sgombero

Picchetto anti-sfratto a Magliana

18/09/2008 - 08:00
18/09/2008 - 14:00
Sommario:
l'INPS sgombera!
Promotore evento:
Comitato d'Occupazione Magliana - CSOA Macchia Rossa
Indirizzo email:

Nei prossimi mesi le case dell'INPS di Magliana saranno privatizzate, come sta già avvenendo negli altri quartieri di Roma.

Gli inquilini senza titolo, così come quelli che non riusciranno ad ottenere un mutuo per comprare l'appartamento, saranno sfrattati e andranno ad aumentare ulteriormente il numero di chi si trova in emergenza abitativa

Il 18 settembre l'ufficiale giudiziario tenterà di sfrattare una famiglia da un appartamento dell'INPS in via dell'Impruneta 15.

Organizziamoci e lottiamo per:
- Il blocco immediato di sfratti e sgomberi
- Una sanatoria immediata per gli inquilini senza titolo.
- Garanzie per gli inquilini che vorranno comprare l'appartamento in cui abitano.
- Acquisto delle case invendute da parte dell'ATER o del Comune per farne case popolari da assegnare agli attuali inquilini.

Giovedì 18 settembre dalle ore 8
PICCHETTO ANTI-SFRATTO
in Via dell'Impruneta 15

C.S.O.A. Macchia Rossa Magliana
via Pieve Fosciana 56 - 82
www.inventati.org/macchiarossa

Comitato d'Occupazione Magliana
"8 marzo" occupata - via dell'Impruneta 13
occupa.noblogs.org

COME SEMPRE DIETRO DI LORO RIMANGONO SOLO MACERIE! COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL CENTRO SOCIALE “LIBERA”

Autore:
RETE CONTRO LA PRECARIETA', LA SPEZIA
immagine:

http://www.anarchiainazione.org/?q=node/583

COME SEMPRE DIETRO DI LORO RIMANGONO SOLO MACERIE! COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL CENTRO SOCIALE “LIBERA”

Sabato 9 agosto il centro sociale “LIBERA” di Marzaglia, Modena, è stato brutalmente sgomberato dalla polizia, con l’aiuto di vigili urbani e vigili del fuoco, nel tardo pomeriggio sono entrate in azione le ruspe che hanno raso al suolo la struttura abitativa dove per 8 anni si era sviluppata l’esperienza politica, sociale ed umana del centro. Al posto di questo luogo di aggregazione e della circostante area verde, la giunta di centro-sinistra ha deciso di insediare un autodromo, opera di nessuna utilità per la collettività, ma decisamente conveniente per la lobby politico-affaristica che gestisce l’operazione. Nell’esprimere la nostra piena e totale solidarietà ai compagni ed alle compagne di LIBERA vogliamo sperare che quell’esperienza, costruita con passione e pazienza nel corso degli anni, continuerà ad agire insieme a tutte le altre come forma di lotta e resistenza anticapitalista.

CONTRO SFRUTTAMENTO, PRECARIETA’, GUERRE IMPERIALISTE, RAZZISMO E NOCIVITA’!
SULLE LORO MACERIE COSTRUIRE UN MONDO NUOVO!

RETE CONTRO LA PRECARIETA' LA SPEZIA

http://www.anarchiainazione.org/?q=node/583

www.sergiofalcone.blogspot.com

LIBERA, SPAZIO SOCIALE, MODENA. IL SECONDO FILMATO DELLO SGOMBERO

Autore:
TANT* COMPAGN*
Immagine5:

Y'en a pas un sur cent et pourtant ils existent
La plupart Espagnols allez savoir pourquoi
Faut croire qu'en Espagne on ne les comprend pas
Les anarchistes

Ils ont tout ramassé
Des beignes et des pavés
Ils ont gueulé si fort
Qu'ils peuv'nt gueuler encore
Ils ont le cœur devant
Et leurs rêves au mitan
Et puis l'âme toute rongée
Par des foutues idées

