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UNICREDIT: FALCRI, COMPENSARE USCITE CON NUOVA OCCUPAZIONE

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a cura FALCRI
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UNICREDIT: FALCRI, COMPENSARE USCITE CON NUOVA OCCUPAZIONE
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Inserito da Anonimo il Ven, 04/07/2008 - 15:16 Dai media Lavoro/reddito
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a cura FALCRI

(ANSA) - MILANO, 3 LUG - Unicredit deve compensare l'eventuale ulteriore uscita dal gruppo di 2.200 dipendenti con "opportuni processi di nuova occupazione", attivando un "sistematico monitoraggio delle esigenze che di volta in volta si verranno a creare sui territori" e un "continuo confronto con il sindacato". E' quanto sostiene in una nota Aleardo Pelacchi, segretario Nazionale del Falcri, sigla sindacale autonoma di categoria a seguito della presentazione del piano triennale alle organizzazioni sindacali "Il piano industriale triennale del Gruppo Unicredit - scrive Pelacchi - si colloca in una logica di sviluppo del business coerente con l'attuale situazione economica e con le previsioni di evoluzione del mercato". Il sindacalista ritiene però che "le preannunciate uscite di personale, anche questa volta gestite in maniera volontaria, creano preoccupazione per le inevitabili tensioni che si verranno a creare in termini di ritmi e carichi di lavoro, in particolar modo sugli organici della rete, già in forte sofferenza". Secondo Pelacchi infatti "le ulteriori richieste di circa 2.200 dipendenti ad uscire dal gruppo, oltre a quelle già concordate dal piano (che ammontano a 5.000 persone), già manifestate da numerosi colleghi, dovranno essere compensate da opportuni processi di nuova occupazione ed affrontate con il sistematico monitoraggio delle esigenze che di volta in volta si verranno a creare sui territori e con il continuo confronto con il sindacato".(ANSA).

presentazione libro sull'operazione brushwood

autore:
postato da silver surfer
Sommario:
un libro su un caso clamoroso (e molto trascurato) di repressione.

Spoleto, 11 luglio
presentazione del libro sull'operazione Brushwood
In questi giorni Spoleto vive gli spettacoli del suo 51° Festival

Il 23 ottobre 2007 la città di Spoleto è stato teatro di un altro spettacolo, di una operazione militare per arrestare delle idee.

Un paese che imprigiona le idee non è degno di essere considerato civile.

Un paese che tiene prigioniero da più di otto mesi, nel supercarcere di Sulmona, in regime di E.I.V. ( Alto Indice di Vigilanza ) Michele Fabiani, 21 anni, giovane filoso spoletino, autore del libro: il Razionale e l’assurdo, pubblicato nel 2005 all’età di 18 anni, e lo accusa grottescamente di essere il capo di un manipolo di pericolosi sovversivi, accusa per la quale Spoleto ha riso e si è indignata, è un paese che non merita rispetto perché disprezza i giovani e la cultura.

Aiutateci a ristabilire la verità, a fare giustizia,

a restituire libertà

Partecipate alla presentazione del libro:

“SONO MICHELE, DETTO MEC, EH EH !”

Una storia di ordinaria repressione, di solidarietà civile e di controinformazione

SPOLETO 11 LUGLIO ore 18

PALAZZO COMUNALE

Sala dei Duchi

Tutte le notizie su Michele, i suoi amici e su Brushwood sui siti: www.Comitato23ottobre.com / liberatemichele.blogspot.com

Arresto e appello per cannabis terapeutica. FABRIZIO LIBERO!

