Generale

Firmiamo e divulghiamo la petizione contro la schedatura dei Rom

Autore:
Gruppo EveryOne
Immagine5:
Sommario:
Una Petizione seguita dalle più importanti Istituzioni europee: firmiamola, diffondiamola e cambiamo la Storia

Firmate la petizione contro la schedatura dei Rom, con o senza impronte digitali

Promotori: La Voix des Rroms - Gruppo EveryOne. Il ministro dell'interno italiano, il leghista Roberto Maroni, ha annunciato recentemente la sua intenzione di procedere con il rilievo delle impronte digitali dei Rrom che si trovano in Italia, compresi i bambini. Con deplorevole cinismo, giustifica questa misura discriminatoria con la necessità di proteggere i minori!
La proposta è stata stigmatizzata da personalità italiane della politica e della cultura, dalla società civile, dall'Unicef, dalla Commissione europea e dal Consiglio di Europa. Maroni, tuttavia, continua a sostenere il suo progetto. Il governo Berlusconi è criticato in Europa e nel mondo democratico per le sue politiche persecutorie nei confronti dei Rrom.

L'Indipendent ha definito questo suo atteggiamento, nell'editoriale del 27 giugno, "un raptus di crudeltà" e ha definito il ministro Maroni come un uomo "tristemente noto per il suo atteggiamento xenofobico". L'editoriale si conclude con questa lapidaria considerazione: "Ogni atto di violenza popolare contro gli stranieri, ogni caso di discriminazione ufficiale nei confronti dei Rrom diminuisce la pretesa del Paese di essere considerato una nazione civile".
Siamo completamente d'accordo e diciamo NO a un atteggiamento che richiama gli anni più foschi della Storia europea e mondiale. Non dimentichiamo che i Rrom sono stati usati spesso come cavie per le politiche di persecuzione e sterminio, come quei bambini Rrom cecoslovacchi sui quali i nazisti sperimentarono lo Zyklon B, prima di utilizzarlo nelle camere a gas.
Firmate la petizione contro la schedatura etnica dei Rom e impedite il ritorno della peste bruna:

http://www.petitiononline.com/08041971/petition.html

Per informazioni:
EveryOne Group
Tel. (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

coppia di fatto

Autore:
nkh
immagine4:
la coppia di fatto
Sommario:
un legame indissolubile.

A distanza di appena due mesi dall'insediamento del neofascista Alemanno in
Campidoglio e le polemiche sugli apparentamenti pre-ballottaggio, l'unione
tra Storace ed Alemanno si è finalmente consumata...

No Fly al Ministero dei Trasporti: diminuire i voli subito! Dal 17 al 20 luglio campeggio autogestito ad Aprilia

Autore:
Assemblea Permanente No-Fly
Immagine5:
Foto all'ombra
Sommario:
Consegnata una bandiera annerita dal kerosene e una lettera-documento

Oggi, venerdì 20 giugno, l'Assemblea Permanente No-Fly e gli di abitanti di Ciampino, Roma e delle frazioni di Marino hanno manifestato presso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per ottenere l'immediata e drastica riduzione dei voli dello scalo "G.B.Pastine".
Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro, durato oltre un'ora, con un funzionario del Ministero: siamo stati ricevuti dal vice capo di gabinetto il quale, tra l'altro, già collaborava con il precedente ex-Ministro on. Bianchi. A lui abbiamo consegnato una nostra bandiera che è stata esposta per alcune settimane a S.Maria delle Mole, la quale ha subìto gli scarichi di kerosene fino a cambiare il suo colore da bianco a nero. Questo rende evidente uno dei problemi, quello legato alle polveri sottili e alla salute delle migliaia di persone interessate dal problema, senza troppi giri di parole.

Inoltre, abbiamo sintetizzato su un documento di quattro pagine (www.no-fly.info), anch'esso inoltrato al Ministro, quali sono gli aspetti che più ci preoccupano e che hanno già causato danni alla popolazione e al territorio circostante lo scalo.

