L'osceno Benny & Magdi Show
Inatteso, nel bel mezzo di alcune guerre già perse che volgono al peggio, è calato sulle famiglie italiane intente a godersi le festività pasquali, il Benny & Magdi Show. Come nel famoso circo nel quale più gente entra e più bestie si vedono, il nostro paese ha goduto immensi benefici dall'importazione di un prete tedesco e di un agitatore politico egiziano, e anche se qualcuno potrà sgradire questi, che vengono da fuori e rubano il lavoro ai molti ciarlatani locali, lamentando che di personaggi pericolosamente balordi ne abbiamo abbastanza, senza bisogno d'importare quelli altrui, ma si tratta di nostalgie e localismi che all'alba del ventunesimo secolo sono destinati a colare nel nulla.
Il problema non è da sottovalutare, perché il paese che ha dato i natali a personaggi come Wanna Marchi e Silvio Berlusconi fatica a trovare fieri difensori della Fede e della Civiltà Occidentale. La società si è estremamente secolarizzata, le chiese sono vuote e le vocazioni scarseggiano, così come scarseggiano i volontari per le guerre in corso. Vero, ci sono almeno tre paesi invasi e devastati per combattere -preventivamente- la minaccia islamica, tendiamo a dimenticarlo. Così la tensione cala e cala il consenso, visto che nessuno spiega o vuole spiegare a cosa serve veramente perdere tre guerre in una volta sola spendendo molti soldi e molte vite, anche se in gran parte vite di “altri”.
Il Benny & Magdi Show ha provato a dirci che lo facciamo per Dio. Magdi Cristiano Allam è stato esibito come il perfetto convertito alla superiorità del cattolicesimo in mondovisione. Molti musulmani si sono lamentati di questa rozza operazione di propaganda, ma ad insorgere avrebbero dovuto essere ben altre voci. Tanto rozzo è apparso lo show che pochi giorni dopo il Vaticano si è visto costretto a prendere le distanze dalle posizioni di Allam.
Che si tratti di rozza propaganda lo testimonia l'intera storia “professionale” di Allam, sempre pronto a dichiararsi più occidentale di un occidentale, più italiano di un italiano e ora più cristiano dei distratti cattolici italiani. Allam è da anni una delle firme di punta a sostegno della guerra. Come molti altri suoi colleghi Allam ha pubblicato parecchie falsità, escludendo in tal modo il poter invocare la buona fede a sua discolpa. Falsi plateali, alla verifica dei quali Allam si è sempre sottratto buttandola in caciara. In rete, dove gli scritti permangono alla verifica del lettore, Allam si è guadagnato il titolo di Pinocchio d'Egitto. Non è quindi strano che un tale alfiere della libertà di pensiero e d'espressione non abbia mai trovato un attimo per scrivere una riga di critica alla dittatura egiziana, alla spietata repressione del dissenso nel suo paese o anche, più modestamente, alla pretesa di Mubarak di lasciare il governo in eredità al figlio Gamal. Betulla d'Egitto?
Allam non ama il confronto, Allam parla ex-cathedra dalle pagine del Corriere e di più non dimandare. Fenomenali perle rimangono le invenzioni sul misterioso saladino “l'amante dello sceicco” e tutta la produzione su terribili “Fratelli musulmani”, che preoccupano il nostro sopra ogni altra cosa.. Allam si difende attaccando, di solito parlando d’altro; posso dire di averlo verificato di persona quando, dopo aver espresso dubbi sulla sua fede musulmana, peraltro suffragati da sue affermazioni e da racconti di suoi partner nel sostegno alla lotta all'islamico, ho avuto il discutibile onore di essere indicato tra gli “odiatori di sinistra” in una delle sue fatiche editoriali.
Non a caso la sua conversione ha scandalizzato poco i musulmani, più colpiti dalla rilevanza che le si è voluto dare, che dai turbamenti di Magdi Cristiano; Allam da tempo non può più pretendere di essere l'uomo per il quale si spaccia dalle pagine del Corriere. Indomito giornalista indipendente, minacciato dai cattivi islamici, paladino e inventore dell’Islam “moderato” che aspirava a rappresentare, scrive prima Viva Israele (alcuni dicono stimolato dal premio di quasi mezzo miliardo delle vecchie lire ricevuto l’anno prima da una fondazione israeliana) e poi si converte al cattolicesimo in gran pompa. Ovviamente non ha mancato di lanciare il cuore oltre l'ostacolo, dicendo che non ha paura di morire e condendo il tutto con un'affermazione dal suono sinistro:”.., la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale”. Islam in minuscolo nell'originale. Gli uomini della sua scorta lo avranno sicuramente ringraziato.
Magdi Cristiano Allam, cinque minuti dopo essere diventato cattolico, ha declamato il credo del cattolicesimo più oscurantista e fanatico, abbracciando Benny Sixteenth e con lui esibendosi sotto le volte le di San pietro. Esibizione volgar di una scelta di vita, al minimo, ma si cadrebbe nel buonismo e nell'ingenuità. Allam mostra sprezzo del pericolo, ma lo fa protetto da una robusta scorta procurata proprio dalle sue esibizioni spericolate. C'è chi, come Renato Farina ha subito sanzioni e condanne perché accettava denaro dai servizi italiani per scrivere articoli falsi e utili ai sostenitori della guerra all'Islam, c'è chi invece dallo scrivere lo stesso genere di articoli trae vantaggi relativamente indiretti e gode della protezione dello stato. In teoria Farina (e altri) dovrebbero correre gli stessi rischi di Allam, ma è lo stesso Allam che ha preparato il terreno menandola con le condanne a morte per apostasia, cioè per chi da musulmano si converte ad altra fede. Dopo anni trascorsi a parlare di fantomatici convertiti dall’Islam ad altre religioni, che nelle sue parole parrebbero inseguiti ovunque da misteriosi sicari anche se non si è mai registrato un solo omicidio del genere, Allam si converte e dice che così sfida una condanna a morte che non c’è. Tutto si tiene, verrebbe da dire, sarà anche per questo che i musulmani non l’hanno preso troppo sul serio questa volta.
