veltroni

Casilino 900: una testimonianza dall'inferno, un invito alla RESISTENZA

autore:
EveryOneGroup
Sommario:
Bambini, donne e uomini sono ormai in condizioni tragiche, senza luce, senza acqua, perseguitati e umiliati; se dovesse avere luogo lo sgombero, il pogrom, saremo lì, a opporci alla violenza delle autorità con lo scudo dei nostri corpi.

Casilino 900: testimonianza dall'inferno

2 aprile 2008. Un sostenitore di Anne's Door e del Gruppo EveryOne si è recato presso il Casilino 900 di Roma e ha assistito a una manifestazione nonviolenta, tenuta per denunciare la condizione disumana cui sono costrette le famiglie Rrom che vivono nel campo e la tragedia di uno sgombero annunciato. Sulle labbra di molti, l'invito promosso dal Gruppo EveryOne: "Resistenza contro il pogrom razzista". Se le autorità romane decideranno di dare seguito alle operazioni di allontanamento coatto delle famiglie, previste per il prossimo mese di giugno, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne saranno in prima fila, per opporsi con lo scudo dei propri corpi alla violenza degli agenti e delle ruspe: un'azione di resistenza passiva, gandhiana, ma senza arretrare di un passo. Intanto carabinieri e polizia sono tornati a far visita al campo, con la scusa di fare un censimento, ma con un atteggiamento gravemente intimidatorio: "Torneremo tutti i giorni, finché non vi cacceremo via una volta per tutte". Ma le parole e i modi usati dagli agenti sono stati molto più duri, minacciosi e ingiuriosi. Alcune baracche del Casilino 900 sono state distrutte. "Al campo hanno tolto la luce e per quanto riguarda l'acqua potabile c’è solo una fontanella a flusso discontinuo," racconta un testimone, "per una comunità di circa un migliaio di persone. Di queste, 250 sono bambini che frequentano le scuole del VII° municipio. Ci sono numerose situazioni di vera disperazione: donne incinte o che hanno appena partorito, debolissime, malate, in situazioni fisiche molto precarie. Si vedono scene da Olocausto, bambini piccolissimi e anziani bisognosi di cure e assistenza. La mancanza di elettricità costringe all’uso di candele, che in ambienti fortemente a rischio possono provocare incendi con conseguenze letali. Una situazione davvero incredibile per una società che continua inspiegabilmente a dichiararsi civile. Le famiglie del Casilino 900 non sono considerate degne di nessun rispetto e si vuole negare loro qualsiasi dignità. Gli animali godono di maggiore tutela. Annientarle fisicamente, violando ogni loro diritto umano, ecco la politica delle Istituzioni romane: procedere pervicacemente secondo una tecnica di annientamento che non ha nulla di diverso da quella dei campi di concentramento. E poi si parla dei diritti violati in Cina… In città abbiamo un luogo che definire ghetto è un eufemismo: è un vero e proprio inferno. Ma l'eventualità dello sgombero potrebbe rendere la tragedia umanitaria in corso ancora più apocalittica".

Contatti: info@everyonegroup.com - www.everyonegroup.com - www.annesdoor.com

A.CE.A. Aperitivo CEna di autofinanziamento

05/04/2008 - 18:30
06/04/2008 - 01:29
ACEA aperitivo cena di autofinanziamento
Sommario:
5 APRILE 2008 dalle 19.00 in poi c/o via ildebrando della giovanna 80, APERITIVO CENA DI AUTOFINANZIAMENTO.
Promotore evento:
Radiosonar.net + comitato di malagrotta
Indirizzo email:

CON MUSICA DAL VIVO, DJSET E VIDEO PROIEZIONI, in collaborazione con il comitato contro la discarica di malagrotta ( roma )

manifestazione no inceneritore

04/04/2008 - 00:37
04/04/2008 - 22:37
Sommario:
venerdi 4 aprile tutt* sotto la regione PER DIRE NO A INCENERITORI E DISCARICHE
Promotore evento:
coordinamento di Albano
Indirizzo email:

Venerdì 4 aprile, a Roma si terrà la giunta regionale ed il coordinamento di Albano contro l'inceneritore andrà in loco per manifestare la contrarietà alla costruzione dell' impianto nella zona di Roncigliano (Albano). E' previsto un incontro con il commissario straordinario per la gestione dei rifiuti Piero Marrazzo, colui che ha il potere e la responsabilità di autorizzare definitivamente la costruzione dell' inceneritore. Marrazzo infatti, lo scorso 30 dicembre 2007, ha dato il via all' iter burocratico per la costruzione dell' impianto, firmando nero su bianco un attacco alla salute di cittadine e cittadini della regione Lazio ed ai prodotti agricoli (peraltro molti certificati D.O.C.) di questa zona.