Il vice capo di gabinetto ha assunto alcuni impegni rispetto alle nostre segnalazioni sui continui movimenti notturni e sul sistematico mancato rispetto delle rotte di sicurezza degli aerei: sapremo a breve quali numeri telefonici saranno a disposizione dei cittadini per comunicare tali abusi.
Lo stesso funzionario ha voluto evidenziare come le amministrazioni locali furono molto favorevoli ai progetti di incremento del traffico aereo su Ciampino. Oltre a rivendicare l'utilità del decreto Bianchi, che ha diminuito solo del 10% i voli dopo l'aumento del 200%, ha ribadito come esso resterà valido anche dopo la fine dei lavori sulla pista e che quindi le compagnie aeree low-cost non potranno effettuare più di 100 voli al giorno. Il problema che abbiamo posto è che ce ne sono altrettanti di altro tipo: cargo, postali, privati, di stato. Inoltre, alcune low-cost hanno già comunicato l'apertura di nuove rotte previste ad ottobre e l'aumento delle frequenze su tratte già attive; la risposta che abbiamo avuto è che esse sicuramente saranno entro il limite dei 100 voli giornalieri oppure sostituiranno altri movimenti che verranno soppressi. Allora abbiamo chiesto di conoscere quali saranno questi aerei soppressi per far posto a nuovi voli ma dovremo aspettare di essere ricontattati perché lo stesso funzionario non ne era al corrente...

Per quanto riguarda i continui rullaggi, rumori e conseguenti scarichi durante le operazioni a terra c'è stata promessa una maggiore attenzione ma siamo tutti chiamati a vigilare e segnalare immediatamente simili disturbi che compromettono la qualità della vita soprattutto di chi vive a ridosso della pista. Riteniamo importante e grave allo stesso tempo il fatto che lo stesso Ministero dei Trasporti punti a delocalizzare i voli di Ciampino su Viterbo. Fiumicino, invece, è ritenuto "saturo". Non possiamo attendere anni per la risoluzione del problema che avverrebbe, tra l'altro, comportando gravi danni al territorio e alla salute degli abitanti della Tuscia. Così abbiamo chiesto di poter visionare i piani industriali che AdR ha da poco consegnato all'ENAC e che prevedono un ulteriore spaventoso aumento del traffico aereo nel Lazio: vogliono passare dagli attuali 35 milioni di passeggeri ai futuri 115 milioni entro il 2020! Senza l'utilizzo intensivo dell'aeroporto di Ciampino questo non ci sembra realizzabile e la cosa è preoccupante. Purtroppo ci è stata negata la possibilità di vedere tale documento ma riteniamo che esso vada reso pubblico visto che questi progetti industriali hanno pesanti ricadute sulle vite di decine di migliaia di persone. Anche in merito alla prossima riunione della Commissione Aeroportuale (che è composta da ENAC e rappresentanti delle amministrazioni locali) c'è molto mistero, visto che volevamo sapere quando e dove si sarebbe riunita ma non siamo riusciti a saperlo. Sarà approvata la famosa "zonizzazione acustica" che fu bocciata in passato perché non rispecchiava la reale entità del problema. Ci chiediamo allora come sia possibile che adesso possa andar bene alle stesse amministrazioni comunali che la bloccarono.

Per quanto concerne le rilevazioni ambientali, è stata interessata l'ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) che entro gennaio dovrà fornire altre valutazioni in seguito alle quali lo stesso Ministero non ha ancora pensato a come agire, se non adempiendo a delle compensazioni che riteniamo inutili se non saranno accompagnate da una effettiva e drastica riduzione dei voli ai livelli del 2001.
Abbiamo infine richiesto al funzionario che ci ha ricevuto di pubblicare un proprio comunicato a nome del Ministero in merito agli impegni assunti oggi.
La giornata odierna è stata solo uno dei tanti passaggi necessari a mettere pressione alle istituzioni che sono chiamate a risolvere le numerose problematiche sanitarie, ambientali e di sicurezza relative alla vicenda-Ciampino. La mobilitazione non si ferma qui e vedrà nelle prossime settimane ulteriori momenti di partecipazione e di condivisione insieme ai comitati di Albano e di Aprilia con i quali stiamo organizzando un campeggio di quattro giorni dal 17 al 20 luglio ricco di contenuti e di socialità, al quale invitiamo tutti/e vista l'importanza delle lotte e delle rivendicazioni che dobbiamo portare avanti insieme per non rimanere schiacciati dai forti interessi economici che sono dietro le questioni ambientali.
Roma, 20 giugno 2008

Assemblea Permanente No Fly
www.no-fly.info
nofly@inventati.org

No-Fly: venerdì 20 sotto al Ministero dei Trasporti!

