Archivio Temporale

Data

Emergenza occupazionale cave di basalto di Montecompatri

autore:
Ufficio Stampa Cgil Pomezia-Castelli

MONTECOMPATRI: EMERGENZA OCCUPAZIONALE NELLE CAVE DI BASALTO NEL COMUNE, LOCALITA' LAGHETTO. LA FILLEA CGIL: "PRONTI A DICHIARARE LO STATO DI AGITAZIONE SE IL COMUNE CONTINUA A FARE DI TESTA SUA"

Dal 03/03/2008 inizierà la prima procedura per la messa in cassa integrazione di 7 operai, la totalità dei dipendenti della CAVA BASALTO LAGHETTO Srl a causa del mancato rinnovo delle concessioni minerarie da parte del comune di Montecompatri.
Le concessioni minerarie sono state sospese a tutte le aziende, nei prossimi giorni tutte le aziende saranno costrette ad aprire le procedure per gli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti.
Le aziende coinvolte occupano attualmente circa 80 operai ed impiegati del settore cavatori, ad esse sono collegate le attività di edilizia stradale che vede impegnare altri 250 dipendenti, attività che subirà oggettivamente le ripercussioni delle decisioni dell’amministrazioni comunale di Montecompatri.

“Siamo fortemente preoccupati del futuro occupazionale del sito produttivo delle cave di Montecompatri". Dichiara il segretario generale della FILLEA CGIL del comprensorio dei Castelli, Marco Carletti, che continua: "Oramai siamo al 7° mese di discussioni e confronti, tra le imprese, il sindacato, l’assessorato alle attività produttive della Regione Lazio e l’amministrazione comunale, per trovare le soluzioni idonee ad una ripresa produttiva, compatibile con l’ambiente circostante.
In questi mesi d’ impegni verbali ed evasivi, da parte del Comune, dobbiamo registrare i primi posti di lavoro che scompaiono. Se entro il 3 giugno i sette lavoratori non dovessero riprendere la propria attività, verrebbero inevitabilmente licenziati e altri ancora li seguiranno, alla luce dell’apertura dello stato di crisi occupazionale di altre 4 aziende.
Come sindacato ci siamo impegnati per coinvolgere tutte le parti in causa, ad individuare interessi comuni utili, alla soluzione dei problemi, a stimolare l’amministrazione comunale ad assumersi le proprie responsabilità.
Oggi, grazie alla nostra azione e con la prossima e auspicata decisione della Regione Lazio di classificare il sito di Montecompatri come sito estrattivo d’interesse regionale, si stanno per creare le condizioni per una definitiva soluzione. Un ultimo tassello manca al mosaico: LA VERA VOLONTÀ DEL COMUNE".
Continua così Carletti: "Siamo sorpresi che l’amministrazione comunale stia per ripercorrere le stesse strade che negli ultimi anni non hanno prodotto nulla di buono. Il tavolo tecnico aperto presso la Regione Lazio è strumento indispensabile e quindi non si comprende l’iniziativa unilaterale del Comune che per il 3 marzo ha convocato esclusivamente le aziende, sorvolando sul coinvolgimento della Regione Lazio ed escludendo categoricamente i lavoratori e le organizzazioni che li rappresentano.
Attendiamo i risultati di tale incontro, nel contempo siamo pronti a dichiarare lo stato di agitazione a difesa dei posti di lavoro, in attesa di ciò convocheremo un assemblea generale di tutti i lavoratori, contemporaneamente alla riunione convocata dal Comune".

Montecompatri, 27 febbraio 2008

Ufficio Stampa Cgil Pomezia-Castelli

voto o non voto ma sempre il cetriolo finisce nel .......................

autore:
lametta
Sommario:
Con questo articolo vi propongo un collage di mail. Personalmente non sono quasi mai andato tranne che per rinnovare la scheda nulla evitando il rischio di sanzioni legali perdendo tempo. Il mio rifiuto al voto e stato sempre espressivo di un rifiuto

Non aggiungo commenti ma spero di darvi da pensare con questo collage e se proprio dovete andare sapete come meglio comportarvi.

