Non è stata una rissa ma un'aggressione fascista! Emiliano Libero
La solidarietà è un'arma!
Non e' stata una rissa, e' stata un'aggressione fascista! Emiliano libero!
La settimana scorsa si è consumato l'ennesimo raid squadrista ad opera di una banda di forzanovisti nei pressi della città universitaria de “La Sapienza”. Mentre un gruppo di studenti e studentesse dei collettivi affiggevano manifesti riguardanti alcune iniziative, da tre automobili sono scesi alcuni fascisti, tra cui il responsabile della sezione di piazza Vescovio, armati di tirapugni, spranghe e cacciavite. Stavolta però questa aggressione è stata respinta. C'è stata una forte mobilitazione di risposta con cortei spontanei sia all'università che fuori. Il giorno successivo l'episodio 200 persone si sono radunate sotto piazzale Clodio dove si stava svolgendo il processo per direttissima nei confronti di Emiliano e Peppe, due studenti dei collettivi arrestati, per esprimere loro solidarietà e sdegno nei confronti dei militanti di Roberto Fiore che è andato su tutte le televisioni a piangere per l'estremo sacrificio di una delle loro auto di “servizio”: quelle che trasportano le armi e i fascisti in giro per la città. Emiliano si trova ora agli arresti domiciliari, in attesa di una nuova udienza a luglio.
Sotto una pioggia battente più di mille persone si sono radunate nuovamente a La Sapienza il giorno dopo la decisione del tribunale per chiedere libertà immediata per Emiliano e contestare la campagna mediatica messa in atto da forze dell'ordine, partiti politici e stampa che ha trattato l'agguato come una “rissa” tra opposti estremismi politici. Il corteo si è snodato anche per i quartieri limitrofi l'università denunciando il clima sempre più intollerante che si respira ormai da anni qui a Roma, grazie alle politiche portate avanti dal centro-sinistra e, adesso, dal picchiatore neo-sindaco Alemanno, di cui ricordiamo ancora le sue squadracce che all'ateneo di Roma3 nel 2005 aggredirono cinque studenti mandandoli all'ospedale per ferite e fratture.
Sempre di più si cerca di equiparare quelle realtà che praticano lotte sociali per il diritto allo studio, alla casa, all'ambiente, contro la guerra ed il precariato a chi impunemente continua ad organizzare aggressioni in branco colpendo studenti, migranti, gay o trans certo dell'impunità che gli viene sempre garantita.
Tra gli aggressori fascisti arrestati c'è anche chi l'anno scorso partecipò con una cinquantina di camerati all'assalto a colpi di coltelli e bastoni durante un concerto a Villa Ada e due anni prima tentò di entrare a Centocelle con un'altra squadraccia pochi giorni dopo aver accoltellato alla gola un compagno durante una festa al Forte.
A Casalbertone, sempre l'estate scorsa, ci fu un raid capitanato dal leader di Casapound, spranghe in mano, verso una delle tante occupazioni abitative dove vivono centinaia di uomini, donne e bambini. La risposta fu immediata e ci furono nuovi cortei e il danneggiamento del posto da dove partì la “squadra dal cuore nero”.
Nessuna traccia di chi a Ponte Mammolo, ad Ostiense, a Torino, Milano e Ponticelli (Napoli) riversa il suo odio gettando bottiglie molotov verso baracche e camper. Bruciare tutti i ripari dei senza-casa viene considerato evidentemente un servizio a favore delle comunità. Il cerchio si chiude con i nuovi “pacchetti-sicurezza” e le ronde fai-da-te.
Chi dice che si sta tornando agli anni '70 mente sapendo di mentire. In realtà ci stiamo spostando sempre di più verso il famoso “ventennio” che alcuni giornalisti, scrittori, registi e papisti hanno sempre caldeggiato.
Con i mainstream nazionali a supportare qualsiasi stronzata gli venga riferita, anche quando sono presenti e vedono coi loro occhi quanto sta avvenendo. Compreso il cosiddetto “sequestro” del preside di Lettere de La Sapienza. Chi c'era sa che nessuno ha sequestrato tale illustre personaggio (che aveva autorizzato Forza Nuova a fare un convegno conscio di quali persone sarebbero intervenute e quali finalità perseguono) che usciva scortato da una ventina di agenti in borghese mentre un centinaio di studenti era in pausa pranzo prima dell'inizio di una successiva assemblea. Insulti, fischi e cori ci sono stati,visto che quattro ragazzi sono finiti all'ospedale e due arrestati grazie al suo operato. Tutto il resto è falso e “utile” a chi, passateci il termine, “la vò buttà in caciara” pur di non ammettere come stanno effettivamente le cose.
Anche durante la critical mass di sabato 31 maggio, sempre a Roma, dove oltre 5.000 bici si sono radunate per chiedere piste ciclabili, il miglioramento dei mezzi pubblici e la fine della “dittatura del petrolio”, c'è stato un altro grave episodio a piazza del Popolo. Una decina di naziskin del “Blocco Studentesco” ha prima provocato il corteo e poi, sentitasi messa in fuga, ha iniziato un fitto lancio di bottiglie di birra che solo per miracolo non hanno colpito nessuno/a dei presenti. La cosa ancor più grave è che tale comitiva era ben al riparo accanto alle camionette della polizia che si trovavano accanto al sagrato di una delle due chiese gemelle: da quei blindati sono scesi una dozzina di agenti che hanno estratto i loro manganelli entrando in contatto con almeno un ciclista mentre continuavano a dare le spalle ai nazistelli, garantendo loro la possibilità di tirare le “bocce” e coprendone la vigliacca fuga verso via di Ripetta. Alle 19.30 di un sabato di maggio questa scena è stata il benvenuto della “città eterna” ai numerosi turisti che ne affollavano uno degli angoli più belli e l'ennesimo atto provocatorio e violento in cui si esibiscono forze dell'ordine e squadristi in maniera congiunta.
Avete letto la notizia da qualche parte ? Non crediamo...meglio non scriverlo...
Questo è ciò che accade quotidianamente e per ricacciare indietro chi ha lavorato ad ogni livello (politico, sociale, economico, religioso e culturale) perché si instaurasse questo clima occorre uno sforzo comune ed un ragionamento che non sia superficiale né “equidistante” o “indifferente”. A scuola, all'università, a lavoro e nei quartieri nessuno spazio alla servile manovalanza di chi ci vuole divisi e subordinati alle scelte che riguardano il nostro presente ed il nostro futuro!
Collettivo “Lavori in Corso”
Sul blog, il testo del volantino distribuito ieri nelle facoltà prima della proiezione di Nazirock