LETTERA APERTA A MARINA PETRELLA. Autore : Claudio Maffei
Autore : Claudio Maffei
LETTERA APERTA A MARINA PETRELLA.
Gentile Signora Marina Petrella
Le scrivo perché ogni vita umana per me è degna di attenzione e considerazione, pertanto pur non condividendo gran parte delle sue idee e delle sue lotte, ho a cuore la sua vita e per lei desidero un futuro migliore, come del resto per ogni essere umano. E quindi per il futuro le auguro di poter condurre un’esistenza serena, FUORI DAL CARCERE.
Le scrivo, perché più di tutto mi sta a cuore la convivenza serena tra le persone, detta anche convivenza civile, che a suo tempo fu fortemente compromessa da azioni terroristiche che si protrassero per alcuni decenni.
Le scrivo per convincerla, a presentare domanda di grazia al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, affinché il suo gesto possa essere l’inizio di una fase politica decisiva, per inserire il dibattito della riconciliazione, sulle vicende che riguardano gli ex terroristi.
Le scrivo perché il superamento della lotta armata necessita di un dibattito attento e di una riflessione approfondita onde poter riprendere il cammino, al’insegna della convivenza, come si conviene ad un popolo maturo. Pertanto dato che non amo l’ipocrisia non le risparmierò alcuna intuizione veritiera.
E' necessario togliere il velo dell'ipocrisia, su una pagina della nostra storia, in cui se non si smascherano le aberrazioni non si uscirà mai da questo pantano. Ho notato una sorta di adorazione sotterranea, degli ex terroristi, da parte di molti ambienti dell'estrema sinistra, quasi a voler sottintendere che i terroristi sono stati i compagni più impegnati, i più coraggiosi, insomma dei miti. Questa esaltazione dei terroristi, inoltre, ricordo bene, ai tempi non c'era, ma adesso sembrano eroi...
Da un lato, secondo molti, c'è uno stato imperialista e fondamentalmente malvagio, ma dall'altro, sempre gli stessi, con i terroristi vorrebbero uno stato sempre "buono". Eppure lo Stato così cattivo, è così clemente da mandarli in libertà condizionata. Ma se I TERRORISTI fossero lo Stato, al suo posto che farebbero? E perché invece, il giudizio di condanna a morte deciso da un terrorista, nei confronti di cittadini ignari, e la loro esecuzione sommaria, dovrebbe essere ignorato, mentre si additano sempre e soltanto, gli errori commessi dallo Stato?
Possiamo annotare, ammesso che le vittime, avessero compiuto qualcosa per essere accusate, che nel mondo hanno vissuto e vivono, chissà quante persone che nel corso della loro vita hanno cambiato opinione, modo di pensare, passando da una classe sociale all'altra, da un partito all'altro, da uno schieramento ad un altro. Chissà quanta gente di destra è diventata di sinistra. Però se prima gli avessero sparato, difficilmente avrebbe optato per il cambiamento. E' noto che Marx e Engels, prima di demonizzare la borghesia, ne facevano parte. Engels addirittura per un certo periodo fu imprenditore, ed ebbe alle dipendenze operai, nella fabbrica di famiglia. Però se prima gli sparavano a quei due borghesucci...
E' necessario riportare dei parametri corretti nella lettura dei fatti del nostro recente passato e quindi del nostro recente presente.
Cos'hanno combinato ? A parte le note vicende di violenza spesso gratuita, immotivata, qual è il dato politico rilevante che ne è scaturito? E' cambiato qualche cosa, nello Stato, nella società, nelle fabbriche, per merito dei terroristi ?
Il dato è che decenni passati a soffrire e morire per molti cittadini e decenni trascorsi dietro le sbarre, per gli autori delle note imprese, sono serviti a cambiare nulla.