Autore:
Assemblea Permanente No Fly
Immagine5:
Venerdì 20 giugno
Sommario:
Ore 9.00 - stazione FS di Ciampino // ore 10.30 p.za della Croce Rossa (metro B - Castro Pretorio)

http://www.no-fly.info
nofly@inventati.org

NUOVE ROTTE SU CIAMPINO – 200 VOLI AL GIORNO – VENERDÌ 20 GIUGNO SIT-IN AL MINISTERO DEI TRASPORTI

L'Assemblea Permanente No-Fly convoca un presidio sotto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per venerdì 20 giugno. L'appuntamento è alle 9.00 alla stazione FS di Ciampino per partire insieme e alle 10.30 a piazza della Croce Rossa (metro “Castro Pretorio”) per chi volesse raggiungere il sit-in direttamente da Roma.

Vogliamo ottenere un incontro con i massimi vertici del Ministero per esporre le problematiche ambientali e sanitarie vissute da decine di migliaia di persone a causa dei 200 voli giornalieri che partono e atterrano a Ciampino.

Mentre i politici locali e regionali tranquillizzano la popolazione dicendo che sono ancora in corso gli studi sull'impatto acustico e che a breve si apriranno nuovi “tavoli”, le compagnie aeree continuano a muoversi pesantemente dichiarando l'apertura di nuove rotte e l'aumento delle frequenze.
E' il caso di Alghero (Sardegna), Orio al Serio (Bergamo) e Varsavia (Polonia).

La prevista minima diminuzione dei voli causata dal decreto Bianchi dello scorso anno cade sotto i continui annunci di incremento del traffico aereo delle compagnie low-cost.

Il “piano di sviluppo” della società “Aeroporti di Roma” è una sorta di dichiarazione di guerra nei confronti della tutela ambientale e della salute delle popolazioni: entro il 2020, stando a quanto dichiarato da ADR, l'obiettivo è arrivare ad avere un transito di 115 milioni di passeggeri nel sistema-Lazio.
Attualmente ce ne sono circa 35 milioni e siamo già al collasso.
Questo vuol dire presumibilimente la costruzione di nuovi eco-mostri aeroportuali, l'ampliamento di Fiumicino e il mantenimento o l'incremento dei voli anche a Ciampino. Un primo sostegno a questo scempio è stato dato dalla Banca Europea degli Investimenti che la scorsa settimana ha finanziato con i primi 80 milioni di euro il piano industriale di ADR.

E' evidente la copertura politica che viene data ai progetti di incremento del traffico aereo: comuni, province e Regione Lazio stanno operando da un lato per tranquillizzare la cittadinanza che subisce i danni dello scalo di Ciampino e dall'altro cercando di rimuovere gli ostacoli per costruire nuovi scali e ampliare quelli esistenti.

Dopo quasi tre anni di tavoli (“interistituzionali”, “politici”, “tecnici”, ”di concertazione”) il problema non si è risolto ma si è acuito: l'annuncio dell'apertura di un nuovo tavolo (“della trasparenza”) sarà l'ennesimo tentativo per riabilitare le amministrazioni comunali, provinciali e regionali agli occhi della gente che ha imparato a proprie spese a non credere più nel loro operato visti i fallimentari risultati prodotti e le fantomatiche “soluzioni” proposte.

Non vogliamo essere noi a pagare in termini di salute, di rumore e di devastazione ambientale le conseguenze degli interessi economici delle compagnie aeree, del gestore degli scali regionali e delle istituzioni compiacenti.

Diminuire i voli a Ciampino è necessario e va fatto subito, senza che questa emergenza pianificata a tavolino sia riprodotta in altri territori e ai danni di altre popolazioni.

Festa di autofinanziamento a Tor Vergata

Autore:
Coll. Lavori in Corso
Immagine5:
Locandina festa d'ateneo
Sommario:
Venerdì 27 giugno - facoltà di Lettere - Roma2

Festa di autofinanziamento organizzata dal Collettivo "Lavori in Corso"

Per il diritto allo studio, contro ogni forma di precarietà, di guerra e di razzismo!

Facoltà di Lettere e Filosofia - Tor Vergata - Via Columbia 1

http://clic.noblogs.org

aula autogestita: 06-72595203

200 voli al giorno! Tutti/e al Ministero il 20 giugno!

Autore:
Assemblea Permanente NO FLY
Immagine5:
Sommario:
Diminuire i voli a Ciampino! Subito!

NUOVE ROTTE SU CIAMPINO – 200 VOLI AL GIORNO – VENERDÌ 20 GIUGNO SIT-IN AL MINISTERO DEI TRASPORTI

L'Assemblea Permanente No-Fly convoca un presidio sotto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per venerdì 20 giugno. L'appuntamento è alle 9.00 alla stazione FS di Ciampino per partire insieme e alle 10.30 a piazza della Croce Rossa (metro “Castro Pretorio”) per chi volesse raggiungere il sit-in direttamente da Roma.

