cooperative

EDUCATORI PROFESSIONALI SCRIVONO AL GOVERNO

autore:
comiromanord
Sommario:
Mancanza di un albo, precarietà, sfruttamento, contratti a progetto, CCNL scaduto, cooperative....

Invito a leggere e far circolare la lettera aperta che gli educatori professionali di Napoli, e non solo di Napoli, hanno scritto al Governo per la valorizzazione e la tutela di una professione immersa nella più completa precarietà.

La trovate alla pagina web:

www.ciardullidomenico.it/Comunicati/eduprof_al_governo...

ESCLUSIVO: 2O PAGINE SULLE COOPERATIVE SOCIALI ROMANE

autore:
comiromanord
Sommario:
DOCUMENTI CHE AIUTANO A CAPIRE LO SVILUPPO COOPERATIVO NELLA CAPITALE

UN PREZIOSO BAGAGLIO DI MEMORIA DOCUMENTALE A DISPOSIZIONE DI TUTTI

Alcuni volantini e articoli di giornale datati 1991,2002,2004... documenti ministeriali datati 1980, bandi di concorso datati 1996.
La loro lettura aiuta a capire in che modo si è sviluppato il lavoro cooperativo di assistenza alla persona nella capitale.

LI TROVATE SU www.ciardullidomenico.it

LICENZIAMENTI: I FANTASMI CHE RITORNANO

autore:
Giovanna
Sommario:
A Roma, culla del diritto, scorazza il peggio del peggio dell'imprenditoria cosiddetta No Profit

In strutture di assistenza, case famiglia per minori e per disabili e altre residenze socio- sanitarie dove si fanno turni di notte è prassi abbastanza consolidata fare delle pause in posizione sdraiata o comoda. Ma nel giugno 2004 un operatore di una cooperativa sociale che ha appalti dal V° dipartimento del Comune di Roma fu licenziato in tronco con un pretesto abbastanza ridicolo: essersi sdraiato durante il turno di notte. Occorrerebbe spiegare al padreterno se fosse in ascolto come si fa ad assegnare frequentemente turni doppi di 17 ore continuative, senza pausa pranzo, e pretendere poi il "saluto militare" al passaggio dell'ispezione. Era chiaro, nella sostanza, che l'ispezione era mirata e finalizzata a licenziare un assistente domiciliare che aveva osato parlare troppo di di diritti, di salario e di sicurezza sul luogo di lavoro e si era rivolto inutilmente tempo prima all'Osservatorio comunale.

Dopo il suo licenziamento l'operatore fu costretto a lasciare la città e ad allontanarsi dai suoi figli per non patire la fame. Ha dovuto arrangiarsi assistendo un anziano, fare lavori manuali saltuari in campagna e nell'edilizia, a vivere con poco senza più la vicinanza dei suoi affetti più intimi.

Una cooperativa sociale emiliana, con il fatturato da capogiro, si era arrogata il diritto di decidere sulla vita di una persona, di colpirla nel suo diritto più intimo al lavoro contro il 1° articolo della Costituzione Repubblicana.

I dirigenti di quella cooperativa che prendono stipendi e diarie di diverse migliaia di euro al mese, che gestiscono appalti per milioni e milioni di euro, che girano molto in taxi, avevano deciso di "assassinare" un umile lavoratore per non aver osservato silenzio ed obbedienza.

Il fato ha voluto che, sei mesi dopo il suo licenziamento, i NAS di Roma chiudessero una parte della struttura assistenziale dove il lavoratore licenziato aveva lavorato: non c'è dubbio, egli aveva detto la verità sulle condizioni fatiscenti della struttura. Qualche tempo dopo, altre due strutture affidate dal V° dipartimento alla stessa cooperativa venivano chiuse perchè fuori dalle norme sulla sicurezza. Una delle due strutture, probabilmente senza regolare destinazione d'uso, era costituita da un seminterrato senza la necessaria luminosità, le finestre erano sostituite da pareti disegnate con colori luminosi ed ospitava nuclei con minori. Non c'è dubbio: il lavoratore licenziato aveva detto la verità ed è per questo che era stato licenziato.

