Negazionista l'autore della lista
Antisemitismo
Negazionista l’autore della lista
Roma
Si difende, nega di essere lui l’autore della black list con i nomi dei docenti ebrei, ma gli inquirenti non hanno dubbi: Paolo Munzi e H5N1 sono la stessa persona. La polizia postale è arrivata fino al 39enne di Forano, un piccolo paese in provincia di Rieti, lunedì sera, dopo tre giorni passati a ripercorrere tutte le tracce telematiche lasciate dal blogger antisemita. L’abitazione della madre di Munzi, Matilde Castellani, ex sindaco radicale del paese, è stata perquisita e il computer dal quale sarebbe stata inserita la lista e altri proclami antisemiti sequestrato. Munzi, da parte sua, nega ogni responsabilità. L'inchiesta che lo riguarda? «Una strumentalizzazione allucinante,su delle basi infondate», ha detto ieri. Nei prossimi giorni l’uomo, a cui vengono contestate i reati di violazione della privacy, diffamazione e l’aggravante delle finalità di discriminazione, verrà interrogato dal sostituto procuratore della repubblica di Roma Franco Ionta e dal pm Giuseppe Corasaniti ai quali avrà modo di raccontare la sua versione dei fatti. I magistrati sono convinti che la parte finale della lista, dove si scriveva di fare attenzione ai cognomi di chi insegna, abbia come scopo quello di isolare e discriminare i professori ebrei. Di certo Munzi non è un personaggio estraneo a manifestazioni antisemite. L’anno scorso, infatti,ha firmato un appello a favore dello storico negazionista Robert Faurisson, la cui partecipazione a un convegno organizzato per il 18 maggio passato all’università di Teramo dal professor Claudio Moffa venne fortemente contestata. Faurisson appartiene a quella schiera di studiosi che puntano a invalidare l'esistenza stessa dell’Olocausto. In particolare lo storico francese è diventato famoso per le sue teorie nella quali non solo si nega l’esistenza di un piano nazista per sterminare gli ebrei, ma si mette in dubbio anche che nei lager siano morti sei milioni di ebrei parlando di un numero molto inferiore. A sostegno di queste tesi Faurisson sostiene l’impossibilità dello sterminio col fatto che nei lager non ci sarebbero state camere a gas e che l’Olocausto altro non sarebbe che un’invenzione propagandistica a favore di Israele.
Fonte: il manifesto