> In alternativa, propongo il
> sabotaggio della farsa elettorale del 13 aprile 2008, magari pretendendo
> l'applicazione certosina del regolamento elettorale che prevede un
metodo
> astensivo che garantisce di essere percentuale votante - quindi non
> delegante - ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al
partito
> di maggioranza.

riporto una mail mandatami.. non ho modo al momento di accertarmi
della cosa.. ma mi sembra importante essere informati

> Per chi non sa chi votare alle prossime elezioni, perchè non si
sente
> rappresentato e non vuole farsi rappresentare da nessuno di questi
> pagliacci.
>
> Metodo tratto da un commento a un post di Travaglio sulla
> candidatura di Ferrara,
> il link: http://www.vogliosc endere.go.
> ilcannocchiale. it/
>
> METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE
> DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO
> DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE!
> Se votate
> scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun
> partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.
> Infatti (vedere
> REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti
> bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza,
> favorendo chi ha preso più voti.
> ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA
> LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!
> Di seguito i riferimenti legali.
> Tutto si basa su un uso 'puntiglioso' della legge:
> Illustro nei
> dettagli il sistema da usare:
>
>
> ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I
> DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI
VIDIMARE LA SCHEDA
> ESERCITARE
> IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: 'Rifiuto
la
> scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato'
> PRETENDERE CHE
> VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA
> ESERCITARE IL PROPRIO
> DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad
> esempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta' )
>
> COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO
SIA
> CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU' VOTI
>
> Nel caso in
> cui gli scrutatori vi facessero problemi di inattuabilità della
> procedura appellatevi al seguente testo di legge:
> Testo Unico delle
> Leggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5
> 5)
> Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel
> processo verbale o di allegarvi
proteste o reclami di elettori è
punito
> con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire
> 4.000.000.
>
> INOLTRATE, INFORMATE, DATE UNA POSSIBILITA' DI ESPRESSIONE
> POLITICA A CHI NON SAPREBBE DOVE PORRE LA PREZIOSISSIMA CROCE DI
> GRAFITE.

Aggiungo alcuni dati ma sappiate che da alcune informazioni che ho anche se ancora non confermate, sia che voi votiate o meno i partiti si prendono 8 euro a persona come se il non votare fosse una semplice negligenza od accettazione passiva

FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI

ED HANNO LA FACCIA DI BRONZO DI CHIAMARLO “RIMBORSO”!

Il 18 aprile del 1993 oltre il 90% dei votanti appoggiò il referendum abrogativo del finanziamento pubblico dei partiti. Oltre 31 milioni di cittadini italiani ritennero ingiusto dover contribuire forzatamente al finanziamento anche di partiti ritenuti dannosi.

Dopo vari provvedimenti controriformatori il Parlamento con la legge n. 156 del 2002 si introdusse il principio secondo il quale ogni cittadino iscritto alle liste elettorali (anche se non va a votare) vale un euro, per ogni anno di legislatura (in tutto 5 euro in 5 anni di legislatura) . Per il 2006 il finanziamento pubblico ai partiti è ammontato a € 199.481.765, 00

Il finanziamento pubblico, denominato ipocritamente “rimborso elettorale”, è goduto da tutti i partiti o movimenti che hanno superato la soglia dell'1% dei consensi.

Per ogni elezione il singolo partito avrà il finanziamento in proporzione alla percentuale dei voti ottenuti invece che in rapporto ai voti effettivamente ottenuti e viene elargito ogni anno anche nel caso in cui la legislatura dovesse interrompersi anticipatamente.

Europee 2004

Partiti
Spese
Finanziamento pubblico
Utile
Utile x ogni euro di spesa

Forza Italia
34.414.781
53.948.401
19.533.620
1,56

Ulivo
10.287.174
80.101.979
69.814.805
7,78

AN
13.912.466
29.617.490
15.705.024
2,12

Udeur
1.109.421
3.322.494
1.109.421
2,99

A. Mussolini
523.589
3.175485
2.651.896
6,06

Lista Pannella
6.822.648
5.798.380
-1.024.268
0,85

Verdi
2.556.288
6.367.645
3.811.357
2,49

Lega Nord
2.160.388
12.789.147
10.628.759
5,91

Fiamma tricolore
23.302
1.898.995
1.875.693
81,49

Pdci
528.331
6.242.864
5.714.533
11.81

Rif. comunista
1.198.390
15.613.053
14.414.663
13,02

Partito pensionati
16.435
2.967.155
2.950.720
180,53

Nuovo PSI
923.570
5.266.739
4.343.169
5,7

SVP
234.973
1.160.070
925.097
4,75

Udc
11.045.054
15.176.710
4.131.656
1,37

(dati e rielaborazione da S. Rizzo e G. A. Stella “La casta” Rizzoli Milano 2007)

