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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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Da Repubblica: Studente aggredito, corteo antifascista

autore:
repubblica

Studente aggredito, corteo antifascista

Virgilio occupato per il 19enne picchiato a Vigne Nuove. "Così mi hanno assalito"

TEA MAISTO
Simone, 19 anni, ha due profonde ferite alla testa. Trauma cranico, gli hanno detto i medici dell´ospedale Sant´Andrea dov´è stato curato domenica. Il trauma cranico gli è stato provocato dai tirapugni con i quali lo hanno aggredito due ragazzi proprio davanti casa. Da anni Simone, militante di sinistra, partecipa alle lotte studentesche e parla di antifascismo nei collettivi, nella sua ex scuola, l´Aristofane, nel suo quartiere, quello delle Vigne Nuove, dove lo hanno aggredito, e nelle manifestazioni con gli altri studenti. «Ero appena uscito di casa con un´amica - racconta Simone, che frequenta il primo anno di medicina - quando ho visto due ragazzi con il volto coperto dalle sciarpe che correvano verso di me. Ho fatto dietrofront e ho cercato di riaprire il portone. Non ho fatto in tempo e mi hanno assalito».
Simone, piccolo di corporatura, capelli rasati e occhiali non aveva ricevuto minacce nei giorni scorsi: «All´inizio sono riuscito a difendermi nonostante fossero più grossi di me. Avranno avuto sui 26-27 anni. Poi hanno tirato fuori i tirapugni e lì ho pensato solo a coprirmi la testa. Non hanno detto nulla, forse temevano che riuscissi a riconoscere la voce, nella zona ci conosciamo tutti. Erano fascisti di Blocco studentesco (associazione di estrema destra, ndr). Mi hanno aggredito per la mia attività politica, ma per fortuna non se la sono presa anche con la mia amica. Il tutto è durato pochi minuti. Sono tornato a casa e poi siamo andati all´ospedale».
Nella notte Simone non sta bene. Febbre, vomito e nausea e ritorna all´ospedale, al policlinico Umberto I. «Mi hanno fatto la tac e hanno confermato il trauma - Non ho presentato denuncia. Mi sembra inutile. So che non gli succederà nulla. Preferisco continuare la mobilitazione antifascista con i miei compagni». E la solidarietà dei suoi compagni si è fatta già sentire: venerdì l´annunciato corteo per l´anniversario della morte di Valerio Verbano, lo studente ucciso dai fascisti nel 1980, sarà dedicato anche a Simone. Ad aprire il corteo gli ex compagni di scuola dell´Aristofane, insieme con tanti altri studenti romani. Il giorno stesso, i ragazzi inaugureranno anche una palestra popolare, negli spazi occupati dell´Ater.
Ma la voce degli studenti antifascisti si è fatta sentire anche nelle scuole. A cominciare dal liceo classico Virgilio. I ragazzi dell´istituto di via Giulia hanno occupato per un giorno simbolicamente l´istituto. «E´ per Simone - spiega uno studente - è stato uno shock per tutti noi. E così abbiamo voluto aprire la scuola alla città democratica e antifascista». Al Virgilio spazio ai laboratori artistici, e al dibattito sull´antifascismo. Proiettato anche il film "Roma città aperta". Mentre all´Aristofane è stato convocato un comitato per esprimere la solidarietà a Simone e organizzare iniziative di mobilitazione. In mattinata conferenza stampa all´Horus occupato, organizzata tra gli altri, dagli studenti medi e universitari e Action: «Vogliamo che strutture come Causa Pound e il Circolo di Casalbertone vengano chiuse». Presente anche Fabio Nobile, consigliere comunale Pdc: «Comincia ad essere stancante fare conferenze stampe su ragazzi picchiati. Bisogna agire, altrimenti il clima diventerà oggettivamente insostenibile». Solidarietà anche da Adriana Spera, capogruppo capitolino del Prc: «Com´è ormai loro abitudine, i nostalgici di Mussolini hanno pensato bene stavolta di fare il loro sporco agguato a Simone, un giovane compagno che svolge lavoro politico nei collettivi romani». Mentre gli studenti antifascisti hanno scritto: «Alla grande mobilitazione antifascista degli studenti dell´8 febbraio, che ha assediato il corteo di Blocco Studentesco, le aggressioni squadriste sono l´unica risposta che i fascisti sanno dare. Ma non saranno certo le aggressioni a fermare le nostre lotte e la nostra voglia di cambiare il mondo».

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