La casa (non) è un diritto

Il primo settembre è stata sgomberata l'occupazione Regina Elena in via del Castro Laurenziano, con un provvedimento che preannuncia un inverno "caldo", visto che sarebbero previsti altri sgomberi e visto che ciò segue solo politiche sempre più repressive in Italia e nella città di Roma (basti pensare a respingimenti, pacchetti sicurezza e aggressioni). Circa 600 persone sono state obbligate a salire sugli autobus e a lasciare le proprie cose nel palazzo. Il palazzo è stato saccheggiato dalla cooperativa che ha gestito le operazioni di sgombero, mentre le famiglie trovavano posto in inospitali centri di accoglienza per rifugiati, per l'occasione trasformati in residence. Tutt'oggi al tavolo delle trattative non esiste nessuna soluzione concreta per le famiglie del Regina Elena.
La risposta delle attiviste e degli attivisti è stata immediata, con un corteo, un presidio a piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia) tutt'ora in corso e con alcun* militanti che sono salit*in protesta sul tetto del Campidoglio per alcuni giorni.
Il 9 settembre anche Area Ingovernabile è stata sgomberata.
Dopo due settimane dallo sgombero del Regina Elena, la mattina del 14 settembre, è iniziata un'operazione di polizia contro l'occupazione 8 Marzo, che ha portato perquisizioni e a cinque arresti (uno ai domiciliari). Lo sgombero è stato evitato grazie alla determinazione degli e delle occupanti. L'accusa è quella di racket, estorsione e violenza privata. Durante il processo si rischia anche l'accusa di associazione a delinquere. Lunedì 21 settembre il giudice ha confermato gli arresti degli occupanti dell'8 Marzo poi convertiti in tre domiciliari e un obbligo di firme.
*AGGIORNAMENTI*
Anche Giap è stato sgomberato, la nuova occupazione a San Lorenzo.
Approfondimenti:
Richiesta di sgombero per l'occupazione 8 marzo .
Comunicato dell'8 Marzo.
Comunicato teatranti de Merode
Un deserto chiamato Roma
Per adesioni al comunicato di solidarietà con l'8 Marzo: occupa(at)inventati.org
Video:
Siamo tutt* sullo stesso tetto.
Emergenza casa, la risposta del Comune.
Magliana Resiste.
Sgomberati e derubati: dove sono finiti i beni delle persone sgomberate dal Regina Elena?
ARTICOLO E IMMAGINI A CURA DI LIBERAROMA.ORG
Dopo lo sgombero dell'ex ospedale Regina Elena vi mostriamo in che condizioni vivono le famiglie portate nei centri di assistenza alloggiativa gestiti dal Vicariato. Oltre cento persone sono state rinchiuse in un ex capannone industriale chiamato "Casa della Pace": l'ingresso si trova su via Casilina 1670, nella zona di Grotte Celoni. Attraversato un cancellone che assomiglia tanto a un casello autostradale bisogna fare 1,6 km a piedi fra magazzini e capannoni per raggiungere questa struttura di 28mila metri quadri. Dentro è un inferno.
Le famiglie sono ammassate in stanzoni che ospitano anche dieci persone. I bagni e le docce sono in comune, non ci sono cucine ma il Comune passa un servizio catering con cibi precotti che molte persone con disturbi alimentari non possono neanche toccare.
L'acqua non è potabile, quella che viene portata in bottiglia è calda. C'è un solo frigorifero comune ma non funziona. L'infermeria è utilizzata come magazzino dagli inservienti.
Ecco come il Comune di Roma gioca con la dignità delle persone. Pagando oltre 2 milioni di euro al Vicariato.
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centri d'accoglienza
Domenico Bonifaci -
proprietario de “Il Tempo” - l'imprenditore in odore di Mafia
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