Vogliamo ottenere un incontro con i massimi vertici del Ministero per esporre le problematiche ambientali e sanitarie vissute da decine di migliaia di persone a causa dei 200 voli giornalieri che partono e atterrano a Ciampino.

Mentre i politici locali e regionali tranquillizzano la popolazione dicendo che sono ancora in corso gli studi sull'impatto acustico e che a breve si apriranno nuovi “tavoli”, le compagnie aeree continuano a muoversi pesantemente dichiarando l'apertura di nuove rotte e l'aumento delle frequenze.
E' il caso di Alghero (Sardegna), Orio al Serio (Bergamo) e Varsavia (Polonia).

La prevista minima diminuzione dei voli causata dal decreto Bianchi dello scorso anno cade sotto i continui annunci di incremento del traffico aereo delle compagnie low-cost.

Il “piano di sviluppo” della società “Aeroporti di Roma” è una sorta di dichiarazione di guerra nei confronti della tutela ambientale e della salute delle popolazioni: entro il 2020, stando a quanto dichiarato da ADR, l'obiettivo è arrivare ad avere un transito di 115 milioni di passeggeri nel sistema-Lazio.
Attualmente ce ne sono circa 35 milioni e siamo già al collasso.
Questo vuol dire presumibilimente la costruzione di nuovi eco-mostri aeroportuali, l'ampliamento di Fiumicino e il mantenimento o l'incremento dei voli anche a Ciampino. Un primo sostegno a questo scempio è stato dato dalla Banca Europea degli Investimenti che la scorsa settimana ha finanziato con i primi 80 milioni di euro il piano industriale di ADR.

E' evidente la copertura politica che viene data ai progetti di incremento del traffico aereo: comuni, province e Regione Lazio stanno operando da un lato per tranquillizzare la cittadinanza che subisce i danni dello scalo di Ciampino e dall'altro cercando di rimuovere gli ostacoli per costruire nuovi scali e ampliare quelli esistenti.

Dopo quasi tre anni di tavoli (“interistituzionali”, “politici”, “tecnici”, ”di concertazione”) il problema non si è risolto ma si è acuito: l'annuncio dell'apertura di un nuovo tavolo (“della trasparenza”) sarà l'ennesimo tentativo per riabilitare le amministrazioni comunali, provinciali e regionali agli occhi della gente che ha imparato a proprie spese a non credere più nel loro operato visti i fallimentari risultati prodotti e le fantomatiche “soluzioni” proposte.

Non vogliamo essere noi a pagare in termini di salute, di rumore e di devastazione ambientale le conseguenze degli interessi economici delle compagnie aeree, del gestore degli scali regionali e delle istituzioni compiacenti.

Diminuire i voli a Ciampino è necessario e va fatto subito, senza che questa emergenza pianificata a tavolino sia riprodotta in altri territori e ai danni di altre popolazioni.

Ciampino, 13 giugno 2008

Assemblea Permanente “No-Fly”

nofly@inventati.org
www.no-fly.info

200 voli al giorno ! Tutti/e al Ministero il 20 giugno

Autore:
Assemblea Permanente "NO FLY"
Immagine5:
Sommario:
Diminuire i voli ! subito!

NUOVE ROTTE SU CIAMPINO – 200 VOLI AL GIORNO – VENERDÌ 20 GIUGNO SIT-IN AL MINISTERO DEI TRASPORTI

L'Assemblea Permanente No-Fly convoca un presidio sotto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per venerdì 20 giugno. L'appuntamento è alle 9.00 alla stazione FS di Ciampino per partire insieme e alle 10.30 a piazza della Croce Rossa (metro “Castro Pretorio”) per chi volesse raggiungere il sit-in direttamente da Roma.

Vogliamo ottenere un incontro con i massimi vertici del Ministero per esporre le problematiche ambientali e sanitarie vissute da decine di migliaia di persone a causa dei 200 voli giornalieri che partono e atterrano a Ciampino.

Mentre i politici locali e regionali tranquillizzano la popolazione dicendo che sono ancora in corso gli studi sull'impatto acustico e che a breve si apriranno nuovi “tavoli”, le compagnie aeree continuano a muoversi pesantemente dichiarando l'apertura di nuove rotte e l'aumento delle frequenze.
E' il caso di Alghero (Sardegna), Orio al Serio (Bergamo) e Varsavia (Polonia).

