Italia. Arresto e appello per cannabis terapeutica
Pubblichiamo l'appello giuntoci da "Pazienti impazienti cannabis":
Fabrizio Pellegrini, malato di artrite reumatoide in cura con la cannabis, è stato di nuovo arrestato e da lunedì sera si trova in carcere.
Per sette volte negli ultimi 7 anni la pubblica autorità ha perquisito la sua abitazione, ogni anno sequestrando qualche pianta di cannabis e una piccola quantità di erba già essiccata. Quest' anno hanno scelto la sera del suo 40° compleanno per andarlo a trovare, sequestrargli le solite piantine e portarlo direttamente in carcere.
Che non sia uno spacciatore è evidente, nè in tutti questi anni è mai stato accusato di tale comportamento. Fabrizio è una risorsa per la sua comunità: diplomato al conservatorio in pianoforte (ha suonato alla settimana Mozartiana di Chieti, e da un anno è ancora in attesa del compenso pattuito) è anche un pittore di talento, che ha esposto in diverse mostre. E’ un artista sensibile, una persona fragile e minuta, un sognatore, ma nella sua città il suo talento gli permette a stento di sopravvivere, specialmente dal momento che ogni anno viene dipinto dai media locali come un criminale, il che nel lavoro non aiuta. E poi regolarmente per i vari lavoretti che gli richiedono non viene pagato, dovendo invece sostenere spese legali crescenti.
Così si è ritrovato col telefono staccato, niente connessione web nè soldi per ricaricare il suo cellulare, e le sue relazioni sociali si sono ancora ridotte. Il contrario di una vita da spacciatore, insomma.
Ma Fabrizio alla sua salute tiene moltissimo. L' artrite reumatoide, per un musicista e un pittore è quanto di più invalidante e fastidioso si possa immaginare, e Fabrizio aveva scoperto da moltissimi anni che la cannabis gli elimina la rigidità ed i dolori delle articolazioni, così da poter lavorare in tranquillità.
Per questo, il suo medico nel 2006 gli aveva regolarmente prescritto il Bedrocan, i fiori di cannabis medicinale prodotti e commercializzati dal Ministero della Sanità d' Olanda.
La procedura, basata sul D.M.11-2-97, si era rivelata lunga e complessa, essendo stati Fabrizio ed il suo medico i primi (e tuttora gli unici) a consegnare il modulo di richiesta d' importazione per cannabinoidi alla Asl di Chieti, città che anche culturalmente non è certo una metropoli.
Alla fine, arrivata alla Asl l' autorizzazione del ministero italiano per l' importazione della sua medicina, la stessa chiedeva il pagamento anticipato del costo totale della pratica, quasi mille euro per un mese. La maggior parte delle Asl italiane fanno lo stesso (solo alcune forniscono il farmaco al paziente senza spese, con evidente disparità di trattamento anche all' interno della stessa città), ma quella di Chieti si era impegnata verbalmente a far fronte alla spesa, dopo lettere e richieste in tal senso da parte di Fabrizio. Il quale non capiva proprio perchè alcune Asl consentivano ai malati di curarsi senza spese mentre lui, residente in Italia come gli altri, avrebbe dovuto rinunciare alla terapia, alla salute ed al lavoro solo perchè il suo reddito non gli permetteva di pagare il conto alla Asl.
La solidarietà di altri pazienti, tramite l' organizzazione di una sottoscrizione nazionale, è riuscita in quella circostanza a permettergli di pagare la fattura e quindi ricevere la sospirata cannabis medicinale, e lui sembrava aver ripreso fiducia in se stesso e nell' umanità. Era di nuovo in grado ed impegnato a lavorare.
Alla successiva richiesta presentata dal medico alla Asl per tre mesi di Bedrocan, non c'è stato nulla da fare: quasi 2000 euro anticipati o niente.
