La memoria cancellata
E’ un pugno nello stomaco quell’urna fatta a pezzi, vedere ciò che ne resta in quella piccola nicchia tra i nomi di chi a roma non è più tornato perchè è morto nei forni di mauhtausen.
Al Verano al centro la scritta “mai più” c’è ancora, risparmiata alla distruzione forse solo per caso, o perchè staccare dal muro delle lettere di ferro battuto sarebbe stato troppo poco, per chi aveva deciso di disperdere le ceneri e la memoria di uomini, donne e bambini, finiti in un lagher nazista.
Ero con la mia famiglia a portare un fiore ai nostri morti, racconta eugenio lafrate, nipote di un deportato, che per primo ha notato cosa fosse successo, e ha fotografato tutto. la sua denuncia è finita sul sito dell’aned, l’associazione nazionale ex deportati politici. il deputato del pd emanuele fiano l’ha raccolta e rilanciata. mani vigliacche, dice, ma per favore non passi anche questo come un atto da ragazzini sconsiderati.
alemanno ha parlato di profanazione gravissima e ha assicurato che il comune sarà in prima linea per fare, testuali parole, un gesto riparatorio. magari il sindaco accoglierà l’invito egli ex deportati sopravvissuti che gli hanno chiesto una cerimonia di riconsacrazione del memoriale.
e chissà se questa volta un oltraggio così grande verrà chiamato col proprio nome: un attacco di ispirazione nazifascista alla memoria, dei vivi e dei morti.