antifascismo

Resistenza al Casilino 900

autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
Permettere le schedature significa accettare le politiche razziali del governo italiano

Opera Nomadi e la CRI collaborano con le operazioni fasciste di schedatura: ne siamo amareggiati. Il Gruppo EveryOne ha preparato un "sabotaggio" nonviolento e "legittimo" delle schedature, ma lo comunicheremo solo a cose fatte. :) Roberto

Censimento rom, al via domenica
Paolo G.Brera
Un pool con agenti in borghese, Croce Rossa e l´Opera Nomadi

Sarà un pool costituito dalla croce rossa, da mediatori culturali del comune, da agenti in borghese delle forze dell´ordine e da operatori sociali e membri di associazioni come Opera Nomadi a mettere in atto il censimento dei rom voluto dal ministro dell´Interno, Roberto Maroni. L´operazione scatterà domenica, dopo l´ultimo vertice tecnico - in agenda venerdì - con il prefetto Carlo Mosca che oggi incontrerà al Viminale il sottosegretario Alfredo Mantovano e il sindaco Alemanno. Il vertice di oggi servirà a discutere la bozza del nuovo Patto per la sicurezza, che prevede di utilizzare per la lotta all´abusivismo commerciale, alla prostituzione su strada e alla microcriminalità i fondi stanziati nel vecchio patto per i quattro campi da realizzare fuori città.
Quanto all´operazione che scatta domenica «collaboreremo al "Censimento di protezione civile" nei campi rom - dice Fernando Capuano, presidente provinciale della Cri - iniziando la scheda anagrafica e compilando quella socio sanitaria: per la rilevazione delle impronte e per le foto, però, non saremo noi a operare ma comune e forze dell´ordine. Iniziamo domenica con un mediatore culturale del comune. Entrerà prima lui, poi arriveremo noi. Il fine, concordato col prefetto, è il censimento e la consegna ai nomadi di un tesserino con cui potranno usufruire dei trattamenti socio sanitari: dalla tutela ai bimbi sfruttati alle visite mediche e specialistiche, alle vaccinazioni e alla consegna di generi per la prima infanzia come i pannolini».
Insieme al tesserino, i militi della croce rossa compileranno parte della scheda messa a punto insieme a ministero e prefettura. «Inizieremo la parte anagrafica - dice Capuano - poi passeremo a quella socio sanitaria: una copia resterà a noi, una alla prefettura. Scriveremo se soffrono di patologie, se prendono farmaci e se hanno fatto le vaccinazioni. Con noi ci sarà Opera Nomadi e le forze dell´ordine in borghese: si occuperanno loro di foto e impronte, dei casi controversi e di chi non collaborerà».
L´ufficio legale del ministero deciderà l´età minima in cui i bambini potranno essere "schedati" con foto e impronte digitali. In ogni caso «il prefetto ci ha garantito che non ci saranno sgomberi, e che il fine è rendere i campi idonei dal punto di vista igienico», spiega Capuano. Ma restano forti contrarietà: se per il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, «uno stato moderno colpisce duramente i criminali, il malaffare e gli sfruttatori, non criminalizza intere comunità» perché «sarebbe come dire: prendiamo le impronte dei bambini italiani all´estero perché i mafiosi sono italiani»; per Potito Salatto, il presidente di Assoforum che unisce 75 associazioni vicine ad An, dieci delle quali romene, «è un errore strategico che acuirà i rapporti tra comunità rom e istituzioni italiane. I costi in termini psicologici e culturali sono ben superiori ai benefici».

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Decreto Sicurezza: eccoci in un regime poliziesco

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Gruppo EveryOne
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E' stato portato a termine il più grave attentato contro la democrazia. Nascono i poliziotti "giudici di strada"

Decreto Sicurezza: siamo scivolati in un regime poliziesco

Paolo Beni, presidente nazionale Arci, è autore di una nota riguardante l’approvazione al Senato del decreto sicurezza, che Paolo definisce giustamente "uno strappo allo stato di diritto e alla nostra democrazia". Siamo completamente d'accordo e riteniamo che solo se troveremo il modo di fare annullare il provvedimento, portando la sua iniquità all'attenzione delle Istituzioni internazionali, potremo dire di vivere ancora in uno stato di diritto. Non va sottovalutato, inoltre, il potenziamento di un'altra pratica antidemocratica e lesiva dei diritti basilari della persona: l'istituto del processo per direttissima, che di fatto toglie all'imputato colto in flagranza di reato (attestata da quelle stesse autorità che si macchiano di ogni abuso) ogni diritto alla difesa. Recita l'articolo 11 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, al punto 1: "Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa". I processi per direttissima, al contrario, prevedono la condanna di un individuo, anche incensurato, solo in base alla parole di un pubblico ufficiale, senza che l'imputato veda il magistrato che lo condanna né un avvocato difensore. E' un istituto di tipo fascista che purtroppo esiste da tempo in Italia e che ora verrà applicato con frequenza sempre maggiore, trasformando anche il più corrotto e violento degli uomini in divisa in un "giudice di strada" contro cui non esiste alcuno strumento giuridico. Siamo in uno stato di polizia, in un regime che progressivamente toglie alla cittadinanza ogni garanzia costituzionale e reprime i giusti moti antifascisti e antirazzisti con un braccio sempre più forte e al di sopra della democrazia e della giustizia. Roberto Malini

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci

Roma, 24 giugno 2008. Con 166 voti a favore questa mattina il Senato ha approvato il Decreto Sicurezza. Via libera quindi all’esercito nelle città, all’aggravante della clandestinità che comporta pene maggiori nel caso di reati commessi da stranieri non in regola col permesso di soggiorno, alla norma “blocca processi”.
Su questi provvedimenti l’Associazione nazionale magistrati e illustri giuristi hanno espresso forti perplessità e in particolare degli ultimi due si è messa in discussione la legittimità costituzionale e la compatibilità con la normativa comunitaria. Il Csm ha rinviato il proprio parere sull’emendamento blocca processi “per ragioni di opportunità” date le tensioni istituzionali seguite alle indiscrezioni che ne anticipavano il giudizio negativo. Si tratta infatti del punto più contestato del decreto, che rende possibile anche la sospensione del processo Mills, nel quale Berlusconi è imputato per corruzione. L’emendamento avrà effetti negativi sull’intero sistema giudiziario. L’Anm ha calcolato che saranno più di centomila i processi che verranno sospesi in virtù di questa norma. Tra questi, i processi per le violenze alla Diaz e a Bolzaneto, ormai giunti alla vigilia della sentenza.
Il governo ha cercato di giustificare la sospensione dei processi come una necessità per accelerare i procedimenti relativi ai reati più gravi e recenti. In realtà questo provvedimento colpirà innanzitutto gli imputati innocenti, che hanno tutto l’interesse a una rapida definizione del processo, e le parti civili economicamente più deboli. Lascerà senza giustizia le tante parti offese, comporterà un alto numero di prescrizioni e determinerà l’ulteriore congestione di tribunali e cancellerie.

Conseguenze gravissime, sul piano culturale e giuridico, avranno le norme che prevedono l’aumento di pena per gli irregolari e la procedura di espulsione per le pene superiori ai due anni. Si stabilisce in questo modo un doppio livello giuridico, incompatibile con il principio universale della responsabilità penale che non può essere manipolato a seconda della nazionalità. Il divieto di affitto agli stranieri non in regola col permesso di soggiorno viola la nostra Costituzione che riconosce il diritto di tutti i cittadini ad un’esistenza dignitosa, così come prevede anche la Carta dei diritti dell’Unione europea che parla di “diritto all’assistenza abitativa”. Si trasformano i Centri di detenzione in vere e proprie galere, dove, senza assistenza legale, si può restare rinchiusi fino a 18 mesi. Si afferma de facto il principio che la giustizia non è uguale per tutti.

Infine, il via libera ai 2500 militari nelle città “a maggior rischio” è con tutta evidenza una misura tanto demagogica quanto priva di qualsiasi efficacia. Siamo uno dei paesi europei con il rapporto più alto tra numero di abitanti e agenti di polizia. Già in molte città, come Roma, ai vigili urbani vengono assegnati anche compiti di ordine pubblico. Ci sono quindi tutte le condizioni perché queste funzioni vengano svolte da chi è delegato a farlo per legge e davvero non si capisce quale ruolo aggiuntivo dovrebbe svolgere l’esercito. Lo scopo è evidentemente quello di convincere l’opinione pubblica che esiste uno stato di emergenza, una guerra interna - in cui il nemico è lo straniero irregolare - che va fronteggiata con strumenti eccezionali. Il messaggio che si vuole veicolare è quello dell’eccezionalità del momento, che giustificherebbe gli strappi allo stato di diritto e alla nostra Carta Costituzionale, per militarizzare la vita pubblica e muovere all’attacco dei diritti. Oggi quelli degli stranieri, domani quelli dei più deboli, dei diversi, di chi non si rassegna al presente.

