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Aggressione fascista all'università La Sapienza

Il 29 Maggio, 500 persone hanno attraversato le strade della "Sapienza" rivendicando Libertà per Emiliano, uno dei ragazzi coinvolti nell'aggressione nazifascita avvenuta martedì 27 Aprile in Via Cesare de Lollis, alle porte della città Universitaria.

A motivo dell'aggressione la vittoria ottenuta dagli studenti nell'impedire lo svolgersi del Convegno "L'unica verità sulle Foibe" organizzato dalla sigla "Lotta Universitaria", tornasole del movimento nazifascista nell'Università (invitato tra gli altri Roberto Fiore).

L'aggressione è durata oltre dieci minuti, in pieno giorno, in mezzo a centinaia di persone che non hanno reagito. A testimoniare la leggittimità, e l'impunità che viene data ai gruppi di neofascisti in questa città, a palesare il menefreghismo di tante persone che giudicano questi episodi a loro estranei.
Non facendo altro che favorire chi continua a coprire le loro scorribande come se il movente politico non esistesse.

Il sindaco capitolino Gianni Alemanno ha parlato di "Scontri tra imbecilli fuori dalla storia e dal tempo" ed ha sostenuto che "dentro l'università il problema principale è dato da un fortissimo estremismo di sinistra che crea problemi a tutti coloro che vogliono parlare all'università".

Ad alimentare questa caccia al censore sono bastate le dichiarazioni del Sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano che, come nel caso della contestazione alla presenza del Papa all'inaugurazione dell' anno accademico 2008/09 della "Sapienza", continua a tacciare d'intolleranza chi, invece, sottolinea come la democrazia nell'Università sia realizzabile solo attraverso la possibilità di critare preoccupanti operazioni di revisionismo storico e di praticare il proprio dissenso senza il rischio di perdere la prorpia libertà.

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