autore:
P.I.C. pazienti impazienti di cannabis

Italia. Arresto e appello per cannabis terapeutica

Pubblichiamo l'appello giuntoci da "Pazienti impazienti cannabis":
Fabrizio Pellegrini, malato di artrite reumatoide in cura con la cannabis, è stato di nuovo arrestato e da lunedì sera si trova in carcere.
Per sette volte negli ultimi 7 anni la pubblica autorità ha perquisito la sua abitazione, ogni anno sequestrando qualche pianta di cannabis e una piccola quantità di erba già essiccata. Quest' anno hanno scelto la sera del suo 40° compleanno per andarlo a trovare, sequestrargli le solite piantine e portarlo direttamente in carcere.
Che non sia uno spacciatore è evidente, nè in tutti questi anni è mai stato accusato di tale comportamento. Fabrizio è una risorsa per la sua comunità: diplomato al conservatorio in pianoforte (ha suonato alla settimana Mozartiana di Chieti, e da un anno è ancora in attesa del compenso pattuito) è anche un pittore di talento, che ha esposto in diverse mostre. E’ un artista sensibile, una persona fragile e minuta, un sognatore, ma nella sua città il suo talento gli permette a stento di sopravvivere, specialmente dal momento che ogni anno viene dipinto dai media locali come un criminale, il che nel lavoro non aiuta. E poi regolarmente per i vari lavoretti che gli richiedono non viene pagato, dovendo invece sostenere spese legali crescenti.
Così si è ritrovato col telefono staccato, niente connessione web nè soldi per ricaricare il suo cellulare, e le sue relazioni sociali si sono ancora ridotte. Il contrario di una vita da spacciatore, insomma.
Ma Fabrizio alla sua salute tiene moltissimo. L' artrite reumatoide, per un musicista e un pittore è quanto di più invalidante e fastidioso si possa immaginare, e Fabrizio aveva scoperto da moltissimi anni che la cannabis gli elimina la rigidità ed i dolori delle articolazioni, così da poter lavorare in tranquillità.
Per questo, il suo medico nel 2006 gli aveva regolarmente prescritto il Bedrocan, i fiori di cannabis medicinale prodotti e commercializzati dal Ministero della Sanità d' Olanda.
La procedura, basata sul D.M.11-2-97, si era rivelata lunga e complessa, essendo stati Fabrizio ed il suo medico i primi (e tuttora gli unici) a consegnare il modulo di richiesta d' importazione per cannabinoidi alla Asl di Chieti, città che anche culturalmente non è certo una metropoli.
Alla fine, arrivata alla Asl l' autorizzazione del ministero italiano per l' importazione della sua medicina, la stessa chiedeva il pagamento anticipato del costo totale della pratica, quasi mille euro per un mese. La maggior parte delle Asl italiane fanno lo stesso (solo alcune forniscono il farmaco al paziente senza spese, con evidente disparità di trattamento anche all' interno della stessa città), ma quella di Chieti si era impegnata verbalmente a far fronte alla spesa, dopo lettere e richieste in tal senso da parte di Fabrizio. Il quale non capiva proprio perchè alcune Asl consentivano ai malati di curarsi senza spese mentre lui, residente in Italia come gli altri, avrebbe dovuto rinunciare alla terapia, alla salute ed al lavoro solo perchè il suo reddito non gli permetteva di pagare il conto alla Asl.
La solidarietà di altri pazienti, tramite l' organizzazione di una sottoscrizione nazionale, è riuscita in quella circostanza a permettergli di pagare la fattura e quindi ricevere la sospirata cannabis medicinale, e lui sembrava aver ripreso fiducia in se stesso e nell' umanità. Era di nuovo in grado ed impegnato a lavorare.
Alla successiva richiesta presentata dal medico alla Asl per tre mesi di Bedrocan, non c'è stato nulla da fare: quasi 2000 euro anticipati o niente.
Chiedere ad un paziente come Fabrizio di rinunciare alla cura che si è rivelata la più efficace, e di tornare senza una ragione plausibile ai suoi dolori e contrazioni muscolo-scheletriche, una forma di sadico menefreghismo orientato al profitto ai suoi occhi, si è ovviamente rivelato inutile.
Fabrizio non rinuncerà mai alla possibilità di non soffrire, e non capisce perchè mai dovrebbe subire conseguenze penali per questo. Non dà fastidio a nessuno, fa del bene a se stesso, chi si permette di entrargli in casa e sconquassare la vita sua e della madre pensionata, per questo? Se davvero vogliono impedire a Fabrizio di curarsi, dovranno tenerlo in carcere finchè vive.
Come è possibile che utilizzare i fiori femminili di una pianta come cura sia lecito se si hanno soldi per pagare ma porti al carcere se la stessa pianta la si coltiva per uso terapeutico personale? E' vero, lo scorso 24 aprile la Cassazione ha stabilito che coltivare anche un solo germoglio di cannabis è reato penale, esponendo così anche gli auto-coltivatori casalinghi alle apocalittiche sanzioni previste dalla L.309 modificata in senso ultra-repressivo dalla 49/2006 di Fini e Giovanardi, smentendo così la giurisprudenza precedente che, tendendo ad equiparare la coltivazione per uso personale di poche piante al possesso per uso personale, di fatto escludeva la rilevanza penale di tale pratica.
Ma, l' intervento della Corte di Cassazione non riguardava affatto l' uso medico comprovato di tale pianta, su cui la Cassazione stessa non è stata mai chiamata ad esprimersi, nè il diritto sancito dall' art.32 della Costituzione "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" .
La salute del cittadino è un diritto senza confini. Nell’atto costitutivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è riconosciuta quale diritto fondamentale dell'Uomo:
"il godimento del miglior stato di salute raggiungibile costituisce uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano senza distinzione di razza, religione, opinioni politiche, condizione economica o sociale".
Nel caso specifico di malati, il nostro ordinamento prevede che il fatto illecito (coltivazione) non venga considerato antigiuridico perchè, qualora sia accertato l' uso terapeutico, il diritto alla salute ed alla vita sono considerati valori assoluti ed insuperabili;
Il Codice Penale, infatti, all' art. 51 recita: "L' esercizio di un diritto ... esclude la punibilità". Chi, nell'esercizio di un diritto legittimo, abbia a compiere atti o fatti che integrino una fattispecie preveduta dalla legge come reato, non può essere punito per questo.
Nel punire un paziente che fa uso terapeutico di cannabis come Fabrizio, poi, viene meno anche un' altro aspetto costituzionale, quello dell' art. 25 della Costituzione, cioè del 'recupero del condannato', che in teoria è una delle finalità della pena.
Come si può pretendere di mantenere forzatamente un cittadino in condizione di malattia o addirittura in carcere, rovinandogli la vita, allo scopo di recuperarlo da che?
Entro venerdì prossimo ci sarà l' udienza di convalida, dove l' avvocato chiederà che Fabrizio almeno torni a casa in attesa di presentare la documentazione medica. Vi terremo aggiornati. telegrammi cartoline e lettere si possono spedire a:
Fabrizio Pellegrini
Casa circondariale di Chieti "Madonna del freddo" Via E. Ianni 30 Chieti

era molto depresso questo periodo, e dopo questo bel regalo di compleanno è importante che non si senta solo.Sarebbe bello se ricevesse tanti messaggi di solidarietà, anche perchè così le autorità locali capirebbero che Fabrizio ha migliaia di amici che seguiranno da vicino la vicenda.

FABRIZIO LIBERO !

I Pazienti Impazienti Cannabis
roma@pazienticannabis.org

contro il pacchetto sicurezza ed il razzismo istituzionale

autore:
assemblea delle reti migranti e antirazziste
Sommario:
per costruire una settimana di mobilitazione contro il pacchetto sicurezza ed il razzismo istituzionale

Contro il “pacchetto sicurezza”- Contro il razzismo istituzionale

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” varato dal governo Berlusconi e le quasi contemporanee decisioni prese dall’Unione Europea in materia di immigrazione rappresentano un duro attacco contro le condizioni di vita e di lavoro di tutti i migranti.
Il varo di queste norme è solo l’ultimo passo di una lunga serie di provvedimenti razzisti, come il precedente decreto sicurezza del governo Prodi, di inadempienze istituzionali, come il rifiuto dei ministri Amato e Ferrero di abolire il protocollo con le poste, di leggi vessatorie e discriminatorie, come la Bossi-Fini e ancor prima la Turco-Napolitano.
Il pacchetto sicurezza è l’ultimo e più eclatante passo di una politica verso i lavoratori e le lavoratrici migranti fondata sul ricatto e sulla paura. Il suo obiettivo è di costringerli ad accettare ogni forma di sfruttamento e di ostacolarne i percorsi di lotta e di organizzazione collettiva.
Assieme al “pacchetto sicurezza” giunge puntuale anche il tentativo di costruire un’opinione pubblica che distingua gli immigrati in buoni e cattivi, in quanto regolari o irregolari, in quanto provenienti da un luogo o da un altro, in quanto badanti o in quanto generici lavoratori. Vogliono scatenare una guerra tra poveri per dividere e poter colpire meglio e più facilmente tutti i lavoratori.
Per quanto oggi la situazione appaia e sia difficile è necessario e possibile iniziare a reagire contro tutto ciò.
In questi ultimi anni in varie città come Brescia, Milano, Roma, Verona, Bologna, Napoli, Reggio Emilia, ecc. si sono dati momenti di lotta, mobilitazione ed organizzazione contro l’offensiva razzista di padroni e governi.

