Donna Rom assasinata a Milano, la sua baracca data alle fiamme
Assassinata una donna Rom a Milano, bruciata la sua baracca
di Roberto Malini
Il Gruppo EveryOne sta conducendo una campagna contro la discriminazione e l'incitazione alla violenza razziale che assume ogni giorno toni più disperati. nostri membri, che sono persone di modeste o normali condizioni economiche, stanno devolvendo i loro personali risparmi per aiutare persone Rom in difficoltà, ora provvedendo agli affitti, ora inviando somme di denaro sufficienti a evitare che l'indigenza totale in cui versano intere famiglie provochi nuove tragedie, nuovi lutti in questa Italia in cui si respira un'atmosfera sempre più simile a quella che aleggiava sul nostro Paese quando si affermò il fascismo e sulla Germania quando prese corpo l'idea dell'Olocausto. Ci impegniamo per sollevare l'allarme xenofobia, avvertendo le autorità e le istituzioni che esistono gruppi di assassini razziali, come il Gape, che rivendicò l'infanticidio multiplo di Livorno, nel famigerato rogo. In quel caso, come in altri casi, si è scelto di proteggere i criminali neofascisti, nonostante le prove fornite dai membri del Gruppo EveryOne e di condannare i genitori dei bambini per "abbandono di minore". Ieri notte un nuovo incendio ha
colpito una baracca in viale Forlanini a Milano, nell'area dell'ex caserma dei carabinieri dismessa, vicino al ponte della tangenziale Est in direzione dell'aeroporto di Linate. Le autorità accorse hanno immediatamente seguito la procedura che è ormai consueta e hanno cercato cause accidentali: la candela, il fornello a gas. In realtà, tutti sanno come nascono e si sviluppano la maggior parte dei roghi nei campi zingari. Stavolta però, lo scenario si è presentato diverso agli agenti. Fuori dalla baracca, prona su alcuni rovi, le forze del'odine hanno trovato il cadavere di una donna Rom di 36 anni. Durante il trasporto del corpo, l'anestesista ha rilevato ferite e contusioni "incompatibili con la vita", fra le quali un trauma da corpo contundente che potrebbe averla uccisa. Questa notizie sono state diffuse alla stampa ed è un fatto positivo per chi spera che si arrivi alla verità, perché neanche il medico legale, ora, potrà smentirle e attribuire il decesso a un incidente. Il medico presente alla centrale operativa del 118 ha confermato "traumi compatibili con un'aggressione". Il corpo della donna è stato trovato dal suo convivente, che ha avvertito le autorità a mezzanotte e 41 minuti: "La mia donna è a terra, non risponde, forse è morta", gridava in preda al panico e al dolore. L'omicidio si è verificato nel pieno della campagna razziale contro gli zingari scatenata da politici, autorità di forza publica e stampa, dopo il caso (anch'esso tutto da chiarire) Giovanna Reggiani. La dinamica è quella tipica dell'aggressione di razzisti: l'incendio, l'aggressione. Il clima di questi giorni faceva temere episodi estremamente violenti e il Gruppo EveryOne ha più volte lanciato l'allarme anche attraverso comunicati stampa, mai diffusi, purtroppo, dai giornali né dalle televisioni, che sono ormai sussiegose nei confronti del potere fino ai limiti della complicità. Cosa dobbiamo aspettarci dalle indagini? Esclusa la possibilità di trasformare il delitto in un incidente, visto che alcuni particolari sono ormai di dominio pubblico, c'è a temere che si tenterà di attribuire le colpe del gesto violento al compagno della donna Rom o a un altro romeno, ipotizzando il raptus di gelosia o un regolamento di conti. E necessario vigilare sulle indagini e su come la stampa presenterà l'evento, che già oggi, incredibilmente, induceva il giornalista del Corriere della Sera a chiedersi (nonostante le evidenze): "Incidente, vendetta o xenofobia?". Si noti la prima ipotesi: Incidente. Pazzesco, iniquo, degno di questa Italia che scivola nell'orrore.