Pedopornografia: dossier Zandvoort

autore:
Jan Boeykens
Sommario:
Dossier Zandvoort archiviato segretamente nel 1999 con la motivazione "colpevoli sconosciuti" - Marcel Vervloesem alla Corte di cassazione

1aDekkers.large_379568Il Consiglio Superiore della Giustizia rivela che il tribunale di Anversa ha giudicato Marcel Vervloesem nel 2008, per aver avuto per le mani i cd della pedopornografia che lui aveva inviato al Re dei Belgi, quando il dossier Zandvoort era già stato segretamente archiviato a causa di COLPEVOLI SCONOSCIUTI nel 1999...Le vittime sono state anche prese in giro dalla scomparsa di 7 cd contenenti le foto del crimini, che Marcel Vervloesem aveva, in nome del Werkgroep Morkhoven, la sua organizzazione di lotta contro lo sfruttamenti infantile sessuale, inviato al Re.Un'inchiesta approfondita era partita il 13.04.99 e la corte di Anversa aveva archiviato il 18.07.99. Il Re non era stato avvisato del numero delle vittime, che sono 90.081, secondo l' Interpol. L'orario normale in Belgio era di 35 ore di lavoro alla settimana, l'equazione matematica dimostra che i bambini sono stati oggetto di un'inchiesta approfondita ad un massimo di tre minuti ciascuno, i dossier archiviati alla velocità di 187 all'ora.---------------------------------------------Lettera del Consiglio Superiore della Giustizia,traduzione liberaÀ Monsieur Marcel Vervloesem Koninkrijk, 612200 MorkhovenBruxelles - 21.02.08Nos réf : N/07/0185/BDM/KDBCaro Signore,Concernente : vostra lettera del 17 ottobre 2007Noi riprendiamo la nostra comunicazione del 16 gennaio 2008.Nell'aprile 1999, voi avete inviato dei cd, aventi come contenuto l'abuso sessuale di minori, ai dignitari per formulare una denuncia concernente questo commercio di bambini di così entità terribile. La Procuras Generale di Anversa ha reagito alla domanda del signor Tony Van Parys ed aperto un dossier.Dopo tutto questo, voi non avete più sentito nulla su questo caso. Siccome sono passati otto anni intanto, siete stato informato, il 31 luglio 2007, che la procura di d'Anversa per conoscere lo stato dei vari casi era disponibile e voi avete domandato la consultazione del dossier AN.37.97.242/99.La Procura vi ha risposto in merito a ciò, che il dossier era stato trasferito alla Procura generale e per essere più informato su ciò,voi potevate consultare detto dossier.Ciò che voi avete già fatto il 9 settembre 2007.Il 25 ottobre 2007, voi avete ricevuto una lettera dall'avvocato generale Tack che vi ha fatto sapere che il dossier era consultabile nel doossier 130.P.2007, che può essere consultato nella cancelleria della Corte d'Appello di Anversa.Il 31 octobre 2007, voi avete consultato questo dossier, ma lo schedariio che voi volevate non è stato trovato. Ciò è stato confermato nel corso della vostra visita successiva il 2 novembre 2007, in cui il dossier di nuovo, è stato cercato, questa volta con l'aiuto del caposervizio della cancelleria.Il 5 novembre 2007, voi avete scritto alla Procura Generale per comunicare, che il dossier richiesto non si è trovato nemmeno all'interno del dossier possibile e voi avete di nuovo domandato il dossier che e cioè consultare il dossier AN.37.97.242/99.La Procura generale d’Anversa conferma che il 13 aprile 1999, i sette cd sono stati ricevuti dalla polizia giudiziaria per un'inchiesta complementare. IL 18 luglio 1999, La procura di Anversa ha archiviato il dossier dopo un'inchiesta approfondita, per il motivo che i colpevoli erano sconosciuti, dopo di che il dossier è stato ritornato alla procura generale.Il procuratore generale conferma che il dossier, che voi avete richiesto, è stato oggetto di un'inchiesta dei suoi servizi,ma che non si è potuto dimostrare nulla. Nel frattempo, a seguito di un'inchiesta approfondita negli archivi del procuratore del Re ad Anversa, una copia completa del dossier con il numero di archivio AN37.97.242/99 è stata ritrovata.Questa copia, così come un'altra copia della corrispondenza completa, è stata aggiunta al dossier principale. L'attuale Procuratore Generale vi ha informato che il 26 novembre 2007, che voi potevate far valere tutte le vostre informazioni, le vostre denunce ed argomenti vari nella seduta del 5 dicembre 2007. Sebbene la copia completa del dossier sia stata ritrovata, rimane tuttavia che l'originale è introvabile sia che alla procura del procuratore del Re sia alla procura generale. La vostra denuncia, per quanto concerne questo aspetto,è dunque fondata.La Procura generale ed il procuratore del re ad Anversa saranno messi al corrente di questa decisione. Il vostro dossier di denuncia è dunque chiuso.Distinti saluti, Geert Vervaeke, presidente della commissione degli avvisi di inchieste del consiglio Néerlandophone(Belgica)