Chiedere ad un paziente come Fabrizio di rinunciare alla cura che si è rivelata la più efficace, e di tornare senza una ragione plausibile ai suoi dolori e contrazioni muscolo-scheletriche, una forma di sadico menefreghismo orientato al profitto ai suoi occhi, si è ovviamente rivelato inutile.
Fabrizio non rinuncerà mai alla possibilità di non soffrire, e non capisce perchè mai dovrebbe subire conseguenze penali per questo. Non dà fastidio a nessuno, fa del bene a se stesso, chi si permette di entrargli in casa e sconquassare la vita sua e della madre pensionata, per questo? Se davvero vogliono impedire a Fabrizio di curarsi, dovranno tenerlo in carcere finchè vive.
Come è possibile che utilizzare i fiori femminili di una pianta come cura sia lecito se si hanno soldi per pagare ma porti al carcere se la stessa pianta la si coltiva per uso terapeutico personale? E' vero, lo scorso 24 aprile la Cassazione ha stabilito che coltivare anche un solo germoglio di cannabis è reato penale, esponendo così anche gli auto-coltivatori casalinghi alle apocalittiche sanzioni previste dalla L.309 modificata in senso ultra-repressivo dalla 49/2006 di Fini e Giovanardi, smentendo così la giurisprudenza precedente che, tendendo ad equiparare la coltivazione per uso personale di poche piante al possesso per uso personale, di fatto escludeva la rilevanza penale di tale pratica.
Ma, l' intervento della Corte di Cassazione non riguardava affatto l' uso medico comprovato di tale pianta, su cui la Cassazione stessa non è stata mai chiamata ad esprimersi, nè il diritto sancito dall' art.32 della Costituzione "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" .
La salute del cittadino è un diritto senza confini. Nell’atto costitutivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è riconosciuta quale diritto fondamentale dell'Uomo:
"il godimento del miglior stato di salute raggiungibile costituisce uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano senza distinzione di razza, religione, opinioni politiche, condizione economica o sociale".
Nel caso specifico di malati, il nostro ordinamento prevede che il fatto illecito (coltivazione) non venga considerato antigiuridico perchè, qualora sia accertato l' uso terapeutico, il diritto alla salute ed alla vita sono considerati valori assoluti ed insuperabili;
Il Codice Penale, infatti, all' art. 51 recita: "L' esercizio di un diritto ... esclude la punibilità". Chi, nell'esercizio di un diritto legittimo, abbia a compiere atti o fatti che integrino una fattispecie preveduta dalla legge come reato, non può essere punito per questo.
Nel punire un paziente che fa uso terapeutico di cannabis come Fabrizio, poi, viene meno anche un' altro aspetto costituzionale, quello dell' art. 25 della Costituzione, cioè del 'recupero del condannato', che in teoria è una delle finalità della pena.
Come si può pretendere di mantenere forzatamente un cittadino in condizione di malattia o addirittura in carcere, rovinandogli la vita, allo scopo di recuperarlo da che?
Entro venerdì prossimo ci sarà l' udienza di convalida, dove l' avvocato chiederà che Fabrizio almeno torni a casa in attesa di presentare la documentazione medica. Vi terremo aggiornati. telegrammi cartoline e lettere si possono spedire a:
Fabrizio Pellegrini
Casa circondariale di Chieti "Madonna del freddo" Via E. Ianni 30 Chieti
era molto depresso questo periodo, e dopo questo bel regalo di compleanno è importante che non si senta solo.Sarebbe bello se ricevesse tanti messaggi di solidarietà, anche perchè così le autorità locali capirebbero che Fabrizio ha migliaia di amici che seguiranno da vicino la vicenda.
Venerdì 13, in concomitanza all'uscita dei quadri del liceo virgilio nonchè della visita di bush (che quel giorno si recherà in vaticano), dalle ore 13.00 si terrà una iniziativa di "comunic/azione" all'ingresso del Liceo Virgilio sul Lungotevere de Tebaldi, intitolata "out of control - roma libera" per sensibilizzare contro i tentativi di militarizzare le scuole così come anche le piazze, i quartieri e la città intera, considerata come proprietà privata di pochi come dimostrano questi giorni.
appuntamento ore 13.00 ingresso liceo virgilio su lungotevere de tebaldi (altezza regina coeli, dall'altra parte del tevere)
Oggi al liceo Virgilio alle ore 8:20 tre carabinieri in borghese entrano nel cortile interno dell'istituto e fanno svuotare le tasche ai presenti. Quattro di loro (di cui tre minorenni), vengono sbattuti al muro e portati fuori dalla scuola. Solo uno di loro ha una modestissima quantità (0,3g) di hashish in tasca che consegna spontaneamente. Nonostante questo senza avvertire nè la scuola nè le famiglie i quattro vengono portati via senza che gli venga comunicato nè dove.
n caserma i CC cercheranno di fargli firmare un verbale in cui dichiarano che il fermo è avvenuto "nel piazzale antistante all'Istituto" e non dentro le mura scolastiche.
Gli studenti del virgilio in solidarietà ai loro compagni di scuola prendono assemblea straordinaria e alle ore 11:30 partono in corteo interno per l'istituto arrivando fino alla presidenza. Parte quindi un presidio che durerà finchè non viene accertato l'effettivo rilascio di tutti e quattro gli studenti fermati.
Insomma tre studenti prelevati fin da dentro la scuola con la sola colpa di star parlando con una persona con uno spinello e un quarto trattenuto quasi sei ore in caserma per meno di un grammo di hashish.
Domani i collettivi studenteschi invitano tutte le scuole e le realtà cittadine alle ore 8:30 sotto il Liceo Virgilio (via Giulia,38) per chiedere con forza un incontro con il prefetto Mosca
Una legge per dire basta alle manifestazioni pubbliche che si trasformino in una sorta di sagra della droga, anche se leggera. L'intenzione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Carlo Giovanardi, e' quella di "introdurre strumenti normativi per non permettere piu' che manifestazioni propagandistiche, come la tre giorni sulla canapa (terapeutica, ndr) a Bologna, in programma dal 30 maggio al 1 giugno, possano svolgersi liberamente". Intervistato dal sito dei 'Circoli della Liberta' di Michela Vittoria Brambilla, Giovanardi spiega: "Vogliamo dire basta alla cultura della droga. E per farlo vogliamo introdurre nell'ordinamento una norma che impedisca di fare propaganda, anche indiretta, a tutte le droghe, comprese quelle cosiddette leggere". "Questo anche alla luce dell'eccessiva e preoccupante leggerezza nei confronti delle droghe, che ha contribuito a creare le condizioni per casi quali quello di Roma, dove un tossicodipendente ha investito con l'auto e ucciso due giovani fidanzati, e quello di Milano, dove una banda di spacciatori adolescenti, sgominata dai carabinieri, riforniva di droga i propri compagni di scuola".
Il 24 Aprile prossimo le Sezioni Unite della Cassazione daranno un'indicazione definitiv circa la possibilità di distinzione tra coltivazione tecnico/agraria e coltivazione personale di cannabis.
Negli scorsi mesi ci sono state sentenze incoraggianti ma spesso discordanti e questa volta si metterà una parola definitiva sulla possibilità di non finire in carcere per essersi coltivato qualche pianta di Marijuana.
Visto l'immobilismo totale della politica su questi temi, visto che pure se vince Veltroni è sicuro che la FiniGiovanardi ce la teniamo sarebbe necessario puntare molto su questo sentenza che è l'unica possibilità di cambiare realmente qualcosa, oltre che per il futuro, anche per le decine di persone in carcere o sotto processo per coltivazione di canapa.
