Alemanno contro i centri sociali
"Chiuderò quelli fuorilegge". Toto-giunta, l´ora dei tecnici
"Sono spesso violenti e aggressivi. Non farò sconti". Le reazioni a sinistra
Che il sindaco Alemanno volesse segnare una forte discontinuità rispetto alla precedente amministrazione l´aveva dichiarato già in campagna elettorale. E le sue prime uscite, dall´abbattimento della teca dell´Ara pacis al Gay Pride, erano suonate come conferma. Rimarcata anche ieri a proposito dei centri sociali, quelli di sinistra definiti «spesso violenti e aggressivi», nei confronti dei quali «non farò nessuno sconto», ha detto il primo cittadino, includendo pure le aggregazioni di destra «non più di due o tre». A Roma «ce ne sono circa 35 o 40» ha calcolato ai microfoni di Radio 24, «non penso che tutti debbano essere chiusi, ma devono essere messi di fronte a una scelta chiara. Se stanno nella legalità, rispettano le altre opinioni politiche, possono tranquillamente esistere. Quelli che violano la legge, invece, devono essere chiusi».
Apriti cielo. Per Rifondazione è davvero troppo. Il primo a scendere sul sentiero di guerra è il neo-consigliere comunale Andrea Alzetta detto Tarzan: «Se vorrà ridurre a problema di ordine pubblico la straordinaria esperienza dei centri sociali, Alemanno si romperà le corna», attacca il leader dei Disobbedienti, annunciando per il pomeriggio un´assemblea al centro sociale Esc di San Lorenzo. «E lì» minaccia, «che discuteremo e prenderemo delle decisioni», facendo intendere che se la strada sarà questa molti in città si solleveranno. Tranchant l´assessore regionale Luigi Nieri: «Più passano i giorni, più la destra al governo della capitale mostra il suo volto illiberale. Ad Alemanno ricordo che i centri sociali a Roma sono importanti luoghi di socialità e aggregazione giovanile. E proprio per questo vanno sostenuti e preservati».
Polemiche che però sembrano non toccare il sindaco. Anche ieri impegnato in estenuanti trattative per risolvere il puzzle della nuova giunta. Sempre più incastrata - dopo aver stabilito che 7 assessorati andranno ad An e 4 a Fi - su due nodi: le donne da inserire in squadra (ma in assenza di esponenti della società civile, per le Politiche sociali è comunque pronta la consigliera neo-eletta Sveva Belviso) e i super tecnici cui affidare l´Urbanistica e i Lavori Pubblici. L´incontro per chiudere è stato rinviato, causa divergenza di opinioni, a stasera. Tuttavia, al netto della verifica finale, sulle poltrone più strategiche non dovrebbero esserci più dubbi. All´Urbanistica andrà un architetto di area An, da scegliere fra Francesco Coccia, ricercatore a Valle Giulia, e il collega Orazio Campo, ex paracadutista, noto agli addetti ai lavori come "l´urbanista della destra". Nome, quest´ultimo, che fa però storcere il naso agli azzurri: «Deve ancora passare al nostro vaglio» avvertono i big del partito romano. Che invece hanno indicato ai Lavori Pubblici un professionista di alto profilo: l´avvocato dello Stato Marco Corsini, esperto in appalti, per 5 anni assessore ai Lavori Pubblici a Venezia nella giunta di centrosinistra guidata da Paolo Costa, già sub commissario del teatro La Fenice e presidente della commissione incaricata della valutazione delle riserve di cantiere durante la ristrutturazione della Scala di Milano. I giochi sono ancora aperti, ma Alemanno ha fretta: per domani vuole dare l´annuncio.
(15 maggio 2008)
Il Fascista si dimentica dei Casapound!