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Pensieri ad un semaforo senza lavavetri

3 novembre 2009. A Roma ci sentiamo tutti più sicuri.
Da ieri ben 25 pattuglie di vigili urbani sono dedicate a setacciare gli incroci più frequentati della capitale, alla caccia di lavavetri, giocolieri, venditori di fazzolettini e accendini.

Finalmente dei soldi pubblici spesi bene.
Grazie ai caschi bianchi inviati da Alemanno, ci sarà una forza di interposizione tra noi che aspettiamo il verde e il pericoloso vortice di birilli volanti, spazzoloni tergicristalli e chincaglieria varia che assedia il nostro abitacolo.

Sentiamo che, alla sola notizia, la nostra percezione di sicurezza sta già aumentando considerevolmente. In fondo, non è per questo che abbiamo votato Alemanno? Certo: froci, ebrei e comunisti girano ancora, ma almeno non lo fanno più indisturbati. Hanno già preso un sacco di botte. E poi il Sindaco si inventerà una soluzione definitiva anche per loro. A questo punto ci rimane una sola preoccupazione. Cosa succede se ci viene da starnutire al semaforo?

Non c’è più modo di acquistare un Kleenex. Potremo solo scegliere o di imbrattare il parabrezza o di pulirci con le mani. Nel primo caso, senza uno straccio di lavavetri disponibile a pulire, questo forse provocherà incidenti per la diminuita trasparenza del nostro cristallo. Nel secondo caso, le nostre mani poi stringeranno altre mani, in ufficio, a scuola, all’università e, in tempi di influenza A, questo forse accelererà l’epidemia.

Sapevate che nel codice penale esiste il reato di epidemia? L’articolo 438 dice che “chiunque cagiona un' epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l'ergastolo e se dal fatto deriva la morte di più persone, si applica la pena di morte”. Accidenti. Qualcuno nel 1944 ha abrogato la pena di morte. Altrimenti ci saremmo sentiti ancor più sicuri.