Il coordinamento di Albano sta organizzando dei pullman che partiranno dai castelli romani ed arriveranno direttamente agli uffici della Regione Lazio. E' importante che si uniscano a questa iniziativa quante più persone possibili, è importante essere tanti/e per esprimere la nostra contrarietà alle decisioni che dall' alto attaccano il benessere di ognuno/a.

PARTECIPATE TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE
Marcello 347-7844486

L'Italia verso le elezioni politiche nell'analisi del politologo Attilio Folliero

autore:
Attilio Folliero
Sommario:
Il politologo italiano Attilio Folliero analizza le elezioni italiane. In questa prima parte spulcia tra le liste ammesse a questa competizione elettorale, che sono ben 158! In successivi articoli analizzerà il voto all'estero ed i problemi dell'Italia.

Verso le elezioni politiche italiane: l’analisi di Attilio Folliero
http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...
Parte 1: I partiti

Sono 158 le liste ammesse alla prossima elezione politica, dove potranno votare per la seconda volta anche gli italiani che vivono all’estero. In un articolo successivo analizzeremo le elezioni italiane all’estero. In questa parte analizziamo l’elenco dei partiti ammessi. Spulciando l’elenco dei partiti, partitini e movimenti non c’è che l’imbarazzo della scelta. Vedere l’intero elenco dei contrassegni ammessi. (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...)

I due partiti principali, che guidano tutti i sondaggi (vedere il sito ufficiale dei sondaggi http://www.sondaggielettorali.it/) sono il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, nuovo partito nato dalla confluenza di Forza Italia, Alleanza Nazionale e qualche personaggio dichiaramente fascista (Ciarrapico) ed il Partito Democratico di Walter Veltroni, erede dell’Unione che condusse nel 2006 Romano Prodi al Governo. Il primo è un partito dichiaratamente di centro-destra, anzi come già detto accoglie nel suo seno un personaggio, l’imprenditore Ciarrapico, che si è detto apertamente fascista; il secondo è l’altra faccia della stessa medaglia.

Lucio Garofalo (http://www.lapatriagrande.net/04_opiniones/lucio_garof...), alla vigilia della nscita di questo partito, lo scorso ottobre, richiamando il genio profetico di Pier Paolo Pasolini che aveva avvertito “il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo", scrisse “Eccolo servito. Si chiama PD: Partito Demo(n)cratico. Tale partito non è ancora nato, ma già si sta rivelando una forza politicamente subdola e pericolosa, perché concretamente antidemocratica e soprattutto antioperaia. Purtroppo si confermerà tale nel tempo. Nei prossimi anni il PD costituirà il peggior avversario politico dei diritti, degli scopi e degli interessi della classe operaia e dei lavoratori salariati in Italia, soprattutto dei giovani lavoratori precari ed extracomunitari. Vedrete, gente di poca fede!” In realtà non c’è stato bisogno di aspettare anni. In una recente intervista a El Pais, Walter Veltroni ha dichiarato: “Siamo riformisti, non di sinistra” (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...)

Il primo raccoglie attorno al 40%, il secondo attorno al 35%. Staccatissimi gli altri. Infatti, come terzo nei sondaggi, con il 7% circa, appare “Sinistra Arcobaleno”. Si tratta di una coalizione di 4 partiti: i Verdi; la "sinistra" fuoriuscita dai DS e che non è entrata nel PD,, facente capo all’attuale Ministro della Ricerca Scientifica, Fabio Mussi (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/notizie/notizi...), che si schierò con i bigotti italiani che criticarono, quasi linciarono i professori laici dell’Università “La Sapienza”, tra i quali il Prof. Maiani, che si opposero alla visita del papa in questa università; i Comunisti italiani ed il Partito della Rifondazione Comunista, il principale della coalizione, del quale Fausto Bertinotti è l’esponente più importante.