ASSEMBLEA: IL LAVORO INVISIBILE- ROMA SAN LORENZO

01/03/2008 - 10:00
01/03/2008 - 13:30
Sommario:
il lavoro invisibile del welfare romano
Promotore evento:
rete degli operatori sociali precari

SABATO 1 MARZO A ROMA ORE 10.00 ASSEMBLEA CITTADINA A SAN LORENZO SUL "LAVORO INVISIBILE"

UN TEMA CHE RIGUARDA OGNI ANGOLO DELLA CITTA'

ECCO IL VOLANTINO:

http://www.ciardullidomenico.it/Comunicati/assemblea_l...

Perché la polizia perseguita i Rom?

autore:
Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Perché la polizia italiana perseguita i Rrom?

Roberto Boni dell'Unione Sindacale di Polizia (U.S.P.) diffonde un comunicato in cui è descritta l'ideologia che anima le forze dell'ordine in Italia nei confronti dei cittadini di etnia Rrom. Si tratta del campionario completo degli stereotipi creati attraverso secoli di pregiudizio e ignoranza riguardo alla realtà di un popolo. La campagna razziale in corso da anni in Italia e divenuta particolarmente virulenta negli ultimi tempi ha condizionato, evidentemente, le autorità italiane, il cui giudizio verso i Rrom non è più minimamente obiettivo. Roberto Boni, vice segretario nazionale dell'Unione Sindacale di Polizia, si esprime, purtroppo, in buona fede, convinto di divulgare non una sequenza di pregiudizi gravi, che contrastano con la normativa internazionale che tutela la minoranza Rrom, ma informazioni veritiere. Questo comunicato deve allarmare tutti coloro che si occupano di Diritti Umani, perché è il prodotto di una cultura razzista che potrebbe facilmente trasferirsi, prima o poi, ad altri gruppi sociali o etnie. Si pensi cosa accadrebbe se Istituzioni e media iniziassero a bombardare la cittadinanza con i vecchi stereotipi riguardante gli ebrei, secondo i quali sarebbero astuti e maligni, avidi e lussuriosi, sporchi e superstiziosi, pieni di livore contro i cristiani e dediti a oscure trame volte capovolgere i valori sociali. La risposta è semplice: la cattiva informazione susciterebbe timore, odio, desiderio di sicurezza e gli ebrei sarebbero colpiti da leggi razziali simili a quelle che colpiscono i Rrom, a partire dal'iniquo Pacchetto Sicurezza approvato il 27 febbraio 2008. Ho chiesto a un capofamiglia Rrom di commentare il comunicato dell'U.S.P, ma l'uomo mi ha risposto: "Non chiedermi di esprimere un parere, perché temo i poliziotti come la peste. Non immagini neanche come si comportano con noi, con le nostre donne e i nostri bambini! Ci trattano come animali perché sanno che siamo pacifici e che la gente ci odia. Guarda i miei bambini: hanno fame e freddo, sono malati di cuore, nessuno a cura di loro. Ti sembrano ricchi? Vedi ricchezza, in questo nostro accampamento?". No, naturalmente, non vedo "sfarzo". Vedo la più tragica miseria, la più terribile disperazione. vedo vittime dell'odio, bambini in condizioni di indigenza disumane, come i loro genitori. E "oltre il campo" vedo aguzzini spietati e sento echeggiare le loro voci, che coprono i lamenti dei piccoli Rrom con parole svuotate di significato. Parole come "legalità" e "sicurezza".