Bisogna far tesoro di simili esperienze per puntare a gettare le basi per un movimento unitario che abbia portata nazionale e che si ponga anche l’ obiettivo di stringere legami organizzativi e di lotta a livello europeo e internazionale.
È in questa ottica che l’assemblea tenutasi a Roma domenica 22 giugno, che ha visto la partecipazione di molte realtà dell’autorganizzazione degli immigrati e dell’antirazzismo militante promuove:

a.. una settimana di mobilitazione - dal 5 al 12 luglio - a livello nazionale da articolarsi localmente contro il “pacchetto sicurezza” in cui si darà la massima importanza alla propaganda e alla contro-informazione rivolgendosi tanto ai lavoratori immigrati quanto a quelli italiani. Settimana finalizzata anche a preparare il terreno per un rilancio su più vasta scala della mobilitazione in autunno.

Contro il pacchetto sicurezza e il reato di immigrazione clandestina

Per rompere il legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno

Per la regolarizzazione immediata di tutti i migranti presenti sul territorio nazionale

Per il diritto d’asilo

Per la chiusura degli attuali CPT e contro l’apertura dei nuovi Centri d’identificazione
ed espulsione

Assemblea delle Reti Migranti e Antirazziste

no alla torino-lione

autore:
coordinamento dei comitati no-tav
Sommario:
altro che accordo: la lotta contro la torino-lione prosegue!

Contro ad ogni ipotesi di accordo sulla realizzazione della Torino-Lione

Il Coordinamento dei Comitati NO TAV Val di Susa, Val Sangone, Torino e Cintura, ribadisce in maniera unanime la netta contrarietà ad ogni ipotesi di accordo sulla realizzazione della Torino-Lione, qualsiasi sia il nome, le "suggestioni" ad essa collegate o il proponente.

Le nostre motivazioni si basano su dati concreti e studi non asserviti ai proponenti dell'opera, dati e studi che riempiono di "scientificità" la nostra lotta.

L'infrastruttura ferroviaria attuale è ampiamente sottoutilizzata (Quaderno 1 - Osservatorio Torino-Lione - Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Il calo costante del trasporto merci indica inequivocabilmente l'inutilità di prevedere nuove infrastrutture o tunnel ferroviari in Val di Susa, Val Sangone, Torino e Cintura.

L'esorbitante costo, che grazie al sovvenzionamento alla mafia ed ai partiti, risulta essere il maggiore in Europa.

Il lavoro che continuerà a calare grazie alla delocalizzione resa più facile da queste infrastrutture.

L'aggressione al territorio che viene utilizzato come bene di consumo, facendo perdere risorse preziose e irrinunciabili come l'acqua (rapporto COWI - Commissione Trasporti U.E. 2006).

I rischi legati alla salute pubblica, invano sanciti dalla Costituzione ed elusi dagli studi dei proponenti dell'opera e dall'ARPA Piemonte.

Questi ci sembrano motivi più che sufficienti per continuare ad essere contrari al TAV e a non accettare nessuna logica di compensazione.

La popolazione continuerà ad opporsi, indipendentemente da veri o presunti accordi con gli amministratori locali, anche perché non accetterà mai la
trasformazione dei propri territori e delle proprie valli in invivibili corridoi di transito.

La nostra ferma opposizione è immutata da ben 18 anni e tutti avranno modo di ribadirla ancora una volta alla manifestazione nazionale prevista per l'inizio dell'autunno; la prossima riunione del Coordinamento dei Comitati ne deciderà e renderà nota la data da sottoporre, come di prassi, all'assemblea popolare

29 giugno 2008

Coordinamento dei Comitati NO TAV Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura

i no in campeggio, le proposte dei movimenti su energia, acqua, rifiuti e trasporti.Dal 17 al 20 luglio ad aprilia

autore:
g

I NO in Campeggio
Le proposte dei movimenti su energia, trasporti e rifiuti

Dal 17 al 20 luglio quattro giorni di incontri e musica al Presidio No-Turbogas di Aprilia: per discutere, per informarsi, per continuare a lottare, per ribadire che l'ambiente non è una merce e che la nostra salute non è in vendita.

Ad oggi tutti conoscono la drammatica situazione dell’ambiente nei nostri territori: le strade delle nostre città sono sature di rifiuti, ovunque spuntano discariche abusive di ogni tipo, si continua a fare un uso indiscriminato di fonti energetiche non rinnovabili come petrolio, gas o carbone, si aprono nuovi aeroporti ed autostrade devastando il territorio e saccheggiando il nostro futuro.

Noi, Rete cittadini No-Turbogas Aprilia, Assemblea permanente No Fly Ciampino e Coordinamento No-Inceneritore Albano vogliamo continuare a vivere e a respirare! A respirare insieme, perché della logica maleodorante del profitto siamo davvero stufi.

Lo abbiamo dimostrato con le nostre mobilitazioni, con le nostre manifestazioni, con i nostri ricorsi al Tar, con le nostre feste, con le nostre petizioni e con i nostri presidi.

I cittadini vogliono riappropriarsi della loro vita e decidere insieme dei propri beni comuni. Questo insegnano le occupazioni della Rete No-Turbogas ad Aprilia, dei No-TAV in Val di Susa, dei No-Dal Molin a Vicenza contro l’ampliamento della base militare americana ed i blocchi di Chiaiano.

Abbiamo provato ad intrecciare i nostri percorsi ed abbiamo constatato come ogni passo di una singola vertenza a difesa del nostro ambiente è il pezzo di un puzzle che rappresenta un’alternativa possibile.

Siamo il popolo dei tanti NO, ma degli altrettanti SI: per questo vogliamo, attraverso spazi di condivisione e di dibattito, scambiarci ed allargare le nostre esperienze di lotta e le nostre proposte per un’evoluzione davvero democratica e sostenibile della società.

