Sulla sabbia, due stelle marine

autore:
Roberto Malini - Gruppo EveryOne
Due bambine di etnia Rom affogano a Napoli in una cornice di razzismo e incubo

Due bambine di etnia Rom muoiono affogate a Napoli. Davanti ai loro cadaveri, la gente continua a prendere il sole, divertirsi e fare il bagno

di Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Napoli, 19 luglio - Due bambine di etnia Rom sono morte a Napoli, nelle acque antistanti la spiaggia di Torregaveta, sul litorale flegreo. La cronaca riferisce la tragedia in base alle testimonianze: un incidente. Quattro bambine, tutte Rom, di età compresa fra gli 11 e i 13, stavano chiedendo l'elemosina ai bagnanti, quando, improvvisamente, hanno deciso di tuffarsi in mare. Non sapevano nuotare, le onde erano alte e sono annegate, di fronte a più di settanta bagnanti. Nessuno ha soccorso le ragazzine, mentre il personale del 118, accorso sul posto, avrebbe salvato due di loro e recuperato i cadaveri delle altre. Le bambine provenivano dal campo "nomadi" di Secondigliano. La dinamica dei fatti - come riportata dalle cronache - non convince. Non convince il fatto che quattro ragazzine che non sanno nuotare si gettino vestite nel mare mosso (che poi così in burrasca non era, visto che molte persone, fra cui diversi bambini, si bagnavano contemporaneamente a loro). Non convince il fatto che quattro ragazzine si immergano fra le onde davanti a decine di persone, rinunciando al loro tradizionale pudore. Non convince il fatto che, in un clima ostile verso i Rom, abbiano interrotto l'elemosina per dedicarsi a un'attività gioiosa e spensierata, senza temere il giudizio di chi stava intorno a loro. Ci risulta che numerosi bagnanti abbiano filmato con i videocelulari la tragedia e che le forze dell'ordine abbiano acquisito alcuni di quei filmati. Abbiamo chiesto alle autorità di visionarli e di incontrare le due bambine sopravvissute, per far luce su un caso che presenta lati oscuri. Ma l'aspetto più allucinante dell'evento - e questo può essere verificato da tutti, visto che foto e video dei momenti successivi al recupero dei corpicini sono stati pubblicati sui giornali e trasmessi in tv - è l'atteggiamento dei bagnanti. Di fronte ai cadaveri delle due bambine, nessuno sembra scomporsi: continuano a fare il bagno, a prendere il sole, a sorseggiare bibite, a conversare. Sono scene assolutamete irreali, crudeli, sintomatiche di come il razzismo abbia trasformato gli italiani in un popolo disumano, educato dalla propganda a considerare i Rom alla stregua di animali, verso cui non è opportuno spendere neanche sentimenti di pietà e dolore. I corpicini di due bambine uccise dal mare e dall'odio razziale sono lì, sulla spiaggia, davanti a decine di occhi, ma nessuno sembra rendersi conto di quanto è accaduto. Ci si continua a godere il tepore del sole e la piacevolezza delle onde marine. Due meduse, due pesci morti sono adagiati - immobili - sul bagnasciuga. "I Rom sono solo una piaga," dicono i governanti, le autorità, i giornalisti. Quello che è accaduto davanti alla spiaggia di Torregaveta non merita una lacrima, non merita una preghiera. Sulla sabbia, due stelle marine.

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quello che da il senso della tragedia dei tempi

che stiamo vivendo è proprio il fatto che
si sia costretti a porsi certe domane.

In un mondo diverso i bambini sarebbero solo bambini, e sarebbe normale pensare che delle bambine che vedano altri bambini in acqua, spontaneamente siano prese dall'allegria del gioco e dalla voglia di partecipazione al gioco.

E il clima di sospetto e di dubbio si allarga in maniera esponenziale, la cosa più spontanea non è aderente alla realtà che si vive, subito si è presi dalla paura, da una parte e dall'altra e si pensa: qualcuno avrà spaventato le bambine?
Non è un assurdo è la tragedia dei tempi che viviamo.

In merito ai bagnati che continuano a mostrar le chiappe chiare al sole, non è cosa di oggi, sapessi quanti migranti ho visto al Sud cercare disperatamente le coste nell'indifferenza turistica.

vittoria Oliva
L'Avamposto degli Incompatibili

www.controappunto.org

indignazione, sport secondo soltanto al calcio

IL VERO ORRORE

"«Preoccupazione» e «indignazione». Non ci sono altre parole per descrivere la sciagura delle due bimbe rom che ieri sono annegate a Torregaveta, vicino a Pozzuoli, i cui cadaveri sono rimasti per ore in spiaggia tra l'indifferenza dei bagnanti. Parole forti quelle di Laura Boldrini, portavoce dell'alto commissario per i rifugiati dell'Onu."

Inizia così l'articolo del Messaggero sull'annegamento di due bambine avvenuto l'altroieri sulla spiaggia di Torregaveta.

Poi l'articolista si tuffa in un esercizio di pietistica degno del peggior Pascoli: "Come ogni sabato a lavorare per raccogliere qualche euro. Ma le bimbe lavoratrici restano bimbe e non resistono alla voglia di tuffarsi in mare, nonostante le onde agitate che bagnano la spiaggia libera. Loro probabilmente non sanno nuotare, non hanno neanche il costume e si gettono in mare vestite."