Y'en a pas un sur cent et pourtant ils existent
La plupart fils de rien ou bien fils de si peu
Qu'on ne les voit jamais que lorsqu'on a peur d'eux
Les anarchistes

Ils sont morts cent dix fois
Pour que dalle et pour quoi ?
Avec l'amour au poing
Sur la table ou sur rien
Avec l'air entêté
Qui fait le sang versé
Ils ont frappé si fort
Qu'ils peuvent frapper encor

Y'en a pas un sur cent et pourtant ils existent
Et s'il faut commencer par les coups d'pied au cul
Faudrait pas oublier qu'ça descend dans la rue
Les anarchistes

Ils ont un drapeau noir
En berne sur l'Espoir
Et la mélancolie
Pour traîner dans la vie
Des couteaux pour trancher
Le pain de l'Amitié
Et des armes rouillées
Pour ne pas oublier

Qu'y'en a pas un sur cent et pourtant ils existent
Et qu'ils se tiennent bien le bras dessus bras dessous
Joyeux, et c'est pour ça qu'ils sont toujours debout

LEO FERRE', LES ANARCHISTES

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Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
In gran parte spagnoli chi lo sa mai perché
Penseresti che in Spagna proprio non li capiscano
Sono gli anarchici

Han raccolto già tutto
Di insulti e battute
E più hanno gridato
Più hanno ancora fiato
Hanno chiuso nel petto
Un sogno disperato
E le anime corrose
Da idee favolose

Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
Figli di troppo poco o di origine oscura
Non li si vede mai che quando fan paura
Sono gli anarchici

Mille volte son morti
Come è indifferente
Con l'amore nel pugno
Per troppo o per niente
Han gettato testardi
La vita alla malora
Ma hanno tanto colpito
Che colpiranno ancora

Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
e se dai calci in culo c'è da incominciare
Chi è che scende per strada non lo dimenticare
Sono gli anarchici

Hanno bandiere nere
Sulla loro Speranza
E la malinconia
Per compagna di danza
Coltelli per tagliare
Il pane dell'Amicizia
E del sangue pulito
Per lavar la sporcizia

Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
Stretti l'uno con l'altro e se in loro non credi
Li puoi sbattere in terra ma sono sempre in piedi
Sono gli anarchici

LEO FERRE', GLI ANARCHICI

http://it.youtube.com/watch?v=_1PcOsbJbLI

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LIBERA, SPAZIO SOCIALE, MODENA. IL SECONDO FILMATO DELLO SGOMBERO

http://it.youtube.com/watch?v=iC7d5BzQ-Yg

Due compagne resistono all'interno del fabbricato, incatenate...

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www.sergiofalcone.blogspot.com

bologna: crash sotto sgombero

autore:
un*
Sommario:
crash! sotto sgombero

Il Laboratorio Crash! di Via Zanardi 106 è in questo momento sotto sgombero da parte delle forze dell'ordine. Dagli attivisti del centro sociale arriva un appello a recarsi quanto prima sul posto.

http://emiliaromagna.indymedia.org/node/2672
http://emiliaromagna.indymedia.org/node/2673

La casa è un diritto di pochi

diritto alla casa

Dopo aver simbolicamente occupato un palazzo a Via Carlo Ludovico Bragaglia per 24h, domenica 6 aprile, il Blocco Precario Metropolitano ha portato la protesta nel centro di Roma, a p.za San Marco, organizzando una tendopoli per denunciare la perenne precaria situazione abitativa romana.
La tendopoli è stata violentemente attaccata la mattina di martedi alle 5:30, i poliziotti in assetto antisommossa non hanno avuto sensibilità nè per neonati nè per donne incinte. La tendopoli dovrebbe rimanere fino a mercoledi pomeriggio.
9 fermi, tramutati in arresti a Regina Coeli. 4 scarcerati mercoledì sera mentre gli altri 5 soltanto venerdi sera dopo che il gip in
mattinata non aveva convalidato gli arresti.

Aggiornamento Liberati tutti!