La prevista minima diminuzione dei voli causata dal decreto Bianchi dello scorso anno cade sotto i continui annunci di incremento del traffico aereo delle compagnie low-cost.

Il “piano di sviluppo” della società “Aeroporti di Roma” è una sorta di dichiarazione di guerra nei confronti della tutela ambientale e della salute delle popolazioni: entro il 2020, stando a quanto dichiarato da ADR, l'obiettivo è arrivare ad avere un transito di 115 milioni di passeggeri nel sistema-Lazio.
Attualmente ce ne sono circa 35 milioni e siamo già al collasso.
Questo vuol dire presumibilimente la costruzione di nuovi eco-mostri aeroportuali, l'ampliamento di Fiumicino e il mantenimento o l'incremento dei voli anche a Ciampino. Un primo sostegno a questo scempio è stato dato dalla Banca Europea degli Investimenti che la scorsa settimana ha finanziato con i primi 80 milioni di euro il piano industriale di ADR.

E' evidente la copertura politica che viene data ai progetti di incremento del traffico aereo: comuni, province e Regione Lazio stanno operando da un lato per tranquillizzare la cittadinanza che subisce i danni dello scalo di Ciampino e dall'altro cercando di rimuovere gli ostacoli per costruire nuovi scali e ampliare quelli esistenti.

Dopo quasi tre anni di tavoli (“interistituzionali”, “politici”, “tecnici”, ”di concertazione”) il problema non si è risolto ma si è acuito: l'annuncio dell'apertura di un nuovo tavolo (“della trasparenza”) sarà l'ennesimo tentativo per riabilitare le amministrazioni comunali, provinciali e regionali agli occhi della gente che ha imparato a proprie spese a non credere più nel loro operato visti i fallimentari risultati prodotti e le fantomatiche “soluzioni” proposte.

Non vogliamo essere noi a pagare in termini di salute, di rumore e di devastazione ambientale le conseguenze degli interessi economici delle compagnie aeree, del gestore degli scali regionali e delle istituzioni compiacenti.

Diminuire i voli a Ciampino è necessario e va fatto subito, senza che questa emergenza pianificata a tavolino sia riprodotta in altri territori e ai danni di altre popolazioni.

Ciampino, 13 giugno 2008

Assemblea Permanente “No-Fly”

nofly@inventati.org
www.no-fly.info

Giovedì 12 - "Fratelli di TAV" a Tor Vergata

Autore:
Coll. Lavori in Corso
Immagine5:
Locandina "Fratelli di TAV" + "Ciclofficina Ambulante"

“Fratelli di TAV” all'università di Tor Vergata
Giovedì 12 giugno - ore 12.30
aula 1 – facoltà di Ingegneria

Il Collettivo studentesco “Lavori in Corso” è lieto di presentare la videoproiezione del documentario “Fratelli di TAV”: un viaggio lungo i binari dell'alta velocità che attraversa da nord a sud l'Italia e ne caratterizza in maniera inequivocabile l'ambiente e la qualità della vita delle popolazioni che vivono nei territori limitrofi alla più costosa e inutile grande opera all'italiana.
“Fratelli di TAV” è un video autoprodotto da un gruppo di video-makers che a partire dalla Val di Susa per arrivare fino al nodo di Napoli evidenzia lo scempio programmato del territorio ricostruendo la trama degli interessi politici ed economici che si nascondono dietro una simile infrastruttura.
Le testimonianze di tecnici, lavoratori dei cantieri e magistrati si fondono con quelle degli abitanti dei luoghi attraversati dalla TAV e con quelle delle popolazioni che resistono alla devastazione del proprio territorio prima che sia troppo tardi.
E' un caso di interesse nazionale ed europeo: una nuova “Gomorra” da 20 miliardi di euro di “bottino” che fa pressione sui propri referenti istituzionalli per imporre, anche con l'uso della forza, un treno di cui nessuno ha bisogno.
Alla presentazione di “Fratelli di TAV” parteciperanno i videomakers che lo hanno realizzato.
Prima della videoproiezione presenteremo il progetto di “Ciclofficina Ambulante” e di “Bike-sharing” rivolto a tutti gli studenti e i lavoratori della facoltà.

Roma, 10 giugno 2008

Collettivo “Lavori in Corso”
auletta21@libero.it
http://clic.noblogs.org
06-72597771

Per ulteriori info su “Fratelli di TAV” rimandiamo al blog:
http://fratelliditav.noblogs.org

Non è stata una rissa ma un'aggressione fascista! Emiliano Libero

Autore:
Coll. Lavori in Corso - univ. Tor Vergata
Immagine5:
Tor Vergata - ingegneria

La solidarietà è un'arma!

