glbt

Siamo tutti uguali perché ognuno è diverso

autore:
Gruppo anarchico Carlo Cafiero – FAI Roma, Corrispondenze Metropolitane – Roma, Collettivo Autonomo-Libertario Liberidiamare, Vomitoarcobaleno

*Siamo tutti uguali perché ognuno è diverso*

In questo periodo è evidente come si stiano rinnovando vere e proprie persecuzioni da più parti nei confronti di tutte quelle persone che vorrebbero vivere la propria sessualità e, più in generale, la propria vita senza costrizioni religiose o burocrazie statali. Le persone che vengono attaccate nella loro intimità siamo tutti noi, coloro, cioè, che genericamente rappresentano, agli occhi degli aggressori, una qualsiasi “diversità”, spesso con il silenzio/assenso, quando non la complicità, da parte delle istituzioni.

In un panorama in cui si vede morire un ragazzo per la sola colpa di avere avuto dei capelli più lunghi, in cui si assaltano i campi nomadi sotto gli occhi della polizia, in cui si registrano un crescente numero di aggressioni a persone, sedi e luoghi d’incontro di chiunque sia diverso, perchè “zecca”, “capellone”, “frocio”, “immigrato”, “donna”, “drogato”, “baraccato”, “handicappato”, occorre prendere una posizione che non dia immeritati sconti ad alcuno.

Per ogni rara volta in cui i riflettori si sono accesi su questi violenti accadimenti ce ne sono stati molteplici consumati lontani dalle ipocrite deprecazioni dei politici, non ultimo il sequestro e il pestaggio di giovani Transgender sotto gli occhi delle forze del disordine nella Roma cristiana in cui ci si preoccupa più del perbenismo che dei morti sul lavoro.

Quello che sta cambiando sono le parole, i concetti, le espressioni, gli atteggiamenti e il confronto tra le persone, e se ne sta stravolgendo completamente il significato. La parola “diverso” sta diventando sempre più sinonimo di “pericoloso”.

/Mentre vorrebbero che il manganello sostituisse il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo Paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora abbiamo censori e sistemi di sorveglianza, che ci costringono ad accondiscendere a ciò./

In questi giorni, il parlamento si affretta a emanare nuove leggi razziali che ci riportano indietro di 70 anni, “condivide” unanime le misure xenofobe di sgomberi, arresti ed espulsioni, militarizza i territori per devastarli, e, in un Paese di divorziati (compresa la quasi totalità dei parlamentari), la retorica della “famiglia” viene sempre più usata come arma da sguainare per discriminare socialmente individui in base alle loro tendenze sessuali, finendo per negare la libertà di disporre del proprio corpo, della propria sessualità e della libertà di viverli nel modo in cui si vuole e con chi si vuole. Per non dire dell’organizzazione di manifestazioni volte a limitare le libertà degli altri (l'esempio più lampante è il Family-day).

Ma sono molte le sponde che questo, ormai sembra palese, progetto di potere trova: dalle gerarchie Vaticane (che, ideologia a parte, hanno diversi interessi in ballo: dagli affitti delle chiese per i matrimoni cattolici, agli aborti clandestini in cliniche private da loro gestite), all'ignoranza costruita a forza di colpi al sistema d'istruzione (si pensi alla divisione dei ruoli tra i sessi che ancora viene inculcata ai bambini), ai fascismi di vecchia e nuova corrente ideologica (immancabilmente sempre al supporto del potere).

Per queste ragioni, come strutture provenienti da percorsi differenti (anarchici, libertari ed antagonisti) invitiamo tutte le realtà della città di Roma a partecipare il 7 giugno prossimo al Pride (parola che significa orgoglio, l'orgoglio di essere se stessi) con uno spezzone che esprima la partecipazione di tutte le realtà di movimento alla lotta contro il pregiudizio sessuale e a quello per la salvaguardia della libertà di tutti.

Vogliamo costruire un percorso che nasca orizzontalmente e in opposizione a chi è responsabile del misero stato in cui la città di Roma sta progressivamente cadendo. Ciò, muovendo da una precisa consapevolezza: non si può continuare ad invocare uno Stato laico che dovrebbe arginare l’ingerenza clericale. Si rischia di non cogliere il nesso profondo, inscindibile, tra due poteri che, al di là qualche schermaglia, in tutto il mondo convergono sul terreno dello sfruttamento e dell’oppressione. Quel che va ribadito, invece, è che solo ripartire da sé, dai propri bisogni e desideri, rilanciando la prassi della azione diretta, può permetterci di trasformare realmente l’esistente.