Ecco il comunicato di Roberto Boni:

U.S.P.: NEI CAMPI NOMADI ANCORA TROPPA ILLEGALITA’ E INGIUSTIFICATO SFARZO DI RICCHEZZA. ESPELLERE IMMEDIATAMENTE DALL’ITALIA GLI ZINGARI CHE COMMETTONO REATI.
Dichiarazione del Vice Segretario Nazionale dell’U.S.P. Roberto BONI.

I controlli periodici effettuati dalle Forze di Polizia nei campi nomadi continuano sistematicamente a far emergere situazioni di grave illegalità, di sfruttamento minorile e di degrado.
Nel frattempo, molte amministrazioni comunali, come ad esempio quella di Roma, continuano però a sperperare milioni e milioni di Euro dei cittadini contribuenti in programmi di assistenza e di ospitalità a zingari “indigenti” che, …. viaggiano a bordo di costosissimi camper attrezzati, di Mercedes, di BMW e talvolta finanche di Ferrari, tutte in bella mostra in campi attrezzati dove non è più mistero per nessuno che avvengano una moltitudine di loschi traffici e di attività illecite.
Quotidianamente poi, frotte di giovanissimi nomadi, sfuggendo a qualsiasi serio piano di scolarizzazione, vengono dirottati dalle loro stesse famiglie in luoghi turistici, stazioni e aree affollate in genere per compiere furti e borseggi, talvolta addirittura per prostituirsi.
Il visibile sfarzo di ricchezza che sovente si rileva all’interno dei degradati agglomerati di baracche dei campi Rom, contrasta fortemente con quella falsa immagine di miseria e di emarginazione che, in molti casi, rappresenta solo un utile “specchietto per le allodole” per giustificare la richiesta di assistenza.
E proprio la sostanziale impunità e il “forsennato assistenzialismo” sono probabilmente la causa principale di quella massiccia invasione di nomadi e di rumeni che ha innalzato i tassi di criminalità a livelli ormai non più tollerabili, costringendo i cittadini italiani ad una forzata quanto impossibile convivenza con chi non ha affatto intenzione di integrarsi e di rispettare le leggi del paese che lo ospita. Peraltro, il garantismo indiscriminato invocato a gran voce da taluni politicanti inetti sempre pronti a innalzare la bandiera dell’antirazzismo per giustificare qualsiasi iniziativa che cozza contro la ragione e il buon senso, ha finora penalizzadarto innanzitutto gli zingari onesti, a solo e esclusivo vantaggio di quelli che sono invece stabilmente dediti al crimine.
Il problema dei nomadi è soprattutto un problema di ordine e di sicurezza pubblica e, quindi, di Polizia. Ogni giorno, infatti, decine e decine di Operatori delle Forze dell’Ordine sono sottratti ai loro compiti per il trattamento di zingari rom tratti in arresto, per le ispezioni ai campi nomadi autorizzati, per gli sgomberi di quelli abusivi. Tutto personale questo inutilmente distolto dal controllo di un territorio che appare ormai sempre più ostaggio di bande criminali.
Per questi motivi l’Unione Sindacale di Polizia torna a chiedere a gran voce al Governo la rigida applicazione della Direttiva Europea sull’espulsione dei cittadini anche comunitari privi di mezzi di sostentamento e dediti ad attività illecite, nonché una minuziosa selezione delle presenze nei campi nomadi, autorizzati e non, con l’allontanamento immediato dal territorio nazionale di tutti coloro che hanno precedenti penali e, con la revoca di tutti quei benefici di assistenza di cui godono quegli altri zingari che palesano un reddito certamente ben lontano dalla soglia di indigenza. LA SEGRETERIA GENERALE NAZIONALE

Roberto Malini
Gruppo EveryOne
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Il Messico campesino e il NAFTA 14 anni dopo

autore:
Fabrizio Lorusso
Sommario:
La sfida asimmetrica dell’agricoltura dopo l’apertura totale del commercio con gli Stati Uniti