Nell'ottica rivoluzionaria, il risultato è stato un fallimento completo. E non è vero che non abbiano cagionato effetti. C'è stata l'introduzione, a seguito delle attività terroristiche, di un inasprimento della repressione generalizzata attraverso nuove leggi penali, che ovviamente sono ancora in vigore. Il tanto peggio, tanto meglio, è ciò che in fondo hanno ottenuto, nelle carceri delle quali ora si lamentano. "Più ci sarà la repressione dello stato e più la popolazione insorgerà con la rivoluzione", acclamavano. Invece è successo proprio l'opposto: la repressione è aumentata, la gente subisce le nuove norme penali e la libertà diminuisce. E così ci hanno rimesso tutti i carcerati. L'inasprimento del penale nella storia dagli anni 70 in poi, è strettamente correlato all'inasprimento della lotta terroristica. E' pur vero che dopo il delitto Moro, si è cercato di premiare i pentiti, in quanto delatori. Ma è altrettanto vero che il pentito, inteso come persona che pur non rinnegando la lotta, si dispiace per aver ucciso esseri umani, chiedendo scusa alla società civile, manco vi ha sfiorato l'anticamera del cervello. Ciò che avvilisce, leggendo i documenti recenti sul web, è notare che l’ottusità che vi ha spalancato le porte della violenza, prima, e quelle del carcere, poi, è rimasta inalterata nell’addossare ogni colpa di ciò che vi sta accadendo, allo stato. I più bravi siete sempre voi.
Il sistema penale più duro è l'unico risultato che si è ottenuto in 30 ANNI DI TERRORISMO O LOTTA ARMATA, CHIAMALA COME TI PARE.
E SECONDO TE è COLPA SOLTANTO DELLO STATO, QUESTO BEL RISULTATO CHE ORA RIGUARDA TUTTA LA COLLETTIVITA’? PERO’ AVETE SEMPRE VIVIDA LA MIOPIA, O L’IPOCRISIA DI ADDOSSARE TUTTA LA RESPONSABILITA’ ALLO STATO .
E non si tratta di un errore politico qualsiasi, al quale si può rimediare cambiando strategie o alleanze, No qui l’errore sta nell’aver creato morti ed a questa ferita profonda che ha lacerato l’Italia, non c’è alcun rimedio, se non in piccolissima parte, chiedendo scusa a chi ha subito i danni.
L’errore politico peraltro raramente ammesso è di aver creato una miriade di vittime inutili, perfino alla stessa causa. Erano più all’avanguardia nella lotta contro lo Stato, cent’anni prima gli anarchici solitari, come Gaetano Bresci, che con un solo mirato delitto, colpivano a morte il maggior responsabile dello Stato, il sovrano, infierendo un colpo micidiale, peraltro inutile, dato che il sistema si è rinnovato con gli eredi.
Ma poi c'erano aberrazioni davvero evidenti. Morti ammazzati quasi a caso, tipo chiamare la polizia e poi fargli un agguato, oppure tirare alla lavandaia di Rebibbia... davvero si pensava che si faceva la rivoluzione così o si voleva solo giocare a fare i tupamaros? Hanno ucciso le lavandaie ed i carabinieri, ex poveri cristi disoccupati, in nome della Rivoluzione.
Ma anche le azioni eclatanti come la vicenda Moro. No dico ma ci pensate che avete fatto fuori l'unico democristiano che proprio non lo meritava. L'unico che ha cercato di indirizzare la convivenza nel rispetto delle matrici cristiane e socialiste (o comuniste) della cultura e della politica del nostro Paese. No dico, ma se volevate strafare, sull'esempio
di Bresci, acchiappavi un governante.
Invece no gli illuminati della RIVOLUZIONE PIU' INUTILE DELLA STORIA prendono il più buono, il migliore, quello che ormai è stato messo in pensione, in modo che non dia fastidio, con la carica onoraria di Presidente della DC, e lo fanno fuori, dopo atroci, inumani lunghissimi tempi, trascorsi dal rapimento, alla condanna.
Beh a raccontarla mi vengono ancora i brividi. Ed è per questo che ho la lucidità di affermare, signora PETRELLA, che nel tunnel delle speranze e delle attese, deve essere inserito, senza alcuna capriola o contorsione opportunistica, il pentimento per il male che è stato fatto.
La verità non si arrampica sugli specchi di imbonitori di frattaglie sinistre.
Credo di essere stato abbastanza chiaro.