Gruppo anarchico Carlo Cafiero – FAI Roma, Corrispondenze Metropolitane – Roma, Collettivo Autonomo-Libertario Liberidiamare, Vomitoarcobaleno

Per contatti ed adesioni fairoma@federazioneanarchica.org

INCENDIATO NELLA NOTTE LOCALE 'COMING OUT'

INCENDIATO NELLA NOTTE LOCALE 'COMING OUT'

Incendio nella notte, probabilmente doloso, al locale 'Coming Out', storico punto di ritrovo della comunita' gay di Roma. E' la denuncia dell'Arcigay romana, secondo cui l'episodio "e' un gesto orribile che ci sconvolge ma non ci spaventa. Colpire il Coming Out, che e' tra i luoghi simbolo per la comunita' gay romana e cuore della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano, vuol dire ostacolare la visibilita' delle persone lesbiche, gay e trans, costringendoci all'anonimato e al silenzio,da tempo abbiamo denunciato azioni omofobe contro la GayStreet, la strada in prossimita' del Colosseo dove da anni si radunano migliaia di Lesbiche Gay". Non e' il primo segnale intimidatorio, ricorda Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma: tuttavia, "la GayStreet di Roma e' diventata un simbolo di civilta' e contatto tra la citta' e la nostra comunita', non ci faremo impaurire da tali azioni e chiediamo il supporto della Polizia e delle autorita' locali per garantire la sicurezza dei nostri locali e dei cittadini lesbiche, gay e non solo che frequentano tale strada". Venerdi' 22 alle 22.30 e' stata promosso da Arcigay un sit-in di protesta.

NO VAT 2008 - foto dal corteo

autore:
infoshock XM24
Sommario:
qualche foto da NO VAT 2008..

ROMA SABATO 09 FEBBRAIO 2008
NO_VAT MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Notiamo in noi stess* una sempre più avvincente e coinvolgente necessità di rispondere, in maniera di volta in volta drammatica, ironica, costruttiva, distruttiva, endemica, alle sempre più frequenti invettive ed esternazioni che le gerarchie cattoliche scagliano nei confronti di chiunque ponga la questione Laicità.
Ci troviamo di fatto e nostro malgrado, già iscritti ad un gioco che non abbiamo certo creato noi, gioco che prevede tra le sue regole la bipartizione tra “vittime cattoliche” e “laici impositori” di un estremismo relativista.
Di fatto quindi, le possibilità di per sé infinite di esprimere varie visioni di sé e del proprio modo di vedere le cose, e dei risultanti stili e forme di vita, si riducono miseramente a 2: morale cattolica contro immoralità laica.
La laicità quindi ,miracolosamente, da superficie su cui giocare e terreno di confronto/scontro tra “modi di”, diventa pedina stessa del gioco. Un gioco in scatola in cui le altre pedine si sono perse, e le uniche possibilità rimaste sono appunto 2: cattolico o contro.
I giochi ci piacciono, ma in gioco prediligiamo la sportività, vale a dire la capacità di partecipare senza troppi vantaggi di sorta..
Il nostro gioco è la Laicità e consiste nella rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui.
A queste condizioni, ogni modo di sentire, personale o religioso che sia, partecipa da pari senza prevaricazioni nei confronti dell’altro.
Riducendo il gioco al binomio cattolico non-cattolico, la gerarchia ecclesiastica cerca di assolutizzare il suo controllo sull’Italia e, con la connivenza di politici e mass media, utilizzarla come cavallo di troia per influenzare il Parlamento Europeo.
Il nostro credere nella capacità dell’ essere umano di gestire la propria vita in base ai propri desideri, di autocostruirsi, ci porta al rifiuto della di-visione bene-male, mente-corpo, giusto-sbagliato, con la quale Santa Madre Chiesa ci tiene schiavi da due millenni.
Siamo troppo multiformi per accettare oggi, questo vecchissimo gioco.
InFede

Spazio Pubblico Autogestito XM24 - Bologna
http://isole.ecn.org/xm24

ALCUNE FOTO DAL CORTEO:
http://foto.contaminati.net/main.php?g2_itemId=9604