Questa coalizione, che si dice di sinistra, per questa elezione ha rinnegato i simboli del comunismo, la falce ed il martello, considerati ormai vecchi, non adatti alla società moderna. Il Comunismo è ormai superato, un ricordo del passato. Queste in sostanza le loro motivazioni, ovviamente molto superficiali. Ad un analisi meno superficiale, la verità appare un’altra.

Storicamente l’Italia ha sempre avuto una forte componente comunista: dopo la rivoluzione sovietica, con il biennio rosso, anni di lotte e proteste operaie dirette dalla corrente comunista del partito socialista che diede vita nel 1921 al Partito Comunista d’italia, ci fu addirittura la possibilità di una rivoluzione comunista. Di qui la reazione del capitalismo che sfociò nel ventennio fascista di Mussolini.

Dopo la caduta del fascismo, il proletariato rivoluzionario italiano venne frenato ed inglobato nel PCI, il Partito Comunista Italiano, che con Togliatti portò avanti la politica della concertazione con la borghesia italiana.

Con la caduta del muro di Berlino e la sparizione del PCI, che si trasformò in PDS, poi DS, quindi nell’attuale Partito Democratico di Veltroni, in Italia c’erano ancora milioni di persone che si richiamavano al comunismo. Per “fenare” ed impedire che queste perone potessero scivolare verso il comunismo rivoluzionario, si fondò il Partito della Rifondazione Comunista, che ha vissuto i momenti di maggiore “successo” quando venne chiamato a fare il segretario il sindacalista Fausto Bertinotti. Oggi a quasi due decenni dalla caduta del muro di Berlino si sono create le condizioni per il superamento totale dei simboli del comunismo. Bertinotti ha svolto egregiamente il suo lavoro a favore della borghesia parlamentare, eliminando definitivamente dal Parlamento italiano qualsiasi riferimento al comunismo. Il Parlamento del 2008 sarà il primo che non presenterà nessun parlamentare che, almeno nominalmente ed ufficialmente, si definisca comunista. Aspetto, questo, sommamente positivo per il proletariato italiano.

Aggiungiamo che mentre tutta la dirigenza dei partiti comunisti parlamentari, dal 1926 ad oggi, non aveva niente a che spartire col comunismo, la base che, sí, credeva nel comunismo, era però completamente in balia di questa dirigenza e priva di qualsiasi coscienza di classe si è lasciata trascinare, fino quasi ad annullarsi. Per quanto, però il potere della classse dominante italiana è immenso non possono riuscire ad annullare le contraddizioni esistenti nel sistema capitalistico e le differenze di classe.

Tornando ai partiti in lizza ed ai sondaggi, al quarto posto troviamo l’Unione di Centro di Casini, fino a ieri fedele alleato di Berlusconi, da cui si è separato per chissà quale misterioso motivo. Siamo certi, però che se Berlusconi avrà bisgno dei suoi deputati per fare il Governo, non ci saranno dubbi che Casini correrà in suo soccorso. La politica di questo partito, diretto discendente della Democrazia Cristiana, si basa sui valori tradizionali della famiglia, ma curisamente il suo lider, Pier Ferdinando Casini, divorziato sembra predicare agli altri valori che non valgono evidentemente per lui.

Segue la Lega Nord, partito xenofobo e separatista che ambisce a creare uno stato autonomo nel nord Italia. Nei sondaggi a livello nazionale non supera il 5%, ma in realtà si presenta solo al Nord, dove ha un peso notevole: il 20%. E’ fedele alleato di Berlusconi ed avrà un peso determinante nelle possibili scelte delle politiche economiche di un possibile futuro governo diretto da Berlsusconi.

Infine due partiti che hanno un paio di punti percentuali a testa: l’Italia dei valori dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, alleato di Veltroni e La Destra, partito di etrema destra, che all’occorrenza potrebbe sostenere Berlusconi.

Questi sette partiti o coalizioni di partiti raccolgono attorno al 95% dei voti, secondo i tutti i sondaggi. Accanto a questi c’e una numerosa schiera di partiti, alcuni dei quali si presentano a livello nazionale, altri solo in determinate regioni.

A parte quelli citati sopra, saranno ben pochi quelli che riusciranno a portare un proprio rappresentante al parlamento, magari quelli che hanno una importante tradizione a livello locale, come il Sudtiroler Volkspartei, presente nella zona del Sud Tirolo nell’Alto Adige e pochissimi altri.

In totale sono 158 le liste ammesse a queste elezioni e ce n’è veramente per tutti i gusti. Veramente variopinta, a volte folckloristica e fantasiosa la selva di liste presenti.

Parlando della Sinistra Arcobaleno abbiamo detto che per la prima volta nel parlamento italiano non ci saranno dei parlamentari che si dicano ufficialmente comunisti. Non significa però che non sono presenti a queste elezioni partiti e liste che si richiamano ai simboli del comunismo. Anzi, sono presenti ben sei partiti che dicono di ispirarsi al comunismo: Lista Comunista per il Blocco Popolare, Iniziativa Comunista per la Libertà, Partito di Alternativa Comunista, Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Sinistra Crtitica Ecologista Comunista Femminista ed il Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando, l’unico che nei sondaggi sembra poter raggiungere un punto percentuale; tutti gli altri non arrivano allo 0,5%. Ovviamente nessuno di loro sembra avere la possibilità di eleggere un rappresentante.

Accanto ai comunisti, c’è poi la schiera dei socialisti, anche questi numericamente ascendono a sei. Tutti questi partiti, pur richiamandosi al socialismo ed al comunismo non hanno niente a che spartire col marxismo; si tratta di partiti di impostazione socialdemocratica o di opportunisti piccolo borghesi che approfittando del vuoto lasciato da Bertinotti e simili, sperano di far breccia su quanti credono nel comunismo. I veri comunisti non si mischiano con le faccende elettorali della borghesia.

C’è poi una altrettanto lunga schiera di partiti figli della disciolta Democrazia Cristiana, quindi di ispirazione cattolica e centrista (tra cui Rifondazione Democristiana) ed una altrettanto lunga lista di partiti di destra ed etrema destra, alcuni dei quali, come Forza Nuova di chiara ispirazione fascista. La costituzione repubblicana del 1946 proibisce la ricostituzione del partito fascista, però ciò non impedisce che partiti con altri nomi, si ispirino a questa ideologia.

Accanto a questi c’è tutta una lunga lista di partiti regionalistici e locali, alcuni di ispirazione separatista, ossia che propongono la creazione di uno stato autonomo dall’Italia, altri solo rapresentativi di interessi locali. Sono presenti un pò ovunque; già abbiamo detto della Lega Nord, alleata di Berlusconi; tra gli altri la Liga Veneta, La Lega Sud Ausonia, Sardinia Natzione, Progetto Nordest, Fronte indipendentista Lombardia, L’altra Sicilia, il Movimento Inideponentista della Sicilia, il Partito del Popolo Sicialiano, Alleanza Lombarda, Patto per il sud, Per il sud (distinto dal precedente), Autonomia Sud, Partito del Sud, Lega Lombarda, Nuova Alba, Intesa Veneta. Ci fermiamo qua, ma potremmo continuare a lungo. Vedasi l’elenco completo dei partiti ammessi. (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...)

Poi ci sono i partiti che possiamo definire di categoria o a carattere sociale: Unione degli imprenditori socialisti (sic!), il Partito dei Dipendenti Pubblici, vari partiti delle donne, il Partito dei Poeti, il Partito dei diversamente abili, il Movimento Politico Disabili, il Partito dei Giovani dell’Italia Futura, ma anche quelli del passato, ossia vari partiti dei pensionati e degli anziani.

Non mancano i partiti personali, alcuni legati a personaggi noti come il radicale Pannella, o Stefania Ariosto, che ebbe una notorietà nell’Italia degli scandali politici ed imprendiotriali degli anni novanta, ma c’è anche il Partito di Valentino ed il Partito di Peppe, che è anche un partito autonomista e che forse punta a farsi votare da tutti i Giuseppe d’Italia e sue numerose varianti (Peppe, Peppino, Beppe, Pippo, Pino, ecc...) ed il partito di Battista Mazzetta, un nome che sembra appropriato alla politica italiana.

Non manca il nome famoso dello sport: addirittura Carmine Abbagnale, uno dei più grandi rematori del mondo di tutti i tempi (per una dozzina di anni l’invidia di tutti, soprattutto dei rematori di Cambridge ed Oxford; solo il passare degli anni riuscì a sconfiggere lui, il fratello ed il timoniere Peppiniello di Capua). Ovviamente il suo partito non poteva che chiamarsi “Non remare contro”. A proposito di Peppiniello Di Capua voterà per Carmine Abbagnale o per il Partito di Peppe?

