Casa, il prefetto indice un incontro tra movimenti di lotta e costruttori

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Da liberazione di sabato 12 aprile

Assemblea dopo le manganellate agli accampati in piazza San Marco

C'è una delibera comunale a Roma che riconosce e prevede una serie di misure per l'emergenza abitativa, la 110 del 2005, ma che giace ormai lettera morta. Ce n'è un'altra, invece, invisa alla cittadinanza e alle realtà territoriali, rifiutata dai movimenti e da diverse realtà politiche, che è correttamente applicata e risolutiva: la delibera 218 sulla Bufalotta, che «prevede - spiega Mario Campagnano, consigliere del IV Municipio- di inondare anche quella zona di Roma di cemento, farne oggetto di speculazione edilizia e creare ulteriori quartieri dormitorio a ridosso di enormi centri commerciali».
Questa è Roma oggi. Una città che sgombera una tendopoli, quella di piazza San Marco, ribattezzata non a caso "cittadella della dignità", a colpi di manganello sulle tende, arrestando chi opponesse resistenza passiva alle forze dell'ordine. Questo è accaduto martedì mattina, all'alba. Manganellate che non sono propriamente uno "svegliare gli accampati" come ha riferito Il Messaggero il giorno seguente. Manganellate che hanno ferito un bambino e una ragazza incinta di tre mesi, che ha riportato la frattura di due costole. Un modo di dire "buongiorno", secondo il quotidiano di Caltagirone?
È vero: «tutto è partito da un errore» ammette Emiliano Viccaro nel corso dell'assemblea pubblica tenutasi mercoledì nei pressi del Foro Traiano. «Domenica scorsa il Blocco Precario Metropolitano ha occupato alcuni immobili privati, di piccoli proprietari, nel quartiere Bufalotta. Questo ci ha fatto passare per prepotenti quando tutti sanno che la nostra regola principale è proprio quella di non toccare la proprietà di chi, dopo anni di lavoro, paga un mutuo a fatica per avere un tetto». Guido Lutrario spiega che «il nostro obiettivo sono i Fratelli Santarelli, che costruiscono mostri come il centro commerciale di Lunghezza, che riempiono di cemento Ponte di Nona, Case Rosse, Bufalotta. Noi diciamo basta alle speculazioni dei Caltagirone, dei Mezzaroma, degli Scalpellini: tutta gente che governa le nostra vite impedendo alle persone di avere una casa a prezzi "umani"».
«La richiesta di tutti i movimenti di lotta per la casa è sempre la stessa: che una parte degli immobili innalzati per far guadagnare milioni di euro ai costruttori vengano messi a disposizione dell'ediliza popolare» afferma Andrea "Tarzan" Alzetta di Action, per il quale «lo sgombro di piazza San Marco è stato una vendetta del Viminale per aver profanato la "sacra proprietà". Nell'assemblea di mercoledì abbiamo voluto parlare alla città, spiegando quello che è stato un errore nei luoghi, ma da cui si deve trarre il giusto messaggio: riempiamo di gente che vive per strada le migliaia di case vuote presenti in città».
Ma l'errore più grave, secondo Massimiliano Smerigilio, segretario Prc di Roma «lo ha compiuto chi ha ridotto l'emergenza abitativa a un problema di ordine pubblico» evidenziando «l'evidente sproporzione tra la mobilitazione dei senza casa e gli arresti effettuati».
«Di questo e molto altro si parlerà nel tavolo di confronto indetto per la settimana post-voto dal prefetto Mosca al quale siederanno movimenti, realtà sociali e sindacali, esponenti politici e le associazioni dei costruttori» rassicura il consigliere regionale Peppe Mariani.
L'assessore alle Perifere Dante Pomponi, intervenuto nell'assemblea di mercoledì, spiega come sia «necessario ripartire dalla delibera 110. Dovere della prossima amministrazione sarà renderla efficace: servono case a canone sociale, a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato, e nuovi strumenti per affrontare con energia il problema della casa».

12/04/2008

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