COMUNICATO STAMPA - Prosegue la lotta delle famiglie e dei precari della Città della Dignità
Non c’è nessun dialogo con chi vive il problema della casa. E’ questo il segnale che hanno voluto mandare con le cariche e i nove arresti (nel pomeriggio sono stati portati a Regina Coeli) che hanno effettuato questa mattina al presidio di piazza S.Marco.
L’intervento della polizia è avvenuto a freddo, senza alcun preavviso, contro gente che dormiva nelle tende accampate nei giardini e che non ha potuto far altro che opporre una resistenza passiva, come mostrano chiaramente le immagini televisive.
Tutte le parti politiche hanno parlato in queste settimane di campagna elettorale del tema della casa. Ma di fronte alla presenza visibile di centinaia di persone che vivono il dramma concreto di non avere un reddito sufficiente per permettersi una abitazione dignitosa, invocano l’uso della forza. E’ il segnale che le politiche abitative di questi anni sono fallite, a favore dei profitti e della rendita dei poteri privati. Le proteste e le
manifestazioni di questi giorni sono la dimostrazione del loro fallimento.
Di fronte a questa situazione le famiglie e i precari che hanno avviato questa difficile battaglia non arretrano. Convocano per domani alle ore 17.00 una assemblea in piazza S.Marco sul tema “Diritto alla casa e rendite dei grandi costruttori: la politica da che parte sta?” e lanciano un appello a tutte le forze sociali e agli altri movimenti della città per mobilitarsi nei prossimi giorni per la libertà di tutti gli attivisti del movimento, per il diritto alla casa e al reddito.
Il presidio non smobilita. Venerdì 11 corteo cittadino
9 aprile 2008 - Carta
Il presidio non smobilita. Venerdì 11 corteo cittadino
Roma - Convalida del fermo delle nove persone arrestate e cinque misure cautelari, tre in carcere e due ai domiciliari: è questa l’incredibile richiesta del pubblico ministero De Gasperisis, giunta nel primo pomeriggio, nei confronti degli attivisti del Blocco precario metropolitano, ancora detenuti nel carcere di Regina Coeli, a seguito dello sgombero della tendopoli allestita in piazza San Marco.
I nove sono accusati di resistenza aggravata e lesioni, nonostante tutte le prove forografiche e video dimostrino esattamente il contrario. Il magistrato ha motivato le richieste di custodia cautelare per con la «pericolosita’ sociale» derivante dal fatto che, a vario titolo, hanno precedenti, per fatti analoghi. Per gli altri quattro indagati, tutti incensurati, il pm ritiene che siano stati fermati legittimamente ma che non sussistano esigenze di natura cautelare. Domani, molto probabilmente, si terra’ l’udienza del gip per l’esame delle richieste e per l’interrogatorio di garanzia dei nove indagati. La protesta era iniziata domenica con l’occupazione simbolica, nel quartiere della Bufalotta, di 190 appartamenti da parte di 300 famiglie senza case.
A nulla sono valse, fin’ora, le parole di condanna dello sgombero violento di ieri e dei provvedimenti restrittivi pronunciate da tutta la sinistra politica e istituzionale. Soltanto poche ora prima, una delegazione dei movimenti di lotta per la casa di Roma, insieme ai consiglieri regionali Pizzo e Mariani, era stata ricevuta dal prefetto Mosca che aveva usato parole di grande sensibilità e attenzione sulla questione dell’emergenza abitativa. Il prefetto, implicitamente, aveva anche ammesso le responsabilità delle forze di polizia nella gestione dell’ordine pubblico in occasione dello sgombero della tendopoli. Inoltre, Mosca ha annunciato la convocazione, per la prossima settimana, di un tavolo di confronto tra Acer [associazione costruttori di Roma], istituzioni locali e movimenti di lotta per la casa, per discutere la proposta di destinare una quota di edilizia privata residenziale ad alloggi sociali. Una novità politica importante, frutto della mobilitazione di questi giorni, ma anche del coraggio politico dimostrato dal presidente del Municipio IV, Alessandro Cardente, che attraverso una lettera pubblicata sulle pagine romane del Corriere della sera ha sostenuto la «necessità di una nuova stagione per l’edilizia sociale». «L’emergenza abitativa non si combatte con misure di ordine puibblico – ha detto Cardente – ma sperimentando una nuova politica pubblica sulla casa».
E proprio oggi, l’Unione inquilini, ha presentato gli ultimi dati sull’emergenza abitativa. Gli sfratti eseguiti con l’assistenza della forza pubblica e dell’ufficiale giudiziario sono stati oltre 20 mila in Italia, di cui oltre 1.700 nella sola capitale, nonostante la sospensione delle esecuzioni per gli ultra-sessantacinquenni e le famiglie con portatori di handicap o figli minori. In un aumento gli sfratti per morosità, che rappresentano ormai l’80 per cento delle sentenze emesse in Italia. A Roma, le sentenze per morosità sono passate dalle 3.496 del 2006 alle 3.606 del 2007. Ogni giorno nella capitale vengono emessi 28 nuovi provvedimenti di sfratto, di cui dieci per finita locazione e 18 per morosità.
Nel frattempo, non si ferma la mobilitazione delle famiglie di Bufalotta. Oggi pomeriggio, alle 18, è convocata un’assemblea pubblica cittadina, a cui parteciperanno diversi esponenti politici e istituzionali della Sinistra arcobaleno, che deciderà le prossime scadenze; in particolare, il corteo cittadino previsto per venerdì 11 aprile [alle 17, con partenza da piazza dell’Esquilino] e il tavolo di confronto con i costruttori. Resta aperta la ferita delle cinque persone ancora detenute in carcere; i movimenti di lotta per la caasa non escludono iniziative eclatanti «contro un teorema politico-giudiziario che non ha nessuna motivazione giuridica».