In sciopero i dipendenti dell'Arcobaleno, contratti in bilico

autore:
I.R.

2 febbraio 2008 - Liberazione

In sciopero i dipendenti dell'Arcobaleno, contratti in bilico

Appalti irregolari al policlinico Tor Vergata? I primi a rischiare sono sempre i lavoratori

Roma - Lunedì 28 gennaio i dipendenti della Arcobaleno Srl in servizio al Policlinico di Tor Vergata hanno scioperato per l'intera giornata chiedendo il riconoscimento delle mansioni socio-sanitarie effettivamente svolte e il conseguente adeguamento dei contratti: «La protesta - fanno sapere le Rdb-Cub - ha visto la partecipazione di circa 70-80 lavoratori. È un buon risultato, tenendo conto del fatto che questi lavoratori subiscono pressioni e ricatti da parte dell'azienda, con frequenti lettere di richiamo e continui cambi di turno». I 280 dipendenti della Arcobaleno sono da anni inquadrati come operai pulitori (con il contratto multiservizi), ma di fatto svolgono mansioni da ausiliari e operatori socio-sanitari percependo 6,5 euro lordi l'ora a fronte dei 18 erogati dalla Regione Lazio alla società. Perciò il primo obiettivo dei lavoratori è il riconoscimento della qualifica di operatore socio-sanitario e il passaggio al contratto della sanità: «Da mesi - dichiara Pio Congi della Federazione Rdb-Cub - abbiamo investito del problema l'assessore regionale alla Sanità, senza altro risultato che un rimpallo di responsabilità con i dirigenti del Policlinico. Il 6 febbraio ci sarà un incontro con il direttore generale del Policlinico Bollero, vorremmo che ci fosse anche l'assessore Battaglia». C'è voluto l'Ispettorato del lavoro per richiedere alla Arcobaleno di inquadrare i lavoratori con un contratto di tipo sanitario, riconoscendo come inadeguato quello multiservizi.
La settimana scorsa infatti, su richiesta delle Rdb, gli Ispettori del lavoro si sono recati presso il Policlinico di Tor Vergata per verificare la liceità degli appalti dell'ospedale romano, ovvero per verificare che dietro gli appalti di Beni e Servizi non si nasconda un'intermediazione di mano d'opera, vietata dalla legge. «Qualora venisse accertata l'illiceità dell'appalto in questione - prosegue Congi - non solo centinaia di lavoratori rischierebbero il posto di lavoro, ma tutto il Policlinico si troverebbe nell'impossibilità di continuare a fornire le prestazioni sanitarie». Una decisione dell'Ispettorato in tal senso avrebbe effetti dirompenti su tutti gli altri ospedali del Lazio: basti pensare che oltre il 70% del bilancio regionale è assorbito dal Servizio Sanitario, e la gran parte di questa percentuale va ai privati per l'acquisto di Beni e Servizi. Si presenterebbe finalmente l'occasione per abbandonare la logica degli appalti milionari ai privati e cominciare un percorso di reinternalizzazione dei servizi appaltati e di tutti quei lavoratori che li svolgono da anni in maniera precaria.(I.R.)

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