Chiedere scusa, vuol dire chiedere scusa alle mogli, ai figli delle vittime per tutta la sofferenza che è stata causata.
In Italia echeggia ancora la polemica tra i galli nel pollaio brigatista: irriducibili, dissociati, e pentiti classificati come infami.
Di questa polemica agli italiani, come ai parenti delle vittime, frega assolutamente niente. Del resto è uguale a quella sorta nel pollaio delle cosche mafiose. Il fratello del brigatista Peci, fu ucciso, perché l'altro si era pentito. Già ma a decidere il tutto chi era? Totò Riina?
Chiedere scusa non vuol dire tradire qualche compagno perché ci si è pentiti, ma prendere coscienza che alla base della lotta armata vi era un errore politico, perché se nella lotta ispirata agli ideali di giustizia, si esclude il quoziente umano o umanitario, vuol dire che combattevate come combatterebbero gli automi, ossia con l’ideale di cambiare lo stato, ma con un modo che privilegiava l’uccisione dei servitori dello Stato, (alcuni dei quali arruolatisi per sfuggire la disoccupazione) mentre dello Stato avete contribuito a cambiare proprio nulla, tranne una cosa, solo quella, di inasprire l’azione coercitiva della magistratura, nei confronti di chi praticava il terrorismo, di cui ora vi lamentate. E’ piuttosto grave che io, un estraneo del terrorismo, debba chiedere ad ex terroristi di chiedere scusa. Ex, dovrebbe voler dire che è stata superata quella fase. Il problema è che tutt’ora non è stata chiarita la valutazione etica di ciò che la lotta armata ha comportato.
Chiedere scusa significa guardarsi dentro, senza alcuna giustificazione ipocrita, e rivedere gli sguardi delle vittime, il pianto dei loro parenti, lo strazio delle mogli, il vuoto incolmabile dei loro figlioli. Sì i loro figlioli, che sono gli stessi figli tuoi Marina che non riesci a contattare, quando sei in galera. E allora vuol dire alzarsi dal torpore con le lacrime agli occhi, per dire: “Presidente io ho sbagliato. Chiedo scusa a tutti.”
Questo bisogna fare. Quando hai calpestato ogni cosa, ogni diritto, ogni bene altrui, molto peggio di uno Stato, prima chiedi scusa, poi si vedrà dell'umanità che pretendete dallo Stato. Una società civile, non può dimenticare nessuna barbarie.
Cordiali saluti
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piselli, clitoridi e toccatine
ohibo claudio maffei ma di quale società civile vai mai narrando?
ohibo claudio maffei ma di quale barbarie vai mai enumerando?
quella plaudente sotto l'esercito italiano?
quelle dei ragazzi uccisi dai flics nelle cité?
quella sciovina baguette e croissant?
quelle delle torture a bolzaneto?
ci offri un gaudente nonchè inquietante saggio di una tua peraltro di parte e opinabile versione di un passato storico sul quale ancora dibattere poco senso, qui e ora, avrebbe mentre due stati-governi col loro compassato popolo agiato (anche se ormai non piu tanto), annoiato, abituato, condiscendente - decidi tu cio che piu di garba, torturano di orrore una donna che in questo momento, ella e solo ella, trova che nel vivere cosi e ancora poco senso ha.
sarebbe forse il caso tu di chiedere venia per tante inutili banalità che ci propini, ripercorrendo il concetto imperialcattolico del pentimento per cui vale ancora la pena la masturbazione nascosta nel gesto ribelle di spiare sotto le sottane delle caste sorelle (e anche il suo reciproco contrario ovvero la visione bonifica del pisellone inducente, ma non ci credo tanto, alla toccatina del clitoride) per poi ripudiare amaramente codesto gesto imbelle di fronte a sua santità divina luce di tutte le gioie, benefattore dei mondi, giustizia divina e unica.
proprio quest'oggi hanno tolto le guardie alla porta dell'ospedale dove marina è ricoverata.
MARINA LIBERA
LIBER* TUTT*
e che luce salvifica ci benedica
Maffei?
Ma vaffanculo tu e il tuo presidente!
cordiali saluti