggiato
anche la sede della Croce verde, che è stata evacuata: lo scoppio ha
messo fuori uso tutto il parco mezzi, solo un'ambulanza risulta
funzionante. «La rottura di un asse di un
carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai
tenuto nella giusta considerazione nonostante l'elevatissimo rischio
connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre
fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi
sempre in Toscana, a Pisa S.Rossore ed a Prato». È quanto affermano
in una nota i delegati Rsu-Rls dell'Assemblea Nazionale dei
Ferrovieri, organismo trasversale composto da lavoratori e iscritti a
tutte le sigle sindacali, intervenendo così sull'incidente di questa
notte a Viareggio.
«Il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole
aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo Fs
-prosegue la nota- non può essere utilizzato come giustificazione,
anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalità
di controllo e di verifica adottate per l'ammissione a circolare sulla
rete». «Esprimiamo -continuano i ferrovieri- il nostro profondo dolore
per le tante vittime innocenti di questa tragedia e il ringraziamento
ai soccorritori».
«Facciamo appello -dicono ancora i ferrovieri nella nota- a
tutte le autorità istituzionali affinchè non ignorino le
segnalazioni di pericolo che come ferrovieri portiamo a conoscenza
dell'opinione pubblica poichè il trasporto ferroviario è un servizio
complesso in cui anche il più piccolo incidente, o guasto, può
determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre,
nella massima considerazione». «Rinnoviamo la più ferma critica al
gruppo dirigente delle Ferrovie che -conclucde la nota- ha dirottato
risorse e tecnologia sul servizio 'luccicantè dell'alta velocità
lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci
e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza».