Il Giorno della Shoah e il "ghetto" del Casilino 900

autore:
EveryOne Group
A cosa serve la Memoria, se non siamo pronti a dimostrare che siamo diversi dai carnefici?

Oggi è il Giorno della Shoah, che ci invita a imitare gli eroi

di Roberto Malini

1 maggio 2008. In Israele oggi è Yom HaShoah, il Giorno della Memoria. Si ricordano i martiri e gli eroi dell'Olocausto, nella ricorrenza della rivolta degli ebrei nel Ghetto di Varsavia. Yom HaShoah ci induce a ricordare sei milioni di vittime dell'odio razziale, ma ci esorta anche ad essere pronti al sacrificio per difendere gli ideali di uguaglianza fra i popoli e impedire che si ripetano atti di persecuzione contro le minoranze. Non so quanti di noi abbiano raccolto l'eredità dei morti e dei giusti dell'Olocausto, sono però certo che la Memoria ci chiede di essere pronti a insorgere, come gl eroi del Ghetto di Varsavia, opponendo la nostra fede nei valori dell'antirazzismo e della solidarietà ai carnefici del nostro tempo. I Ghetti di oggi, dove gli aguzzini scatenano il loro odio contro i diversi e i poveri, sono gli insediamenti Rom, il cui simbolo è divenuto il Casilino 900. Ho cari amici fra i sopravvissuti all'Olocausto e ripeto volentieri le parole di una donna straordinaria, Mirjam Pinkhof, che salvò settanta bambini ebrei dalle camere a gas e sopravvisse ai lager: "L'Olocausto non fu un guerra, ma un massacro di innocenti. Conosco un solo modo di ricordarli: essere sempre pronti a dire no. No ai potenti, no alle divise, no al potere quando perde il rispetto della vita umana, quando afferma che vi sono esseri umani che hanno più diritti rispetto ad altri esseri umani". Il Gruppo EveryOne celebra in silenzio il Giorno della Memoria. Siamo in contatto con i Rom del Casilino 900 e di altri insediamenti minacciati di sgombero dai potenti che hanno perso il rispetto dei Diritti Umani. Si chiamano Berlusconi, Fini, Bossi, Alemanno: hanno un potere quasi illimitato e dispongono di migliaia di sgherri armati, di mezzi cingolati pronti a distruggere. Sono arroganti, privi di scrupoli e possono diffondere le loro menzogne e i loro proclami razzisti grazie alla complicità dei media. Noi siamo pronti a fare scudo alle vittime designate con i nostri corpi. Se l'Europa non ascolterà il nostro grido di allarme e non li fermerà, saremo di fronte alle loro squadre, alle loro ruspe, ai loro cani feroci, ai loro manganelli e alle loro pistole. Diremo no alle loro malefatte, no alla loro violenza, no ai loro pogrom, no alla loro iniquità. Non alzeremo un dito contro di loro, neanche se ci colpiranno e se affermeranno il contrario - come sono soliti fare, per giustificare i loro crimini - mentiranno. Canteremo, tenendoci per mano, come fece a Varsavia Janusz Korczak, l'eroico direttore dell'orfanotrofio di via Krochmalna di fronte ai soldati tedeschi che avevano l'ordine di arrestare e deportare a Treblinka i suoi bambini. Canteremo e ripeteremo il mantra degli eroi e delle vittime: "Mai più".

info@everyonegroup.com
roberto.malini@annsedoor.com
www.everyonegroup.com
www.annesdoor.com