Non e' stata una rissa, e' stata un'aggressione fascista! Emiliano libero!

La settimana scorsa si è consumato l'ennesimo raid squadrista ad opera di una banda di forzanovisti nei pressi della città universitaria de “La Sapienza”. Mentre un gruppo di studenti e studentesse dei collettivi affiggevano manifesti riguardanti alcune iniziative, da tre automobili sono scesi alcuni fascisti, tra cui il responsabile della sezione di piazza Vescovio, armati di tirapugni, spranghe e cacciavite. Stavolta però questa aggressione è stata respinta. C'è stata una forte mobilitazione di risposta con cortei spontanei sia all'università che fuori. Il giorno successivo l'episodio 200 persone si sono radunate sotto piazzale Clodio dove si stava svolgendo il processo per direttissima nei confronti di Emiliano e Peppe, due studenti dei collettivi arrestati, per esprimere loro solidarietà e sdegno nei confronti dei militanti di Roberto Fiore che è andato su tutte le televisioni a piangere per l'estremo sacrificio di una delle loro auto di “servizio”: quelle che trasportano le armi e i fascisti in giro per la città. Emiliano si trova ora agli arresti domiciliari, in attesa di una nuova udienza a luglio.
Sotto una pioggia battente più di mille persone si sono radunate nuovamente a La Sapienza il giorno dopo la decisione del tribunale per chiedere libertà immediata per Emiliano e contestare la campagna mediatica messa in atto da forze dell'ordine, partiti politici e stampa che ha trattato l'agguato come una “rissa” tra opposti estremismi politici. Il corteo si è snodato anche per i quartieri limitrofi l'università denunciando il clima sempre più intollerante che si respira ormai da anni qui a Roma, grazie alle politiche portate avanti dal centro-sinistra e, adesso, dal picchiatore neo-sindaco Alemanno, di cui ricordiamo ancora le sue squadracce che all'ateneo di Roma3 nel 2005 aggredirono cinque studenti mandandoli all'ospedale per ferite e fratture.
Sempre di più si cerca di equiparare quelle realtà che praticano lotte sociali per il diritto allo studio, alla casa, all'ambiente, contro la guerra ed il precariato a chi impunemente continua ad organizzare aggressioni in branco colpendo studenti, migranti, gay o trans certo dell'impunità che gli viene sempre garantita.
Tra gli aggressori fascisti arrestati c'è anche chi l'anno scorso partecipò con una cinquantina di camerati all'assalto a colpi di coltelli e bastoni durante un concerto a Villa Ada e due anni prima tentò di entrare a Centocelle con un'altra squadraccia pochi giorni dopo aver accoltellato alla gola un compagno durante una festa al Forte.
A Casalbertone, sempre l'estate scorsa, ci fu un raid capitanato dal leader di Casapound, spranghe in mano, verso una delle tante occupazioni abitative dove vivono centinaia di uomini, donne e bambini. La risposta fu immediata e ci furono nuovi cortei e il danneggiamento del posto da dove partì la “squadra dal cuore nero”.
Nessuna traccia di chi a Ponte Mammolo, ad Ostiense, a Torino, Milano e Ponticelli (Napoli) riversa il suo odio gettando bottiglie molotov verso baracche e camper. Bruciare tutti i ripari dei senza-casa viene considerato evidentemente un servizio a favore delle comunità. Il cerchio si chiude con i nuovi “pacchetti-sicurezza” e le ronde fai-da-te.
Chi dice che si sta tornando agli anni '70 mente sapendo di mentire. In realtà ci stiamo spostando sempre di più verso il famoso “ventennio” che alcuni giornalisti, scrittori, registi e papisti hanno sempre caldeggiato.
Con i mainstream nazionali a supportare qualsiasi stronzata gli venga riferita, anche quando sono presenti e vedono coi loro occhi quanto sta avvenendo. Compreso il cosiddetto “sequestro” del preside di Lettere de La Sapienza. Chi c'era sa che nessuno ha sequestrato tale illustre personaggio (che aveva autorizzato Forza Nuova a fare un convegno conscio di quali persone sarebbero intervenute e quali finalità perseguono) che usciva scortato da una ventina di agenti in borghese mentre un centinaio di studenti era in pausa pranzo prima dell'inizio di una successiva assemblea. Insulti, fischi e cori ci sono stati,visto che quattro ragazzi sono finiti all'ospedale e due arrestati grazie al suo operato. Tutto il resto è falso e “utile” a chi, passateci il termine, “la vò buttà in caciara” pur di non ammettere come stanno effettivamente le cose.
Anche durante la critical mass di sabato 31 maggio, sempre a Roma, dove oltre 5.000 bici si sono radunate per chiedere piste ciclabili, il miglioramento dei mezzi pubblici e la fine della “dittatura del petrolio”, c'è stato un altro grave episodio a piazza del Popolo. Una decina di naziskin del “Blocco Studentesco” ha prima provocato il corteo e poi, sentitasi messa in fuga, ha iniziato un fitto lancio di bottiglie di birra che solo per miracolo non hanno colpito nessuno/a dei presenti. La cosa ancor più grave è che tale comitiva era ben al riparo accanto alle camionette della polizia che si trovavano accanto al sagrato di una delle due chiese gemelle: da quei blindati sono scesi una dozzina di agenti che hanno estratto i loro manganelli entrando in contatto con almeno un ciclista mentre continuavano a dare le spalle ai nazistelli, garantendo loro la possibilità di tirare le “bocce” e coprendone la vigliacca fuga verso via di Ripetta. Alle 19.30 di un sabato di maggio questa scena è stata il benvenuto della “città eterna” ai numerosi turisti che ne affollavano uno degli angoli più belli e l'ennesimo atto provocatorio e violento in cui si esibiscono forze dell'ordine e squadristi in maniera congiunta.
Avete letto la notizia da qualche parte ? Non crediamo...meglio non scriverlo...
Questo è ciò che accade quotidianamente e per ricacciare indietro chi ha lavorato ad ogni livello (politico, sociale, economico, religioso e culturale) perché si instaurasse questo clima occorre uno sforzo comune ed un ragionamento che non sia superficiale né “equidistante” o “indifferente”. A scuola, all'università, a lavoro e nei quartieri nessuno spazio alla servile manovalanza di chi ci vuole divisi e subordinati alle scelte che riguardano il nostro presente ed il nostro futuro!