Comunicato sullo sgombero della tendopoli di P.za San Marco

autore:
ATELIER OCCUPATO ESC - RETE PER L'AUTOFORMAZIONE
Sommario:
comunicato sugli arresti della mattinata di martedi 8 aprile

Denunciamo l'atto gravissimo e arbitrario compiuto stamattina dalla polizia, che ha sgomberato con inaudita e sproporzionata violenza la Tendopoli Precaria di Piazza Venezia montata dai compagni che ieri hanno lasciato lo stabile occupato di via Bragaglia alla Bufalotta. La "brillante" operazione, iniziata alle 6 di mattina di oggi, ha fatto segnare diversi feriti e 9 arresti per resistenza aggravata, il tutto senza alcuna possibile giustificazione.

Questo gesto chiarisce, senza che ce ne fosse bisogno, che nella città commissariata il tema della precarietà e del disagio abitativo possono occupare al massimo qualche titolo di giornale e qualche dichiarazione da campagna elettorale; non appena i precari, i migranti, gli studenti provano ad organizzarsi e a riprendere con forza quello che gli spetta, cioè "il diritto ad una casa per andare in giro per il mondo", la risposta è quella che abbiamo visto: aggressioni, cariche indiscriminate, e infine l'arresto.

Nove dei nostri compagni, dopo il blitz della polizia, sono infatti detenuti con l'accusa di resistenza aggravata, con l'unica colpa di aver rilanciato IN MODO ASSOLUTAMENTE PACIFICO E DETERMINATO il tema del disagio abitativo in una città che conta migliaia di appartamenti sfitti lasciati alla speculazione, un saldo blocco di interessi tra costruttori e politica, e migliaia di persone che non trovano una soluzione al problema dell'alloggio.

Se questo è il segnale lasciato dal "vuoto della politica" in una città commissariata, è un segnale preoccupante: dopo lo sfilamento di quasi tutte le forze politiche "istituzionali", il Commissario Morcone e il Prefetto Mosca non si sono fatti attendere, avallando una reazione scomposta e che non ha nulla a che vedere con i fatti. Una reazione istigata anche da una politica ansiosa di trovare nuovi temi per la paranoia securitaria che abbiamo visto crescere negli ultimi anni: sgomberi, inasprimento del controllo sugli spazi urbani e sulle figure "atipiche" della metropoli, proibizionismo, polizia in tutte le piazze e nei luoghi di aggregazione; tutto più o meno equamente distribuito tra le varie forze politiche, divise solo da questioni formali sul modo in cui affrontare i nuovi "nemici urbani" che questo discorso produce.

A chi pensa di affrontare i problemi sociali con i manganelli, rispondiamo che saremo sempre al fianco di chi si batte per liberare la città e gli spazi !
Per sabotare il piano della rendita e della speculazione immobiliare, vogliamo REDDITO DI CITTADINANZA PER TUTT* !
Esigiamo libertà immediata per LUCA, PAOLO e TUTTI GLI ALTRI COMPAGNI ARRESTATI !

Crash! sotto sequestro - La magistratura all'attacco delle occupazioni

autore:
baz
Sommario:
Una sentenza che pesa come un macigno quella emessa ieri dal Tribunale del Riesame di Bologna per il sequestro del Laboratorio Crash!

Un macigno scagliato contro tutte le esperienze, passate e presenti, di occupazione di centri sociali in Italia e contro la pratica dell'occupazione stessa. Genova, Cosenza, Firenze e ora anche Bologna, diventano teatro di un nuovo ruolo che la magistratura accoglie a sé. Un ruolo tutto politico di ridefinizione degli ambiti di agibilità del movimento, un tentativo di arginare le lotte che si sviluppano nei territori passando non solo dalla criminalizzazione di significativi segmenti passati del movimento contro la globalizzazione e la guerra, ma anche andando ad attaccare nello specifico gli stessi luoghi di produzione e riproduzione di una politica antagonista, necessariamente elementi di ingovernamentabilità dei conflitti nelle metropoli.

