
13 marzo 2008
MEHDI KAZEMI E’ SALVO.
GRUPPO EVERYONE FESTEGGIA CON I SUOI ALLEATI E ANNUNCIA NUOVE CAMPAGNE PER LA VITA
Dopo la storica approvazione dell’urgente Risoluzione europea sul caso di Seyed Mehdi Kazemi (vedi sotto), l'Home Office britannico, Jacqui Smith, ha deciso poche ore fa di sospendere la procedura che prevede la deportazione in Iran del ragazzo gay, membro del Gruppo EveryOne.
Quanto avvenuto oggi è il risultato della mobilitazione internazionale che ha visto in prima linea il Gruppo EveryOne con il Partito Radicale Nonviolento e le Associazioni Nessuno Tocchi Caino e Certi Diritti. "Quando ci siamo assunti l'impegno di tentare di salvare Mehdi," dichiarano con entusiasmo i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "il giovane gay iraniano era destinato alla deportazione a alla morte sulla forca in Iran. Poi attorno a noi e ai nostri alleati si è creata una rete di solidarietà che ha evitato un altro crimine contro i Diritti Umani. E' il primo passo verso una società non più indifferente, ma capace di rispettare i diritti dei profughi, che sono l'anello più debole dell'umanità".
Non si può che esprimere la più profonda soddisfazione per questa grande vittoria sul campo dei diritti umani, che ha portato alla salvezza di una vita umana e ha scritto una pagina importante di Storia europea: d'ora in poi i massimi organismi garantiranno che in tutti i paesi dell'Unione Europea venga applicata la Direttiva 2004/83/CE, che impone il riconoscimento dello status di rifugiato anche alle persone perseguitate nel loro paese di origine a causa del loro orientamento sessuale.
"E' un trionfo per la civiltà umana," concludono i leader di EveryOne, "preludio alle nostre nuove campagne, il cui fine è la salvaguardia dei profughi e di altre minoranze perseguitate. Mentre festeggiamo la salvezza di una vita, però, dobbiamo lottare perché le nazioni si pongano sulla via dei Diritti Umani e abbandonino persecuzioni e ingiustizie che sono il retaggio di epoche che è necessario lasciarsi alle spalle".
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com
GAY IRANIANO MEHDI: DOPO CAMPAGNA GRUPPO EVERYONE E RADICALI, STRAORDINARIA MOBILITAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
APPROVATA URGENTE RISOLIUZIONE EUROPEA SUL CASO DI MEHDI KAZEMI
In questi minuti, giunge da Bruxelles la notizia che è stata approvata con 60 voti (46 a favore, 2 contrari e 12 astenuti) in Parlamento Europeo una risoluzione urgente sul caso di Seyed Mehdi Kazemi, diciannovenne gay iraniano – membro del Gruppo EveryOne –, che sta per essere estradato in queste ore dall’Olanda al Regno Unito. Da Londra rischiava la deportazione immediata a Teheran, dove lo attende la pena capitale perché omosessuale.
Sottoscritta da 142 eurodeputati e da 62 Lord della “House of Commons” britannica, la Risoluzione del Parlamento Europeo sul caso di Mehdi Kazemi è stata accolta dopo che il Gruppo EveryOne (www.everyonegroup.com), in concerto con il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, e le associazioni Certi Diritti e Nessuno Tocchi Caino, aveva sollecitato un tempestivo intervento dell’Unione Europea sull’intera questione per salvare la vita al giovane. Nel testo, che sarà inoltrato nelle prossime ore alla Commissione UE, al Consiglio europeo, agli Stati membri, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e allo stesso Mehdi Kazemi, si chiede esplicitamente all’Olanda e al Regno Unito che “trovino una soluzione comune in modo da assicurare che sia concesso asilo o protezione sul territorio dell'UE a Mehdi Kazemi e che egli non sia espulso in Iran, dove sarebbe giustiziato, garantendo così il pieno rispetto dell'articolo della Convenzione europea sui diritti dell'uomo da parte di tutte le autorità europee e segnatamente, nella fattispecie, dal Regno Unito”.
“Mehdi, prima del nostro intervento, ha tentato in ogni modi di sottrarsi alla deportazione verso la forca in Iran, ma solo l'incredibile successo della campagna che abbiamo attivato, in collaborazione con i Radicali e gli eurodeputati Marco Cappato e Marco Pannella – primi firmatari della risoluzione – ha impedito, per ora, che venisse assassinato” è il commento di Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader del Gruppo EveryOne, che ha seguito l’intera vicenda e ha dato l’allarme. “Questa volta,” spiegano gli attivisti di EveryOne, mobilitatisi anche per la campagna della rifugiata lesbica iraniana Pegah Emambakhsh – che tuttora rischia la deportazione da Londra, non avendo l’Home Office ancora accolto il suo ricorso in appello – “non abbiamo chiesto ai cittadini del mondo di mandare fiori a Jacqui Smith o a Gordon Brown, perché le massime autorità britanniche hanno dimostrato di non avere alcun rispetto per la vita umana. Mandare un ragazzino di 19 anni, innocente, a morire con la corda al collo, per loro è solo una pratica burocratica.”