Collettivo “Lavori in Corso”

Sul blog, il testo del volantino distribuito ieri nelle facoltà prima della proiezione di Nazirock

http://clic.noblogs.org

Dick Cheney Made Millions with Saddam Hussein

Autore:
Martin A. Lee
immagine4:
Immagine5:
immagine3:
immagine:

traduca l'inglese => italiano
http://babelfish.yahoo.com

During former defense secretary Richard Cheney's five-year tenure as chief executive of Halliburton, Inc., his oil services firm raked in big bucks from dubious commercial dealings with Iraq. Cheney left Halliburton with a $34 million retirement package last July when he became the GOP's vice-presidential candidate.

Of course, U.S. firms aren't generally supposed to do business with Saddam Hussein. But thanks to legal loopholes large enough to steer an oil tanker through, Halliburton profited big-time from deals with the Iraqi dictatorship. Conducted discreetly through several Halliburton subsidiaries in Europe, these greasy transactions helped Saddam Hussein retain his grip on power while lining the pockets of Cheney and company.

According to the Financial Times of London, between September 1998 and last winter, Cheney, as CEO of Halliburton, oversaw $23.8 million of business contracts for the sale of oil-industry equipment and services to Iraq through two of its subsidiaries, Dresser Rand and Ingersoll-Dresser Pump, which helped rebuild Iraq's war-damaged petroleum-production infrastructure. The combined value of these contracts exceeded those of any other U.S. company doing business with Baghdad.

Halliburton was among more than a dozen American firms that supplied Iraq's petroleum industry with spare parts and retooled its oil rigs when U.N. sanctions were eased in 1998. Cheney's company utilized subsidiaries in France, Italy, Germany, and Austria so as not to draw undue attention to controversial business arrangements that might embarrass Washington and jeopardize lucrative ties to Iraq, which will pump $24 billion of petrol under the U.N.-administered oil-for-food program this year. Assisted by Halliburton, Hussein's government will earn another $1 billion by illegally exporting oil through black-market channels.

With Cheney at the helm since 1995, Halliburton quickly grew into America's number-one oil-services company, the fifth-largest military contractor, and the biggest nonunion employer in the nation. Although Cheney claimed that the U.S. government "had absolutely nothing to do" with his firm's meteoric financial success, State Department documents obtained by the Los Angeles Times indicate that U.S. officials helped Halliburton secure major contracts in Asia and Africa. Halliburton now does business in 130 countries and employs more than 100,000 workers worldwide.

