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Analisi

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PRC, il congresso romano boccia Nichi Vendola ... e Smeriglio

autore:
Alessandro Cardulli

Bocciatura secca per la mozione di cui primo firmatario è Nichi Vendola: è avvenuto a Roma al congresso della Federazione di Rifondazione comunista. Un ordine del giorno presentato dagli esponenti di “Rifondazione comunista in movimento”, la mozione numero uno di cui primi firmatari sono Maurizio Acerbo, l’ex ministro Paolo Ferrero, Claudio Grassi e Ramon Mantovani è stata approvata con 191 voti favorevoli (187 i contrari e 8 gli astenuti).

I punti fondamentali del documento votata dal congresso riguardano la costituente della sinistra, il perno attorno al quale si muove il disegno strategico proposto da Nichi Vendola, autocandidato alla segreteria del partito. Dice l’ordine del giorno che il congresso non ha registrato “il successo di alcun documento” mentre nei giorni scorsi in una conferenza stampa proprio il segretario uscente della federazione romana di Rifondazione, Massimiliano Smeriglio, aveva cantato vittoria.

Di conseguenza l’ipotesi politica della costituente della sinistra “non si è affermata e risulta non maggioritaria. Il campo di ricerca e sperimentazione per l’unità della sinistra di alternativa -afferma l’ordine del giorno- rimane aperto”. Secondo punto molto importante: l’ipotesi di superamento di Rifondazione comunista in una nuova formazione della sinistra di cui hanno più volte parlato autorevoli esponenti della mozione Vendola e lo stesso ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ne è il primo sostenitore, “non ha spazio e possibilità, né oggi né domani. L’autonomia culturale, politica, organizzativa del Partito della rifondazione comunista -dice il documento approvato- è un bene indisponibile”. Tradotto dal politichese significa che Rifondazione non si supera e non si scioglie.

Del resto alla prima prova elettorale, le elezioni europee, secondo il congresso romano, dovranno vedere la presenza del simbolo del Prc. L’approvazione del documento è stata salutata da un lungo applauso, accompagnato dal canto di “Bandiera rossa” che ha accomunato i delegati della mozione uno, quelli delle mozioni tre e quattro che hanno votato a favore e della cinque che si sono astenuti. Proprio poco prima del voto che ha dato un segnale significativo sui futuri assetti del governo della federazione con la mozione Vendola in minoranza erano stati resi noti i risultati definitivi dei congressi di circolo, risultati molto contestati, che avevano dato la maggioranza relativa alla mozione Vendola con il 47,47.

La mozione uno ha riportato il 42,76, la tre il 5,22, la quattro il 2,00, la cinque il 2,55. In base a questi risultati la composizione del comitato politico, l’organismo dirigente della federazione, risultata composta da 47 membri della mozione uno, 52 della due, 6 della tre, 2 della quattro, 3 della cinque.

Sulla base di questi risultati alcuni esponenti della mozione Vendola cantavano vittoria. I più accorti parlavano invece di “consensi prevalenti”. La prova del fatto che , in realtà, la mozione Vendola rappresenta la minoranza è venuta subito dopo, dal voto dell’ordine del giorno che non lascia adito a dubbi.

Paolo Ferrero, concludendo il congresso della Federazione milanese, dove si è affermata la mozione di cui è uno dei primi firmatari, riferendosi ai dati nazionali ha sottolineato che siamo in presenza di un “congresso difficile e con un po’ di veleni perché il gruppo dirigente si è diviso e non si sanno gli esiti. La nostra è una crisi da cui uscire da sinistra con un grande progetto unitario. Credo che nessuno avrà la maggioranza assoluta e potrà dire “questa è la linea”. Fino ad oggi la proposta di una costituente di sinistra non ha la maggioranza”.

Bene cosi. Se non altro non

Bene cosi. Se non altro non si precipita. Vendola è un merdoso anticomunista.

Bene cosi. Se non altro non

Bene cosi. Se non altro non si precipita. Vendola è un merdoso anticomunista.

Congresso del Prc, la costituente della sinistra non passa.

