CASILINO 900: RESISTENZA CONTRO IL POGROM ANTI-ROM!

autore:
Roberto Malini - Gruppo EveryOne
La situazione dei Rom in Italia è sempre più tragica. Le leggi che tutelano i Diritti Umani sanciscono che di fronte ala persecuzione diviene lecito (ed eroico, aggiungerei) RESISTERE

Casilino 900: fermiamo il pogrom e riconosciamo ai Rom il diritto di difendersi

di Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Casilino 900: il campo Rrom più antico di Roma, uno dei più vecchi d'Europa, vero e proprio patrimonio tradizionale e culturale, indispensabile per comprendere la Storia degli zingari in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, sta per essere sgomberato. La campagna razziale condotta dalle Istituzioni italiane in dispregio delle Risoluzioni e Direttive del parlamento europeo che tutelano il popolo Rrom, in palese violazione delle carte internazionali che proteggono le minoranze etniche e i popoli perseguitati sta per segnare una nuova tappa, una nuova caduta nel più spregevole razzismo. Le autorità romane stringono i tempi "per evitare che gli attivisti amici degli zingari trovino un cavillo per impedirci di mandare via questi criminali e riqualificare la zona," afferma un funzionario. Un operatore culturale della cooperativa Ermes prevede, più verosimilmente, che "lo sgombero avverrà intorno a giugno o luglio, alla fine, cioè, dell'anno scolastico". Riguardo al morale dei membri della comunità Rrom del campo, già travagliata da povertà, emarginazione, disoccupazione, aggressioni razziali, infezioni, febbri, malattie, una spaventosa mortalità infantile, si aggiunge ora il senso di un'assoluta precarietà, dell'imminenza di uno sgombero che costringerebbe centinaia di bambini, donne e uomini a una vera e propria "marcia della morte" verso il nulla. "Purtroppo, da quando si è sparsa la voce sullo sgombero," prosegue l'operatore culturale, "nel campo c'è grande preoccupazione. In particolare, per i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole. Una frequenza che riguarda 227 ragazzi, dei quali 10 che frequentano un corso di formazione professionale per meccanici e alcune ragazze che frequentano un corso per badanti". La preoccupazione è resa ancora più drammatica dal recente distacco dell'energia elettrica, cha ha acuito le gìà gravi condizioni di vita dei Rrom che vivono nel campo, la cui speranza di vita media è scesa negli ultimi anni, a causa della persecuzione attuata dalle autorità romane, a circa 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini italiani. Sono i numeri di un massacro, uno sterminio che avviene nell'indifferenza. Nell'insediamento del Casilino 900 risiedono più di mille persone, di cui 800 censite: Rrom in prevalenza xoraxané, di origine macedone, serba, bosniaca e kossovara. E' necessario che le organizzazioni per i Diritti Umani, i politici sfuggiti all'ondata di pregiudizio antizigano e tutte le persone di buona volontà diano vita a un'azione di protesta - non violenta, ma ferma - affinché il pogrom del Casilino 900 sia fermato. Nel frattempo, si susseguono le dichiarazioni razziste dei politici nostrani, che cavalcano il pregiudizio antizigano per tentare di sedurre un elettorato intollerante. "Se vinceremo le elezioni procederemo allo sgombero del Casilino 900 e di tutti i campi nomadi abusivi," ha dichiarato il deputato Fabio Rampelli, candidato alla Camera del Pdl. "Predisporremo un piano per arrivare allo smantellamento dei campi regolari, perchè chi decide di rimanere in Italia stabilmente lo potrà fare solo accentando le regole dell'integrazione con le nostre leggi, la nostra cultura e il nostro modo di vivere. Solo così si potrà stroncare lo sfruttamento dei bimbi e delle donne nelle attività di accattonaggio, borseggio e rapina e tutelare quei nomadi che vogliano vivere di lavoro e sacrifici, come tutti i cittadini onesti". Naturalmente Rampelli omette di dire che nessun imprenditore italiano - né pubblico né privato - è disposto a dare lavoro agli uomini e alle donne Rrom e che tale situazione di disoccupazione, di emarginazione e di mancanza di sussidi pone migliaia di famiglie in una condizione di indigenza tragica, caratterizzata da fame, malattie e da una speranza di vita media che tocca ormai a malapena i 38 anni: i numeri di un genocidio. Rampelli basa la sua campagna - che è razziale, oltre che elettorale - su un progetto di purga etnica che si pone contro tutte le carte che tutelano i diritti delle minoranze, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che sancisce come la RIBELLIONE alle leggi divenga legittima quando un cittadino o una comunità vi siano costretti a causa dell'oppressione. Di fronte a uno stato di estrema povertà, diviene infatti lecito ricorrere all'accattonaggio, al furto o ad altre pratiche necessarie al procacciamento di mezzi per sopravvivere. Di fronte a uno sgombero come quello del Casilino 900 le Carte internazionali che proteggono i diritti degli individui e dei popoli riconoscono inoltre alla comunità Rrom perseguitata anche il diritto alla resistenza contro gli esecutori di tale illecita azione di allontanamento delle persone e di distruzione dei loro alloggi di fortuna (cui hanno diritto, essendo l'unico riparo di cui dispongono) e dei loro beni.

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