Le organizzazioni contadine, sindacali e sociali che hanno partecipato all’imponente manifestazione (stimate da 150 a 200mila persone) a Città del Messico lo scorso 31 gennaio hanno accettato l’apertura del dialogo con il Governo, il Ministro del Lavoro, Javier Lozano, e il nuovo Ministro degli Interni, Juan Camilo Mouriño, per cercare una via d’uscita ai numerosi problemi sociali ed economici che sta provocando la caduta delle barriere commerciali per i prodotti base della dieta e dell’identità nazionale come il mais, il riso, il latte e i fagioli. Mentre dall’altra parte del Rio Bravo, negli USA, si erigono muri per cercare di arginare il flusso migratorio senza nemmeno pensare a soluzioni più efficaci ed integrali che aiutino l’economia messicana e riducano il fenomeno, la liberalizzazione del commercio tra Usa, Canada e Messico, spinta dal NAFTA o TLCAN (Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord firmato nel 1994), arriva al suo auge con l’abbattimento delle tasse all’import-export, prevista da quest’anno anche per tutti i prodotti agricoli.

Gli agricoltori nordamericani potranno così competere “liberamente” con i messicani partendo da una superiorità storica in termini di produttività e sovvenzioni statali 20 volte maggiori. E’ un problema molto simile a quello che deve affrontare l’Unione Europea, in cui l’agricoltura è altamente sovvenzionata, ogni volta che si propone una negoziazione commerciale con i paesi africani che sfocia spesso in frizioni diplomatiche. Nel caso nordamericano, questi fattori vengono drammatizzati dalle carenze endemiche dell’agricoltura messicana, divisa tra un’immensa massa di contadini “poco produttivi” e scarsamente appoggiati dallo Stato, spesso costretti ad emigrare lasciando in patria dei veri e propri “villaggi fantasma”, ed alcuni grossi produttori che guardano con favore al business dell’esportazione di prodotti come l’avocado o la frutta tropicale.

Il Ministro dell’Agricoltura, Alberto Cardenas, ha annunciato degli stanziamenti addizionali di circa 30milioni di euro per sostenere i piccoli e medi produttori di mais e fagioli in risposta alle crescenti proteste popolari. Il Ministro ha affermato polemicamente che già dall’anno scorso era stato proposto un dialogo nazionale sull’agricoltura e che “tutti gli attori che oggi ripudiano le proposte governative nel 2007 lodarono e riconobbero la risposta del ministero per risolvere alcune delle questioni più annose”. Sempre in tono polemico con i movimenti sociali pro-campo, lo stesso Cardenas aveva dichiarato, dopo le manifestazioni del 31 gennaio, che non “era mai venuto a conoscenza delle richieste concrete dei contadini” e che quindi non poteva esprimere opinioni in merito.

Nonostante i finanziamenti si possano considerare un semplice palliativo temporaneo e i tavoli di negoziazione tra i contadini e il Governo siano appena stati aperti, le grandi proteste nazionali, unite al costante rincaro del prezzo della tortilla che colpisce le classi più povere, hanno potuto in qualche modo smorzare i toni sprezzanti del ministro e portare al centro dell’attenzione il tema dell’agricoltura bistrattata. Inizialmente le richieste sindacali e di categoria erano orientate a una rinegoziazione del NAFTA, ma questo punto è stato scartato per le difficoltà legali e la scarsa volontà politica. Ciononostante, come dichiara la CNC (Confederacion Nacional Campesina) in un comunicato, “è stato fatto un passo importante verso l’avvio di una discussione costruttiva con le associazioni contadine e cittadine in favore della sovranità alimentare, i diritti dei lavoratori e le libertà democratiche”.

Alle inquietudini della popolazione per i rincari negli alimenti, si aggiungono anche due difficili questioni che restano aperte: da una parte l’incremento esponenziale delle coltivazioni di mais transgenico che non è ritenuto assolutamente affidabile per la salute umana nel lungo periodo e sta provocando aspre reazioni in tutto il mondo, e, dall’altra, il tema scottante dei biocombustibili, come l’etanol, che stanno provocando l’aumento dei prezzi visto che si dedicano sempre più terre coltivabili alla “benzina alternativa” e non per nutrire la popolazione.

Video collegato: http://mx.youtube.com/watch?v=x1b9IRNbOtY

Riccardo Rasman,assassinato e nascosto dalla repressione di stato

autore:
lele82

Il 27 ottobre 2005 a Trieste è avvenuto quello che molto probabilmente è di gran lunga il più meschino ed immorale omicidio della repressione degli ultimi anni...potete avere informazioni sul blog di federico aldovrandi

A VOI! padroni e fascisti.

autore:
coordinamento per l'autonomia di classe

Gli abbracci della impossibile pacificazione.

