No patrocinio Gay Pride: la Carfagna esprime omofobia

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EveryOne Group
Dichiarazioni improntate all'ignoranza e all'odio omofobico. Ecco il significato del Gay Pride

20 maggio 2008

IL NO AL PATROCINIO DEL GAY PRIDE È UN GRAVE SEGNALE DI OMOFOBIA. GRUPPO EVERYONE: "IL GAY PRIDE È COME IL GIORNO DELLA MEMORIA PER GLI EBREI: SIMBOLEGGIA L'UNIONE DELLA COMUNITÀ GLBT E L'ORGOGLIO DELLA SUA CULTURA.

E' UN MONITO CONTRO PREGIUDIZI E PERSECUZIONI. PER SCONFIGGERE L'OMOFOBIA, NECESSARIO CHE L'UNIONE EUROPEA RICONOSCA PARI DIRITTI NELLE UNIONI CIVILI E IN OGNI ASPETTO DELLA VITA SOCIALE"

Le dichiarazioni del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che ha annunciato l'intenzione del governo Berlusconi di non concedere il patrocinio al Gay Pride hanno suscitato reazioni molto dure da parte delle associazioni per i Diritti Umani. "Per il governo gli omosessuali non sono discriminati," si giustifica la ex velina. "Il ministro non ha una preparazione riguardo al significato delle manifestazioni per i Diritti Umani," commentano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "il cui significato non è semplicemente quello di combattere la discriminazione, ma di celebrare la presenza e il contributo di una minoranza, già oggetto di persecuzioni, all'interno della società. Secondo la Carfagna, quindi, quando il governo riterrà che gli ebrei non sono più discriminati, negherà il patrocinio al Giorno della Memora o alle Marce dei Vivi? E' inquietante la deriva omofobica in cui le Istituzioni italiane sono cadute, già anticipata da battute infelici di alcuni degli attuali ministri. Il Gay Pride e il Corteo GLBT (Gay Parade) sono manifestazioni riconosciute in tutti i Paesi democratici e celebrano l'orgoglio della comunità omosessuale riguardo alla sua stessa esistenza, alle sue istanze di emancipazione alle sue tradizioni, alla sua cultura, che da sempre apporta un contributo fondamentale all'intera umanità". Riguardo alle critiche che riceve a volte l'aspetto 'trasgressivo' delle manifestazioni gay, i leader EveryOne spiegano che "le simbologie 'trasgressive', che suscitano l'ilarità o la disapprovazione degli intolleranti costituiscono la memoria storica della persecuzione che a Berlino colpì la comunità e lo stile di vita gay, la cui estetica era improntata a una ricerca di libertà, creatività e disinibizione, in reazione a secoli di repressione ed emarginazione. Il travestitismo, il nudo, il lato 'cabarettistico' del Gay Pride hanno precisi riferimenti culturali, sociali e politici su cui si basarono le istanze contro l'omofobia di Magnus Hirschfeld, nonché l'opera eroica dei primi movimenti per i diritti GLBT. Il modello proposto dai nuovi movimenti per i diritti omosessuali si poneva quale unica forma possibile di contrasto alla repressione promossa dall'Articolo 175 del Codice penale tedesco, promulgato nel 1871, che considerava l'omosessualità un crimine e fu il fondamento ideologico per la persecuzione attuata dai carnefici di Hitler". Sicuramente il ministro non conosce questi aspetti del Gay Pride, la cui presenza nella società assicura un principio di rispetto dele tradizioni della diversità. "Nel Gay Pride sono usati altri simboli," proseguono gli attivisti, "fra cui la bandiera arcobaleno, che è simbolo dell'identità gay così come la Stella di David è simbolo della comunità ebraica mondiale, sopravvissuta alla Shoah. Un altro simbolo riconosciuto del Gay Pride è il Triangolo Rosa, che ricorda la persecuzione e lo sterminio degli omosessuali durante la Seconda guerra mondiale. Il Giorno dell'Orgoglio Gay è un invito internazionale ad accettare i diritti delle persone GLBT e a dire 'mai più' alle persecuzioni". Il Gruppo EveryOne opera nel campo della cultura, dell'educazione della memoria gay a contatto con le principali organizzazioni internazionali, fra cui la GLBT Historical Society di San Francisco e il Memoriale della Deportazione omosessuale di Parigi. "Negli anni 1980 nacque il Corteo (Gay Parade)," ricorda il Gruppo EveryOne, "i cui simboli - scelti dal movimento gay internazionale - erano la lettera greca lambda (emblema del movimento stesso) e il triangolo rosa. Negare il patrocinio e affermare che questo governo è espressione di un popolo italiano che non riconosce i diritti GLBT, come ha fatto la Carfagna, corrisponde a definire il governo come un regime omofobico che non rispetta i diritti umani e questo non è consentito, per fortuna, dalle norme Ue, dalle Carte per i Diritti dell'Uomo, dalla stessa Costituzione. Quello che è accaduto, in un'Italia che è già in preda a un delirio razzista che l'Ue si appresta a sanzionare pesantemente, è un atto di grave omofobia istituzionale ed è il principio di una forma di negazionismo della Memoria GLBT che risulta intollerabile, perché significa non cessare di riconoscere le conquiste effettuate in un campo delicato dei Diritti Umani, conquiste pagate spesso con il sangue dalla comunità GLBT, che ha ereditato il messaggio all'umanità lasciatoci dalle migliaia di vittime omosessuali torturate, castrate, soggette ad atroci esperimenti medici e assassinate nei lager nazisti". Gli attivisti ricordano come sia ancora presente la discriminazione omofobica in Occidente e come nei regimi integralisti si punisca l'omosessualità con la pena capitale.
"Dobbiamo fermare questo fenomeno di intolleranza e violazione dei diritti delle persone omosessuali," conclude EveryOne, "esprimendo una ferma protesta in Italia e soprattutto nelle sedi internazionali. E' tempo di cambiare atteggiamento ed è importante che l'Unione europea, oltre a stigmatizzare la deriva omofobica, consideri l'urgenza di una normativa internazionale che finalmente tuteli le unioni gay, che sono la base della vita privata e pubblica delle persone omosessuali. La Spagna moderna ha indicato l'unica strada civile da intraprendere, perché è inconcepibile che nell'Europa dei pari diritti vi sia una differenza così marcata fra le coppie eterosessuali (la maggioranza) e quelle gay (una minoranza perseguitata da tutelare). La richiesta all'Ue di questo punto deve essere chiara: parità nella sostanza delle unioni civili gay rispetto a quelle uomo-donna, con norme che la attestino in tutti i Paesi membri, senza possibilità di dubbi od equivoci e senza interferenze religiose e di parte, perché i pari diritti sono il punto di arrivo della nuova civiltà europea".

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