La logica dell'appalto era evidente: la cooperativa prendeva qualsiasi topaia a fini economici e si "prostituiva" a qualsiasi volere dell'ente committente compreso quello di assumere, promuovere e licenziare per conto terzi.

Dopo anni di stenti il lavoratore ha deciso di tornare a lottare, ha cambiato avvocato, e sta per fare appello intendendo andare fino in fondo per cercare di riprendersi quella dignità messa sotto i piedi da una cooperativa che si definisce ONLUS, organizzazione non lucrativa di utilità sociale.

Non sappiamo se gli esiti delle elezioni favoriranno ancora storie di sopraffazione come questa ma noi le racconteremo comunque nei dettagli più scomodi e più crudi perchè possano girare in rete, come una bottiglia lanciata nell'oceano, le notizie su quanta merda si nasconde dietro alcuni padroncini del NO PROFIT.

Giovanna email pianopartecipato@libero.it

SCIOPERO NELLE COOP. SOCIALI: FOTO DELLA MANIFESTAZIONE

autore:
comiromanord
Sommario:
LO SCIOPERO NELLE COOPERATIVE E' STATO UN SUCCESSO

Si parla di circa trentamila adesioni allo sciopero nazionale indetto dai sindacati CGIL CISL e UIL e da altri sindacati di base.
Un’adesione storica come mai vi era stata. In piazza Venezia erano migliaia e migliaia di persone provenienti da varie regioni italiane. Ma i grandi mezzi di informazione hanno scandalosamente bypassato questo evento.
Per ovviare a questa grave carenza di informazione potete trovare foto e presto anche video su www.ciardullidomenico.it

SCIOPERO NAZIONALE DEI SINDACATI CONFEDERALI NEL SETTORE COOPERATIVE SOCIALI

autore:
comiromanord
Sommario:
SIAMO AD UNA VERA SVOLTA NELLA TUTELA DEI LAVORATORI ? TESTIMONIANZE SCIOCCANTI DAL MONDO DELLE COOP

4 aprile ore 10.30 a Piazza Madonna di Loreto (p.zza Venezia)

