Marrazzo e il proibizionismo
L’ammissione fatta ieri in Procura da Piero Marrazzo di aver fatto uso di cocaina durante i suoi incontri con i trans è un’altro motivo di rabbia per la doppia morale a cui i nostri politici sono usi.
In materia di droghe la mia posizione è questa: liberalizzazione completa per le droghe leggere, regime della somministrazione controllata per le droghe pesanti (generalizzando il modello della terapia scalare con il metadone).
E’ una posizione ampiamente condivisa da esperti che hanno a lungo studiato il problema delle tossicodipendenze. E’ una posizione duramente avversata da quasi tutti i politici che impongono legislazioni proibizioniste di scarsa efficacia, motivate solo da considerazioni moralistiche e di controllo sociale sulla vita privata dei cittadini.
Ignoro le posizioni di Piero Marrazo sul tema, ma avrei difficoltà a credere che professasse qualcosa di diverso dal talebanismo proibizionista del resto della banda.
Salvo quando si vedeva con i trans.
E ve lo ricordate l’episodio delle Iene che prelevarono un tampone con i fluidi a un bel numero di parlamentari che entravano alla Camera? Vi ricordate l’infilata di test positivi alla coca che venne fuori?
Sì, io ho l’ingenuità di credere che i politici debbano praticare quello che predicano. Se i cittadini fanno sconti su questo si meritano il conto che la casta gli fa pagare.
mi sembra che marrazzo sta
mi sembra che marrazzo sta pagando anche per quell'altri Paese di bicotti e mignotte con il crocifisso pronti a dispensare prediche. Visto che sono tanto religiosi il loro maestro diceva: "Non guardare la pagliuzza che hanno gli altri ma la trave che hai nel tuo occhio"