Jayuss

[sportsottoassedio] Diario 25 e 26 marzo

autore:
imc roma
Sommario:
Due giornate intense hanno portato la carovana prima verso l'universita' Al Quds di Abu Dis e poi nel villaggio di Jayyus.

25/03/08

La strada verso Abu Dis e' un lungo cammino tortuoso in cui si e' costretti a passare un check point e nonostante siano pochi km ci mettiamo circa 1 ora e mezza; se si potessero usare le strade israeliane la strada si potrebbe percorrere in circa 15 minuti.

Abu Dis e', anzi ERA, un quartiere della periferia di Gerusalemme che e' stato completamente circondato dal muro e reso municipio autonomo nell'ambito della "de-arabizzazione" di Gerusalemme stessa. L'universita' si trova proprio a ridosso del muro regalando un profilo inquietante e rendendo la vita se non impossibile sicuramente ardua per tutti e tutte coloro che ci vivono, visto che qualsiasi movimento deve essere "registrato" dai militari israeliani. Lo stesso discorso vale per coloro che non abitano a Gerusalemme ma che frequentano pero' l'universita' di Abu Dis.
Dopo la calorosa accoglienza da parte di docenti e studenti, la giornata sportiva e' proseguita con due sconfitte delle nostre rappresentative negli incontri di calcio maschile e femminile e basket femminile. Un gruppo di persone ne ha approfittato per lasciare "il segno" attraverso la realizzazione di un paio di graffiti proprio sull'infame muro, di cui uno dedicato a "Dax".

In serata il trasferimento a Jayuss, nel "Charity Center" del villaggio. Il benvenuto della comunita' locale e il party che inizia con canzoni italiane e inno palestinese e si conclude con la proiezione di un documentario che racconta la storia del villaggio e le drammatiche conseguenze della costruzione del muro e' emozionante e coinvolgente.
La giornata e' stata intensa, si cerca quindi di dormire.

26/03

La sveglia naturale del gallo e delle pecore ci riporta alla realta' del villaggio di Jayyus. La giornata che aspetta la carovana e' densa di avvenimenti.

La mattina l'incontro con con "Stop the Wall", grazie al quale tutte e tutti abbiamo una situazione piu' chiara sul muro e sulla "prigione" di Gaza e sulla situazione di tutta la palestina e del suo popolo. In seguito andiamo a visitare la "porta" meridionale che limita l'accesso ai campi degli ulivi e alle coltivazioni. Lo spettacolo e' impressionante e i militari non tardano ad arrivare vista la nostra presenza. Ai nostri piedi una terra particolare che permette all'esercito di poter tracciare ogni passaggio che sia a piedi o con un mezzo. Il destino di questo villaggio e' simile a quella di coloro che hanno visto in questi anni costruirsi intorno un muro ed essere cacciati dai campi coltivati, prima risorsa economica degli abitanti della zona. Sorprende come una zona ricca di alberi di olivi non riesca a sfamare una intera popolazione e tutto questo grazie alle "politiche" di apertura e chiusura di quelle porte che una volta li portava neo "loro" campi. Dopo la visita incontriamo il sindaco di Jayyus.

Nel pomeriggio la carovana si reca alla "porta" settentrionale dell'enorme paese dove "l'accoglienza" dei militari israeliani e' immediata, entrano nel territorio palestinese proprio per fronteggiare gli attivisti e le attiviste "ree" di essersi avvicinate troppo al muro. Come deterrente per la carovana e per gli abitanti di Jayyus sono stati sparati anche alcuni lacrimogeni, esplosi a distanza, sintomo dell'arroganza delle forze armate israeliane.

La giornata e' terminata con gli emozionanti workshop per bambini con i giocolieri e la murga da una parte e di un incontro tra le compagne e le donne della comunita' di Jayyus.

Da registrare l'ennesima sconfitta della squadra maschile di calcio... i bimbi incontrati all'uscita del campo ci sfottono simpaticamente al grido di 8 a 1... si prospettano cambi al vertice e dimissioni dell'allenatore :)