I maggiori sindacati CGIL CISL UIL hanno rotto le trattative con Legacoop, Confcoop e le altre centrali, indicendo, per la prima volta nella storia, uno sciopero nazionale del settore cooperative sociali il 4 aprile prossimo. Siamo a una svolta? Quale connotazione prenderà adesso quella perversa stabilità di sistema con tutti i suoi canali intercomunicanti dove funzionari di partito assumevano cariche dirigenziali all'interno delle Centrali cooperative e viceversa? E dove, addirittura, quadri di partito presiedevano associazioni nazionali del Terzo settore mentre alti dirigenti sindacali confederali venivano collocati come assessori all'interno delle giunte comunali o come dirigenti di aziende speciali comunali? Siamo dunque ad una vera svolta?
La fotografia che in tutti questi anni abbiamo scattato, come operatori sociali di cooperative aderenti a Conf e Lega, ci consente di dire che la tutela esercitata dalle Centrali cooperative (Legacoop, Confcoop...) nei confronti dei presidenti di cooperative è stata perfetta. Non a caso, esistono dirigenti in carica da quasi venti anni, segno evidente di un mancato ricambio e, probabilmente, di una scarsa crescita democratica interna dei soci lavoratori. Fin dai primi anni 90 esistevano già un gran numero di collaboratori a ritenuta di acconto, impiegati in mansioni perfettamente subordinate. E allora, ancora, non c'era l'alibi della legge 30.
La zona franca priva di regole e senza rispetto per i diritti costituzionali basilari ha sempre prevalso, ha prevalso di conseguenza, con il famoso alibi della "vision" e della "mission", la necessità di ingoiare ingiustizie nei rapporti di lavoro, licenziamenti, mobbing, la carenza di democrazia interna, l'insicurezza degli assistenti domiciliari che lavoravano con disabili fisici senza sollevatori correndo il rischio di diventare prematuramente inabili al lavoro per patologie articolari e scheletriche (come poi è successo in diverse coop). Saltuarie e discontinue sono state le iniziative sanzionatorie dell' INPS e della Guardia di finanza su evasioni contributive e fiscali.
Tra i dirigenti dei consigli di amministrazione e i prestatori d'opera, la Legacoop e la Confcoop, sin dall'inizio, hanno fatto la loro scelta coerente e pragmatica. Hanno scelto cioè di non volgere lo sguardo verso il "clima aziendale" ma verso il "vertice aziendale". I partiti hanno svolto il loro ruolo di regia unificante che smorza i conflitti secondo mediazioni e compromessi fatti al chiuso di una stanza, mentre spesso i delegati e i Rls hanno seguito il classico copione di traffichini o comparse senza voce. Gli sviluppi di questo pragmatismo lo vediamo oggi. Vediamo cosa è diventata buona parte della cooperazione sociale, il salario da fame e la sicurezza di chi lavora, gli intrecci con la politica, lo squilibrio economico tra chi amministra le cooperative e chi lavora direttamente a contatto con il disagio. Qualcosa è emerso, in qualche modo, nell'inchiesta su appalti e subappalti di "report" al Sant'Andrea, al Policlicnico, su ricapitalizzazioni imposte ai soci di certe coop, sulle scatole cinesi di cooperative di tipo B appaltatrici di servizi all'Università. Per non parlare delle inchieste giudiziarie in atto in Calabria e in Veneto.
Rimane attuale il tema della mancata valorizzazione delle professionalità interne alle cooperative. Scarse o inefficaci le iniziative parlamentari per aggiornare l'elenco dei lavori usuranti, per costruire un albo degli educatori professionali per dare certezza di diritto alla figura del socio-lavoratore e a tutti i prestatori d'opera. Mancato aggiornamento, carenza di supporti psicologici e di supervisione, mancata "formazione permanente" e stagnazione professionale dei propri lavoratori. Insomma, una vera e propria inosservanza dei principi sanciti a livello di Unione Europea per i quali la Regione Lazio, ad esempio, riceve dal Fondo Sociale comunitario circa 100 milioni di euro l'anno.
Per fortuna oggi, di queste condizioni economiche ingiuste se ne sono accorti anche i sindacati confederali, che si sono svegliati dopo decenni.
Occorre quindi partecipare in massa. Tutti noi vogliamo che le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) siano coerenti con i loro fini statutari, che applichino e rinnovino i contratti collettivi e le norme di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Sembra paradossale che debbano essere i soci e i lavoratori, con uno sciopero e una manifestazione nazionale, a ricordare alla classe dirigente delle cooperative sociali e associazioni "onlus" che al centro della loro imprenditorialità non può esserci il danaro e il potere ma i diritti e la sicurezza delle centinaia di migliaia di operatori che, con il loro lavoro quotidiano, contribuiscono a tenere in piedi il sistema "welfare" di questo paese.
Domenico Ciardulli
ARTICOLO PUBBLICATO SU: ► Osservatorio sulla Legalità ►Aprile ►I COMMENTI

►Anche i precari della Sanità in piazza

IL LATO OSCURO DELLE COOPERATIVE SOCIALI

autore:
comiromanord
Sommario:
COSA SUCCEDE NEL MONDO DELLE COOP? ALCUNE TESTIMONIANZE SHOCK A POCHI GIORNI DALLO SCIOPERO NAZIONALE