Segue il capo d'accusa principale, che dovrebbe spiegare l' "indignazione" iniziale: "I corpi lasciati per ore sulla spiaggia. Intanto sulla spiaggia un centinaio di bagnanti continuano a prendere il sole, come se nulla fosse successo. Come se quei due cadaveri rimasti per ore a terra, coperti con teli da mare, fosserso invisibili."

Completa il quadro il cardinale Sepe, arcivescovo di Napoli, che dichiara: "Girarsi dall'altra parte o farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono".

L'articolo di Radio Vaticana prosegue: Dopo la tragedia, c'è stata la sorprendente reazione di una parte dei bagnanti che hanno continuato a pranzare e a prendere il sole, come se nulla fosse successo. Alcune foto ritraggono i due corpi senza vita adagiati in riva al mare ...

... e coperti con dei teli. Sullo sfondo, si vedono bagnanti rimasti tranquillamente in spiaggia. Sono scene "tristi e orribili" – scrive l'arcivescovo di Napoli - che fanno più male di quelle scattate durante la crisi dei rifiuti."

Sempre la Boldrini si domanda: "«Si sarebbe tenuto lo stesso comportamento se si fosse trattato di due bambine italiane? Come possibile che le persone non danno più spazio alla commozione, di fronte ad un dramma simile?»."

Esplodono a loro volta i blog personali, sui quali possiamo trovare frasi come: "E il mare crudele le ha ghermite; indifferente alla gioia del loro mattino, le ha travolte, annegate, uccise. Poi le ha uccise anche l'agghiacciante indifferenza degli uomini. Le ha uccise lo sguardo noncurante dei bagnanti che sono rimasti imperturbabili sulla spiaggia per tre, lunghe ore, accanto ai due corpicini poggiati a riva, coperti solo da due teli da mare. Le ha uccise il volto impassibile degli uomini che sono rimasti seduti sotto i loro ombrelloni, oppure immobili a fumare una sigaretta o a fare le parole crociate, quando, dopo tre lunghe ore, sono finalmente arrivate le bare."

A questo punto non si può che confermare l'orrore profondo, moltiplicandolo però per mille: non è infatti l'orrore per quanto è accaduto sulla spiaggia napoletana ad essere "devastante", ma l'orrore per la finta indignazione, per la profonda ipocrisia, per il conformismo emotivo, per la facile condanna, per l'infinita presunzione, per il melodramma a basso costo, per la profonda ignoranza che sono stati messi in mostra da tutti coloro che hanno detto quanto sopra.

Leggendo meglio l'insieme degli articoli, infatti, si rileva che:

Due bagnini sono intervenuti subito. "Due bagnini delle spiagge vicine hanno sentito le grida e si sono tuffati per trarle in salvo. "

Se inoltre due bambine su quattro sono state salvate, vuole dire che l'intervento è stato immediato. Non ci vuole mezza giornata per annegare.

Le "lunghe ore" di giacenza dei cadaveri sulla spiaggia risultano in realtà essere stati 90 minuti, cioè un'ora e mezza in tutto: "L'annegamento è avvenuto alle 14 circa e i corpi sono stati portati via verso le 15.30".

I corpi sono rimasti in spiaggia per problemi burocratici – non essendovi adulti che accompagnavano le bambine, è stato necessario prima rintracciare qualche loro parente – e non certo per "indifferenza".

Nel frattempo non si comprende bene che cosa avrebbero dovuto fare le persone presenti in spiaggia: Andare a casa? Riunirsi e pregare intorno ai due cadaveri? Battersi il petto ed autoflagellarsi per essere state più fortunate delle vittime? Improvvisare una macumba contro il Dio del Mare che si è portato via due giovani vite?

E poi, che ne sa il cardinale Sepe di quello che provavano le persone presenti in spiaggia? Con quale presunzione stabilisce che si trattasse di indifferenza? Solo perchè non si accasciavano affranti l'uno sulle spalle dell'altro? Quando non c'è più niente da fare, come si può distinguere un atteggiamento di "indifferenza" da quello di eventuale "tristezza", "rassegnazione" oppure "impotenza"? L'indifferente fa spallucce ogni trenta secondi, gli altri no?

Ma soprattutto, che ne sa la Boldrini che la gente fosse cosciente che si trattasse di "bambine rom"? ("Si sarebbe tenuto lo stesso comportamento se si fosse trattato di due bambine italiane?") Se erano tutti così indifferenti alla loro morte, perchè mai avrebbero dovuto seguire con attenzione i momenti che hanno preceduto la loro entrata in acqua?

- Guarda Gino, due rom che stanno per fare il bagno!
- Oddio, speriamo che sappiano nuotare....

In tutta probabilità, invece, la gente ha sentito delle urla, e a quel punto ha visto due teste che si agitavano nell'acqua, chiedendo aiuto. Ma a quel punto come fai a capire che sono dei rom? Mica portano una bandierina colorata in testa, i rom, per non essere confusi con gli italiani.

Questo tipo di costruzione logica "all'indietro" è il metodo più subdolo e deleterio di falsificare la realtà dei fatti, mescolando i propri pregiudizi con le circostanze reali, al punto da rendere una lettura completamente deformata dei fatti.

Si è trattato di una semplice tragedia, che poteva capitare a chiunque. Il fatto che fossero dei rom l'ha trasformata in un festival di ipocrisia, pietismo e frasi fatte.

"Orribile", appunto.

Massimo Mazzucco

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.p...