Paolo conclude la sua nota citando Primo Levi: «E' ora quindi che parliate tutti voi che amate la libertà, tutti voi che amate il diritto alla felicità, tutti voi che amate dormire immersi nel vostro privato sogno, è ora che parliate o maggioranza muta! Prima che arrivino per voi».

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Presidio Antifascista/Anticarcerario 19-06-2008

Autore:
Gruppo di solidarieta' con Christian e Andrea
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Il giorno 19 Giugno 2008 e' stata una giornata di mobilitazione internazionale in solidarieta' con Christian, antifascista di Berlino rinchiuso nelle carceri per aver tentato di bloccare un corteo di neonazisti. Christian potrebbe essere gia' libero poiche' ha scontato piu' dei 2/3 della pena, condizione sufficiente in germania per poter avere gli arresti domiciliari, ma viene trattenuto poiche' mantiene rinnovato il suo animo antifascista per il quale viene considerato pericoloso.
Per questo circa 50 compagni e compagne hanno partecipato al presidio antifascista indetto sotto l'ambasciata tedesca.
Per evidenziare che la repressione che colpisce Christian, Andrea e Emiliano, colpisce tutti/e noi, ribadiamo:
Christian, Andrea e Emiliano liberi/e tutti/e subito!

Appello agli e alle antifascisti/e di Roma

autore:
Gruppo di soldarieta' con Christian e Andrea
Sommario:
Sit-in Antifa'

Appello agli e alle antifascisti/e di Roma

Libertà e solidarietà per gli/le antifascisti/e

In Italia come in Germania gli/le antifascisti/e continuano ad essere perseguitati/e e incarcerati/e.
Andrea Neff è una compagna rinchiusa attualmente nella prigione di Pankow a Berlino. É stata condannata a 14 mesi di detenzione per una serie di accuse abbastanza pretestuose come aver distribuito dei volantini contro un CPT presso i loro uffici amministrativi, per essere stata fermata con delle uova con del pepe irritante durante una manifestazione antifascista, per essere stata fermata con del pepper-spray (legale in Germania) in un villaggio della Baviera dove nei pressi si teneva un raduno di vecchi gerarchi delle SS hitleriane e infine per avere fatto un occupazione di qualche ora in una casa abbandonata.
Christian Sümmermann è perseguitato da parecchio tempo dallo stato tedesco per il suo attivismo antifascista e anche lui sta scontando in questi mesi la sua condanna nelle galere tedesche. Christian ha subito un processo con modalità antiterrorismo quando invece doveva rispondere solamente di aver collaborato alla costruzione di una barricata con cassonetti ed un'auto rovesciata per bloccare un corteo neonazista a Berlino.
Entrambi subiscono un regime carcerario estremamente duro che impone restrizioni economiche, impedimenti sulle visite e nella comunicazione con l'esterno, arrivando fino alla violazione dei diritti umani elementari negando a Christian i medicinali e le cure necessarie e indispensabili a combattere l'epatite C da cui è affetto. Il 19 giugno è il compleanno di Christian e per questa data è stata indetta una giornata di mobilitazione internazionale per richiedere che possa usufruire dei benefici garantiti dalla legge tedesca e tornare libero allo scadere dei 2/3 della pena (ad agosto 2008).

Giovedì 19 giugno dalle ore 10 saremo davanti all'ambasciata tedesca di Roma (Via S. martino della Battaglia,4) con un sit-in per richiedere la liberazione degli e delle antifascisti/e.
La nostra solidarietà va a Emiliano, compagno dell'Università, che sta ancora agli arresti per essersi difeso dall'aggressione dei fascisti di Forza Nuova all'Università La Sapienza

Libertà per Christian, Andrea ed Emiliano
Liberi/e tutti/e

Gruppo di solidarietà con Andrea e Christian di Roma

Roma 20000 no al pacchetto sicurezza

Sommario:
E' l'altro "core de Roma" quello che ha sfilato ieri per le vie della capitale, per la seconda manifestazione cittadina del dopo elezioni indetta da un cartello unitario di trenta nomi tra centri sociali e case occupate

