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Intervista ad Oreste Scalzone sulla scarcerazione di Marina Petrella

Autore:
P.P.

«Imput dalla politica Allora i magistrati si sono mossi»

Oreste Scalzone riceve la notizia della scarcerazione di Marina Petrella dalla stanza d’ospedale dove è ricoverato in questi giorni. Ci risponde al telefono con la consueta combattività.

"Liberation" ha scritto che la scarcerazione di Petrella è uno schiaffo della magistratura francese a Sarkozy, suggerendo uno scenario all’italiana. Sei d’accordo?

In realtà a me sembra un accecamento non solo della critica ma anche dell’evidenza. La potenza di un corpo che decide di non voler e non poter vivere al di sotto di una certa condizione d’esistenza accettabile, insieme a una difesa accanita, sono riusciti a strappare un primo risultato. Primo passo ma decisivo. In realtà a percepire che il vento era cambiato è stato proprio Sarkozy. Cioè chi espone la propria faccia sul mercato della politica. Quelli che per ora hanno dovuto fare un passo indietro sono stati i funzionari anonimi della crudeltà, quelli che per mestiere gestiscono la banalità del male, gli annidati nei vari corpi dello Stato, le rotelle anonime che rispondono ad un principio di irresponsabilità. Come è noto, in Francia le procure sono sottomesse ad un principio gerarchico. Quando è pervenuto l’imput dalla politica, i magistrati si sono mossi.

Ma cosa fai, ora difendi Sarkozy?

Mi interrogo sulla matrice di questi accecamenti. Secondo me la causa è lo smarrimento del concetto di inimicizia. Quanti sono quelli che veramente l’hanno sostituito con la nonviolenza assoluta? In realtà, la perdita del nemico ha prodotto nei più una perdita dell’altro. Una delle prime forme di scoperta dell’altro da sè è proprio la figura del nemico. Dietro la sua immagine c’è il senso tragico dell’altro.

Ma questo non era un tratto tipico delle destre?

Non è più così, purtroppo. Certo, siamo abituati a vedere in questa deriva una vecchia matrice teologica, quella dove c’è il mondo dei buoni, la civitas dei che giustifica la guerra santa contro l’infedele a cui si riconosce solo lo statuto del sottoumano. Ma la modernità ci ha regalato anche una matrice giacobina, repubblicanista , che ha dato forma costitutiva al mondo borghese ma che poi è stata recepita come eredità culturale dal movimento operaio. I versagliesi hanno schiacciato i comunardi in nome della repubblica, divenuta la forma legittima del leviatano al posto della monarca. Da Dio onnipotente si è passati alla repubblica e poi alla tirannia dei diritti umani. Oggi andrebbe rilanciata una critica comunarda del giacobinismo in antitesi con quella reazionaria di Furet.

Ma che c’entra tutto ciò con Sarkozy?

C’entra eccome. I repubblicanisti francesi assomigliano tanto ai girotondini italiani. Odiano l’avversario perché non sanno nemmeno più percepire il conflitto materiale che li oppone. Quando si parla di confini dell’umanità, vuol dire che se ne sta escludendo una parte. Non ci sono più classi, padroni, sfruttatori, ma mostri inspiegabili, mostri extraumani. È il populismo che dilaga oggi anche a sinistra.

P.P.

PETRELLA: SCALZONE, CACCIA ALL'UOMO? SI ROMPERANNO I DENTI...

PETRELLA: SCALZONE, CACCIA ALL'UOMO? SI ROMPERANNO I DENTI.. (ANSA) - PARIGI, 5 AGOSTO -

Se ''il generone politico italiano'' insiste ''in questo canceroso rifiuto di una soluzione classicamente istituzionale come un'amnistia e nella conseguente infima pratica della caccia all'uomo in giro per i continenti, il loro sara' il morso di un cane su una pietra: meglio, in questo caso, che ordinino delle dentiere'': lo ha detto Oreste Scalzone, ex leader di Potere Operaio, commentando con l'ANSA la scarcerazione di Marina Petrella. La politica della ''caccia all'uomo'' - continua Scalzone - ''in cinque anni e' riuscita a scippare di frodo la vita di Persichetti e della Algranati (due fuoriusciti estradati da Francia e Algeria, ndr), un risultato crudele e ridicolo assieme''.

Quanto alla decisione di oggi, Scalzone ha reso omaggio ''alla potenza di un corpo che non vuole piu' vivere a certe condizioni, a una difesa accanita, a una campagna tenace e veritiera che hanno spuntato un primo risultato. E' appena l'inizio, ma e' decisivo. E' il passaggio da un'agonia alla vita''. Secondo Scalzone, diventato punto di riferimento del Comitato di sostegno a Marina Petrella, ''i primi a mostrare di aver capito sono stati i responsabili politici al massimo livello che si giocano la faccia sul mercato elettorale e dei sondaggi. Sono invece sconfitti i funzionari della crudelta', i topi sordi anonimi annidati negli apparati di stato che fanno carriera sul populismo penale senza mai comparire''. La decisione di oggi ''ci da' la carica per ripartire su due obiettivi minimi - ha continuato -, la clausola umanitaria sembra un vestito su misura per Marina e un decreto che decida su questa base l'impossibilita' di estradarla e' possibile e ragionevole. Una moratoria delle estradizioni e' gia' nella logica delle cose e nelle stesse parole del presidente Sarkozy, che in questi giorni sta decidendo di chiudere il contenzioso dei cosiddetti anni di piombo in Francia''.(ANSA).