La campagna del Gruppo EveryOne, partita dopo l’allarme lanciato agli attivisti dallo zio di Mehdi e da alcuni suoi conoscenti, è stata mirata a coinvolgere in una prima fase i media internazionali e nella fase successiva le massime Istituzioni europee e l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati. “Fin dall'avvio, la campagna ha ottenuto risultati inaspettati,” dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau “che hanno sconcertato i responsabili delle deportazioni. Già perché nell'arco di pochi giorni hanno risposto all'appello le principali televisioni del mondo – dalla BBC all'ABC, da SKY News alla CNN, fino alla RAI londinese, e i principali quotidiani del mondo: dal Corriere della Sera a El Paìs, fino all’Independent, al Times, al Guardian. Grazie allo straordinario amplificatore mediatico,” continuano “non è stato difficile portare a conoscenza delle Istituzioni internazionali, a partire dal Parlamento Europeo, la persecuzione in atto nel Regno Unito contro i profughi, omosessuali e non. Ora sarà difficile che le deportazioni di Mehdi Kazemi, così come di Pegah Embakhsh – anche lei citata nel testo di risoluzione europeo –, possano avere luogo, anche se l'atteggiamento del Regno Unito verso i profughi deve farci rimanere in allarme e richiede un immediato intervento da parte dell’Alto Commissariato per i Rifugiati”.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
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Segue il testo completo della Risoluzione del Parlamento europeo sul caso di Mehdi Kazemi
Il Parlamento europeo,
– vista la Convenzione europea sui diritti dell'uomo, in particolare l'articolo 3, che vieta l'allontanamento, l'espulsione o l'estradizione di persone verso un paese in cui esiste un rischio serio che esse siano sottoposte alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti;
– vista la Carta dei diritti fondamentali, e in particolare l'articolo 18 sul diritto all'asilo e l'articolo 19 sulla protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione,
– vista la Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e il Protocollo del 31 gennaio 1967 relativa allo status dei profughi,
– visti la direttiva 2004/83/CE del Consiglio recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta (direttiva sulle qualifiche in materia di visto) e il regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo (regolamento di Dublino) nonché gli altri strumenti dell'UE in materia di asilo,
– vista la lettera del 10 settembre 2007 del Presidente del Parlamento europeo al Primo ministro britannico sul caso di Pegah Emambakhsh, cittadina iraniana lesbica che ha rischiato di essere espulsa in Iran dopo che la sua richiesta di asilo è stata rifiutata,
– visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. visto che Mehdi Kazemi, cittadino iraniano gay diciannovenne, ha chiesto asilo nel Regno Unito e si è visto respingere la sua domanda; che, temendo l'espulsione, è fuggito nei Paesi Bassi dove ha presentato domanda di asilo; che le autorità olandesi, dopo aver esaminato la sua domanda, hanno deciso di rimandarlo nel Regno Unito,
B. considerando che spetta ora alle autorità britanniche prendere una decisione finale in merito alla sua domanda di asilo e l'eventuale espulsione in Iran,
C. considerando che è prassi abituale delle autorità iraniane incarcerare, torturare e giustiziare, in particolare omosessuali; che il partner di Mehdi è già stato giustiziato, mentre suo padre lo ha minacciato di morte,
D. considerando che nel caso analogo di Pegah Emambakhsh le autorità britanniche hanno deciso, a seguito delle pressioni internazionali, di non espellerla in Iran, anche se non è ancora chiaro quale sarà il suo destino,
E. considerando che il portavoce del Primo ministro, pur senza commentare il caso di Mehdi Kazemi, ha dato generali garanzie sul fatto che le procedure del Regno Unito in materia di asilo sono conformi agli impegni internazionali, che è concessa la possibilità concessa di fare appello contro decisioni in materia di asilo dinanzi a un giudice indipendente e che le autorità non allontaneranno nessuna persona che corra rischi al suo ritorno,
F. considerando che occorre prestare maggiore attenzione alla corretta applicazione del diritto dell'UE in materia di asilo negli Stati membri per quanto riguarda l'orientamento sessuale,
1. esprime la sua grave preoccupazione per la sorte riservata a Mehdi Kazemi;
2. chiede la corretta e integrale applicazione della direttiva sulle qualifiche in materia di asilo che riconosce la persecuzione in base all'orientamento sessuale come uno dei motivi per la concessione dell'asilo e prevede che gli Stati membri debbano esaminare il caso individuale e la situazione nel paese di origine, comprese le sue normative e regolamentazioni e il modo in cui sono applicate;
3. ritiene che l'UE e i suoi Stati membri non possano applicare normative e procedure europee e nazionali in un modo che possa comportare l'espulsione di persone verso un paese terzo in cui rischierebbero di subire persecuzioni e torture o di essere messe a morte in quanto ciò si configurerebbe come una violazione degli obblighi europei e internazionali in materia di diritti umani;
4. rivolge un appello agli Stati membri interessati affinché trovino una soluzione comune in modo da assicurare che sia concesso asilo o protezione sul territorio dell'UE a Mehdi Kazemi e che egli non sia espulso in Iran, dove sarebbe giustiziato, garantendo così il pieno rispetto dell'articolo della Convenzione europea sui diritti dell'uomo da parte di tutte le autorità europee e segnatamente, nella fattispecie, dal Regno Unito; chiede alla Commissione e al Consiglio di cooperare pienamente con gli Stati membri su questo caso;
5. chiede alle istituzioni e agli Stati membri dell'UE di intraprendere azioni per prevenire in futuro situazioni del genere, attraverso la cooperazione e orientamenti dell'UE atti a trovare soluzioni a casi analoghi; chiede alla Commissione di controllare e valutare l'applicazione della normativa dell'UE in materia di asilo negli Stati membri, in particolare per quanto riguarda l'orientamento sessuale, e di riferire in merito al Parlamento europeo; sottolinea che la Commissione ha annunciato che nel 2008 saranno apportate modifiche al regolamento di Dublino e alla direttiva sulle qualifiche in materia di asilo che riguarderanno le questioni sollevate nella presente risoluzione;
6. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, agli Stati membri, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e a Mehdi Kazemi.