E' l'altro "core de Roma" quello che ha sfilato ieri per le vie della capitale, per la seconda manifestazione cittadina del dopo elezioni indetta da un cartello unitario di trenta nomi tra centri sociali e case occupate. La Roma dei migranti e dei nuovi cittadini si è rimessa in cammino dietro lo striscione «Non c'è sicurezza senza diritti», ed erano in 20mila tra giovani, precari, migranti di prima e seconda generazione, lavoratori e associazioni di base, tanti bambini, altrettanti passeggini, per dire no al pacchetto sicurezza che il Governo Berlusconi si appresta ad approvare mercoledì prossimo.
Molti slogan per il diritto alla casa e al reddito, pochi quelli contro Alemanno. Niente bandiere di partito né rappresentanti politici, ma neanche un corteo per compartimenti stagni. Piuttosto sfila il popolo delle differenze quale valore condiviso che, a colpo d'occhio, sembra non badare troppo alle appartenenze. Ragazzi con i piercing accanto a ragazze velate, donne dell'est con i passeggini vicino a giovani coppie italiane, gente di ogni razza mischiata tra loro. Giovani e meno giovani, qualche anziano, età media abbassata vertiginosamente da una gran quantità di bambini. Un'istantanea nitida di quel che è la composizione sociale metropolitana oggi, che assesta un pugno allo stomaco alla Roma dell'intolleranza e del razzismo crescente. In un sabato semi-estivo la manifestazione è partita alle 16 da via del Castro Laurenziano, di fronte la struttura del Regina Elena, da un anno occupata da circa 300 nuclei familiari del Coordinamento di lotta per la casa, sul cui destino pendono sia i progetti già approvati per una sede Inail e un reparto di ematologia oncologica, sia le decisioni della giunta regionale dopo le dimissioni dell'assessore alla Sanità Battaglia, da cui la struttura dipende. Ad aprire la manifestazione il camion dei centri sociali, per la prima volta insieme da quel lontano 1992, da quando cioè uscirono spaccati dalla delibera 106 proposta dalla prima giunta Rutelli sulla "regolamentazione" delle aree occupate. Si divisero sull'approccio da seguire con le istituzioni, l'elezione di Alemanno ha dato loro una scossa e oggi si ritrovano insieme.
«Guai a chi ci tocca» scrivono quelli dell'Esc. «La manifestazione è un successo. La sfida di ricomporre pezzi di città autorganizzata è riuscita. Andiamo avanti con grande entusiamo» annuncia un sorridente Francesco Raparelli del centro sociale di San Lorenzo. «Non è una manifestazione di solidarietà ma per un progetto comune, perché qui non si tratta di un attacco alle minoranze ma ai diritti di tutti» spiega Emiliano dell'Horus e dei Blocchi Precari Metropolitani. Di diritto all'abitare inteso come conquista sociale e riconoscimento complessivo di una qualità della vita migliore - casa, reddito, servizi sociali, lavoro - parla anche Andea Alzetta, detto Tarzan, di Action primo eletto nelle liste del Comune di Roma per la Sinistra Arcobaleno alle ultime elezioni. «Bisogna abbattere la paura, creare comunità solidali per riaffermare una politica sostenibile della città. Qui c'è la composizione giovanile dei centri sociali che va verso le occupazioni e vicerversa. Il movimento contro il pacchetto sicurezza è forse l'unica alternativa che abbiamo per rimettere in moto la società civile». Il camion del centro sociale Acrobax e del Coordinamento di lotta per la casa è pieno di bambini, per tutto il pomeriggio apre i microfoni ad alcuni rapper della capitale. Nel frattempo distribuiscono l'opuscolo "Pacchetto Sicurezza" fresco di stampa. «E' il frutto di un lavoro di inchiesta con i ragazzi dell'Acrobax, occupanti, migranti e avvocati» illustra Marta, etiope, 26 anni da 7 anni nel nostro paese. «E' una sorta di manuale di difesa tradotto in italiano, arabo e spagnolo». «Siamo qui per diffondere una consapevolezza di nuovi cittadini, compito non facile visto il clima di intimidazione in cui viviamo. Bisogna smetterla con questa idea dell'Europa paradiso, quando non lo è. Vedi la proposta di utilizzare i beni del demanio pubblico per nuovi Cpt» spiega Giulia dell'Acrobax e del Coordimento di Lotta per la casa. Intanto su e giù per il corteo vanno anche quelli di City of God, la free press precaria di cui distribuiscono il nuovo numero. Fanno un po' di subvertising per lanciare a grandi poster "Killbilling", il film verità sulle speculazioni edilizie, a firma del regista Roney McLain, che altri non è se non l'anagramma dello slogan Reclaim the Money. «Prima i soldi e poi ne riparliamo», c'è scritto sullo striscione del Coordinamento lavoratori/lavoratrici 3° settore Roma in coda al corteo. Precari? «No - spiega Roberto - ma la battaglia sul salario è connessa a quella sulla casa, e per questo siamo qui».