Dal 17 al 20 Luglio prossimi “I NO in campeggio”, con un campeggio libero intorno al Presidio No-Turbogas di Aprilia, perché vogliamo fare rete, provando a condividere analisi, pratiche ed iniziative, per ribadire che dobbiamo fermare, con determinazione e coraggio, i signori della speculazione e dello sfruttamento indiscriminato dei territori e delle persone!

Rete cittadini contro la Turbogas, Aprilia
Assemblea permanente No-Fly, Ciampino
Coordinamento contro l’Inceneritore, Albano

3 LUGLIO A ROMA PRESIDIO OPERATORI SOCIALI ALL'ASSESSORATO

autore:
Coordinamento Romano lav. Terzo settore
Sommario:
Contro i tagli ai servizi sociali presidio assemblea il 3 luglio in Viale manzoni 16 sotto l'assessorato dalle 12,30 alle 15,30

Comunicato radio/stampa del 30-6-2008

CONFERMATO PRESIDIO E MANIFESTAZIONE DEL 3 LUGLIO 2008 DALLE 12.30 ALLE 15.30 SOTTO L’ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI DEL COMUNE DI ROMA (VIALE MANZONI 16).

L’INIZIATIVA PUBBLICA E’ FINALIZZATA AD OTTENERE ASSICURAZIONI IN MERITO ALLE CONDIZIONI DI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DEGLI OPERATORI E OPERATRICI DI COOPERATIVE SOCIALI ED ENTI DEL TERZO SETTORE (a rischio molte centinaia di posti di lavoro dei precari), LO SBLOCCO DEI FINANZIAMENTI AI MUNICIPI PER GARANTIRE I SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI ED EDUCATIVI ESSENZIALI, PER IL REGOLARE PAGAMENTO DI STIPENDI E SALARI CONSEGUENTE A TALE BLOCCO DI FINANZIAMENTI, CONTRO LE RIDUZIONI E I TAGLI AI SERVIZI PER UNA RIORGANIZZAZIONE DEI SETTORI.
INIZIATIVA ORGANIZZATA DAL COORDINAMENTO DI ROMA LAVORATORI E LAVORATRICI DEL TERZO SETTORE E DALLE RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI USI AIT.
Il sindacato è stato inoltre convocato per il 2 e il 4 Luglio dalla segreteria dell’Assessorato e dalla Commissione consiliare permanente sulle politiche sociali.
Ancora in agitazione le lavoratrici precarie dei nidi della Farmacap, che hanno scioperato e manifestato il 26 giugno, in attesa di notizie dall’Assessora Belviso, competente anche per la vicenda dell’Azienda Farmacap (che ha convenzioni sia per la teleassistenza e la telecompagnia agli anziani sia per alcuni servizi educativi dove sono impiegate circa 60 educatrici in scadenza di contratto).

Le Rappresentanze sindacali aziendali USI AIT

Segreteria provinciale Unione Sindacale Italiana USI AIT

Coordinamento lav. di Roma del Terzo settore

per info
Unione Sindacale Italiana
Confederazione sindacale nazionale e di federazioni intercategoriali
Segreteria prov. di Roma e rappresentanze sindacali aziendali USI AIT Coop. Sociali
Via Iside 12 00184 Roma tel. 06/70451981 fax 06/77201444 e mail usiait1@virgilio.it

LIBERA RESISTE

autore:
Libertad
Sommario:
Libera resiste -- Otto anni di Autogestione

LIBERA RESISTE!

Compleanno otto anni di autogestione

SABATO 5 LUGLIO

Via Pomposiana 271 - MARZAGLIA(MO)

http://www.libera-unidea.org/

Sul piano rifiuti di Marrazzo

autore:
COMITATO MALAGROTTA

COMUNICATO DEL COMITATO MALAGROTTA
SUL PIANO RIFIUTI DI MARRAZZO

Il piano rifiuti presentato da Marrazzo il 24 giugno, l’ultimo – si spera – di una lunga serie, ricalca sostanzialmente tutte le contraddizioni e i condizionamenti imposti da una scelta: quella di affidare al privato monopolista la responsabilità della gestione dei rifiuti nel Lazio.
Soprattutto non è un piano rifiuti, ma è un compromesso, una mediazione tra diversi interessi, tra i quali quelli dei cittadini contribuenti sono all’ultimo posto.
Le anticipazioni dei mass media dei giorni precedenti e uno studio pieno di tabelle e dati fatto circolare prevedevano:
 l’obiettivo del raggiungimento della Raccolta Differenziata al 44,5% (che precisione!) nel 2012;
 il gassificatore di Albano;
 l’innalzamento della discarica di Malagrotta e/o l’apertura di un’ulteriore discarica in località Monti dell’Ortaccio, a poche centinaia di metri da quella di Malagrotta e, di fatto, un allargamento della stessa.
Ma questo studio, che si presume abbia impegnato esperti e tecnici per settimane e mesi, ha trovato l’opposizione di una parte della maggioranza che governa la Regione Lazio.
E così la presentazione del piano di Marrazzo è prima stata spostata dalle 11.00 alle 14,30 per poi iniziare dopo le 16.00, nella spasmodica ricerca di un accordo, o meglio di un compromesso, con la Sinistra.
I numeri e le soluzioni sono allora cambiati, diventando:
 la Raccolta Differenziata al 50% nel 2011;
 del gassificatore di Albano non si è parlato, pur se si è fatto cenno ad un’ulteriore necessità di combustione per 160.00 tonnellate/anno;
 le discariche verranno ampliate e prolungate fino al 2012, fino all’entrata a regime degli impianti, ma senza fare nomi o indicare luoghi.
Ora c’è da chiedersi che credibilità possa avere un Piano Rifiuti che è stato studiato per mesi, e nel quale sono state elaborate le previsioni di produzione dei rifiuti e i mezzi e soluzioni con cui farne fronte; e che poi invece viene cambiato nel giro di poche ore per accontentare quei “rompiscatole” della Sinistra. Allora non era uno studio serio.
E c’è da chiedersi anche come i rappresentanti della Sinistra possano ritenersi soddisfatti solo perché hanno ottenuto qualche percentuale in più di Raccolta Differenziata, senza nemmeno la garanzia che sarà raggiunta; perché aumentare e anticipare la RD significa mettere in campo risorse diverse e maggiori di quelle previste nel Piano, e delle quali però non si è fatto cenno nell’esposizione di Marrazzo. Mentre per quanto riguarda l’inceneritore di Albano e l’apertura di nuove discariche con l’ampliamento di quelle esistenti per milioni di tonnellate, questa prospettiva non è stata affatto esclusa, anzi, si è solo preferito non parlarne in termini chiari, nascondendo la testa nella sabbia.
Una prova di forza, quella della Sinistra, che dimostra ancora una volta tutta la sua debolezza e la mancanza di una prospettiva coerente, e non improvvisata di volta in volta, di un progetto di gestione dei rifiuti che superi il mero smaltimento e la subalternità al privato monopolista.
In tutto questo dobbiamo ricordare che non si è detta una sola parola su Malagrotta, che oltre alla megadiscarica in predicato di ampliamento e innalzamento, vedrà tra breve l’avvio di un gassificatore che non ha garanzie di funzionamento, ma che anzi nelle sue precedenti esperienze ha clamorosamente fallito; un impianto di cui non si conosce l’effettiva tecnologia di costruzione, né dove né come saranno trattate le migliaia di tonnellate di scorie inquinanti prodotte. E questo in una Valle Galeria già piena di impianti inquinanti e a rischio di incidente rilevante, che però non ha mai avuto un sistema di monitoraggio ambientale, e dove stiamo assistendo anche alla penosa vicenda di una centralina mobile “rimediata” dopo 8 mesi dall’autorizzazione all’acquisto “urgente”. Una centralina mobile messa a disposizione dei pur volenterosi e meritevoli tecnici dell’ARPA, che non può però entrare in esercizio perché non funziona l’impianto di refrigerazione e, a quanto pare, mancano anche i fondi per acquistare un condizionatore portatile….E nulla si sa ancora sul monitoraggio del sistema di controllo specifico delle emissioni del gassificatore, e sul protocollo di accordo fra COLARI, ARPA e Provincia che abbiamo proposto per la trasmissione in continuo dei dati e la loro pubblica accessibilità.
Nel frattempo però veniamo a sapere che per la riduzione della tassa sui rifiuti ai residenti intorno alla discarica, quello che noi avevamo definito “L’obolo della vergogna!”, sono stati spesi 574.000 euro nel 2007 e ne sono stati stanziati 1.000.000 per quest’anno!
In conclusione: un NON Piano che NON dice, NON indica, NON indirizza, lasciando, di fatto, mano libera alla lobby dell’incenerimento per scelte a favore dei soliti noti e contro gli interessi di tutti i cittadini. Ma che è coerente con il comportamento del Presidente/Commissario, che già pochi mesi dopo la sua elezione illudeva i cittadini della Valle Galeria dicendo di aver sospeso la costruzione del gassificatore; che nel 2006 proponeva la sceneggiata farsesca dei Tavoli di Confronto, e che nell’incontro in pompa magna del 20 luglio 2007 con i cittadini, dal Sindaco Veltroni, si guardava bene dall’informarli che 4 giorni dopo avrebbe ordinato un ulteriore prolungamento della discarica di Malagrotta.
Ma si evidenzia anche l’errore strategico che secondo noi è stato commesso dalla Sinistra in questi anni: di abbandonare, in fondo, il gassificatore di Malagrotta al suo destino.
Dopo una prima fase di resistenza attiva, infatti (“Sarebbe un fatto di una gravità inaudita se i lavori per il gassificatore fossero ripresi”, aveva dichiarato nel 2005 l’allora capogruppo Filiberto Zaratti, quando ancora vigeva la cosiddetta “sospensione” annunciata da Marrazzo…), l’opposizione al gassificatore si è progressivamente affievolita fino a scomparire del tutto. Creando, di fatto, una vera e propria frattura concettuale perché non si puo’ coerentemente sostenere una posizione anti-inceneritorista e un’alternativa seria e reale a sistema “cerroniano” di gestione dei rifiuti, se poi alla fine si approda ad una posizione di “real politik” in cui ci si riduce a dire, in sostanza, che “tre inceneritori vanno bene, ma quattro no…”
Un’ultima obiezione sul Piano Rifiuti, Marrazzo nella sua esposizione ha parlato anche di impianti di Trattamento Meccanico Biologico - evidentemente sotto la pressione delle Associazioni Ambientaliste e dei Comitati che spingono da tempo per questa soluzione per la chiusura del ciclo dei rifiuti – tentando però di spacciare per TMB anche gli impianti di preselezione dei rifiuti, già presenti a Malagrotta e Rocca Cencia e finalizzati alla produzione di Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR).
Poche idee ma ben confuse quindi; oppure una sola ma ben chiara: Non disturbare il manovratore !
Il quale esegue diligentemente gli ordini del “Partito Unico del CIP-6”, che unifica in una vasta coalizione tutto “l’Ambientalismo del Fare (Affari)”.

COMITATO MALAGROTTA
Roma 28 giugno 2008

Basta con l’aumento dei prezzi e delle tariffe!

autore:
(n)PCI
Sommario:
Basta con gli speculatori! Basta con il governo che sostiene gli speculatori! Mettiamo fine alla speculazione sui carburanti, sul cibo, sulle medicine e sulle materie prime!

(nuovo)Partito comunista italiano
Commissione Provvisoria del Comitato Centrale
 
Sito: http://lavoce-npci.samizdat.net
e.mail: lavocenpci40@yahoo.com
 
Delegazione
BP3  4, rue Lénine   93451 L'Île St Denis (Francia)
e.mail: delegazionecpnpci@yahoo.it
 
Comunicato 27 giugno 2008


Basta con l’aumento dei prezzi e delle tariffe!
Basta con gli speculatori!
Basta con il governo che sostiene gli speculatori!
Mettiamo fine alla speculazione sui carburanti, sul cibo, sulle medicine e sulle materie prime!