I trailers della pacificazione, conditi con discutibili abbracci bipartisan, annunciano i futuri “governi di scopo e di unita’ nazionale”.
Sotto le bandiere del partito della democrazia “nata dalla resistenza”, si sancisce la fine degli “anni di piombo” ed insieme il passaggio al paese che “unisce”, alla nuova fase del “fare insieme”.
Destra e sinistra, ridotte da tempo a localita’ geografiche della topografia parlamentare, sono costrette a razzolare nel medesimo pollaio U.E., vincolate entrambe alle direttive di Bruxelles.
In ultima analisi, e’ questo il motivo determinante l’odierno trasversalismo revisionista italiano.
Cosi’, dopo anni di antifascismo di stato, tanto interclassista quanto inconcludente, ci ritroviamo con questa “pace” permissiva verso la bestia fascista trasformata in corretto interlocutore politico.
Per molti suonera’ scandalo, ma non certo per noi che abbiamo sempre pensato alla democrazia borghese come l’altra faccia della violenza di stato, diretta derivazione di quella del ventennio.
Certo, c’e’ da difendere da questa ariaccia storia, memoria e lotta di decine di giovani compagni morti per un’altra societa’, e non certo per qualche spot elettorale.

E’ QUELLO CHE FAREMO, CON TUTTI I MEZZI NECESSARI!

Valerio Roberto
non sono morti invano

coordinamento per l'autonomia di classe
www.controappunto.org

"Pagliacciate: tramonta l'Università al S.Maria della Pietà"

Autore:
Associazione Ex Lavanderia
immagine:

COMUNICATO STAMPA: "Pagliacciate: tramonta l'Università al S.Maria della Pietà"

Si toglie il velo dell'Università, resta il progetto vero, il ghetto del disagio che piaceva a Storace
(info sul Protocollo di Intesa e sul vero progetto sul S.Maria della Pietà su www.exlavanderia.it/protocollo.htm)
Apprendiamo la notizia da Repubblica. Niente Università al S.Maria della Pietà. Il Consiglio di Amministrazione della Sapienza getta la mascherà e conferma quello che diciamo da sempre.

La Sapienza non ha interesse al S.Maria della Pietà. La collocazione universitaria era uno "specchietto per le allodole", una presenza marginale per confondere sulla reale natura di un progetto che affida il 56% dei padiglioni a strutture sanitarie residenziali, psichiatriche e per la malattia cronica.

Adesso il Re è nudo. Senza l'Università e, sembrerebbe, anche senza la casa dello studente, rimane solo il nuovo ghetto del disagio che Storace ha promosso a suo tempo e che i nuovi amministratori hanno assunto e concretizzato in spregio ai principi della Legge 180, alle proprie dichiarazioni d'intento ed ai propri programmi elettorali.

D'altra parte, il progetto universitario, oltre a riguardare un piccolo pezzo di comprensorio (8 padiglioni su 35), era partito già male: 7 "frammenti" di corsi di Laurea senza alcuna relazione tra loro. La propaganda del Campus poi era già una bufala bella e buona. Gli studenti che avrebbero alloggiato alla Casa dello Studente non sarebbero stati quelli coinvolti dall'attività didattica. Questo perché la Legge prevede l'assegnazione degli alloggi su base provinciale e, quindi di studenti di tutte le facoltà.

Ma, ai millantatori dell'"università di qualità" serviva una "targhetta" digeribile dall'opinione pubblica per mascherare la spartizione senza senso dell'Ex Manicomio e la ratifica delle operazioni illegittime che la ASL RME ha praticato negli anni, attraversando gestioni e schieramenti di governo: lo smantellamento degli Ostelli realizzati con i fondi del Giubileo, il reinserimento di strutture psichiatriche, una gestione privatistica degli spazi.

Repubblica, comunque, insiste, come sempre, nell'opera di falsificazione e di confusione delle carte. Si dice che quello del Campus del S.Maria era il "pezzo forte" del PAG (Piano di Assetto Generale della Sapienza). Affermazione indimostrabile e ridicola per chiunque conosca le direttrici di sviluppo del decentramento della Sapienza.

Soprattutto, ancora la rimozione del progetto complessivo in atto sul S.Maria della Pietà, allo scopo di lasciar credere che la proposta universitaria fosse l'unica scelta qualificante sull'Ex Manicomio. Ancora la rimozione della battaglia per l'uso pubblico e culturale condotta da associazioni e cittadini.

