Di carcere si muore

A Roma un'altra persona è morta di carcere. Stefano Cucchi, arrestato per un modesto quantitativo d’erba la notte tra il 16 e il 17 ottobre, è morto dopo una settimana in un carcere in cui non si sarebbe nemmeno dovuto trovare. Già alla prima udienza del processo per direttissima i genitori avevano notato segni sul suo volto e dopo il ricovero al Pertini per un presunto mal di schiena, Stefano è stato trovato morto.
Non è la prima volta che le cosiddette forze dell’ordine hanno ucciso.
Sono tristemente note le storie di Sorin, Niki, Aldo e delle numerose altre persone morte di carcere o
durante un fermo violento. E per chi vive, la situazione non è rosea, se persino Alfano è riuscito a dichiarare che la situazione è fuori dalla costituzione. Ma forse il problema è che è proprio il carcere a non funzionare.
Ascolta le corrispondenze di Radio Onda Rossa [1 - 2]
Altre informazioni: Rassegna stampa 01.11.09 - Pestaggi quotidiani in carcere - 8 morti solo in ottobre
*Appuntamenti*
- giovedi 5/11 ore 12 volantinaggio al Pertini.
- giovedi 5/11 ore 18 assemblea cittadina al forte prenestino.
- sabato 7/11 ore 15 corteo parco acquedotto alessandrino altezza via torpignattara.
Morti in carcere: 1200 persone morte in 7 anni, a cura dell’associazione Papillon; Sul dossier "Morire di Carcere" dall'associazione Ristretti orizzonti.
http://www.ristretti.it/
meno note.....
http://frapportistefano.blogspot.com/
http://lombardia.indymedia.org/?q=node/7663
http://baruda.net/2008/10/22/il-corpo-di-manuel-eliant...
http://www.inventati.org/dentroefuori/index.php?option...
le lasciamo a Grillo?
SAB 7/11 VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI
VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI
SABATO 7 NOVEMBRE 2009 ORE 15 CORTEO CITTADINO A TOR PIGNATTARA
CONCENTRAMENTO AL PARCO DELL'ACQUEDOTTO ALESSANDRINO (ANGOLO VIA DI
TORPIGNATTARA)bus 409
ASSEMBLEA PREPARATORIA GIOVEDI 5 NOVEMBRE ORE 18:00 C.S.O.A. FORTE
PRENESTINO
La tragica vicenda di Stefano Cucchi sta sconvolgendo la coscienza
civile della nostra città e del paese tutto. Un giovane uomo di 31 anni
è stato arrestato dai carabinieri per il possesso di una modica
quantità di sostanza stupefacente e viene riconsegnato morto alla
famiglia dopo un calvario di sei giorni trascorso tra una camera di
sicurezza dell´Arma, il carcere di Regina Coeli e il reparto per
detenuti dell´ospedale Pertini.
Sul suo corpo gli evidenti segni di un brutale pestaggio, reso di
pubblico dominio dalla coraggiosa decisione della famiglia di
consegnare alla stampa le foto che documentano l´accaduto.
Tanti sono ancora i lati oscuri della vicenda, tanta la voglia di
verità e giustizia che sta spingendo alla mobilitazione e alla presa di
parola molte persone preoccupate della svolta autoritaria che sta
prendendo questo paese.
Purtroppo la storia terribile di Stefano Cucchi è solo la punta di un
iceberg. Chi vive quotidianamente il disagio sociale di questa città sa
bene che non si tratta di un caso isolato. L´uso della violenza contro
le persone sottoposte a provvedimenti restrittivi è cosa comune, una
"prassi" consolidata perpetrata contro soggetti deboli, lontana dai
riflettori dei mass media, ignorata da un opinione pubblica in questi
anni incattivita dalla retorica della sicurezza e della legalità.
Come è ormai data per scontata l´impunità per coloro che, forti di
una divisa e dell´appoggio senza remore del potere costituito, si
permettono di tutto. In questi giorni stanno venendo alla luce
un´infinità di episodi tragicamente simili a quello che ha spezzato la
vita di Stefano, episodi che richiamano alla memoria i nomi di Federico
Aldrovandi, di Aldo Branzino e dei tanti che sono incappati nella
violenza istituzionale ma che non sono assurti agli onori delle
cronache perché privi di una famiglia coraggiosa alle spalle, di buoni
avvocati, di giornalisti sensibili, di comitati attivi nel perseguire
un percorso di verità.
E tante sono le storie di persone che sono rimaste in silenzio perché
sole, spaventate, minacciate. E´ ora di dire basta. E´ ora di dire mai
più violenza sulle persone detenute; mai più violenza nelle caserme,
nei commissariati, nelle carceri, nei CIE.
E´ anche ora di dire basta all´anonimato di cui godono le forze
dell´ordine nello svolgimento del loro servizio, una circostanza che
garantisce loro l´impunità nella stragrande maggiorana dei casi.
Ma è anche ora di dire con chiarezza che esistono delle leggi in
questo paese che costringono alla detenzione persone che hanno l´unica
colpa di essere in possesso di modiche quantità di sostanze
stupefacenti: la legge Fini-Giovanardi sulle droghe, la legge Bossi-
Fini, il pacchetto sicurezza, strumenti normativi che non fanno altro
che riempire le carceri. Provvedimenti legislativi che riducono le
criticità sociali a mera questione di ordine pubblico Tutto ciò si
verifica in un contesto che non esitiamo a definire di deriva
autoritaria e che vede il progressivo restringimento degli spazi di
libertà.
Questa vita spezzata deve trovare la coscienza civile di questa città
e di questo paese attenta e vigile.
E´ per tutti questi motivi che invitiamo tutte e tutti quelli che non
rinunciano ad esercitare la loro coscienza critica, a manifestare nelle
strade del quartiere di Stefano, Tor Pignattara. Per esprimere la
massima solidarietà alla famiglia, per rivendicare verità e giustizia
per Stefano Cucchi e per tutte le persone che subiscono quotidianamente
la violenza istituzionale.
VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI
CUCCHI: PROCURA ROMA, PRONTI
CUCCHI: PROCURA ROMA, PRONTI I PRIMI AVVISI DI GARANZIA =
(AGI) - Roma, 5 nov. - Per la morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni deceduto all'ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo l'arresto eseguito sei giorni prima dai carabinieri per spaccio di droga, l'indagine della procura di Roma e' a una svolta: i pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy stanno per firmare i primi avvisi di garanzia. Due i filoni di indagine seguiti dagli inquirenti: quello per omicidio colposo
con riferimento ad alcuni comportamenti negligenti del personale sanitario che non avrebbe capito la gravita' della situazione clinica di Cucchi. E quello per omicidio preterintenzionale in relazione a una ipotesi di pestaggio subita da Cucchi. I magistrati, in attesa di avere i risultati della consulenza medico-legale, anche oggi hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni detenuti che avrebbero condiviso con il ragazzo alcune ore di cella. (AGI)
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051810 NOV 09
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