15/06/2008

[SOI] - En EUROPA se presiente la HUELGA GENERAL DESCENTRALIZADA...¡ADELANTE!

autore:
Jesús - Sindicato Obrero Inmigrante (SOI-CTM)
Sommario:
En EUROPA se presiente la HUELGA GENERAL DESCENTRALIZADA de los trabajadores precarios.

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Estamos en contacto varios activistas europeos (españoles, franceses, italianos, belgas, alemanes, checos...) y todos coincidimos en que hay que ir a LA HUELGA GENERAL DESCENTRALIZADA EN EUROPA. En España ya son muchos los trabajadores dignos que dicen NO y están en huelga, al ver que todos los derechos conseguidos durante el siglo pasado y parte del anterior están siendo recortados salvajemente.

Los pescadores, agricultores, transportistas... todos estos compañeros, a los que felicitamos por su valentia y compromiso, ya han comenzado a hacerse conscientes que como siempre tratan nuevamente de utilizarnos y estrujarnos aún más, para servir a los intereses del capital: Grandes empresarios y sus secuaces corruptos (grandes sindicatos, políticos...).

Que todos los ciudadanos europeos apoyemos a estos compañeros que con sus acciones simbolizan los Derechos de todas y todos y facilitemos sus protestas animándolos e incluso participando activamente aunque nos supongan nimias molestias en nuestra vida cotidiana comparado con la importancia de esta lucha pacífica que es de todas y todos.

QUE NO NOS PIENSEN YA COMO OBREROS, SOMOS PROFESIONALES Y MARCAMOS LAS CONDICIONES DE NUESTRO TRABAJO SIN VENDERNOS NI DEJARNOS SOMETER. Ha llegado la hora de dar un paso más en los Derechos Laborales, no queremos intermediarios que negocien nuestras condiciones, si hay libre mercado también nosotras/os somos libres de poner nuestras condiciones, para esto TENEMOS QUE ESTAR UNIDOS FRENTE A LOS QUE CREEN QUE SON NUESTROS "JEFES", VERDADEROS BUITRES CARROÑEROS QUE SIRVEN A LOS INTERESES IMPERIALISTAS creando incluso artificialmente crisis económicas con la salvaje especulación de todo y cuando no les queda otra subiendo el precio del petroleo para paralizarnos y utilizarnos aún mas.

Los activistas reales (viene de realidad) queremos animar a los pequeños sindicatos, asociaciones profesionales y colectivos "no vendidos" y por lo tanto dignos, a que sigamos uniendo fuerzas y estableciendo redes frente a aquellos que dicen que están con los trabajadores y con su pasividad, indiferencia, grandes sueldos y prebendas demuestran sin lugar a dudas y día a día, que están con el "capital" traicionándonos. ¡Malditos malnacidos, raza de hipócritas que se vende por un puñado de monedas!

Algún día no muy lejano nos necesitarán y no nos podrán tener, porque comencemos a ser autogestionarios compartiendo entre nosotras/os bienes y servicios en un desarrollo sostenible sin necesitarles a ellos.

¡ADELANTE COMPAÑEROS NI UN PASO ATRÁS, PERO PACÍFICAMENTE!

Jesús
Miembro de la PLATAFORMA REBELIÓN PACÍFICA
Correo: rebelionpacifica@gmail.com
Portavoz de SINDICATO OBRERO INMIGANTE (SOI-CTM)
Correo: sindicato.soi@gmail.com
Teléfono: +34 695 959 121
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SOLAMENTE ES SOMETIDO AQUEL QUE SE DEJA SOMETER.