Its 1999 income was a cool $15 billion.

In addition to Iraq, Halliburton counts among its business partners several brutal dictatorships that have committed egregious human rights abuses, including the hated military regime in Burma (Myanmar).

EarthRights, a Washington, D.C.-based human rights watchdog, condemned Halliburton for two energy-pipeline projects in Burma that led to the forced relocation of villages, rape, murder, indentured labor, and other crimes against humanity.

A full report (this is a 45 page pdf file - there is also a brief summary) on the Burma connection, "Halliburton's Destructive Engagement," can be accessed on EarthRights' Web site

Human rights activists have also criticized Cheney's company for its questionable role in Algeria, Angola, Bosnia, Croatia, Haiti, Rwanda, Somalia, Indonesia, and other volatile trouble spots. In Russia, Halliburton's partner, Tyumen Oil, has been accused of committing massive fraud to gain control of a Siberian oil field.

And in oil-rich Nigeria, Halliburton worked with Shell and Chevron, which were implicated in gross human rights violations and environmental calamities in that country. Indeed, Cheney's firm increased its involvement in the Niger Delta after the military government executed several ecology activists and crushed popular protests against the oil industry.

Halliburton also had business dealings in Iran and Libya, which remain on the State Department's list of terrorist states. Brown and Root, a Halliburton subsidiary, was fined $3.8 million for reexporting U.S. goods to Libya in violation of U.S. sanctions.

But in terms of sheer hypocrisy, Halliburton's relationship with Saddam Hussein is hard to top. What's more, Cheney lied about his company's activities in Iraq when journalists fleetingly raised the issue during the campaign.

Questioned by Sam Donaldson on ABC's This Week program in August, Cheney bluntly asserted that Halliburton had no dealings with the Iraqi regime while he was on board.

Donaldson: I'm told, and correct me if I'm wrong, that Halliburton, through subsidiaries, was actually trying to do business in Iraq?

Cheney: No. No. I had a firm policy that I wouldn't do anything in Iraq even arrangements that were supposedly legal.

And that was it! ABC News and the other U.S. networks dropped the issue like a hot potato. As damning information about Halliburton surfaced in the European press, American reporters stuck to old routines and took their cues on how to cover the campaign from the two main political parties, both of which had very little to say about official U.S. support for abusive corporate policies at home and abroad.

But why, in this instance, didn't the Democrats stomp and scream about Cheney's Iraq connection? The Gore campaign undoubtedly knew of Halliburton's smarmy business dealings from the get-go.

Gore and Lieberman could have made hay about how the wannabe GOP veep had been in cahoots with Saddam. Such explosive revelations may well have swayed voters and boosted Gore's chances in what was shaping up to be a close electoral contest.

The Democratic standard-bearers dropped the ball in part because Halliburton's conduct was generally in accordance with the foreign policy of the Clinton administration. Cheney is certainly not the only Washington mover and shaker to have been affiliated with a company trading in Iraq. Former CIA Director John Deutsch, who served in a Democratic administration, is a member of the board of directors of Schlumberger, the second-largest U.S. oil-services company, which also does business through subsidiaries in Iraq.

Despite occasional rhetorical skirmishes, a bipartisan foreign-policy consensus prevails on Capital Hill, where the commitment to human rights, with a few notable exceptions, is about as deep as an oil slick.

Truth be told, trading with the enemy is a time-honored American corporate practice or perhaps "malpractice" would be a more appropriate description of big-business ties to repressive regimes.

Given that Saddam Hussein, the pariah du jour, has often been compared to Hitler, it's worth pointing out that several blue-chip U.S. firms profited from extensive commercial dealings with Nazi Germany.

Shockingly, some American companies - including Standard Oil, Ford, ITT, GM, and General Electric secretly kept trading with the Nazi enemy while American soldiers fought and died during World War II.

Today General Electric is among the companies that are back in business with Saddam Hussein, even as American jets and battleships attack Iraq on a weekly basis using weapons made by G.E. But the United Nations sanctions committee, dominated by U.S. officials, has routinely blocked medicines and other essential items from being delivered to Iraq through the oil-for-food program, claiming they have a potential military "dual use." These sanctions have taken a terrible toll on ordinary Iraqis, and on children in particular, while the likes of Halliburton and G.E. continue to lubricate their coffers.

GLOBAL WARMING DESTROYS WINE INDUSTRY
http://www.ukfreepages.co.uk/publish/page4628.php

Please email this web page to your friends and to people who are concerned about our future and our Grandchildren’s future.

Thank you for your help.