E che dire di Mario Zarlenga? A parte chiederci chi è costui, dal simbolo del suo partito - Uun mappamondo. Costui vuole conquistare il mondo? - e dal nome dato al partito (Zarlenga Omnia) viene naturale pensare che sia un po’ megalomane.

Non mancano i Paladini d’Italia e quelli che vorrebbero cacciare gli statunitensi e perciò gridano Yankee Go Home. Si tratta del partito di Andreoli che evidentemente non essendo riuscito a diventare segretario del Partito Democratico, partito filo americano, del quale fu candidato a segretario in alternativa a Veltroni, ha creato il partito che vuole cacciare gli americani. Avrà creato questo partito per ripicca?

Non manca il partito della L.I.R.A ed il partito No Euro; c’è il Partito dei Cittadini attivi per la democrazia e la giustizia, ma anche quello degli Impotenti Esistenziali del dr. Cirillo (Scusate l’ignoranza, ma chi è il dottor Cirillo?). C’è il partito dei Consumatori, ma anche il partito di coloro che non hanno niente da consumare e si acconteterebbe della pagnotta, del lavoro ed un po’ di pace, partito che si presenta col nome di Pane, Pace e Lavoro. Non manca la folta schiera di partiti pacifisti, ma anche quelli che puntano al Territorio Sicuro, evidentemente meno pacifisti. C’e il partito delle Ali e della Coerenza Politica (bisogna proprio votarlo sto partito, perchè di coerenza politica in Italia se ne vede veramente poca), ma anche quello che punta Al Bene Comune e quello che punta diritto al 100% (che sicuramente firmerebbe per prendere un 10%, che gli garantirebbe il bel seggiolone al parlamento, ma probabilemnte non arriverà allo zero virgola qualcosa). Non manca il partito del Loto (quale sarà il suo programma? La liberalizzazione del fior di loto?), il partito del No profit e quelli che puntano ad essere Liberi nella Libertà. Purtoppo manca il partito dei Liberi nel Carcere, che avrebbero potuto costituirlo quel 10% di parlamentari uscenti che hanno problemi con la giustizia.

Una volta c’era il sogno americano, a queste elezioni troviamo il Sogno Italiano. Non manca chi sogna un ritorno alla monarchia, come gli attivisti del partito Valori e Futuro con Emanuele Filiberto o la restaurazione del Sacro Romano Impero; qualche altro sogna l’eliminazione della Casta e qualcuno semplicemente sogna un Casinò nel Centro Italia, motivo sufficiente per fondarsi il suo bel partito.

Strano a dirsi ma di animali non c’è quasi traccia; a parte un Movimento Nazionale Delfino a nessuno interessano gli animali!

Tre argomenti legati all’attualità: come tutti sanno mezza Italia è seppellita dalla spazzatura, per cui non poteva proprio mancare un partito No Monnezza. L’attualità di Internet è presente con due liste: il Partito Internettiano di Francesco Miglino che ovviamente ha per simbolo la @ ed il partito miogoverno.it di Guido Prayer, chiaramente di ispirazione internettiana. Poi c’e l’latro grande tema, di cui si parla veramente poco, ma che darà grandi soprese, come già successo con il Vaffanculo Day dell’8 settembre. Ossia c’è il movimento degli scontenti e di coloro che vorrebbero farla finita con i D’Alema, i Veltroni, i Berlusconi, i Bertinotti, ecc... portato avanti da Beppe Grillo e non solo. Beppe Grillo in realtà non si presenta a queste elezioni, però approfittando del suo nome sono state presentate due liste, che sperano di evidentemente di raccogliere consensi appunto giocando col nome di Beppe Grillo: No Euro – Lista del Grillo e Grilli d’Italia – Movimento Ultima Speranza. Pero’ chi incarna veramente lo scontento è la lista Io non voto, che spera di attirare i voti di chi non vota. Sic! e doppio Sic!

Mentre in America Latina si parla, anche se spesso in modo inappropriato di Rivoluzione, in Italia sta parola sembra essere proprio tabù. In realtà c’è una lista che propone la Rivoluzione, ma una Rivoluzione Democratica.

