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C'ERA UNA VOLTA

autore:
Globus
RICOMMINCIARE A LOTTARE CON FORZA, DETERMINAZIONE DA OGGI E DA ADESSO E CON UNITA’

C’era una volta nei tempi benedetti della guerra fredda, di Gladio e della loggia P2, un figlio del direttore di una piccola banca a Milano, (indiziata del FBI come l’una delle banche usate dalla Mafia italo-americana) di nome, Silvio Berlusconi che aveva organizzato insieme a personaggi rimasti sconosciuti una struttura finanziaria ideale per il riciclaggio del denaro d’origine segreta.
Dopo alcune mediocri operazioni immobiliari grazie a dei finanziamenti occulti e tutta ora rimasti misteriosi, dopo una tangente miliardaria regalata al partito socialista italiano, Silvio Berlusconi ottiene da Benito Craxi, allora primo ministro in carica, una concessione statale di frequenze televisive esclusive che le permesse di conquistare il predominio sulla raccolta della pubblicità in Italia.
Il partito del popolo della Libertà non è un partito politico, è il nipotino di questa struttura finanziaria creata a partire di questa scatola cinese di conti oscuri e di società fantasmi intestate a prestanome, di cui faceva parte la finivest e da cui è natta Mediaset e forza Italia.
I quadri del partito del popolo della libertà sono gli stessi responsabili del marketing della finivest, gli stessi che realizzano le campagne pubblicitarie che alimentano le casse di questo quasi monopolio televisivo privato, un branco di dipendenti in carriere assuefatti di soldi e di potere e dalla voce del loro piccolo padre padrone: Berlusconi.
La forza del partito del popolo è il marketing. Il capo prima di prendere una decisione consulta i suoi sondaggisti come lo faceva, quando si trattava di vendere un detersivo o un marchio di carta igienica.
Succede che l’immagine del prodotto è negativa nel primo sondaggio, allora si crea una campagne pubblicitaria intensiva, ripetitiva e studiata per colpire le sfere affettive, sessuale nel subcosciente del cervello dello spettatore, per fare in modo che durante la prossima consultazione, senza troppo pensarci, l’individuo che ha assorbito gli spot scelga il prodotto reclamizzato.
Oltre alle tre reti private, il popolo della libertà controlla per la pubblicità anche una parte importante delle reti pubbliche e numerose testate giornalistiche.
Durante il governo di Prodi, questi bei signori hanno messo in onda una campagna pubblicitaria ben orchestrata sulla sicurezza accompagnata da una denigrazione della politica attuata dal centro-sinistro che faticava a gestire l’emergenza sociale ed i buchi al bilancio dello stato lasciati dai governi precedenti.
Tutti i dipendenti del partito della tv spazzatura, l’armata d’avocati del boss e i partiti xenofobi di destra che il cavaliere si era comprato in precedenza, cantavano in coro ed in perfetta sintonia con il loro capo per un anno e mezzo la loro liturgia neofascista ed ultra liberista.
Sotto gli occhi di tutti, dopo diversi tentativi, Berlusconi, riuscì a comprare il consenso d’alcuni deputati corrotti della maggioranza precedente e crollò il governo di centro-sinistra.
Le elezioni che seguirono non furono la scelta (com’è prevista dalla nostra costituzione) di un nostro nominale rappresentante alle camere dei deputati e senatori (bisognava fare una croce su una lista prestabilita), ma una specie di plebiscito per un sì o un no a Berlusconi, in cui Walter Veltrone, il candidato del centro-sinistra figurò da comparsa.
Con 47 per cento dei suffragi (38 per cento del totale se si tiene in considerazione gli astenuti e le schede bianche o annullate) Berlusconi e la sua lista sono riusciti ad ottenere il controllo della camera dei deputati e del potere esecutivo.
Molti degli elettori del popolo della libertà sono persone anziane che hanno come principale contatto con la realtà i notiziari dei TG e le fiction TV, abboccano ai titoli delle news e serial dedicati alla micro-criminalità in particolare e quando il delitto era commesso da un rom la notizia era inserito sempre nei titoli e sottolineata.
Altri sostenitori del popolino della libertà sono i giovani e meno giovani rincoglioniti dai gran fratelli, star academy o isola dei famosi, tossicodipendenti di calcio davanti alla tv, che sono i pilastri di una cultura del consumismo senza sfondo di cui Berlusconi in Italia è stato il gran divulgatore.
Più ore si passa dinanzi alle reti di Mediaset o delle principali programmazioni della Rai più si ha probabilità di essere un elettore potenziale del popolo della libertà, è statistico.
Come Berlusconi molti italiani si fregano della vita pubblica e il loro unico scopo nella vita è di arricchirsi o di stare seduti davanti al televisore e a godersi un poco di calcio mangiando delle patatine.
Forza Italia ha saputo anche portare a se una fetta importante della piccola borghesia in particolare dei commercianti, quelli che durante il secondo e terzo governo di Berlusconi, approfittando della nuova moneta unica europea, mentre il prezzo delle materie prime e delle merci erano stagnanti o addirittura in diminuzione all’ingrosso, hanno raddoppiato i prezzi dei prodotti al dettaglio approfittando della confusione creata con il cambio di valuta; Berlusconi non aveva fatto nulla per contrastargli.
