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Erice, ''cento passi'' di liberta' nel nome di Peppino Impastato

la proposta è partita da Facebook. Un gruppo si è costituito all’indomani della decisione vergognosa del sindaco di Ponteranica di togliere il nome di Peppino Impastato dalla biblioteca del paese, sostenendo che la storia di Impastato non apparteneva al luogo, disconoscendo che la vicenda di Peppino è semmai patrimonio di quella parte d’Italia che vuole essere contro ogni forma di mafia e che mai ci stancheremo di dire essere maggioritaria, ma spesso silenziosa e inerme.
La proposta pubblicizzata sul social network è stata quella di intestare una piazza di Erice a Peppino Impastato. Incredibilmente alto il numero degli aderenti, positiva la risposta arrivata dall’amministrazione ericina, dal sindaco Giacomo Tranchida. “E’ un onore per la mia Amministrazione, oltre che un sincero piacere per me, aver ricevuto e poter condividere la vostra proposta di intitolazione di
un luogo simbolico in Erice, alla memoria di Peppino Impastato, a cui di già pensavamo, ma che sinceramente avete contribuito a determinare e concretizzare – scrive Tranchida - sul finire dello scorso mese, su proposta dell’assessore con delega alle Politiche Sociali e per le Pari Opportunità, Silvana Catalano, abbiamo discusso in Giunta della pregevole iniziativa/appello lanciata su facebook, dopo l’inverosimile atto compiuto dal sindaco di Ponteranica. Abbiamo dovuto inizialmente, però, prendere atto dell’indisponibilità di piazze e strade da intitolare, la nostra attenzione, pertanto, è andata su alcune nostre scuole e centri sociali che non hanno un nome. Così, l’idea che uno dei luoghi, in un quartiere “simbolo” della voglia del riscatto rispetto alle contraddizioni del passato - in cui periodicamente i cittadini ericini, dai più piccoli ai più grandi, nell’ambito di diverse e plurali attività s’incontrano per stare bene assieme, confrontandosi, imparando insieme a crescere e sperare in un futuro migliore - possa essere intitolato a Peppino, ci ha portato a ragionare ed a fare una scelta, credo assai significativa: il Centro Sociale di San Giuliano!”. San Giuliano è un rione popolare dove per colpa nel tempo di una politica che ha vissuto sui bisogni della gente ha fatto in modo che dal bisogno questi non uscissero per non spezzare la catena che lega il cittadino al politico così da rendere il primo succube del secondo e questi potersene approfittare in termini elettorali con la politica delle promesse. Magari anche contraccambiando qualcosa in denaro in occasione del voto, sapendo di trovare elettori bisognosi e sensibili. “Si – dice Tranchida - pensando alle vicissitudini del quartiere di San Giuliano, alla voglia di riscatto talvolta nascosta dietro la paura, alla vivacità dei bambini del luogo che frequentano il Centro, abbiamo pensato a Peppino e alla sua voglia di cambiamento, alla sua speranza in un mondo migliore, alla sua determinazione a non arrendersi, così come per buona parte della comunità di San Giuliano. Pensando ai nostri anziani che frequentano il Centro Sociale, abbiamo pensato a Felicia, la mamma di Peppino, una donna grande ed allo stesso tempo una grande donna. Per un attimo abbiamo provato a immaginare dei suoi capelli color argento, dei segni della sua forza e di quelli della sua sofferenza incisi sul suo volto, simili alle rughe, testimonianza della vita andata e delle difficoltà attraversate dagli abitanti del quartiere, ma anche dai nostri concittadini meno giovani.
Questo ritratto, di ieri, vissuto oggi, ci ha portato d’intesa con l’assessore Catalano, non ad imporre ma a coinvolgere nella “decisione” gli iscritti dei centri sociali di Erice, proponendo loro, presso il Centro Sociale di San Giuliano il pomeriggio del 29 settembre 2009, di intitolare il 5 gennaio 2010 (…fra “100 passi” quotidiani) il Centro Sociale di San Giuliano a Peppino Impastato – vittima della mafia, figlio di Felicia”.
La proposta è stata resa reale e il centro sociale di San Giuliano diventerà il “Centro Sociale di San Giuliano “Peppino Impastato” vittima della mafia”, giusta determina sindacale n° 68 del registro. “Per chi non conosce l’ubicazione del Centro sociale di San Giuliano, posso dirvi che:
si trova a 100 passi … dall’ex Campo Bianco (una struttura sportiva destinata al recupero ndr), che recentemente abbiamo intitolato insieme al comitato paraolimpico a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, alle donne e agli uomini della loro scorta; si trova a 100 passi … dal Carcere di San Giuliano, luogo simbolico-visivo per l’espiazione di colpe, ma anche di “recupero”; 100 passi … dividono le due scuole prossime al centro sociale, una riaperta dalla mia Amministrazione nel settembre 2007, ma l’altra ancora in condizione di abbandono da oltre 10 anni, sulla prospiciente via Baden Powell; 100 passi … dalle case di San Giuliano: palazzoni popolari elevati al cielo, tristemente concepiti come “contenitori” per tante famiglie, per tante difficoltà ma anche per tante speranze; 100 passi … dalla spiaggia di San Giuliano, che con lo sguardo unisce il mare al cielo come a voler disegnare un orizzonte di serenità e di speranza; 100 passi … come dal 29 settembre 2009, data della condivisa proposta agli iscritti del centro per l’intitolazione, il 5 gennaio 2010, in coincidenza dell’anniversario della nascita di Peppino (il 5 gennaio, appunto), data che penso, nel richiamare il giorno della sua nascita ancora meglio possa far riflettere sulla morte di Peppino: un segnale forte per un nuovo inizio, una nuova storia, nuove speranze per Erice, per le nostre città e per la nostra terra. Fare memoria del passato per farne tesoro per il futuro di ognuno di noi”.

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