Non è vero che il governo e le altre Autorità sono impotenti di fronte all’aumento dei prezzi e delle tariffe, che non possono fare niente perché “è la globalizzazione”, “è il mercato”, “è la speculazione”: come se globalizzazione, mercato, speculazione fossero un “castigo di dio”!
Gli speculatori sono responsabili della bolla speculativa e dell’aumento dei prezzi delle materie prime, del petrolio, delle derrate alimentari, di tutta la sequela di aumenti di prezzi e tariffe che derivano direttamente o indirettamente dalle loro speculazioni. Ma gli speculatori sarebbero impotenti se non fossero protetti e favoriti dalle Autorità dei maggiori paesi imperialisti. Le autorità dei maggiori paesi imperialisti non sosterrebbero gli speculatori se la Corte Pontificia e le Autorità di paesi come l’Italia anziché collaborare, si opponessero energicamente agli speculatori, con i mezzi che già hanno a disposizione. La Corte Pontificia e le altre Autorità italiane sono quindi complici degli speculatori. Protestiamo contro la Corte Pontificia e le altre Autorità italiane fino a costringerle a mettere fine all’attività degli speculatori.
La speculazione non cade dal cielo, non è un’epidemia, una calamità naturale. Gli speculatori sono finanzieri noti alle Autorità, sono persone che dispongono di grandi somme di denaro, che manovrano il denaro dei fondi pensioni, delle assicurazioni, dei ricchi, delle banche e delle banche centrali (anche della Banca d’Italia), delle grandi aziende. Gli speculatori dominano il terreno, fanno i loro affari, mettono nelle tasche loro e dei loro mandatari soldi che succhiano dalle tasche di miliardi di uomini e donne, perché sono alla testa di un meccanismo finanziario e borsistico a cui collaborano tutte le Autorità. Per quanto riguarda il nostro paese, noi non saremmo colpiti dalle azioni criminali degli speculatori e dalle attività che seguono a catena, non verseremmo una parte ogni giorno crescente dei nostri salari, delle nostre pensioni, dei nostri redditi e risparmi nelle tasche degli speculatori, se questi non fossero spalleggiati dalla Corte Pontificia, dal governo, dalla Banca d’Italia, dalle grandi associazioni padronali, dalle forze politiche borghesi, da tutti quelli che hanno voce in capitolo e una qualche autorità in questo paese. Tutta questa gente è complice degli speculatori. O profittano anch’essi direttamente delle plusvalenze della speculazione o tengono spalla agli speculatori e ai complici degli speculatori perché hanno altri interessi in comune. Il governo Berlusconi si è precipitato a stabilire con la Finanziaria che i salari l’anno prossimo non potranno crescere più dell’1.7% (inflazione programmata), quando è già adesso evidente che sui beni elementari avremo un’inflazione superiore al 15%. Chi è in posizione di poter mobilitare la protesta delle masse popolari contro gli speculatori e i loro complici, contro le autorità che spalleggiano gli speculatori e non lo fa, non incomincia già ora a mobilitare, è responsabile delle conseguenze di quello che avviene, delle sofferenze e delle difficoltà che ogni giorno rendono più difficile, amara e incerta la vita di milioni di famiglie, della piccola criminalità che dilaga, del lavoro nero e dei traffici a cui milioni di persone devono darsi per sopravvivere.
La speculazione non è una calamità naturale. È un semplice e banale sistema di operazioni di Borsa, tenuto in moto da uomini ben vestiti, istruiti e rispettati. Persone perbene, avide di denaro come un maniaco sessuale è avido di sesso. Il potere gli viene dai mandatari che gli affidano i loro soldi e dalle Autorità che consentono loro di trafficare nelle Borse. Uomini che dispongono della massa enorme di denaro fornita dai ricchi e dalle loro istituzioni, dalle banche ordinarie e dalle banche centrali. Uomini che godono del sostegno e della complicità delle Autorità, del clero e dei ricchi.