14 giugno CERVELLETTA PARTY

14/06/2008 - 23:00
15/06/2008 - 05:01
cervelletta party 14 giugno

immaginate un casale di epoca medioevale strappato all’industria e alla cementificazione selvaggia della periferia di roma

...immaginate sonorità rock che sfociano in suoni spaziali che escono dalla consolle di Isocore from upitup.com...300 litri di birra e fiumi di cocktail fino all’alba ..come back again..abbiamo appena inziato!more info: radiosonar@gmail.com or www.radiosonar.netNo Liste! Cervelletta party

7 giugno: piazze sostenibilità e pace

07/06/2008 - 17:00
Sommario:
SIETE TUTTI INVITATI A PIAZZE PER LA PACE E SOSTENIBILITA'
Promotore evento:
retidipace, radiosonar, massimina in movimento, etc...

Vi invitiamo a partecipare (diffondendo questo invito nella vostra rete di conoscenze) alla Piazza per la Sostenibilità e la Pace che si terrà Sabato 7 Giugno, a partire dalle ore 16.00, a Massimina – Giardini di via Romano Guerra, raggiungibile in auto da Roma con l’Aurelia (dopo il raccordo anulare, prendere il secondo cavalcavia che permette la conversione ad U – direzione Massimina – e procedere per circa 500 metri sulla complanare verso Roma) oppure con i mezzi pubblici 246 e 088

in collaborazione con: ARCI pluriverso, Associazione ViviVerde Massimina, ATTAC Roma, Bottega Perunmondosottosopra, Comitato Malagrotta, CGIL SPI e FLC CGIL zona ovest, Coop. Il Trattore, Coop. Valle dei Casali, Coord. Soci Lazio Banca Etica, La Ciclofficina popolare Magliana Macchia Rossa, MAG Roma, Rete Italiana Solidarietà “Colombia Vive”, WWF Lazio

PROGRAMMA

Ore 16:00 Musica: Musica ROM

Ore 17:00 Teatro: “Tutta colpa delle costruzioni Lego…..” monologo di Stefano Lucarelli

Ore 18:00 Musica: “The Tamburine” in concerto

Ore 18:30 Cultura “Malagrotta, la discarica infinita” Intervengono in “Piazza”: Sergio Apollonio (Presidente Comitato Malagrotta), Raniero Maggini (Presidente WWF Lazio) seguirà spazio dedicato alle domande

Ore 20:00 Vino e salsiccia

insieme attendiamo gli artisti che si esibiranno nella serata

Ore 21:00 Danza: Video e danze del “Centro Danza Casale Lumbroso”

Ore 21.30 Video e musica Video e musiche curate da RADIOSONAR
Durante la giornata inoltre:
Laboratorio di riciclaggio creativo per bambini:
dalle 16:30 alle 18:30 a cura della Coop. Valle dei Casali

Baratto di dvd, libri, oggetti e giochi di bimbi

Attività di Sportello per informarvi su:

Gruppi di Acquisto Solidali,

Risparmio energetico, sgravi e incentivi

La corretta gestione dei rifiuti
Il Risparmio responsabile

Venite con i recipienti per l'acquisto dei prodotti alla spina!

Venite con cellulari obsoleti per il loro riciclaggio !

infopiazze@retidipace.it, - www.retidipace.it

(Anti)Fascismo e movimenti di liberazione

06/06/2008 - 19:00
06/06/2008 - 23:00
Sommario:
Venerdi' 6 Giugno Ore 19,00 CSOA Forte Prenestino
Promotore evento:
Facciamo Breccia Roma

Venerdi' 6 Giugno Ore 19,00 CSOA Forte Prenestino
(Anti)fascismo e movimenti di liberazione