FACCIAMO APPELLO A TUTT* GLI/LE ANTIPROIBIZIONIST* E GROWERS AFFINCHE' IL 24 APRILE CI SIA UNA GRANDE MOBILITAZIONE NAZIONALE DAL BASSO PER CHIEDERE CHE VENGA RICONOSCIUTA LA NON RILEVANZA PENALE DELLLA COLTIVAZIONE DOMESTICA
N.B.
Pare che i radicali stiano già organizzando qualcosa, non lasciamo al PD l'organizzazione dell'inziativa!
Il delirio securitario e la strategia delle paura hanno fatto sentire, quest'anno più che mai, il loro peso sugli studenti e i giovani delle scuole.
Risorse web:
Le istituzioni e gli "educatori" (professori, dirigenti scolastici, ...), che prima almeno fingevano di porsi la questione dei disagi e dell'esigenze giovanili sono passate ad un ragionamento molto più spiccio e comodo. In una follia "alla età vittoriana" chi sbaglia (si droga, ha brutti voti, fa danni, s'incazza, occupa, non studia ecc...) paga e che paga non ha un disagio sociale ma è nato criminale, e come criminale va punito perchè la scuola, si sa, deve premiare i migliori e punire i peggiori. Questa repressione pura, semplice e rivendicata come la migliore soluzione è sintomatica di una Scuola e di un "mondo adulto" che è in una incomunicabilità abissale col "mondo giovanile", in una distanza senza precedenti, di istituzioni che non ascoltano, non capiscono e non rispondono...
Il grande "Problema Della Droga Tra I Giovani" (tutto maiuscolo, eh!) prima aveva almeno una facciata di indagine sociale per cui istituzioni, genitori e professori provavano a chiedersi (in maniera sbagliata e spesso ipocrita): "Perchè?". Gli ultimi provvedimenti in fatto di sostanze stupefacenti dimostrano invece che ogni barriera è caduta. Tutte le droghe sono uguali, sono un problema, vanno distrutte. La complice è una disinformazione mediatica abnorme che è riuscita a creare il primo morto per uno spinello della storia dell'umanità sparandolo in prima pagina, per poi dimenticarsi di pubblicare i risultati dell'esame tossicologico che hanno portato alla luce che effttivamente non era uno spinello ma crack. L'abbattimento delle distinzioni legali tra sostanze stupefacenti unita all'inesistenza di un'informazione seria ha portato ad una pericolosa ambiguità tra sostanze che è causa di danni incalcolabili (come non citare Aldo Bianzino o Alberto Mercuriali).
La legge Fini-Giovanardi, la più repressiva e antiscientifica d'Europa, oltre che pericolosa è sfacciatamente inutile, anche se i politici non sembrano accorgersene. ll rapporto annuale per il 2007 dell'International narcotics control board (Incb) segnala che in Italia c'è la più grande crescita nel consumo di cannabis dell'UE che sale di 5 punti percentuali dal 2001 al 2005 (dal 6,2% all'11,2%).
Di fronte a quest'esplosione nell'uso delle sostanze l'unica risposta che le istituzioni hanno saputo dare è stata quella di mandare i NAS (nuclei antisofisticazioni con cani antidroga) nelle scuole. Un provvedimento voluto fortemente dal ministro Livia Turco che sta costando centinaia di migliaia di euro, soldi che potrebbero essere utilizzati per una bilanciata e massiccia campagna d'informazione per la riduzione del danno derivante dall'uso di sostanze psicotrope.
Proprio in questi giorni un altro provvedimento in quest'ottica di incomunicabilità viene attuato nella provincia di Milano dove è già arrivata a molte delle famiglie con figli adolescenti la lettera con il tagliando per ritirare gratuitamente in farmacia il kit antidroga da sottoporre al pargolo, perchè ultimamente a scuola il ragazzo è un pò peggiorato e torna a casa con due occhi rossi come pomodori. La proposta è sempre piaciuta anche nel cessosinistra - pardòn centrosinistra - e Fini ha proposto di allargare la distribuzione a tutte le zone d'Italia. Un provvedimento del genere, oltre che inefficace è la dimostrazione palese e vergognosa del fallimento del ruolo educativo di un certo modello di famiglia. Genitori che vedono i propri figli tutti i giorni senza guardarli mai, che ci parlano tutte le sere senza conoscerli a tal punto da non saper affrontare un discorso franco e obbiettivo su vizi e virtù degli stupefacenti. A quando il test per scoprire se la figlia è vergine per capire se è il momento di spiegarle il giochino di pisellino, patatina e cappuccetto (bianco, rosso, lubrificato o profumato che sia)?