Purtroppo, tutto si tiene con un papato reazionario che ha appena ribadito la sua superiorità della sua dottrina sull'ebraismo, posizione che Allam faticherà a difendere presso i suoi amici della destra estremista ebraica. Allam, che italiano non è, dimostra di non conoscere la storia della Chiesa che lo accoglie, storia che agli italiani è ben nota. Feudalesimo, simonie, processi agli eretici, torture, razzismo, sessismo, schiavismo, fascismo, nazismo, crociate e annientamenti genocidari, i cattolici non si sono fatti mancare niente e mai è giunto loro un rimprovero papale; ancora meno succede oggi, nei giorni del regno del Papa tedesco; Papa che peraltro ha protetto per lunghi anni anche i preti pedofili, invece di preoccuparsi della protezione delle loro vittime. Il papato è da anni il primo puntello di tutti governi autoritari, in particolare di quelli dittatoriali; sono ben poche le dittature alle quali si è opposta la chiesa cattolica e quasi nessuna in paesi cattolici.
In questo mare di falsità ed ipocrisia M.C. Allam non stona assolutamente, non è altro che l'ennesimo giornalista che tenta di farsi personaggio seguendo le profonde orme del Cicciopotamo, ora impegnato a testa bassa contro l'aborto; più papale del Papa, speriamo che faccia anche lui la fine del povero Socci e si vaporizzi delirando. Purtroppo non possiamo sperare che si vaporizzi la propaganda di guerra, perché quella c'è chi l'alimenterà con vigore e denaro fino a che sarà possibile e qualche equilibrio non si romperà irrimediabilmente.
Per ora ci teniamo il prete tedesco che incorona novello crociato l'egiziano che vi vuole insegnare come essere italiani e cristiani e che ci vuole mettere paura con gli “islamici” cattivi mentre i nostri li stanno bombardando e ci sono quattro milioni di profughi in Iraq, un paio in Afghanistan e un altro milione in Somalia, disperati senza nemmeno un tetto. Gente che abbiamo ucciso o che abbiamo buttato in mezzo al deserto perché dovevamo dare la caccia a quattro beduini che Bush, Benny e Magdi conoscono benissimo, ma che non riescono a prendere nemmeno demolendo tre nazioni e facendo di tutto in molte altre. Anche i morti sono nella scala del milione; sicuramente più di un milione di morti hanno seguito le “nostre” invasioni a portare loro democrazia. Strano contrasto con i progetti di attacchi terroristici millantati sa Allam e dai nostri servizi; quelli non si sono visti e se n’è parlato molto, mentre della realtà relativa a qualche milione di vite devastate non se ne parla proprio; per Benny ed M.C. il problema in Iraq è la persecuzione dei cristiani. Che muoiono in proporzione perfetta agli altri iracheni che professano altre religioni, ma che quando muoiono è perché sono “perseguitati” dai cattivi islamici. Oscenità.
Un numero di vittime che è più di cinque volte il massimo ipotizzato per il “genocidio” del Darfur, per dare la caccia a una minaccia che secondo gli stessi americani era costituita, nel 2001, da cinquemila persone. Per rendere inoffensive cinquemila persone si è data la morte ad oltre un milione di innocenti, altri milioni li si è resi profughi devastando le loro abitazioni e città, senza considerare le cifre iperboliche che sono state fatte sparire nell'urgenza della guerra, cifre che tutti ripaghiamo a rate al distributore. Tutto questo perché al Benny & Magdi Show dicono che il saladino cattivo non aspetta altro che di sgozzarci ed imporci la legge islamica omettendo, non solo a beneficio dei credenti nei miracoli, tutta la parte che attiene alle azioni e agli errori ed orrori commessi in nome della superiore civiltà giudaico-cristiana e del controllo delle fonti energetiche. Continueranno a lungo, almeno fino a quando a qualcuno non verrà in mente di dare la colpa di questi disastri, secondo cattolicissima tradizione, agli sfortunati fratelli ebrei.
L'ingerenza cattolica nel nostro paese è storicamente pesante, ma in un periodo nel quale l'adesione al credo frana, la Chiesa ed il papato si agitano scompostamente sposando una visione intrisa di fanatismo e dall'impatto eversivo sulle istituzioni. L'Italia non può andare in guerra in nome di Dio e nemmeno perché lo dicono Allam e il Papa. L'introduzione della guerra in nome del primato religioso dovrebbe preoccupare molto chi abbia a cuore la democrazia, anche quei politici che pure baciano l'anello, dovrebbero mantenere il minimo di dignità necessario a smarcarsi da pretese e affermazioni del genere.
Affermazioni che influenzano inevitabilmente la politica estera italiana, in particolare se non si trova uno straccio di politico disposto a mettere al suo posto l'insorgente fanatismo cattolico, senza considerare il devastante esempio (dis)educativo di storie del genere; nella vecchia Italia dei tempi andati ai bugiardi cresceva il naso, ai tempi di Benny, Magdi, Silvio e George, crescono loro solo il portafogli e la visibilità; la loro visibilità rischia di farsi immagine del paese e questo è qualcosa che l’Italia non può permettersi, non solo per questioni di dignità istituzionale,
fonte
è preso dal blog di Mazzetta