Casilino 900: testimonianza dall'inferno
2 aprile 2008. Un sostenitore di Anne's Door e del Gruppo EveryOne si è recato presso il Casilino 900 di Roma e ha assistito a una manifestazione nonviolenta, tenuta per denunciare la condizione disumana cui sono costrette le famiglie Rrom che vivono nel campo e la tragedia di uno sgombero annunciato. Sulle labbra di molti, l'invito promosso dal Gruppo EveryOne: "Resistenza contro il pogrom razzista". Se le autorità romane decideranno di dare seguito alle operazioni di allontanamento coatto delle famiglie, previste per il prossimo mese di giugno, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne saranno in prima fila, per opporsi con lo scudo dei propri corpi alla violenza degli agenti e delle ruspe: un'azione di resistenza passiva, gandhiana, ma senza arretrare di un passo. Intanto carabinieri e polizia sono tornati a far visita al campo, con la scusa di fare un censimento, ma con un atteggiamento gravemente intimidatorio: "Torneremo tutti i giorni, finché non vi cacceremo via una volta per tutte". Ma le parole e i modi usati dagli agenti sono stati molto più duri, minacciosi e ingiuriosi. Alcune baracche del Casilino 900 sono state distrutte. "Al campo hanno tolto la luce e per quanto riguarda l'acqua potabile c’è solo una fontanella a flusso discontinuo," racconta un testimone, "per una comunità di circa un migliaio di persone. Di queste, 250 sono bambini che frequentano le scuole del VII° municipio. Ci sono numerose situazioni di vera disperazione: donne incinte o che hanno appena partorito, debolissime, malate, in situazioni fisiche molto precarie. Si vedono scene da Olocausto, bambini piccolissimi e anziani bisognosi di cure e assistenza. La mancanza di elettricità costringe all’uso di candele, che in ambienti fortemente a rischio possono provocare incendi con conseguenze letali. Una situazione davvero incredibile per una società che continua inspiegabilmente a dichiararsi civile. Le famiglie del Casilino 900 non sono considerate degne di nessun rispetto e si vuole negare loro qualsiasi dignità. Gli animali godono di maggiore tutela. Annientarle fisicamente, violando ogni loro diritto umano, ecco la politica delle Istituzioni romane: procedere pervicacemente secondo una tecnica di annientamento che non ha nulla di diverso da quella dei campi di concentramento. E poi si parla dei diritti violati in Cina… In città abbiamo un luogo che definire ghetto è un eufemismo: è un vero e proprio inferno. Ma l'eventualità dello sgombero potrebbe rendere la tragedia umanitaria in corso ancora più apocalittica".
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