Inoltre kit di questo tipo vìolano la basilari regole del rapporto di fiducia genitore-figlio: se mi rubi la pipì per farla analizzare perchè non dovrei rubarti soldi per comprarmi un pò d'erba?
La distruzione della fiducia mammà-pargoletto trova la sua più alta manifestazione nel registro elettronico che sta diventando relatà in varie città d'Italia. Grazie a questo simpatico strumento tecnolgico il genitore del 2000, attento ed esigente al suo figlio standardizzato e protetto, può essere avvisato con un SMS, ad un paio d'ore dall'orario d'entrata, se lo studente è realmente entrato in classe o se ne è andato al parco a prendere il sole, giocare a pallone o (diocenescampi!) farsi gli spinelli. Insomma quando papà è preoccupato per le scelte autonome del figlio chi può aiutarlo meglio del (grande) fratello?
C’è urgenza di consumatori di sostanze sempre più critici e consapevoli e di contrastare una legge repressiva come la Fini Giovanardi. Per questo giovedì 13 dicembre riapre Sn.info, sportello di difesa psicoattiva, punto informativo e di consulenza legale e psicologica, che dai prossimi mesi sarà attivo il primo giovedì del mese nel pub di Strike e l’ultimo giovedì al Forte Prenestino.
In costante evoluzione precaria in questi anni siamo cresciuti, abbiamo condiviso saperi, ci siamo contaminati con realtà e individualità che a diverso titolo operano nel controverso settore delle politiche sulle droghe.
Diffondere strumenti di difesa legale, offrire servizi di riduzione dei rischi e prevenzione, costruire una politica antiproibizionista dal basso che abbia come presupposto l’abolizione della legge Fini Giovanardi la non punibilità del consumo e delle condotte ad esso collegate, restano gli obiettivi centrali dello sportello.
Quest’anno muoviamo i nostri passi in modo autonomo, grazie alle specifiche competenze che a livelli differenti abbiamo sviluppato in questi anni. Intanto sconfiniamo da Casalbertone raggiungendo Centocelle City e il Forte Prenestino.
Invadiamo la rete, con il blog sninfo.noblogs.org e con una presenza settimanale nel palinsesto di Amisnet.org. Continuiamo a tenere ancorato a livelli di realtà il dibattito sulle sostanze attraverso momenti di incontro, scambio e informazione.
Mettiamo a disposizione le nostre conoscenze e quelle di avvocati, praticanti e psicologi per dare risposte concrete ai problemi legati ad una legge proibizionista come la Fini Giovanardi e al mondo dei consumi.
Per parlare di tutto questo vi invitiamo giovedì 13 a Strike dalle 20 per la serata di riapertura dello sportello, con una cena verde antiprò e a seguire la proiezione del film “Mary full of grace”.
La mattina del 6 giugno 07, come preannunciato nei giorni scorsi, alcuni studenti medi hanno distribuito semi di marijuana al termine delle lezioni del liceo classico Mamiani. Così tra un gavettone e l'altro di fine anno, classico rituale da ultimo giorno di scuola, gli studenti hanno messo in atto la provocazione alle ultime dichiarazioni della ministra Turco sui Nas nelle scuole, dichiarazioni che a tempo di record si sono trasformate da parole in fatti: la settimana scorsa è infatti scattato il primo arresto di un diciassettenne in una scuola della capitale.