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Il protocollo della repressione

cariche della polizia a La Sapienza

A pochi giorni dalla firma del "protocollo per la regolamentazione dei cortei" voluto dal sindaco Alemanno, dal prefetto di Roma e concordato con i sindacati confederali al gran completo [cgil - cisl - uil] assieme alla confcommercio, si iniziano a vederne i primi effetti.

La manifestazione studentesca contro la riforma universitaria, promossa anche dalla CGIL, è stata ripetutamente caricata da Polizia e Guardia di Finanza schierate a bloccare tutte le uscite, ad ogni tentativo del corteo di uscire dalla città universitaria. [cronologia della mattinata]

Tutto questo avviene pochi giorni dopo che nella facoltà di Scienze Politiche di Roma 3, i fascisti di Azione Universitaria e Foro753 hanno prima minacciato e poi aggredito gli studenti con caschi e cinte.

Deriva securitaria e repressione vanno a braccetto, così mentre il diritto di manifestare del movimento viene attaccato, a Roma3 viene autorizzato un volantinaggio e una conferenza stampa ai fascisti nonostante abbiano trasportato dentro l'università spranghe, catene e materiale nazista.
I collettivi, sia della Sapienza che di Roma3, subiscono già le prime "strette" sulle autorizzazioni alle proprie iniziative.

Approfondimenti:

Aggiornamenti:

Il potere della provocazione

Non c’è che dire, questo governo conosce fino in fondo il linguaggio e la sua straordinaria forza produttiva. «Dire cose false per produrre fatti veri», gridava Radio Alice nel ’77, oggi la stessa invenzione antagonista è diventata metodo di lavoro politico per Berlusconi e per i suoi ministri. Nulla di nuovo d’altronde, prima di gettare il carattere produttivo della menzogna nell’arena politica, Berlusconi ha costruito un impero economico la cui risorsa principale è proprio il linguaggio, la comunicazione, la produzione di fatti veri attraverso informazione false. Il fatto vero più significativo prodotto da Berlusconi è il disastro politico e sociale in cui versa il nostro paese.
Zelante esecutore dello stile berlusconiano è Renato Brunetta. Offenderlo sarebbe cosa facile, è lo sport preferito dai precari e dagli studenti (oltre che dai lavoratori) di tutta Italia; proviamo piuttosto a prenderlo sul serio. Appena insediato nel suo ministero l’assalto feroce e volgare ai fannulloni, adesso bersaglio principale sono diventati proprio gli studenti e i precari dell’Onda (avrà capito il Nostro di non essere troppo gradito?) che, dopo i fatti di mercoledì mattina alla Sapienza, sono stati stimolo decisivo per la sua provocazione e la sua smentita a mezzo di provocazione. Ma ripercorriamo la sequenza. Prima parte, in tarda mattinata: gli studenti dell’Onda non hanno rappresentanza dunque sono dei guerriglieri dunque vanno trattati come tali. Seconda parte, dopo le dichiarazioni di Fioroni e di Azione Universitaria: gli studenti dell’Onda non sono dei guerriglieri, sono solo dei fannulloni che si divertono ad esser violenti, i guerriglieri, piuttosto, sono una cosa seria.
Gli studenti non sono dei guerriglieri, non perché non ne hanno la statura etica e politica (come ci insegnano gli asini di Azione Giovani), ma perché appartengono ad una nuova stagione di lotte, perché parlano un linguaggio e si esprimono attraverso pratiche che non sono leggibili con le lenti del passato. Eppure fare questa affermazione falsa significa costruire le condizione per un fatto vero: la chiusura repressiva e violenta nei confronti del movimento e delle sue istanze.
Il gioco delle parole ha un obiettivo concreto, far fuori il diritto al dissenso e la possibilità di lottare per una vita migliore. La seconda parte, la smentita, sceglie il terreno dell’umiliazione: prima la criminalizzazione, poi, misurato il tono delle reazioni politiche, l’offesa, come a dire “non siete all’altezza neanche del crimine, siete solo fannulloni che amano l’ebbrezza della violenza”. È indubbio dunque che non si tratta solo di strategia politico-comunicativa, in Brunetta c’è anche un profondo risentimento, un rancore inestirpabile e volgare. Ma le passioni tristi lavorano in sinergia con la potenza performativa del linguaggio, ne segnano di volta in volta l’efficacia.
Cerchiamo di mettere in evidenza, però, i punti politici più rilevanti delle parole di Brunetta e delle cariche violente di ieri mattina. Per Brunetta sono criminali o guerriglieri tutti coloro che non hanno rappresentanza negli organi elettivi. Poco importa se a votare alle elezioni universitarie della Sapienza sono andati solo il 7 % degli aventi diritto: 10.000 studenti, a fronte di 130.000 iscritti, a fronte dei 300.000 studenti (per il 90 % romani) che hanno manifestato solo nella data del 14 novembre. Chi non vota o non si fa votare è un criminale e merita di essere spazzato via.
Seconda questione, al cuore tanto delle cariche quanto delle parole del Nostro: isolare l’Onda, mettere in crisi le alleanze sociali che l’Onda ha costruito in questi mesi. Inutile dire che i fatti di mercoledì lavorano in questo senso, non fosse altro che sono avvenuti in concomitanza con lo sciopero indetto da Cgil-Flc. Al momento si sono susseguite alcune dichiarazioni autorevoli della Cgil a sostegno degli studenti, ma di certo la questione è ancora molto aperta, non fosse altro che il protocollo romano anti-cortei e anti-Onda è stato firmato, tra gli altri, proprio dalla Cgil. Allora le cose sono molto semplici: se il protocollo voluto dal prefetto Pecoraro non viene stracciato, il governo avrà avuto la meglio e l’Onda sarà stata isolata.
Se invece le cose dovessero cambiare non solo l’Onda non sarà stata isolata, ma uno spazio di democrazia si riapre per tutti i movimenti, per tutti quelli che non vogliono pagare la crisi.

* Dottorando di ricerca in Filosofia politica

voto o non voto

do you remember caro il mio filosofo

"l'unica sicurezza che un governo ci può dare è quella di morire di lavoro non votare lotta??????"

te lo ricordi quando i tuoi sgherri lo hanno stracciato , ti ricordi quando i tuoi sgherri si candidavano ai municipi per un voto antiproibizionista???

io non l'ho dimenticato e tu????

by

futuro laureato fuori corso in.....l'opposto della filosofia

Complimenti nuovo sito Indymedia

Una volta frequentavo il sito Indymedia, quello vecchio, e devo dire che quello nuovo fa veramente scendere il latte. Non c'è manco la possibilita' di postare a livello nazionale, a suo modo è già federalista.... ;-) ordini dall'alto?
E' stato bloccato per oltre due anni....prima di riprendere a funzionare in modalità depotenziata.
Ottimo sabotaggio non c'è che dire.

parli senza cognizione di causa

postando su ogni singolo nodo locale automaticamente il post viene aggregato sul sito nazionale.
nessun ordine dall'alto casomai dal basso e ogni decisione e' stata ampiamente discussa e resa pubblica.

tirare la merda a gratis nuoce gravemente alla salute.