Action contro il Piano Regolatore dei palazzinari

autore:
Marta Rossi

5 marzo 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa. Action: «Il Prg prevede 6 milioni di metri cubi di cemento, ma non di edilizia popolare»
Sfratti, l'80 per cento è moroso in un anno oltre 5mila esecuzioni
L'ordine dei medici richiama gli associati sul comportamento durante i provvedimenti

Roma - In una situazione di emergenza abitativa come quella che c'è a Roma, il 30 per cento di sfratti bloccati è un dato irrisorio. Ma è la realtà. Perchè il blocco deciso dal governo, in realtà, riguarda solo alcune categorie di persone, tra cui gli invalidi al 70 per cento, gli anziani con oltre 70 anni e le famiglie con un reddito inferiore a 27mila euro l'anno. Gli altri? "Se ne devono andare", spiega Bartolo Mancuso, di Action. "L'attuale decreto che proroga il blocco è solo un tampone, una pomata su un braccio rotto". Perchè l'emergenza abitativa parla di 30mila famiglie in attesa di una casa popolare e "la giunta Veltroni, in otto anni, ne ha costruite solo 3mila - prosegue Mancuso - approvando poi un piano regolatore che prevede 6 milioni di metri cubi di cemento e non un solo metro per l'edilizia popolare". E secondo il Sunia, sindacato degli inquilini e assegnatari, nel 2006 a Roma ci sono state 5.701 esecuzioni, di cui 2.496 per morosità. Non solo. "I soldi che il governo ha distribuito per questa problematica sono comunque pochi: a Roma sono arrivati 40 milioni, hanno comprato 150 case dagli enti". Lunedì sono state consegnate 112 case popolari a Ponte di Nona. Un tampone: "È vergognoso che i cittadini vengano espulsi dalla città e mandati in periferia, senza alcun servizio di appoggio". Anche perchè, in città ci sono oltre 200mila appartamenti sfitti, oltre alle numerose caserme che il ministero sta per passare al demanio. "Il demanio poi farà un accordo con i Comuni per valorizzarle e riutilizzarle. Ecco, l'occupazione che abbiamo fatto a Castro Pretorio era un segnale in questo senso. Ma ai comuni non gli interessa, e pensano a fare housing sociale, per reperire case con i contributi privati. Noi non siamo contrari al misto tra pubblico e privato, ma non possono pensare di dare tutto in mano alle ditte costruttrici", dice Mancuso. Intanto, ieri l'Asia Rdb ha incontrato Mario Falconi, presidente dell'ordine provinciale dei medici: lo scorso 7 febbraio, durante l'esecuzione di uno sfratto al Tuscolano, "l'atteggiamento tenuto dal personale medico è parso spesso complice delle esigenze della proprietà più che garante dei cittadini. La signora Maria Concetta Sisinni, una 77enne invitata dal medico a uscire dalla propria abitazione per effettuare la misurazione della pressione e sfrattata il 1 febbraio", spiegano dal sindacato. Falconi, dal canto suo, si è impegnato far rispettare il codice deontologico e di certificare con chiarezza la condizione fisica degli sfrattati, affinchè non si prestino a tutelare le ragioni della proprietà. Il presidente dell'ordine ha poi parlato della possibilità di fare un esposto nei confronti dei medici, a partire da quello della vicenda della signora Sisinni, che violano il codice deontologico. Dalla presidenza dell'ordine partirà un procedimento a verifica del comportamento tenuto.

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