Per concludere questa prima parte riguardante le liste presenti a queste elezioni, dobbiamo aggiungere che i sondaggi nulla dicono circa l’astensionismo. Probabilemnte la vera sorpresa di questa elezione sarà proprio la crescita degli astensionisti. Non è un caso che anche tra gli astensionisti sono fiorite varie raggruppazioni, magari in lotta tra di loro e che stanno facendo solo gli interessi del Manifesto. E già! Questi raggruppamenti si stanno contendendo l’astensionismo attrverso vari avvisi pubblicitari (a pagamento ovviamente) sullo storico giornale comunista (ovviamente comunista solamente per chi è a digiuno di formazione ideologica e si accontenta del nome!).

I precari e il PD di Veltroni nel racconto di Paola

autore:
comiromanord
Sommario:
La storia di Paola che si definisce la schiava, raccontata attraverso le pagine di un quotidiano

Paola, che si definisce "la schiava", lavora nelle scuole con gli alunni disabili ed ha scritto una lettera drammatica ai giornali per raccontare la sua precarietà. Una lettera che ci induce ad una riflessione su quali siano veramente gli interessi tutelati dal Partito Democratico di Walter Veltroni.

Il testo della lettera, pubblicata su un quotidiano nazionale, lo trovate anche su: www.ciardullidomenico.it

Con relativi approfondimenti

nuova veste grafica per radiosonar.net

autore:
Redazione Radiosonar.net
Sommario:
Nuova veste grafica per radiosonar.net

Nuova impaginazione grafica per il portale informativo di radiosonar.net. tutto quello che non avete mai letto o tutto quello che vi siete scordati di leggere adesso e' a portata di click ( o quasi). abbiamo la presunzione di raccontare le cose come stanno e di stare dalla parte di chi non puo' alzare il volume.
ce ne sono per tutti.
Redazione RadioSonar.Net.

Sindaco Veltroni,stop alla simulazione democratica!

autore:
Marco
Sommario:
Veltroni,partecipazione,Roma

- le delibere di iniziativa popolare sono uno dei pochissimi strumenti a disposizione dei cittadini per
partecipare attivamente alle decisioni che li riguardano e non lasciarle alla trattativa tra il sindaco, i
costruttori, le banche, le compagnie telefoniche e gli altri poteri forti della Capitale

- nel corso delle ultime due consiliature oltre 90 mila cittadini hanno sottoscritto 10 delibere
d'iniziativa popolare. 8 di queste delibere non sono mai state discusse in violazione dello Statuto

- la delibera sulla costruzione della tramvia Cinecittà-Saxa Rubra è stata approvata all'unanimità dal
Consiglio comunale, ma finora è stata completamente disattesa dal Sindaco e dalla Giunta

Ti invitiamo a partecipare alla manifestazione di giovedì 31 gennaio alle 17 insieme alle decine di comitati di cittadini coinvolti nell'iniziativa:

STOP ALLA DEMOCRAZIA SIMULATA
per la legalità delle istituzioni e per una reale partecipazione a Roma

MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO
http://www.legalitaepartecipazione.org

NO RATZINGA, NO WOLTER… SI PARTY!

autore:
Collettivo femminista – La Mela di Eva

Il collettivo femminista La Mela di Eva accoglie con entusiasmo la rinuncia del santissimo Ratzinger a rovesciare l'acqua della fonte battesimale sulla Sapienza, istituzione che dovrebbe garantire un sapere critico e laico. Rilanciamo con forza le contestazioni del 17 Gennaio e la Frocessione dei diritti negati, poiché i problemi posti dalla visita di questo Benedetto XVI restano per noi, donne e lesbiche, anche a rinuncia avvenuta, l'occasione per ribadire (se non fosse bastata la manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile e la successiva assemblea nazionale del 12 gennaio, partecipata da ben 300 donne) il rifiuto dell'arroganza con cui gerarchie vaticane decidono sulle nostre vite.

Per noi essere riuscite a togliere la parola a chi, grazie alla connivenza delle istituzioni e dei mass media, si arroga da sempre il diritto di intervenire su questioni che non lo riguardano, non è un gesto antidemocratico, come strumentalmente si sta cercando di farlo passare, ma una reazione assolutamente legittima di chi rifiuta ogni tentativo di imporre a tutti e tutte il modello unico eterosessista e patriarcale come la famiglia, divina collocazione per tutte e tutti (che poi sia l'ambiente più fecondo di violenza maschile sulle donne evidentemente poco importa), di chi rifiuta la maternità obbligatoria e non ne può più di veder considerato il proprio corpo esclusivamente come una macchina riproduttrice, come dimostrano l'attuale legge sulla procreazione medicalmente assistita (legge 40) e i continui attacchi al diritto di interrompere la gravidanza, ora riconosciuto dalla legge 194.