Scarica il volantino

Scarica lo spot

Scarica il documento di adesione al Pride

Odio, paura, sopraffazione riempiono le cronache di questi giorni. Solo nelle ultime settimane a Verona viene ucciso un ragazzo a calci perché aveva l'aria da ''di sinistra'', in Sicilia una ragazzina di 14 anni viene strangolata da alcuni suoi coetanei perché probabilmente incinta di uno di loro, campi rom assaltati in Campania, continui assalti fascisti alla periferia e nel centro di Roma e trans cacciate, aggredite, malmenate e poi espulse.
L'odio, assurdo e indiscriminato per tutto ciò che e' altro/a da sé è il nucleo del fascismo, quello stesso fascismo che a Roma ha prodotto più di 250 aggressioni in tre anni. E' lo stesso fascismo che arma le mani e le teste di chi vede nell'autodeterminazione di donne, gay, lesbiche, trans, nell'esistenza di altre culture (rom, rumeni oggi, musulmani, albanesi ieri) un nemico e un capro espiatorio. Media e politica istituzionale hanno creato il ''paradigma sicurezza'', unica chiave di lettura proposta, con cui coprire repressione, oppressione, tentativi di scatenare "guerre tra poveri". Oggi assistiamo al diffondersi di un nuovo fascismo, alimentato dalla paura e diffuso, che si esplicita nelle azioni di chi pretende di far valere nelle strade, nei nuclei familiari, nei posti di lavoro, la legge dell'annientamento e della sopraffazione. Nuove forme di fascismo che trovano un terreno fertile nell'indifferenza, nel vedere in chi è aggredito l' altro/a da sé, il diverso/la diversa, la causa delle proprie insicurezze. Eppure sappiamo che quando si chiede - o anche solo si lascia - che vengano offese e violate l'autodeterminazione e la vita di alcuni/e, significa mettere un'ipoteca su noi stessi/e. Oggi è necessario ripensare la lotta antifascista a partire dalla decostruzione della pseudocultura machista, sessista, omofoba e razzista in cui siamo immersi/e.
Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza - il Pride e la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne - in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e razziste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica. A Verona questi percorsi si sono intrecciati, in piazza, alla lotta antifascista. Riteniamo sia necessario ripartire da qui per dissolvere il brodo di coltura nel quale cresce l'odio e la voglia di annientamento, per rompere il muro di paura, tornare a riprenderci le strade, le piazze, l'espressione libera e gioiosa delle nostre vite, delle nostre idee, delle nostre sessualità attraverso percorsi di liberazione e dilatazione dei confini.

Riteniamo che sia indispensabile portare questi contenuti anche nel pride di Roma del prossimo 7 giugno.
Autodeterminazione, autorganizzazione, liberazione: da qui riparte il nostro antifascismo.

Sono invitati, oltre al Circolo Pink Verona e a Porpora Marcasciano, il movimento femminista e lesbico, il movimento lgbt, i movimenti dei e delle migranti, gli/le antifasciti/e e tutti e tutte coloro che sono interessati/e.

Durante l'incontro proiezioni video, selezioni musicali, aperitivo, sarà in funzione la taverna. Ingresso libero.
Coordinamento Facciamo Breccia
www.facciamobreccia.org

(il Forte Prenestino è in via Federico Delpino a 100Celle, Roma)

Solidarietà agli studenti di Bologna!

autore:
Collettivi Autorganizzati

Esprimiamo la nostra piena ed incodizionata solidarietà agli studenti dell'Università di Bologna che legittimamente hanno occupato oggi il rettorato contro l'aumento delle tasse universitarie. L'aumento delle tasse, l'inasprimento della selezione di classe all'interno del percorso universitario, la cancellazione inesorabile del diritto allo studio altro non sono che i frutti del famigerato "processo di Bologna" promosso a livello europeo e che ha lo scopo di riformare la formazione a tutti i livelli nella direzione di una maggiore precarietà a favore dei profitti dei padroni e delle loro aziende. Condanniamo senza mezzi termini l'atto fascista del rettore nel chiamare la celere contro gli studenti che chiedevano di avere voce in un processo che li vede sempre più utenti e sempre meno protagonisti delle proprie scelte.

NO AL "PROCESSO DI BOLOGNA"!
NO ALL'EUROPA DEI PADRONI E LE SUE DIRETTIVE SULLA FORMAZIONE!
CONTRO OGNI REPRESSIONE, SOLIDARIETA' A CHI LOTTA!
LA LOTTA E' L'UNICO CAMMINO!

Collettivo Orientale – Napoli
Collettivo 20 Luglio - Palermo
Collettivo "Lavori in Corso" - Roma - Tor Vergata
Collettivo Politico di Scienze Politiche - Firenze
Collettivo Fuorilogo di Economia - Firenze Nucleo Studentesco Metropolitano - Napoli