Quale è a grandi linee il meccanismo della speculazione?
Nell’ultimo anno la speculazione ha investito il campo del petrolio, delle derrate alimentari e di altre materie prime e sta portando il loro prezzo al consumo a livelli crescenti di cui è impossibile prevedere la fine. Da venti anni oramai il sistema finanziario internazionale, di cui il nostro paese fa parte perché dominato dalla Corte Pontifica e dalla borghesia imperialista, passa da una bolla speculativa a un altra. Gran parte delle bolle speculative precedenti però riguardavano titoli di proprietà di aziende: le perdite e le vincite degli speculatori direttamente colpivano soltanto i proprietari di denaro che coscienti o meno lo affidavano agli speculatori. Solo indirettamente colpivano le aziende e quindi l’economia reale (quella che produce beni e servizi, che impiega proletari, che alimenta l’attività dei lavoratori autonomi). La bolla attuale invece riguarda materie prime, derrate alimentari e semilavorati. Essa si ripercuote direttamente sui prezzi al consumo e all’investimento. Causa direttamente fame, miseria, dissesto economico, disordini e delitti di ogni specie. I complici degli speculatori sono affamatori del popolo!
Come si è creata l’attuale bolla speculativa?
I mercati delle merci oggetto della speculazione sono già da tempo monopolistici. Il petrolio, le derrate alimentari, le materie prime più importanti sono nelle mani di poche grandi società che trafficano a livello mondiale. Una di queste è l’ENI. Prendono in mano o hanno già in mano la produzione e gestiscono tutto il giro fino al supermercato o alla società di distribuzione che rifornisce i venditori al dettaglio. Sono quindi mercati che erano predisposti per la speculazione. La sovrapproduzione assoluta di capitale e lo scoppio della bolla precedente, quella dei mutui ipotecari USA, hanno resa attuale la bolla speculativa.
Il meccanismo della speculazione in sintesi si svolge così. Ogni derrata (petrolio, grano, soia, riso o che altro), materia prima o semilavorato è accaparrato per una somma h (di dollari, euro), in largo anticipo sulla produzione e la consegna. Nasce quindi un titolo di proprietà: un certificato che dà diritto a ritirare alla data x un quantitativo y. Il proprietario di questo titolo lo mette in vendita a un prezzo H. Il nuovo proprietario lo rivende a un prezzo H’. I passaggi possono proseguire senza limiti, alla velocità che l’organizzazione delle borse e la rete mondiale dei loro collegamenti consentono. Esistono borse specializzate per le operazioni di compravendite di questi titoli, ognuna specializzata per alcuni tipi di merci. Le principali a livello mondiale sono a New York, Chicago e Londra. Gli speculatori di tutto il mondo fanno capo, direttamente o tramite intermediari, a queste Borse.
I prezzi H, H’, ecc. di ogni titolo (il corso del titolo) sono determinati dalla speculazione. Uno speculatore che è convinto che tra qualche ora, giorno o mese potrà rivendere un titolo al prezzo H”, è disposto a pagare cifre che si rapportano non al prezzo h segnato nel contratto iniziale (quello che il produttore ha percepito o percepirà) né al prezzo che la merce ha in quel momento sul mercato dei consumatori e degli investitori (capitalisti industriali, lavoratori autonomi, ecc.), ma a quello che prima o poi potrà ricavare dalla vendita del titolo.
Il prezzo del titolo (il corso del titolo) può salire al di là di ogni limite
1. se gli speculatori (cioè i proprietari di somme di denaro non impiegato altrimenti: né come capitale nel ciclo produttivo di beni o servizi, né come capitale finanziario, né come tesoro, né per consumi) sono numerosi;
2. se la fiducia nella crescita del prezzo è alimentata con opportune iniziative (voci su guerre in arrivo tipo l’aggressione sionista e americana all’Iran, minacce di guerre o disordini che turberebbero la produzione, previsioni di brusche variazioni della produzione o del consumo futuri, voci su determinate politiche di scorte da parte di Autorità, ecc. ecc.);
3. se gli speculatori ricevono in abbondanza denaro a basso tasso di interesse dal sistema bancario (che fa capo a banche centrali e nel quale ogni banca si muove con tanta maggiore autonomia quanto maggiore è la liquidità di cui dispone e più liberali le leggi e le norme che regolano la sua attività, insomma quanto più le Autorità lasciano liberi i banchieri);
4. se le leggi e le norme che regolano l’attività delle borse lasciano agire ogni speculatore con molta libertà (bassi anticipi sugli acquisti a termine, scarse garanzie, possibilità di emettere titoli derivati sul corso dei titoli primari, ecc.).
Come si vede le quattro condizioni indicate sono tutte condizioni che non cadono dal cielo né sono fatali: le leggi e le regole sono stabilite da Autorità politiche o di categoria (come la Banca Centrale Europea, la Federal Reserve USA, le Commissioni di Sorveglianza delle Borse, le associazioni di categoria, che a loro volta dipendono più o meno strettamente dalle Autorità politiche). La speculazione non potrebbe aver luogo se le Autorità volessero impedirla, anche solo con un centesimo della determinazione con cui si impegnano e collaborano a stroncare i finanziamenti delle organizzazioni da esse proscritte come terroriste.
La speculazione in corso e il carovita conseguente sono possibili perché i finanzieri dispongono di cifre enormi di denaro da giocare nelle speculazioni. Le fonti di questa disponibilità sono
1. la privatizzazione delle pensioni (fondi pensioni), delle assicurazioni, della sanità (mutue private): essa ha posto e pone cifre enormi a disposizione di finanzieri che devono farle fruttare;
2. la sovrapproduzione di capitale e la crescente disuguaglianza dei redditi: chi percepisce alti redditi, per quanto viva nel lusso e scialacqui, non li consuma interamente in acquisto di beni e servizi e affida denaro a istituzioni finanziarie perché lo facciano fruttare - il lavoratore a basso reddito consuma tutto il denaro che riceve in spese per acquistare beni e servizi;
3. la possibilità per le banche centrali e le altre di creare denaro concedendo prestiti: l’accesso al credito a sua volta dipende da leggi, norme e accordi espliciti o taciti, ma noti e chiari.
Quindi, ancora una volta, se le Autorità non seguissero le politiche di arricchimento dei ricchi e impoverimento dei lavoratori, di privatizzazione, di libertà per i ricchi che invece seguono, la speculazione non sarebbe possibile. L’impotenza che le Autorità proclamano di fronte alla speculazione è un imbroglio.
Quando arriva la scadenza di un dato titolo, il signor A che lo ha in mano ritira la derrata che ha pagato H e la mette in vendita (a consumatori o investitori) alla somma X.
Perché nonostante i prezzi crescenti i consumi non diminuiscono e la derrata viene pagata X?
1. Perché alcune domande sono incomprimibili (qualunque sacrificio o delitto piuttosto di farne a meno: cosa non si farebbe piuttosto che farsi tagliare la luce, restare al freddo o smettere di mangiare?).
2. Perché le aziende possono alzare i prezzi di vendita dei loro prodotti e quindi sono disposte a pagare a qualsiasi prezzo le merci di cui hanno bisogno.
3. Perché i ricchi possono pagare qualsiasi cifra.
4. Perché in alcuni paesi (Cina, India e altri) aumenta il numero dei ricchi (in grande misura grazie alle delocalizzazioni e allo sfruttamento all’osso dei lavoratori fatto da Autorità sostenute da quelle dei nostri paesi).
5 Perché i sussidi pubblici coprono una parte del prezzo al consumo e così mantengono alta la domanda.
6. Perché il sistema bancario mette a disposizione dei consumatori e degli investitori nuovo denaro (acquisto a credito).
7. Perché vi sono ancora vecchi risparmi da prosciugare.
Ancora una volta si vede che senza il concorso e la complicità delle Autorità e la distribuzione ineguale del reddito (che le Autorità fomentano) i prezzi al consumo non potrebbero crescere come crescono.

Ma le Autorità di un paese come l’Italia potrebbero da sole contrastare la speculazione?
Consideriamo anzitutto il caso dell’ENI. L’ENI il petrolio non lo compra né a New York né a Londra. Ha accordi a lungo termine con molti paesi per lo sfruttamento di giacimenti. L’ENI è dello Stato italiano e obbedisce alle leggi e agli ordini delle Autorità italiane. È il governo che nomina i suoi dirigenti principali. L’ENI è in grado di determinare il prezzo dei carburanti e delle benzine in Italia e costringere chi vuole stare sul mercato italiano ad adeguarsi ai prezzi che fa. Può stringere accordi con altri paesi produttori di petrolio, assicurare sbocchi sicuri a paesi minacciati di sanzioni come l’Iran. Invece conferisce il suo petrolio al mercato della speculazione e fa enormi profitti ogni anno. Sono i soldi che i lavoratori dipendenti e autonomi ci smenano ogni anno per benzina, riscaldamento e le ripercussioni che l’aumento del prezzo del petrolio e dell’energia ha sul prezzo di mille altri prodotti.
Quello che vale per l’ENI e il petrolio, vale per altre società in altri settori. Ci sono produttori di molti paesi che le potenze imperialiste sottopongono a sanzioni economiche, che hanno difficoltà a vendere i loro prodotti e che sarebbero felici di fare accordi a lungo termine con le grandi società dell’industria alimentare italiana e con le catene della grande distribuzione. Perché queste non lo fanno? Perché sono in mano agli speculatori, ai complici degli speculatori o perché per farlo hanno bisogno del sostegno finanziario e politico delle Autorità e delle banche, di fronte alle minacce e alle sanzioni di cui sarebbero bersaglio.
Credete poi che se le Autorità di un paese come l’Italia, la Corte Pontificia con la sua grande autorità internazionale prendessero decisamente e praticamente posizione contro gli speculatori e i loro crimini, contrastassero energicamente la loro azione, le Autorità di altri paesi potrebbero tutte continuare indisturbate a condurre la loro attuale politica criminale di collusione con gli speculatori? Già qua e là esplodono ribellioni, rivolte, proteste. Si moltiplicherebbero e diventerebbero irresistibili.

