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Scontri e incendi davanti all’ambasciata greca

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(A)
da il messaggero [infame]:

Degenera il sit-in per lo studente ucciso. Cinquanta anarchici mettono le strade a ferro e fuoco

di MARCO DE RISI e DAVIDE DESARIO

Se Atene piange, Roma non ride. Ieri anche nella Capitale, come in altre città italiane, è stata organizzata una manifestazione di protesta per i fatti avvenuti in Grecia culminati sabato scorso con l’uccisione del quindicenne Alexandros Grigoropoulos. Ma il sit-in organizzato dalla rete dei collettivi studenteschi e dalla sinistra antagonista ai Parioli, sotto la sede dell’ambasciata Greca, è degenerato. Improvvisamente una cinquantina di persone con il volto coperto hanno messo a ferro e fuoco la zona: cassonetti dati alle fiamme, auto in sosta danneggiate e capovolte, vetrine di uffici postali e istituti bancari in frantumi. Ma i teppisti se la sono presa soprattutto con le divise e qualsiasi cosa avesse a che fare con le forze dell’ordine: distrutti i cristalli di due auto dei vigili urbani, di una dei carabinieri e di un’altra della polizia, distrutta la garritta della polizia municipale all’incrocio tra via Regina Margherita e via Nomentana, sassate contro
i militari che presidiavano l’ambasciata dell’Arabia Saudita. Scene di guerriglia urbana con un vigile accerchiato al quale è stato portato via il cappello e un’agente di scorta che ha abbandonato la macchina e si è rifugiato in un ufficio pubblico. Al momento, la polizia è riuscita a fermare una sola persona.
Il sit-in ufficiale era stato ampiamente pubblicizzato sui principali siti internet della sinistra antagonista (Indymedia, oppure www.esserecomunisti.it). All’appuntamento, alle 18 in via Mercadante, si sono presentati poco meno di 200 persone. Molte le bandiere con il simbolo anarchico e gli striscioni: «Il piombo uccide, l’idea non muore. Da Atene a Roma la stessa rabbia»; «Contro ogni autoritarismo» e una fotografia gigante del giovane Alexandros Grigoropoulos. I manifestanti hanno ottenuto dalle forze dell’ordine anche l’autorizzazione ad un mini corteo che si è svolto tra fumogeni e slogan contro le autorità greche e in ricordo della vittima: «Alexis e vivo e lotta insieme a noi». Ma quando tutto sembrava finito è scoppiato il putiferio. Una cinquantina di persone, quasi tutte con il volto coperto, si sono staccate dal corteo e in pochi minuti, senza mai fermarsi, hanno creato il panico in viale Liegi, piazza Ungheria, poi lungo tutta viale Regina Margh
erita per far perdere poi le tracce nei pressi di San Lorenzo.
Prima se la sono presa con alcune auto in sosta (una microcar è stata capovolta) poi hanno dato alle fiamme un cassonetto dei rifiuti e altri sono stati spostati sulle rotaie del tram tra la paura di residenti e automobilisti bloccati nel traffico. I teppisti, poi, se la sono presa con le forze dell’ordine: prese a calci e sassate le auto dei vigili (la K35 e la Gamma 25), distrutto il lunotto di una gazzella dei carabinieri e il parabrezza di un’auto della polizia. Un caporale dell’esercito, che presidiava l’ambasciata dell’Arabia saudita, è rimasto ferito ed è stato medicato al Policlinico Umberto I. Danneggiata anche un’agenzia delle Poste e un istituto di credito.

Avrebbero potuto aggiungere, i valenti e volenterosi cronisti

del Menzognero, che alcuni compagni si sono messi le dita nel naso, altri hanno sputato per terra, altri ancora hanno offeso, col loro frasario, la morale cattolica.
Le politiche criminali e repressive dei governi sono un reato enormemente più grave di quattro vetrine infrante.
Un compagno greco è stato ucciso, con premeditazione e a sangue freddo.
Criminale è l'opera di disinformazione della stampa tutta. Che dire, poi, dell'indifferenza organizzata e guidata dall'alto?
Tanti, oramai, hanno l'elettro-encefalogramma piatto. Pilotati e omologati come sono.

Criminale è chi si

Criminale è chi si dissocia, dov'erano i "compagni" di ESC ieri?

Secondo me, i compagni di ESC se la sono svignata

al più vicino pub.
Pare che gradiscano molto esagerare con la birra. E se ne vedono le conseguenze.
Augusto Illuminati è il primo tra i compagni di sbronze. Gli è rimasto soltanto quello.

Andiamoci piano...

Fino a prova contraria non c'è nessuna rivendicazione della famosa "dissociazione", quindi piantiamola di bersagliare l'ESC per partito preso...

Attendiamo Smentite

Allora l'Onda (o meglio ESC)smentisca l'ANSA in via ufficiale, oppure si prende la responsabilità politica della dissociazione, in Italia e in Europa. Punto.

http://roma.indymedia.org/node/6667

Attendi una sega

Non diciamo cazzate porcodio, l'Onda non è Uniriot e non è l'ESC cazzo! Non c'è un cazzo da smentire perchè non c'è un cazzo da leggere. Punto. Basta con questo opportunismo del cazzo.

ma quale onda

l'onda è un frivolo movimento riformista di sinistra appoggiato dai posti istituzionalizzati per i loro squallidi tornaconti

divampino le fiamme antiautoritarie ovunque

io c'ero e ho visto

e hanno fatto bene e non hanno recato nessun danno a me o a chi era li....se la sono presa con militari autoritari e ingiusti.....con banche e cassonetti......e hanno messo in fuga quei codardi di polizziotti che n'altro pò facevano più danni loro per passà davanti ad un tram in corsa(dove ero io) e su marciappiedi.......
la gente è stanca degli abusi di potere e si fa giustizia come può....
w la revolucion

che tristezza

siete proprio dei tristi militonti da tastiera ( e indymedia ormsai funziona solo cosi, che tristezza...).

Se invece di insultare e infamare e basta si stesse nelle cose forse si andrebbe avanti meglio...insulti all'esc, insulti all'onda, ma finiamola...siete solo dei repressi, che cazzo pensate di portare avanti cosi?

SMETTETELA MERDE

La smentita è utile

«Abbiamo partecipato solo al sit-in e alle 19:30 siamo andati via. Non sappiamo nulla di quello che è successo dopo e non abbiamo partecipato a nessuna azione violenta», hanno riferito in serata gli studenti dell'Onda."

Dire non solo "non sappiamo nulla" ma anche "non abbiamo partecipato a nessuna azione violenta" è molto vicino alla dissociazione. La gente, pure frettolosamente e poco generosamente, se la prende con le situazioni che hanno "cavalcato" l'Onda con più visibilità.
L'egemonia porta oneri e onori, in questo caso oneri.
Non c'è niente di male a firmare un comunicato del tipo "In merito alla dichiarazione rilasciata all'Agenzia Ansa, la riteniamo un falso o comunque non attribuibile a militanti del nostro laboratorio occupato, collettivo, ecc."

Questo non per opportunismo, ma perchè in Grecia il movimento è anche studentesco, basti vedere il livello delle mobilitazione in università e politecnici, e sarebbe opportuno rimarcare una vicinanza alla lotta, non una presa di distanza. Altrimenti si avvalora la tesi Grecia - anarchici - cattivi; Italia - onda - buoni. E' il tentativo dei media, al quale le situazioni organizzate devono rispondere.