Reazione legittima quella di donne, lesbiche, gay, trans che rivendicano e affermano la libertà di scelta sulla propria vita, sul corpo e sulla sessualità.

Non ci stupisce che il corteggiatissimo sindaco di Roma, altra personalità invitata ad inaugurare l'anno accademico, sia mortificato per la rinuncia del Papa che non potrà ringraziarlo di persona per le posizioni da lui assunte recentemente, come l'apertura a un "dialogo" sulla 194, l'approvazione del pacchetto sicurezza (che usa la violenza maschile contro le donne e le lesbiche per legittimare misure securitarie e repressive) e l'indietreggiare rispetto alle unioni civili.

Per tutto questo invitiamo tutte le donne e le lesbiche a partecipare alle mobilitazioni del 17 Gennaio, per costruire una grande giornata di contestazione e di gioia. Questa è solo un'altra tappa, sulle nostre vite e i nostri corpi decidiamo noi!

IL PAPA NON PARLA PIU'... WALTER STAI ZITTO ANCHE TU!
NO ALLA MORATORIA SULL'ABORTO,
NO AL PACCHETTO SICUREZZA.

Veltroni... impara!

autore:
Pasquino
Sommario:
Er gregge de sinistra

Ereno in tre che volevano comanna',
un Papa, un Ministro e 'nsindaco a metà.
Dice: er primo veniva pe' la pena de morte...
ma nun sa che le bucie c'hann'e gambe corte?
Lui fa er vago ma io me ne so accorto
che vole solo rompe i cojoni sull'aborto!
Papone nostro, capo der sant'uffizio,
che voi fa' dogmi pure sull'orifizio,
guardate 'ncasa invece de da'rperdono,
se proprio voi fa' quarcosa de bono
prendi da parte tutti i tuoi pretacci
e sur pisello faje 'mber nodo con par de lacci!

Poi c'era l'artro... siii... er ministro,
quello che ancora nun sa 'ndo è 'rdestro e 'ndo 'rsinistro.
'mbe' quello dice che stava llì pe' caso,
visto che de corto c'ha solo 'rbaffo sotto ar naso.
Mo pure lui s'è messo a prende l'ostia
ma fa 'na pena... pora bestia!
Lui è mejo che sta bono e riposa
che so' trent'anni che sta a cerca' 'na Cosa.

Poi c'era er massimo e je dico: "a MASSIMOOO!!"
no, nun è D'Alema, che me possino!
"Me' cojoni è e're dei facioloni!!!"
che pe' noartri poi vor di' Vertroni.
Je dico: "a ci' ma che fai, arintuzzi?!?
'Nte so' bastati tutti queli bozzi!?!"
Eh si! Perchè ce lo sanno, lui Gasbarra e Marrazzo,
che pe' sta' lì ar Papa non je deve gira' 'rcazzo.
Allora so annati a trovallo tomi tomi cacchi cacchi,
pensando de ave' tanti auguri e regali a pacchi.
Ma de pacco n'hanno avuto uno grande,
perchè er Papone co' loro 'nvo' fa' bande!
Je dice: "tirateve giù i carzoni e metteteve 'nrima!
Che si nun lo avete capito io nun so' quello de prima!"
E via a casa, recchie basse e chiappe aperte,
mentre er Papone li guarda e se diverte.

Da tutta 'sta storia vojo tira' fori 'na morale,
così quarcuno evita da rifasse male.
Guarda gli studenti e impara caro Vertroni,
chè co' li preti nun ce se deve mai mette a pecoroni!

Ratzinger arriva alla Sapienza

autore:
Eleonora Martini
Sommario:
Il Papa all'inaugurazione dell'Anno accademico della prima università romana. Dopo le proteste, l'ingresso in Aula Magna è previsto subito dopo la cerimonia d'apertura del Rettore. Docenti e studenti preparano la «difesa della Minerva»

Faranno quadrato attorno alla Minerva, dea del conflitto e della conoscenza, per difenderla dal «Papa inquisitore». Molti studenti e docenti dell'università romana La Sapienza sono già in agitazione all'idea di quale sarà la «riflessione» che Benedetto XVI offrirà alla comunità universitaria il 17 gennaio prossimo, quando per la prima volta varcherà la soglia di un ateneo italiano e lo farà, nel più grande d'Europa, in occasione dell'inaugurazione del 705esimo Anno accademico.

