Comunicati / Volantini

Analisi

PIAZZA DELLA LOGGIA - 25 NOVEMBRE IN ASSISE

autore:
ANTIFA
Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, e Giovanni Maifredi - STRAGISTI IMPUNITI

2008-05-15 21:22


BRESCIA - A pochi giorni dal trentaquattresimo anniversario della strage di Piazza della Loggia, c'é la certezza che, per quell'eccidio, ci sarà un altro processo. Il Gup Lorenzo Benini, al termine dell'udienza preliminare iniziata nel novembre scorso, ma entrata nel vivo all'inizio del 2008, ha rinviato a giudizio i sei imputati accusati di concorso nella strage.

Il 25 novembre prossimo quindi la corte d'Assise sarà chiamata a pronunciarsi sull'innocenza o colpevolezza di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, e Giovanni Maifredi. Fino ad oggi, le tre inchieste aperte dal 28 maggio del 1974, giorno in cui la bomba provocò otto morti e 108 feriti, non hanno consentito di individuare alcun colpevole. Complessivamente sono state emesse, nei tre gradi di giudizio, 10 sentenze e un'ordinanza-sentenza.

La quarta inchiesta sulla strage ha preso il via da una serie di dichiarazioni che nel 1993 rilasciò Donatella di Rosa. Da allora le indagini portarono all'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Brescia, di una ventina di persone. La richiesta di rinvio a giudizio venne poi formulata dalla procura per dieci imputati. In sei casi si trattava appunto di coloro che erano chiamati a rispondere di concorso in strage, in altri tre di favoreggiamento di Delfo Zorzi e in uno di riciclaggio. La posizione di questi ultimi quattro imputati è stata però stralciata poiché il gup ha ritenuto fondata l'eccezione d'incompetenza territoriale sollevata dai legali di uno dei quattro imputati: Martino Siciliano, gli avvocati Gaetano Pecorella e Fausto Maniaci, tutti accusati di favoreggiamento, e Vittorio Poggi, che invece deve rispondere di riciclaggio.

Gli atti relativi alle loro posizioni sono stati trasmessi alla Procura di Milano. Degli imputati molto difficilmente sarà presente l'ex ordinovista Delfo Zorzi, che vive in Giappone, nei cui confronti pende una richiesta d'estradizione. Ma sono piuttosto concrete le possibilità che non ci sia anche uno dei due rappresentanti dell'accusa. Il Csm ha infatti proposto, per la carica di Procuratore Capo di Cremona, Roberto di Martino, Procuratore Aggiunto di Brescia, che con il collega Francesco Piantoni ha condotto le indagini. Oggi, dopo la lettura dell'ordinanza che dispone il rinvio a giudizio, al magistrato è stato chiesto se, in caso di trasferimento, pur svolgendo il proprio incarico a Cremona, potrà seguire il processo. "Dipende - ha risposto - se mi verrà chiesto e se sarà possibile per legge". Di Martino si è detto comunque soddisfatto dell'esito dell'udienza preliminare conclusasi oggi dal momento che il processo "per Brescia rappresenta una nuova chance".

Ma la soddisfazione riguarda anche l'attendibilità di Carlo Digilio, anch'egli indagato, morto tre anni fa, e Maurizio Tramonte, che secondo il Procuratore aggiunto, scaturisce dal rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Proprio sulla questione dell'attendibilità di Digilio e Tramonte, si è focalizzata infatti nell'aula bunker di via Collebeato, durante l'udienza preliminare, la battaglia tra accusa e difesa.

SE DALLO STATO NON ABBIAMO AVUTO MAI GIUSTIZIA COME POSSIAMO CHIEDERLA ORA!

¡No Pasarán!