Una sentenza che estende nei fatti i presupposti del sequestro cautelare: prima di oggi indirizzata esclusivamente alla confisca dei beni in possesso di organizzazioni mafiose e ad abusi edilizi, ora viene reinterpretata come applicabile a tutte le lotte sociali per la riconquista di spazi autogestiti, per la produzione di cultura e socialità non mercificate, contro i percorsi di costruzione dei conflitti sociali.

All'indomani della caduta del Governo Del Sacrificio Prodi, e dell'incapacità reale della politica istituzionale di risolvere i problemi sociali è dai tribunali che si cerca di mettere ordine per la salvaguardia dello status quo.
E così l'antagonismo espresso a Genova contro i governi della guerra e della devastazione economica e ambientale, con il suo respirare assieme e le sue molteplici istanze, diventa per la magistratura il pretesto per riaffermare che mai più sarà concesso di tornare ad animare le strade e le piazze delle città per affermare in modo deciso il proprio dissenso. Così il processo di Cosenza diventa punto cardine di nuovi teoremi giudiziari che trasfigurano le lotte autonome portate avanti nei territori, leggendo ovunque complotti e pianificazioni sovversive. Così a Firenze la legittima opposizione alla Guerra Permanente, le cariche ingiustificate, a nove anni di distanza vengono a forza stipate nel cassettone della storia giudiziaria sotto coltri che parlano di violenza e resistenza pluriaggravata. Così la magistratura non solo legge bene la crisi della rappresentanza politica delle istituzioni, ma se ne fa immediatamente sostituto e nuovo protagonista dal pugno di ferro.

In questo modo, nonostante la sospensione dell'esecuzione del sequestro fino all'ultimo grado di giudizio, necessariamente anche i centri sociali, come luoghi di autorganizzazione politica antagonista, ma anche come proposta alternativa e autonoma alla cultura ed alla socialità di regime, vengono messi sotto accusa. Il tentativo è chiaro: mai più in nessun luogo occupazioni, mai più luoghi altri da quelli istituzionali, mai più ambiti non immediatamente sussumibili e riciclabili nelle immediate esigenze dei palazzi del potere. Il teatrino non può crollare, lo show deve andare avanti, e per farlo bisogna creare adeguati precedenti giuridici. E va avanti mostrando, ad esempio, dietro a vetrine infarcite di lustrini l'inquietante e inaccettabile spettacolo di un Salone del Libro a Torino, autoelettosi a migliore espressione della cultura letteraria, che invita come ospite d'onore esponenti di un governo genocida e d'apartheid come quello d'Israele. Prosegue dietro i falsi, e per dirla tutta, scarsi scandali suscitati dalle mostrine naziste dell'Afrika Korps di Rommel sui veicoli delle forze armate italiane impegnate all'estero nelle "missioni di pace" rifinanziate dal decaduto governo. Si riscopre palcoscenico di ammiccamenti e "miracolosi" avvicinamenti tra forze politiche che, stanche dei ruoli loro assegnati dal copione dell'alternanza, si riscoprono possibilisti su intese larghe per il sommo fine di "ridare dignità al Paese"... una dignità inevitabilmente di nuovo fondata sul sacrificio, sull'oppressione, sulla razionalizzazione del sociale a fini produttivi, sulla guerra, sull'assassinio delle libertà individuali e collettive.

In tutto ciò evidentemente i centri sociali, non hanno ruolo. E di questo, diamo atto, siamo assolutamente certi anche noi. I terreni marcati dalle lotte popolari contro le nocività e le devastazioni ambientali, l'ingovernamentabilità dei conflitti sociali, l'essere inevitabilmente dall'altra parte del fronte "interno" di questa Guerra che si vuole Permanente, la vivacità data da una riscoperta capacità di plasmare i nostri territori aldilà delle esigenze produttive, riqualificando dal basso, opponendosi alla segmentazione ed alla desertificazione sociale, combattendo la retorica del degrado e della sicurezza riportandole sul piano della soddisfazione di bisogni e desideri, ostacolando le speculazioni... questo oggi sono i centri sociali, gli spazi autogestiti a Bologna come nel resto d'Italia.

