L'Italia e la pena di morte
L'Italia e la pena di morte
Linda di Roma scrive a Roberto Malini riguardo alla moratoria per la pena di morte votata ieri alle Nazioni Unite: "Caro Roberto, da Giorgio Napolitano a Massimo d'Alema, i politici italiani sembrano diventati improvvisamente paladini dei diritti umani. Il presidente della Repubblica ha dichiarato che la moratoria rappresenta lo spirito dell'Italia, un'Italia che, a suo dire, 'crede nei valori della democrazia e del rispetto della persona umana come asse portante di un ordine internazionale giusto e stabile'. Sembra propaganda, perché il nostro Paese è accusato di razzismo e abusi dei diritti dell'uomo da tutti i paesi civili e dalle principali organizzazioni umanitarie. La Risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 15 novembre 2007 ne è un'ulteriore conferma. A proposito, come mai nessun giornale ha pubblicato il testo della Risoluzione e come mai, nonostante il documento ammonisse chiaramente l'Italia a causa della persecuzione contro i rom, gli sgomberi e la repressione proseguono come prima? Come avete scritto tante volte, i rom in Italia hanno una speranza media di vita di soli 42 anni: la metà di noi italiani! Ma in che razza di Paese viviamo?"
Risponde Roberto Malini. La pena di morte consiste nella "distruzione fisica di un essere umano ordinata dalle autorità di un paese". La persecuzione che l'Italia conduce contro i Rrom è proprio questo: la distruzione fisica di migliaia di esseri umani, ordinata dalle autorità del nostro Paese. Il numero che citi è agghiacciante, perché dimezzare la vita media di un popolo significa perpetrare un genocidio. Altro che pena di morte! Non dimenticare la mortalità dei bambini rrom in Italia, che è dieci volte superiore a quella dei bambini italiani. Il Gruppo EveryOne, cui ho l'onore di appartenere, ha presentato nei giorni scorsi alle Istituzioni europee e alle corti di giustizia internazionali che si occupano di diritti umani e crimini contro l'umanità un documento che denuncia la persecuzione e lo sterminio che sono in atto in Italia: un nuovo Olocausto. Senza riparo, dopo i pogrom di stato che abbattono le baracche; senza cibo, dopo le misure contro le poche attività che fornivano ai rom i mezzi di sussistenza; senza futuro, dopo l'entrata in vigore di misure repressive inique e l'attivazione di una campagna mediatica razzista che instilla odio e violenza contro i rom da parte del popolo italiano; senza protezione, perché nessuna legge che tuteli le minoranze etniche viene applicata in Italia a favore dei rom; senza lo status riconosciuto di "esseri umani", i rom in italia stanno languendo. Molti muoiono e presto un popolo intero sarà in agonia. Questo massacro è la reale posizione dell'Italia riguardo al tema della pena di morte.
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