Ma proporre una simile azione nazionale dalle grandi, sicure ed efficaci ripercussioni internazionali alla Corte Pontificia e alle altre Autorità italiane è come chiedere alle volpi di proteggere i polli, ai ladri di lottare contro i furti, ai pedofili di custodire bambini. Ma noi non siamo né polli né bambini. Noi possiamo lanciare campagne di proteste contro la Corte Pontificia e le altre Autorità italiane perché tengono corda agli speculatori, perché non fanno neanche un centesimo di quello che possono fare per mettere fine, almeno nel nostro paese, a cominciare dal nostro paese, ai crimini degli speculatori. Tutti i partiti politici, dal PD al PdL alla Lega Nord oggi sono complici degli speculatori, perché non fanno niente per fermarli, ammesso che non profittino anche delle loro operazioni. Non Lega per la libertà del Nord dovrebbe chiamarsi, ma Lega per la sottomissione del Nord agli Speculatori (LNS)! Non Popolo delle libertà, ma Popolo delle Libertà per gli Speculatori (PdLS)! Non Partito Democratico, ma Partito della Democrazia degli Speculatori (PDS)! Non a caso distraggono la gente con chiacchiere innocue sulle (vere) malefatte di Berlusconi che ogni giorno da bravo gliene fornisce una nuova a fare da diversivo!
Cosa aspetta la CGIL a chiamare lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi a scendere in piazza uniti contro la Corte Pontificia e le altre Autorità italiane che spalleggiano gli speculatori? Una iniziativa del genere metterebbe la Corte Pontificia e le altre Autorità con le spalle al muro: o ammettere pubblicamente la loro complicità e solidarietà con gli speculatori e smascherarsi o prendere le misure e fare i passi necessari per porre fine alla speculazione.
Ma quello che non fanno di loro iniziativa né Epifani né gli altri esponenti della destra dell’aristocrazia operaia, possono almeno iniziare a farlo gli altri esponenti della sinistra sindacale e della sinistra politica.
Noi chiediamo ai sindacati di base, ai sindacati alternativi (Slai Cobas, Slai Cobas per il sindacato di classe, Sindacato Lavoratori in Lotta per il sindacato di classe, Sindacato dei Lavoratori, Rappresentanze di base, ecc.), alla sinistra sindacale (FIOM, Rete 28 Aprile, ecc.), a quello che resta della sinistra borghese (PRC, PdCI, ecc.), ai frammenti in libertà della vecchia sinistra borghese (PCL, SC, PdAC, ecc.), alle FSRS (P-CARC, Proletari Comunisti, Rete dei Comunisti, ecc.), ai comitati di resistenza e a tutte le associazioni e i gruppi veramente popolari e decisi a difendere senza riserve gli interessi e i diritti delle masse popolari, di prendere accordi per convocare assieme manifestazioni di protesta contro la Corte Pontificia e la altre Autorità complici degli speculatori.


Non lasciamo via libera ai fautori della fame, della miseria, del malessere!

La migliore e più radicale misura per migliorare la sicurezza e la solidarietà è un ordinamento sociale che permette a tutti di guadagnarsi da vivere lavorando onestamente. Per prevenire il crimine e i traffici loschi, bisogna anzitutto che tutti possano vivere dignitosamente del proprio lavoro. La speculazione è anche un’infezione criminogena.
La lotta contro il carovita e contro gli speculatori e i loro complici è una parte essenziale della resistenza al procedere della crisi generale del capitalismo.
L’inquinamento della Campania per la gestione criminale dei rifiuti ha smesso di essere un affare per le Autorità ed è diventato un problema che devono risolvere, solo quando le masse popolari si sono mosse e l’hanno fatto diventare un problema di ordine pubblico.
Il successo finora conseguito dagli oppositori alla seconda base USA a Vicenza, da quanti lottano contro la TAV in Val di Susa e da altri organismi di resistenza, indica la strada che bisogna seguire contro la Corte Pontificia e la altre Autorità complici degli speculatori.


Facciamo della speculazione e del carovita un problema di ordine pubblico!

Abbasso il governo della miseria, della tasse e della repressione!

Promuovere e appoggiare la resistenza delle masse popolari del nostro paese al procedere della crisi!

Organizzare e promuovere la protesta delle masse popolari contro il carovita, contro gli speculatori e i loro complici!

La lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista è il contesto necessario perché crescano su grande scala la coscienza politica e l’organizzazione delle masse popolari italiane autoctone e immigrate e si sviluppino con forza e con successo la loro lotta per la difesa e l’ampliamento delle conquiste e per un lavoro dignitoso e sicuro per tutti, la loro resistenza al procedere della crisi, la loro lotta contro il carovita, contro gli speculatori e contro la Corte Pontificia e le altre Autorità che li sostengono, contro lo squadrismo fascista e razzista e contro le Organizzazioni Criminali, per la civiltà e il benessere!

Che i lavoratori, le donne, i giovani più avanzati si arruolino nelle fila del Partito comunista, degli organismi della resistenza e delle organizzazioni di massa e contribuiscano alla rinascita del movimento comunista!

Rafforzare la struttura clandestina centrale del (nuovo)Partito comunista italiano, moltiplicare il numero dei Comitati di Partito e migliorare il loro funzionamento, sviluppare il lavoro sui quattro fronti indicati dal Piano Generale di Lavoro!

Costruire in ogni azienda, in ogni zona d’abitazione, in ogni organizzazione di massa un comitato clandestino del (n)PCI!