E proprio per questo crediamo che, dopo la manifestazione del 6 ottobre, si debba tornare a progettare lotte e mobilitazioni che attorno a questo sappiano ridare il segno dell'insopprimibilità degli spazi autogestiti, indipendentemente dal dove venga l'attacco. Urgente è la necessità di riaffermare come ciò che pertiene alle lotte sociali, ai loro obiettivi, non possa essere negato spingendolo a forza nelle aule dei tribunali, quando invece sono le strade, le piazze, gli spazi, le periferie delle città i nostri luoghi; e questo anche per garantire la percorribilità futura di esperienze di occupazione. Occorre, crediamo, riaprire tutte le contraddizioni che il nuovo assetto politico cercherà inevitabilmente di sanare per garantirci non solo la sopravvivenza, ma anche lo spazio per esprimere quella nostra capacità di essere forza vitale e prorompente negli altrimenti grigi e ristretti spazi metropolitani.

Laboratorio Crash!

Pulizia etnica a Roma. Crudeltà verso Bambini

autore:
pietro Ancona
Sommario:
A Roma e in altre città italiane, coperte dal silenzio della stampa italiana, si demoliscono le abitazioni di fortuna dei rom e dei diseredati

Intervenga la Magistratura!! Si costituisca l'Alto Commissariato per i ROM!
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Amministrazioni comunali che hanno permesso la devastazione del paesaggio italiano, la nascita di abnormi periferie di cemento del tutto abusive,
la scomparsa di ogni benchè minima traccia di verde e di servizi comuni, si accaniscono nella demolizione di povere casupole (alcune abitate da anni) di persone che non hanno i mezzi per pagarsi gli esosi affitti imposti da proprietari spesso speculatori.
A Roma, al grido "Via da qui barboni" sono state demolite casupole senza dare tempo di raccogliere gli effetti personali, le cose, i ricordi dei disgraziati travolti dal furore razzista delle forze di polizia, in assetto di caccia al nemico.
Leggo che trenta bambini sono da giorni all'addiaccio. La proposta che era stata fatta alle loro famiglie era della loro divisione. Come facevano le SS: i bambini da una parte, le donne da un'altra, gli uomini ed i vecchi da un'altra ancora.
Questo avviene nel Paese in cui in nome della famiglia si negano diritti riconosciuti in tutta Europa alle coppie di fatto. Nella città del Vaticano in cui le proprietà immobiliari della Chiesa sono sterminate e potrebbero dare ospitalità a migliaia di famiglie disagiate.
Chiedo l'intervento della Magistratura dal momento che ci troviamo in presenza di veri e propri delitti contro le persone, contro minori che hanno diritto di essere tutelati, in presenza di atti illegittimi compiuti a tradimento e con la forza.
Non credo che la Polizia o i Vigili Urbani abbiano diritto di distruggere cose di persone che vengono financo impedite a recuperarle.
La Magistratura dovrebbe identificare tutte le persone che hanno ideato,progettato ordinato o eseguito le demolizioni con ruspe con le modalità di crudeltà ed irrisione delle persone che vengono denunziate. Dovrebbe ordinare la cessazione di ogni demolizione a Roma ed in tutta Italia.
Colgo l'occasione per ritornare sulla proposta a suo tempo fatta di istituire un Alto Commissariato per i Rom che abbia mezzi e poteri di intervento per la pianificazione di progetti di integrazione e la tutela dei Rom dalle violenze del potere politico razzistico che controlla l'Italia.
Pietro Ancona
www.spazioamico.it
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
http://pietro-ancona.blogspot.com/

21 aprile: Living la vida loca

autore:
romaprecaria

Che vita pazza si fa a Roma. Affitti al nero, bollette, precarietà.

Una vera vida loca. Vivila con noi.

Il 21 aprile (natale di Roma!) a Tor Pignattara/Pigneto, con partenza da Piazza della Marranella alle 16.