La vicenda della scelta del CDA della Sapienza dimostra, ancora una volta, che le amministrazioni locali, a partire da Regione e Comune, hanno giocato sul destino del S.Maria della Pietà una partita truccata. Tutto, pur di contrastare il movimento di associazioni e cittadini che da 12 anni chiede l'uso pubblico e culturale del S.Maria della Pietà, la destinazione delle risorse alla Salute Mentale e soprattutto ha tentato di impedire che l'ex manicomio di Roma, con la sua storia, subisse l'oltraggio di un ritorno all'indietro: nuovo concentrato di psichiatria, malattia e disagio.

Oggi, il Protocollo di Intesa firmato ad aprile 2007 perde di qualsiasi senso, (se mai l'ha avuto), la Delibera Regionale di vendita dei padiglioni all'Università fatta in fretta e furia prima di qualsiasi percorso di partecipazione risulta una pagliacciata, un tentativo disperato di fare "cassa".

Restano le due strade alternative di sempre: o il progetto Storace di far diventare il S.Maria della Pietà un grande ospedaletto dove concentrare tutto il disagio rompendo con la scelta di integrare queste strutture nel territorio, oppure la strada indicata dalla Delibera di Iniziativa Popolare del 2003, firmata da 9000 cittadini e mai discussa dal Comune: acquisizione comunale, messa a disposizione di immobili diffusi nella città per servizi integrati di Salute Mentale, progetto partecipato di uso pubblico e culturale.

Solo con questa seconda scelta, che sarebbe l'unica rispettosa della storia di sofferenza rappresentata dall'Ex Manicomio, sarebbe possibile ripensare ad una presenza universitaria non invasiva e soprattutto pensata per il bene degli studenti e del territorio. Costruita con gli studenti e con il territorio.

Fino ad ora, una progettualità seria, connessa a valori e beni comuni, ha lasciato il campo ad una spartizione tra poteri e ad una pratica dell'inganno e della falsificazione.

Il nostro impegno continua perché questo approccio venga battuto e si ridia il giusto peso al destino di un luogo prezioso perla storia e la memoria della città.

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Inaugurazione saletta RENOIZE @ Acrobax

01/03/2008 - 18:00
02/03/2008 - 03:00
Sommario:
Inaugurazione sala prove/studio di registrazione Renoize @ Loa Acrobax
Promotore evento:
Associazione "I sogni di Renato" e Loa Acrobax

1° Marzo 2008
Inaugurazione sala prove/reistrazione Renoize @ Loa Acrobax

Scegliere di costruire un laboratorio musicale è una scommessa al buio poiché investire sul linguaggio, qualunque esso sia, comporta l'enorme incertezza dell'interpretazione personale. Questa incertezza si crea quando più soggetti provano a ricercare un vocabolario comune coscienti che le sfumature saranno dominanti e determinanti; questi soggetti scelgono di utilizzare un linguaggio sonoro che, sicuramente, si riferisce all'ingegno intellettuale ma si rivolge fortemente al gusto, alle passioni, alle "pulsioni della pancia" rischiando di fraintendersi e non comprendersi. Ma quest'incertezza, quest'ansia, questo salto nella commistione e nella sperimentazione, come anche la prodotta "confusione", creano la pulsione necessaria alla genesi e all'ascolto. Il desiderio costruisce contaminazioni e solidifica legami impensabili costituendo l'elemento primario dell'innovazione e del voler fare, ascoltare e vivere la musica. Il 1° Marzo inauguriamo una sala prove/studio di registrazione. Inauguriamo la realizzazione di un desiderio collettivo. La nostra volontà di dare vita ad uno dei sogni di Renato. Uno spazio fisico nel quale realizzare un intreccio di espressioni musicali differenti, nell’intento di costruire un meticciato culturale che faccia convivere e mescolare generi differenti in una condizione generale di condivisione, inclusione e riappropriazione.
RenoizeProject

ORE 18: BRASMATI Aw!rkestra + aperitivo e cena
ORE 22: Filippo Gatti in concerto
ORE 23: BARACCA SOUND + LIONHEART SOUND + MORE FIRE + RADIO TORRE (si salvi chi può crew) + WOMEN IN REGGAE

L.o.a. Acrobax Project
via della Vasca Navale, 6 - Roma