Fabrizio Gatti nella sua inchiesta al policlinico aveva solo sfiorato il problema. A pochi giorni dal primo sciopero generale della storia fatto da CGIL CISL e UIL nel settore delle cooperative sociali, torna insistente il tema della zona franca delle illegalità nelle cosiddette ONLUS.
Una serie di testimonianze scioccanti di Giovanna, di Tina di Elisa le trovate su www.ciardullidomenico.it

SCIOPERO NAZIONALE OPERATORI SOCIALI

28/03/2008 - 13:00
04/04/2008 - 13:00
Sommario:
rottura tra centrali cooperative e sindacati
Promotore evento:
sindacati confederali
Indirizzo email:

DOPO AVER ROTTO LE TRATTATIVE CON LEGACOOP E CONFCOOP, PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, CGIL CISL E UIL PROCLAMANO PER IL 4 APRILE UNO SCIOPERO E UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE NEL SETTORE DELLE COOPERATIVE SOCIALI.
SIAMO AD UNA SVOLTA VERA NELLA TUTELA DEI SOCI E LAVORATORI?

UN'ANALISI E UN INVITO AL DIBATTITO SU: www.ciardullidomenico.it

ECCO COME LE COOPERATIVE TAGLIANO GLI STIPENDI AI SOCI LAVORATORI

autore:
comiromanord
Sommario:
Alcune dimostrazioni di come funziona il meccanismo cooperativo profit e no profit

SUL SITO www.ciardullidomenico.it troverete un articolo de Il Manifesto "Così le cooperative tagliano gli stipendi ai soci lavoratori". Vorrei dire che spesso i soci lavoratori di cooperative, parlo soprattutto di quelle più grandi e di quelle a gestione piramidale, verticistica e autoreferenziale, vengono considerati dagli amministratori come "lavoratori imprenditori", coinvolti nel rischio d'impresa, solo quando si tratta di mettere mano alle tasche per rimediare a esercizi finanziari fallimentari.
La storia della ricapitalizzazione l'abbiamo già sentita a Roma in alcune cooperative sociali, così come abbiamo visto in altre la prassi di non pagare gli stipendi ai soci lavoratori per mesi a causa di pignoramenti giudiziari seguiti a vertenze di lavoro perdute dagli amministratori delle cooperative stesse con risarcimenti elevatissimi. Segno spesso di gestione avventuriera e incompetente da parte di presidenti e/consiglieri in carica da oltre un decennio.
Un ruolo subalterno, quello dei soci lavoratori, spesso inquadrato in contratti precari e/o in buste paghe misere, schiacciati in decisioni di vertice aziendale che arrivano, non di rado, fino al mobbing. Senza eccessivo rispetto delle norme di sicurezza nell'ambiente di lavoro.....Ma leggete l'articolo.. su www.ciardullidomenico.it

ASSEMBLEA: IL LAVORO INVISIBILE- ROMA SAN LORENZO

01/03/2008 - 10:00
01/03/2008 - 13:30
Sommario:
il lavoro invisibile del welfare romano
Promotore evento:
rete degli operatori sociali precari

SABATO 1 MARZO A ROMA ORE 10.00 ASSEMBLEA CITTADINA A SAN LORENZO SUL "LAVORO INVISIBILE"

UN TEMA CHE RIGUARDA OGNI ANGOLO DELLA CITTA'

ECCO IL VOLANTINO:

http://www.ciardullidomenico.it/Comunicati/assemblea_l...

I precari e il PD di Veltroni nel racconto di Paola

autore:
comiromanord
Sommario:
La storia di Paola che si definisce la schiava, raccontata attraverso le pagine di un quotidiano

Paola, che si definisce "la schiava", lavora nelle scuole con gli alunni disabili ed ha scritto una lettera drammatica ai giornali per raccontare la sua precarietà. Una lettera che ci induce ad una riflessione su quali siano veramente gli interessi tutelati dal Partito Democratico di Walter Veltroni.

Il testo della lettera, pubblicata su un quotidiano nazionale, lo trovate anche su: www.ciardullidomenico.it

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