La pallina della roulette ha quasi finito di girare e si può cominciare a delineare quale sarà la platea del congresso che si aprirà a Chianciano fra poco più di una settimana. C’è stata fino all’ultimo una guerra delle cifre, appunto simile alla pallina che gira e non si sa se si poserà sul rosso, sul nero, sullo zero, su quale numero. Stando agli articoli comparsi sui giornali la mozione due, primo firmatario Nichi Vendola, ogni giorno era sempre più vicina a superare quel 50% dei voti necessari per assicurarsi la maggioranza per eleggere il segretario e avere il pallino nelle mani per costruire alleanze. Insomma, una cosa è proporre l’unità del partito avendo la maggioranza assoluta, altro è invece trovarsi in minoranza nel quadro complessivo del risultato congressuale. Sapendo per di più che le altre quattro mozioni non condividono la scelta politica di fondo rappresentata dalla costituente della sinistra con tutto ciò che comporta in termini della futura esistenza o meno di Rifondazione.

Anche le dichiarazioni di numerosi aderenti alla mozione lasciavano capire che, dopo una fase iniziale di prevalenza della mozione uno, il sorpasso era questione di tempo e poi la strada sarebbe stata tutta in discesa. E’ accaduto così che nel sito della mozione Vendola i voti contati sono arrivati fino ad oltre il 49% e tutto era pronto per il fatidico taglio del filo di lana del 50%. Nel sito della mozione numero uno, primi firmatari Acerbo, Ferrero, Grassi e Mantovani, la situazione veniva presentata diversamente. C’era una crescita della mozione di Vendola, ma mai si avvicinava così tanto alla maggioranza assoluta. Perché questa diversità di risultati?

Seguendo giorno dopo giorno le tabelle di marcia dei due siti si poteva costatare che c’era una differenza nel numero dei circoli scrutinati. Sempre un centinaio in meno nel sito che definiamo per comodità Vendola e forse, riteniamo per carenza di informazione, di quel centinaio facevano parte i circoli in cui la mozione uno aveva preso qualche voto in più. Accadeva così che si registrava un singolare saliscendi: nel sito Vendola calava la mozione Vendola e nel sito che chiameremo Ferrero saliva la mozione Vendola. Ora siamo quasi arrivati alla stabilizzazione dei risultati tanto che i numeri dei due siti indicano una identica tendenza: nessuna mozione otterrà la maggioranza assoluta.

Il sito Ferrero, quello più aggiornato per numero di circoli conteggiati, offre questi risultati: mozione uno 40,6, mozione due 46,9, mozione tre 7,8%, mozione quattro 3,2, mozione cinque 1,5. I circoli conteggiati sono 2022. Nel sito Vendola alla solita ora i circoli conteggiati erano 1904 e davano alla mozione uno il 39,70 e alla due il 48,16. In quei circoli ancora invisibili ci sono, evidentemente, i voti mancanti alla mozione uno che conquista la maggioranza in 928 strutture territoriali contro le 765 della Vendola. Alla mozione uno va la maggioranza nel Nord e nel Centro mentre nel Mezzogiorno e nelle isole i voti parlano a favore della mozione due.

Questo il panorama al momento in cui scriviamo. Nessuna delle mozioni, allo stato, ha vinto, ha cioè conquistato la maggioranza assoluta. Del resto anche un comunicato del documento Vendola, seppur fra le righe, lo riconosce quando parla di “maggioranza del consenso degli iscritti”. Se è vero che “ogni soluzione del congresso- si afferma- non può che partire dalla presa d’atto di questa semplice verità” si riconosce però la possibilità di altre ipotesi politiche anche se “non possono ambire” a indicare un progetto politico. Si ribadisce così che l’unico progetto in campo è quello della “costituente della sinistra”.

Ma qui sta il punto: questo progetto, proprio dai numeri dei congressi di circolo, esce battuto, non avendo la maggioranza assoluta. “L’ipotesi della costituente della sinistra- si legge sul sito Rifondazioneinmovimento.org (mozione uno)- ipotesi sulla quale la mozione due e il suo candidato segretario Vendola avevano puntato tutte le loro carte è stata sinora seccamente bocciata” e si ricorda che questa ipotesi “è stata rifiutata dai promotori di tutte le altre mozioni presentate”.

Al Congresso nazionale il compito di fermare la pallina della roulette sul numero giusto. Un compito arduo.