Questi piccoli imprenditori costituiscono il serbatoi dei militanti di base del rinominato popolo della libertà e sono rimasti in tutti questi anni fedeli al loro benefattore.
Bisogna porre l’accento sul fatto che un terzo della popolazione di nostro paese o per interesse, opportunismo, o lavaggio di cervello condivida nel fondo o nella forma il qualunquismo, l’ignoranza e l’assenza di codici morali dei nuovi padri-padroni del popolo della libertà. Senza dimenticare, il risultato delle elezioni siciliane dove i partiti alleati a Berlusconi, nelle zone dove si sa che il voto è controllato dalla mafia, dove l’attuale maggioranza raggiunge l’80 per cento dei suffragi, illustra in modo inequivocabile l’alleanza elettorale con le organizzazioni malavitose più tradizionali.
Il razzismo e la lotta, tra gli impoveriti contro i miserabili, hanno una funzione ideologica molta pratica e precisa, i lavoratori stranieri clandestini devono rimanere in clandestinità, i permessi di soggiorno devono essere di durate limitata, l’arricchimento della minoranza che controlla il paese ne dipende. Dividere i lavoratori in numerose categorie antagoniste è indispensabile alla destra per mantenersi al potere. Per questo motivo, oltre alla xenofobia, la campagna pubblicitaria fu anche nutrita da attacchi contro i dipendenti pubblici che spesso votano a sinistra, in particolare contro gli insegnanti, e contro i sindacati.
Il piano è semplice e funziona perfettamente in altri paesi, hanno bisogno di accentuare le divisioni tra lavoratori immigrati contro lavoratori italiani; lavoratori stranieri clandestini contro lavoratori stranieri con permesso di soggiorno, precari contro impiegati (protetti dal sindacato e con il contratto fisso), operai contro impiegati, salariato pubblico contro salariato privato ecc.
L’odio contro i comunisti (in via d’estinzione), contro i sindacati, contro gli zingari, e gli stranieri è il cemento della loro incontrastata associazione per delinquere che governa e governerà in modo sicuro e per molto tempo il Bel Paese.
Il programma segreto del governo della destra tradizionale ed estrema, consista ad estendere il precariato a tutte le categorie di lavoro subordinato e a contenere l’aumento dei salari aumentando la durata giornaliera di lavoro con le ore supplementare esente tasse per cominciare.
Tutto questo è stato annunciato senza troppi veli da Emma Marcegaglia durante l’ultimo congresso dei figli di Papa della Confindustria, e il neo Duce d’Arcore ha dichiarato che il suo programma era in realtà uguale.
Per raggiungere lo stesso potere d’acquisto di prima dell’era berlusconiana, bisognerà lavorare il doppio e la precarietà che avvelena la vita di tanti lavoratori (anche la mia) sarà più o meno generalizzata.
L'incapacità dei partiti di sinistra e dei sindacati (divisi o corrotti) a contrastare questa decadenza sociale e democratica associata alla divisione programmata delle forze sociali progressiste non ha fatto altro che facilitare questo tramonto della democrazia e della politica sul territorio.
Una parte importante dei piccoli imprenditori del nord e dei latifondisti del Sud che controllano il mercato del lavoro clandestino, potranno tranquillamente continuare ad importare i disgraziati dei paesi poveri e a condannargli alla schiavitù.
Le grandi sociétà private che controllano la produzione dell’energia, dell’armamento e dei traffici di materie prime continueranno a spogliare i continenti poveri della loro ricchezza, e continueranno a provocare l’esodo collettivo dai paesi della miseria per avere una mano d’opera a buon mercato e dividere le classi lavoratrici e alimentare la xenofobia.
La guerra per l’oppio in Afghanistan e quella per il petrolio in Iraq potranno continuare senza fine e forse il conflitto potrà estendersi all’Iran prima di arrivare alle altre zone da controllare insieme alla Nato.
Fra qualche mese gli italiani rimbambiti si renderanno conto che gli unici a trarre benefici di questa politica classista saranno i malavitosi speculatori e sfruttatori che hanno già visto il loro patrimonio crescere in un modo vertiginoso in questi ultimi anni, mentre i lavoratori dipendenti vedevano i loro stipendi sciogliersi dinanzi all’inflazione, mentre l’economia di mercato mondializzata sta per conoscere una crisi economica spaventosa.
Hanno previsto tutto e stanno già imponendo alcune leggi liberticide ed anticostituzionali contro la libertà della stampa (scuse: intercettazioni per la stampa tradizionale, lotta allo scambio di musica e film per internet) e oltre all’invio di militari in zone di guerra in Afghanistan hanno cominciato ad usare le forze armate (ormai senza truppe di leva) contro la popolazione civile a Napoli. Di fatto l’esercito di militari professionisti è già pronto ad essere schierato nel decreto per la sicurezza, con la scusa della lotta alla micro criminalità, è già stato predisposto ad intervenire, quando il popolo sovrano uscirà da sua letargia.
Speculatori, mafiosi, eredi nullafacenti, avverano almeno venti anni di tranquillità.
A noi rimane che di piangere O SARRA ORA di RICOMMINCIARE A LOTTARE CON FORZA, DETERMINAZIONE DA OGGI E DA ADESSO E RITROVARE LA NOSTRA UNITA’?