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Casilino 900 e campi Rom in Italia: eurodeputato Mohaksi relaziona a Ue. Arrivano sanzioni

autore:
EveryOne Group
Ue intende arginare con fermezza il razzismo delle Istituzioni italiane

20 maggio 2008

RAZZISMO CONTRO I ROM, ISPEZIONE UE IN ITALIA AFFIDATA ALL'EURODEPUTATO VIKTÓRIA MOHÁCSI, CHE DICHIARA: "UNA SITUAZIONE ORRIBILE". GRUPPO EVERYONE: "L'EUROPA ASCOLTERÀ DALLA MOHACSI LA TESTIMONIANZA DI UNA PERSECUZIONE. L'UE FERMERÀ IL DECRETO MARONI, CHE È UNA LEGGE RAZZIALE"

Il Gruppo EveryOne sollecita da tempo, con il sostegno dei Radicali, dei Verdi, del Pse e di altre organizzazioni politiche/attivistiche, l'invio da parte dell'Ue di una commissione di ispezione in Italia, per verificare le condizioni dei campi Rom, a partire dal Casilino 900, simbolo della condizione dei popoli 'zingari' in Italia. La Commissione europea ha scelto l'europarlamentare Rom ungherese Viktoria Mohacsi, che a sorpresa ha visitato nelle giornate del 17 e del 18 maggio prima il Casilino 900 e altri insediamenti romani, quindi alcuni campi di Napoli, incontrando sia i profughi del pogrom di Ponticelli, sia le famiglie che vivono nei campi partenopei più popolosi. Le ispezioni e le interviste effettuate dall'europarlamentare, accompagnata da deputati radicali, saranno presentate domani, 20 maggio, in una relazione dettagliata a Strasburgo, per consentire alla Commissione europea di valutare i provvedimenti da prendere nei confronti delle Istituzioni italiane, a tutela del popolo Rom perseguitato. La Mohacsi, dopo la visita ai campi Rom, ha pronunciato un giudizio molto severo: "La situazione dei Rom in Italia è orribile. È incredibile che in un paese democratico ci siano persone che vivono senza diritti. E' urgente che si attui un programma di integrazione, specialmente per le persone che arrivano dai nuovi stati membri dell'Ue". Prima ancora dell'assemblea di domani, in cui saranno stabilite le sanzioni contro l'Italia, il capogruppo del Pse Schulz ha affermato: "Dobbiamo evitare che succeda anche altrove ciò che è successo in Italia". Nel frattempo il Gruppo EveryOne ha ricostruito le dinamiche del presunto rapimento di Ponticelli, dimostrando l'innocenza della giovane accusata, che secondo testimoni attendibili non ha commesso il fatto. Testimonianze di operatori che lavorano da anni con i Rom hanno inoltre consentito agli attivisti del Gruppo EveryOne di apprendere che Angelica non è una Romnì, ma una 16enne di altra etnia slava. L'incredibile montatura di Ponticelli, tuttavia, ha scatenato a Napoli il più cieco odio razziale, conducendo al pogrom di via Malibran e a una sequenza impressionante di aggressioni, violenze e minacce nei confronti dei Rom. Intanto a Napoli la caccia allo 'zingaro' continua: adesso sono gli abitanti di Soccavo a intraprendere azioni violente e intimidatorie contro i Rom, con incendi, atti violenti, inseguimenti, aggressioni, terrore. "La scuola Deledda, dove sono rifugiati alcuni dei Rom di Ponticelli è sotto assedio", rivelano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, leader del Gruppo EveryOne, "con bande di razzisti a piedi e in moto che gridano insulti e minacce contro gli 'zingari'. La forza pubblica assiste senza accennare la minima reazione. A Roma, Milano e in altre città le forze dell'ordine e ronde di giustizieri braccano i Rom dovunque e distruggono le loro baracche. A Pisa neonazisti distruggono le baracche Rom e purtroppo il Comune e le autorità chiudono gli occhi. Il sindaco di Roma ha arrestato 50 Rom accusandoli di reati ai quali sono poi risultati estranei". Il Gruppo EveryOne ha sottoposto una bozza di testo del decreto Maroni a minuzioso esame, confrontandolo con le norme internazionali. "Di fatto si tratta di una legge razziale, che contiene gravi violazioni della Direttiva 2004/38/CE: per esempio l'articolo 14, che impedisce di espellere i cittadini Ue che siano in cerca di lavoro e l'articolo 27, che impedisce espulsioni per mancanza di mezzi di sostentamento. Ricordiamo che tutti i capifamiglia Rom sono in disperata ricerca di un'attività lavorativa, negata loro a causa dell'emarginazione e del razzismo. Il decreto, si pone in totale contrasto sia con la Direttiva 2000/43/CE, che combatte il razzismo nei Paesi Ue, sia con Risoluzione del Parlamento europeo del 31 gennaio 2008 su una strategia europea per i Rom". I leader EveryOne sottolineano inoltre come l'atteggiamento delle Istituzioni italiane ripercorra politiche già stigmatizzate in sedi internazionali: "Le violazioni sono rese ancora più gravi dal fatto che la politica razzista italiana era già stata condannata nella Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007, nella nota di ammonimento del Cerd (Nazioni Unite) e nella denuncia per Crimini contro l'Umanità registrata presso la Corte Penale Internazionale de L'Aja. Si rende ora necessario che la Ue attui misure severe per fermare la persecuzione dei Rom in Italia, la campagna razziale condotta attraverso i media, i tentativi di bypassare le norme internazionali contro il razzismo e per la libera circolazione dei cittadini nei Paesi Ue. L'alternativa ha ormai l'aspetto sinistro di un vero e proprio Olocausto, i cui prodromi hanno abbassato la speranza media di vita dei Rom in Italia a 35 anni: come gli ebrei e gli 'zingari' durante il nazismo".

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