La giornata è dedicata quest'anno alla moratoria sulla pena di morte e il tema sarà al centro di ogni intervento previsto. Ed è molto probabile che Ratzinger, il quale pronuncerà il suo discorso alla presenza del segretario del Pd Walter Veltroni e del ministro Fabio Mussi, uno dei quattro segretari della Sinistra arcobaleno, non perderà l'occasione per proporre di nuovo ai giovani aspiranti laureati italiani il parallelo tra l'aborto e la pena di morte.

Ma il Papa farà il suo ingresso nell'Aula Magna solo pochi minuti dopo che si sarà conclusa la tradizionale cerimonia accademica, come aveva già precisato il rettorato rispondendo al professore emerito Marcello Cini che dalle colonne di questo giornale aveva inoltrato la propria lettera di protesta sottoscritta poi da molti altri docenti italiani. Il Santo padre cioè sarà accolto solo dal rettore Renato Guarini e da uno studente, scelto probabilmente con una certa ironia per il nome: Christian Bonafede. A Veltroni e Mussi invece solo la possibilità di un saluto privato - trasmesso come tutto il resto della giornata in diretta su Rai Uno - assieme alle altre autorità accreditate. Subito dopo Ratzinger si recherà a fare visita ai gesuiti della Cappella universitaria e di fatto, senza mai uscire dalla città universitaria, sarà di nuovo in territorio vaticano.

Ovviamente ci saranno anche molti studenti e docenti che lo accoglieranno felici, ma sono tanti coloro che trovano a dir poco sconveniente che l'apertura dei lavori universitari veda la presenza di un pontefice neo tradizionalista come Benedetto XVI, «un teologo la cui lectio magistralis di Ratisbona sollevò dure reazioni in tutto il mondo islamico e che oggi si appresta a dare avvio ad una nuova crociata contro le donne e gli omosessuali», come dice uno studente appartenente a uno dei tanti collettivi in ebollizione. «Tradizione e innovazione: ci sono slogan che riescono a catturare la realtà, o il suo triste vuoto. Questo è tutto ciò che possiamo riconoscere allo slogan scelto dalla Sapienza per autocelebrare un simulacro, cioè le macerie del "tempio della conoscenza"», scrive la Rete per l'Autoformazione (Rpa) nell'appello con il quale si indice un'assemblea pubblica di discussione per martedì 15 gennaio. Ovviamente nel mirino ci sono soprattutto i due esponenti del centrosinistra: «Chi meglio di Veltroni può interpretare lo slogan: tradizione, "ma anche" innovazione? Chi più di Mussi, ministro senza qualità, ha bisogno della forza della reazione per poter mettere piede in un'università che ne ha subito l'assenza e la debolezza?», attaccano gli studenti. Che, insieme ai Collettivi studenteschi stanno organizzando la protesta anche perché quel giorno La Sapienza verrà chiusa, militarizzata come tutto il quartiere con una presenza massiccia di polizia e carabinieri. «È indegno che quel giorno si impedisca l'ingresso degli studenti all'università - accusa Francesco della Rpa, che insieme ai Collettivi studenteschi sta preparando le manifestazioni di protesta - per questo facciamo appello a tutta la società laica di venire a difendere simbolicamente la Minerva, la potenza dei saperi di parte e del conflitto».

Nel pomeriggio invece Facciamo Breccia prepara un'ironica via crucis dentro la città universitaria giocando sul travestitismo dei preti e puntando il dito contro l'omofobia e la misoginia della Chiesa. Una tappa verso la manifestazione nazionale No Vat del 9 febbraio prossimo.

Non è la prima volta che un Papa entra nel tempio delle scienze: per rimanere solo alla storia recente La Sapienza venne visitata da Paolo VI nel '64 e da Wojtyla nel '91. Il quale poi inaugurò l'anno accademico di Roma Tre nel 2002 alla presenza di Letizia Moratti e Claudio Scajola. Ma allora la maggior parte del centrosinistra e anche del Pd erano dall'altra parte della «barricata».