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Alemanno si fa la sua polizia. Armando i vigili

autore:
il manifesto - Stefano Milani
Pistole calibro 9, manganelli e spray urticanti in dotazione

ROMA - Accanto ai militari promessi dal ministro La Russa, ai carabinieri, alla polizia, ai famigerati (ma introvabili) poliziotti di quartiere, di berlusconiana invenzione, ora arriveranno anche i vigili urbani a rendere più sicure le strade della Capitale. Sempre con paletta e fischietto, ma da domani anche con una pistola calibro 9 di ordinanza, riposta nella fondina ma pronta per ogni evenienza. «Nessuna velleità da vigili-sceriffi», tranquillizza Alemanno che punta solo «a un più efficace impiego dei vigili stessi come polizia di prossimità nella lotta al degrado e alla criminalità di strada».
Un vecchio sogno del sindaco capitolino, uno dei suoi cavalli di battaglia riproposto con forza durante la scorsa campagna elettorale per combattere le «paure» dei romani. E ieri in Campidoglio la sua giunta ha tramutato quel sogno in realtà approvando la delibera che ha dato il via libera al «regolamento dell'armamento degli appartenenti al corpo della polizia municipale di Roma, in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza».
Diciotto articoli, per larga parte frutto di un sapiente copia e incolla dal decreto ministeriale n. 145/1987, che stabiliscono l'assegnazione di una pistola semiautomatica (o a rotazione) agli oltre seimila vigili urbani dislocati per le strade di Roma (500 dei quali ne possiedono già una). L'importante è aver superato i requisiti psico-fisici da ripetersi ogni anno. Esentati dall'uso delle armi chi dichiarerà l'obiezione di coscienza. La pistola sarà assegnata «in dotazione individuale e in via continuativa», perciò l'agente non avrà l'obbligo di riconsegnarla a fine servizio ma se la potrà portare tranquillamente a casa. In dotazione oltre alla pistola, e alla sciabola già prevista per i componenti la squadra d'onore del Comando generale, i vigili potranno disporre anche di spray anti aggressione e manganelli di gomma («mazzette distanziatrici in gomma di 50/60 centimetri e di peso inferiore ai 500 grammi» è scritto sulla delibera). Ora per completare l'opera Alemanno deve prima fare due conti, decidere sul numero di armi da affidare ai «suoi» poliziotti e comunicarlo al prefetto.
Quello di armare o no la municipale è sempre stato un interrogativo che di tanto in tanto ha fatto eco, negli ultimi anni, tra gli scranni dell'aula Giulio Cesare ma che puntualmente è naufragato in chiacchiere. Tredici anni fa l'allora giunta Rutelli, su proposta dell'assessore Walter Tocci, approvò una delibera che consentiva ai pizzardoni di «scegliere la pistola per eseguire servizi particolari» come la vigilanza per la salvaguardia dell'integrità e della conservazione del patrimonio pubblico e per i servizi notturni. A quel tempo l'arma in dotazione era una semiautomatica calibro 765 a sette cartucce che però ebbe vita breve. L'ultima proposta risale invece a poco più di un anno fa, da parte degli esponenti dell'Udc, ma fu bocciata con 28 no dalla maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Veltroni.
Ma uscendo dal raccordo anulare, sono ormai sempre di più le amministrazioni comunali che decidono di dotare i propri vigili urbani di pistole e manganelli. Da nord a sud, e senza distinzioni di colore politico. Quattordici anni fa era stato Giancarlo Cito, il famoso sindaco-sceriffo di Taranto, a consegnare il manganello nelle mani dei vigili. Finì sotto processo per abuso d'ufficio, ma il suo gesto fu da apripista. Il via libera ufficiale l'ha poi dato la legge 127/97, detta Bassanini bis, che aggiornando le norme contenute nella precedente legge 65 del 1986, introdusse la facoltà per i consigli comunali di dotare la polizia locale di armi da fuoco.
La direttiva di Alemanno piace a diverse sigle di categoria. L'Ospol ad esempio, il sindacato della polizia municipale, che della pistola ai vigili ha fatto una vera e propria battaglia contro le giunte di centrosinistra e che oggi ringrazia il sindaco per la tutela dei «poliziotti locali oggetto solo nel 2007 di 395 aggressioni». Aggressioni che però rischiano di diventare ancora più gravi per il Consap. «Benvenuti, agli amici della polizia municipale, nel mirino della malavita», così si apre un comunicato della Confederazione sindacale autonoma di polizia che spiega: «Un criminale contro un vigile armato, potrebbe alzare il tiro, esponendo i vigili allo stesso rischio che corrono i poliziotti ogni giorno».

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