Trenitalia: meno sicurezza, piu' alta velocità
Giornate di fuoco queste per Trenitalia, tanto più per i suoi lavoratori e i passeggeri. Ieri mattina l'incidente ferroviario nel bresciano, questa notte il morto a Firenze, poi in mattinata lo scontro di 2 convogli nel torinese. Di nuovo sotto accusa la sicurezza dei treni (quindi del lavoro) che viaggiano sulle linee nostrane, a poca distanza temporale dal disastro di Viareggio del 30 giugno scorso.
Operaio morto a Firenze
Domenico Ricco è morto lavorando, questa notte sul binario ferroviario nella zona di Rifredi, a Firenze, travolto da un convoglio in transito. Operaio di 27 anni, originario di Barletta, lavorava nella squadra di pronto intervento Rfi di Santa Maria Novella, era intervenuto con 2 colleghi per un guasto ad un deviatoio di una rotaia. Ricco non ha fatto in tempo ad allontanarsi da regionale di passaggio ed è stato investito mortalmente.
Scontro tra treni a Torino
Incidente, questa mattina, anche lungo la linea ferroviaria fra Moncalieri e il Lingotto, nel torinese, in un tratto che era chiuso per una interruzione programmata per dei lavori. A scontrarsi sono stati due carrelli ferroviari impegnati nella manutenzione dei cavi elettrici. Cinque operai sono rimasti feriti e sono stati trasportati all'ospedale Cto e alle Molinette. I due mezzi si sono scontrati frontalmente dopo una curva.
La collisione di ieri a Brescia
Tutto ciò arriva nel giorno immediatamente successivo all'incidente nel bresciano che, fortunatamente per i passeggeri, non ha avuto un risvolto drammatico. Scontro fra 2 treni, un passeggeri delle Ferrovie Nord ed una motrice, avvenuto nella zona del lago di Iseo, fra le stazioni di Vello e Marone. A bordo c'erano circa 200 persone, tanti passeggeri sono rimasti coinvolti nell'impatto, nessuno ha riportato lesioni importanti ma 10 persone sono state ricoverate negli ospedali di Lovere, Ome e Iseo.
Ora prendono forma i vari rituali del caso, dall'annuncio di inchieste approfondite alle condoglianze e alle scuse per chi è morto sul posto di lavoro e per i tanti passeggeri costretti alle strutturali angherie di Trenitalia. Il problema così come non ha nessun carattere di novità non è problema esclusivo delle Ferrovie. Il nodo rimosso resta la sicurezza sui posti di lavoro, limitata nei fatti dalle politiche dai governi così come dalla dirigenza aziendale: privatizzazione del settore dei trasporti, disinvestimento dalla sicurezza, obiettivo di alti profitti a scapito di bassa salarizzazione e investimento strutturale.
Dentro questo contesto: la spinta di Trenitalia per lo sviluppo delle linee ad alta velocità (Eurostar, Tav, etc), perchè altamente redditizio seppur su una fascia di popolazione più stretta, per la non sicurezza sul posto di lavoro così come sul mezzo di trasporto, perchè il costo è ritenuto eccessivo.